sabato 26 dicembre 2015

PORTO SANTO STEFANO



Porto Santo Stefano è una rinomata località turistica sulla costa settentrionale dell'Argentario, è un attivo centro commerciale, peschereccio e balneare. Si affaccia su una baia dominata dalla Fortezza Spagnola; con Porto Ercole costituisce uno dei due abitati maggiori che formano il comune.

Per la sua posizione geografica favorevole fu frequentato dagli antichi popoli che navigavano nel Mediterraneo. I romani hanno lasciato notevoli tracce della loro presenza, tra le quali i resti dei bagni di Domiziano e nelle loro carte indicavano la località con nomi vari, come Portus Traianus e Portus ad Cetarias. Sotto la dominazione dei senesi che va dagli inizi del XV alla metà del XVI secolo il luogo diviene un approdo di scarsa importanza soggetto alle frequenti incursioni dei pirati. In questo periodo vengono costruite la torre dell’Argentiera nel 1442, ed alcune torri costiere. Lo sviluppo del centro ebbe inizio intorno al 1550 sotto il governatorato spagnolo di Núñez Orejón de Ávila, e continuò dopo la creazione dello stato dei Presidi e la costruzione della fortezza spagnola.

Nel 1646 Porto Santo Stefano fu conquistato dai francesi per poi tornare sotto la dominazione spagnola nello stesso anno, nel 1707 passò sotto il governo degli austriaci, insieme a tutto lo stato dei Presidi, nel 1737 finì sotto il controllo dei Borboni ed in questo periodo si registrò il primo sviluppo demografico importante con l'afflusso di molte famiglie provenienti dalla Campania, dall'Isola d'Elba, e dalla riviera Ligure. Nel 1801 si unì al regno di Etruria e nel 1815 con il trattato di Vienna passò sotto il Granducato di Toscana. Nel 1842 il granduca Leopoldo II di Lorena istituì la comunità di Monte Argentario, dove Porto Santo Stefano rappresentava il capoluogo e Porto Ercole la frazione. Nel 1860 insieme a tutta la Toscana entrò a far parte del Regno d'Italia, fatto storico fu la sosta di Garibaldi e i Mille il 9 maggio 1860 durante il viaggio di trasferimento da Quarto a Marsala.

Durante l'ultimo conflitto mondiale, Porto Santo Stefano costituiva per i tedeschi una base logistica molto importante, per questo fu teatro di violenti bombardamenti, il centro abitato fu duramente colpito dagli alleati subendo la perdita di molti civili. L'episodio venne enfatizzato da Radio Londra, come il successo dei prossimi vincitori del conflitto sulla zona che allora costituiva la vera piazzaforte della Wehrmacht in Italia. I bombardamenti fecero di Monte Argentario il secondo comune in Italia più distrutto dalle incursioni aree anglo- americane, dopo Cassino, nella seconda guerra mondiale.

Il primo nucleo urbano di Porto Santo Stefano, si sviluppò alla base della Fortezza Spagnola, edificata nel 1600, dove iniziarono a sorgere i primi insediamenti abitativi. La vera espansione urbanistica iniziò però intorno al 1800 con la costruzione delle prime strutture portuali pubbliche. Durante la seconda guerra mondiale il paese fu distrutto al 90% dai bombardamenti alleati, facendone una delle località più danneggiate d'Italia. La ricostruzione del dopoguerra riguardò la totalità del tessuto urbano, dei porti e delle vie di comunicazione, interessando anche la chiesa, costruita ex novo sulle ceneri della vecchia struttura settecentesca, andata distrutta, della quale rimangono solo le campane e parte del campanile. Dagli anni sessanta, si assiste per circa un ventennio ad una forte espansione dell'edilizia turistico-residenziale, costituita da ville, residence ed alberghi, non sempre in regola con le vigenti norme. Ruolo rilevante contro gli abusi di quel periodo fu dell'allora sindaco Susanna Agnelli, che si rese protagonista nella gestione amministrativa del territorio, con opere importanti, come il lungomare dei navigatori progettato da Giorgetto Giugiaro. Negli anni '80 la speculazione venne quasi totalmente bloccata e ciò ha contribuito ad innalzare notevolmente il valore degli immobili preesistenti, limitando l'afflusso turistico ad una clientela più esclusiva. Gli anni '90 hanno visto la ripresa dell'edilizia popolare, specialmente verso nord-est, espandendo la località nella piana del Pozzarello, dove è sorto un nuovo nucleo abitativo.

