domenica 6 settembre 2015

LE ISOLE



Un'isola può trovarsi nelle acque di un fiume, di un lago o del mare. La parte del terreno che separa la terra emersa dall'acqua è detta costa o litorale.

Più isole vicine tra di loro formano un arcipelago.

Le isole possono essere disposte a corona o a catena. Ad esempio, le Isole Aleutine nell'Oceano Pacifico formano una catena tra l'Asia e l'America settentrionale.

Le isole presenti nei corsi di un fiume si trovano alla foce, nel delta, o nel corso intermedio se il fiume ha una certa larghezza. Nella maggior parte dei casi sono formate dal deposito di sedimenti nei punti pianeggianti del suo corso in cui la corrente rallenta e perde la capacità di trasportare a valle la parte più pesante del materiale sedimentario. Essenzialmente queste sono un impedimento al flusso dell'acqua ed alcune possono nascere nei momenti in cui il livello del fiume è normale e sparire quando il volume e la velocità dell'acqua cambia a causa di un periodo di piena. Altre isole sono formate dall'incontro di un'asperità rocciosa che causa la momentanea divisione del fiume in due tronconi.

Le isole presenti all'interno dei laghi sono delle sporgenze del terreno sopra il livello dell'acqua che ha riempito una conca naturale od artificiale. Nel caso in cui il lago abbia uno o più immissari è possibile che i sedimenti trasportati da questi fiumi generino una o più isole. La vegetazione può a suo volta creare un'isola: le piante che sono in grado di crescere con parte del tronco nell'acqua possono far accumulare detriti organici in punti più bassi non prossimi alla riva e con l'andare del tempo generare un affioramento del terreno dalle acque del lago.

Le isole continentali sono le più vaste, sono collegate alla piattaforma continentale e possono essersi staccate dal continente per erosione, abbassamento del terreno, innalzamento del livello delle acque, forti terremoti, eruzioni vulcaniche, ecc. o semplicemente perché la piattaforma continentale è più bassa, in alcuni punti, del livello delle acque. Esempi di isole continentali sono la Sicilia e la Groenlandia.

Un tipo particolare di isole continentali sono quelle che si sono staccate dal continente a causa della deriva dei continenti come per esempio l'isola del Madagascar staccatasi dal continente africano.

Un altro tipo particolare sono le isole formatesi dall'accumulazione della sabbia erosa dal continente vicino.



Sono dette isole oceaniche quelle isole che non fanno parte della piattaforma continentale e che sono generalmente piccole con una forma arrotondata. Le isole oceaniche possono essere suddivise in isole vulcaniche, atolli e cime di catene montuose sottomarine che emergono dalle acque.

Le isole vulcaniche sono costituite da lava solidificata eruttata da vulcani che una volta erano al di sotto del livello del mare. Esistono però altri tipi di isole vulcaniche, come i vulcani sommersi che facevano parte di una piattaforma continentale. Un esempio su tutte è l'Islanda, la più grande isola vulcanica della Terra.

Un altro tipo di isola vulcanica è quella formata da una placca tettonica che scorre sotto un'altra. Questo scorrimento crea una catena di vulcani che emergendo formano una catena di isole. Queste isole possono anche reinabissarsi dopo un lungo periodo di frequenti terremoti ed eruzioni, come per esempio le isole Eolie.

L'ultimo tipo di isola vulcanica è formata da un punto caldo sopra cui scorre una placca tettonica. Esempi sono le isole Hawaii.

Alcune isole hanno acquisito una fauna ed una flora tutta particolare e che esiste solo in quella particolare isola; un esempio fra tutti, il Madagascar e le isole Hawai.

In questo caso si parla di "colonizzazione" delle isole. Naturalmente, un’isola continente ospita già al momento della separazione dalla terraferma, una comunità di vita, quindi la sua popolazione, flora e fauna sono uguale a quella del continente; ma poi con l’arrivo delle specie colonizzatrici, e grazie ai processi evolutivi che portano alla formazione di nuove specie, la varietà della vita sull’isola subisce importanti cambiamenti. Un’ isola oceanica comincia invece la propria esistenza priva di esseri viventi in superficie.

Il mare è un ostacolo invalicabile per molti organismi, il contatto con l’acqua salata è fatale alla maggior parte delle specie viventi, solo gli animali che per la loro natura dipendono dalla vita nel mare, pensiamo alle tartarughe, agli uccelli marini, alle foche ecc... contribuiscono al primario sviluppo della nuova isola.



Il vento e il mare poi, faranno la loro parte, trasportando pollini e semi, che daranno poi origine alla futura vegetazione. Anche gli escrementi degli uccelli marini che giungono sull’isola, daranno il loro contributo fondamentale per il diffondersi di nuove specie vegetali. I veri colonizzatori di un’isola sono dunque quegli organismi che riescono ad attraversare i mari e a divenire poi abitanti stabili dell’isola, naturalmente le isole sono molte e sparse in tutti i mari della terra, quindi occorre anche fortuna affinché un organismo vivente possa approdare e stabilirsi sul nuovo territorio. Alcune isole sviluppano una vita particolare ed unica, e creano un ecosistema indipendente dal resto delle terre emerse. In questo caso occorre fare attenzione quando ci rechiamo in questi posti, rispettando e preservando la flora e la fauna locale, evitando anche di importare organismi "alieni" che andranno a modificare irrimediabilmente l'equilibrio dell’intero habitat.

Nel mondo ci sono moltissime isole, la cui origine è varia e diversificata.

Alcune isole, infatti, hanno origine vulcanica (come il Giappone): esse sono infatti formate da magma e lava che, dopo essere fuoriuscite dal fondale oceanico, a contatto con l'aria si sono raffreddate, andando così a formare l'isola.

Altre isole, invece, sono frutto della sedimentazione di organismi marini, come le cosiddette isole corralline.

Altra tipologia di isola è quella rappresentate da quelle 'di erosione', la cui separazione dalla terraferma è avvenuta per intervento degli agenti atmosferici (come le isole intorno alla Gran Bretagna)

Gli atolli si formano a seguito di eruzioni di tipo esplosivo di un'isola vulcanica attorno alla quale si è formata una barriera corallina, che, in continua crescita, affiora ed emerge dalla superficie marina, formando bassi fondali al suo interno. Al centro della laguna venutasi a formare tendono ad accumularsi sedimenti emergendo sotto forma di isola piatta, dalla sabbia bianca o quasi rosata e dalla forma solitamente quasi circolare o ellittica.
Nei fondali marini sono presenti varie catene montuose sottomarine, in alcuni casi è possibile vedere queste formazioni come continenti sommersi dalle acque, o meglio continenti che non hanno altezze sufficienti ad emergere dal livello attuale dei mari. Alcune delle cime possono essere più alte del livello del mare generando un'isola che, in alcuni casi, può essere molto distante da qualsiasi altra terra emersa.

Secondo vari studi risulta che il livello delle acque nel passato era molto più basso dell'attuale, secondo alcuni era più basso anche di 100-200 metri. Se ci fosse oggi un abbassamento delle acque di queste proporzioni si avrebbe che molte isole risulterebbero delle cime delle terre emerse. Un caso particolare è il Mar Mediterraneo che attualmente è collegato all'Oceano Atlantico dallo stretto di Gibilterra, mentre sembra che nel passato era un mare interno con un livello delle acque molto più basso rispetto agli oceani. Quindi un'isola attuale poteva essere parte del continente in un passato non troppo remoto; mentre potevano esserci varie isole dove ora c'è solo mare.

Attualmente stiamo probabilmente vivendo una fase opposta: a causa del riscaldamento globale della Terra sembra che i ghiacciai di tutto il mondo si vadano ridimensionando, causando un costante aumento del livello del mare. Questo fenomeno a lungo andare comporterà la scomparsa di varie isole, buona parte della fascia costiera e delle pianure più basse.






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