La cittadina si suddivide in quattro rioni storici, tutti con un gonfalone proprio.

Croce, il cui gentilizio è crociaioli; ha nello stemma, in alto un gabbiano grigio in campo rosso, in basso una croce di Sant'Andrea rossa in campo bianco. Il rione Croce comprende la maggior parte del nucleo storico originario di Porto Santo Stefano che si sviluppa attorno alla chiesa principale.
Fortezza, il cui gentilizio è fortezzaioli; ha nello stemma, a sinistra la Fortezza Spagnola dorata in campo rosso, a destra un somarello rampante dorato in campo amaranto. Il Rione Fortezza, unico a non essere a diretto contatto con il mare, comprende quella parte alta di Porto Santo Stefano che circonda l’antica Fortezza Spagnola.
Pilarella, il cui gentilizio è pilarellai; ha nello stemma, a sinistra un'anfora dorata in campo rosso, a destra un delfino grigio chiaro in campo blu notte. Il rione Pilarella si estende dal porto vecchio fino alla strada panoramica. Comprende il piazzale dei rioni e il palazzo comunale le zone di maggior richiamo turistico della cittadina.
Valle, il cui gentilizio è vallaioli; i colori del Valle sono l’azzurro chiaro e il bianco, e nel suo stemma araldico figurano l’ascia e il faro. Il rione Valle si estende dal porto principale di Porto Santo Stefano fino all'entroterra del Campone, costituendo la zona industriale e commerciale più importante del capoluogo.

L'economia di Porto Santo Stefano, si basa essenzialmente sulle attività turistiche, molto sviluppate lungo tutta la costa e legate alla normale stagionalità delle festività italiane. Alle normali attività alberghiere e ristorative, si aggiungono quelle derivanti dai collegamenti con le vicine Isola del Giglio e Isola di Giannutri. La località si fregia della Bandiera Blu, riconoscimento conferito dalla FEE alle migliori località costiere europee.

La pesca era un tempo l'attività principale e notevole fonte di sostentamento della popolazione del luogo. Nella prima metà del 1800, fino al 1887 nel golfo era attiva una tonnara, la pesca del pesce azzurro, acciughe, sarde e tonni, favorì la nascita di piccole attività conserviere già nel 1873. Nella località è presente una tra le più importanti flotte pescherecce del Tirreno e le barche esercitano soprattutto lo strascico costiero, la marineria fornisce il pescato nelle più importanti città italiane tramite il mercato del pesce. Azienda di rilievo internazionale con sede a Porto Santo Stefano è la Manno Pesca, multinazionale del commercio ittico.

Di una certa importanza è anche l’attività dei cantieri navali e dei maestri d’ascia, soprattutto nella costruzione di imbarcazioni da diporto e rimessaggio navale. Il Cantiere Navale dell'Argentario, è uno dei più importanti cantieri italiani per il restauro di imbarcazioni e velieri d'epoca.

La località si trova sul lato nord-occidentale del promontorio dell'Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 10 km a sud-ovest di Orbetello e circa 12 da Porto Ercole. La costa settentrionale di Porto Santo Stefano, si articola tra Punta Lividonia a nord-ovest e la foce del Canale di Santa Liberata.

Procedendo da ovest verso est, la costa si presenta alta e rocciosa tra Punta Lividonia e Punta della Madonnetta, che delimita a ovest il centro abitato. Il tratto costiero su cui si affaccia la cittadina, presenta una passeggiata lungomare che si affianca alla strada urbana. Proseguendo lungo quella direzione si incontra prima il porto vecchio, ormeggio di tipo turistico, e dopo un altro tratto di passeggiata lungomare il Porto del Valle, punto di partenza dei traghetti per l'Isola del Giglio e per Giannutri, a cui sono annessi l'area riservata ai pescherecci e i cantieri navali.

Oltrepassata l'area del porto principale, la costa diviene nuovamente alta e rocciosa, lungo la quale si incontrano le penisolette di Punta Nera e del Calvello, ove si trovava originariamente una torre costiera.

La Fortezza Spagnola fu costruita nei primi decenni del XVII secolo e recentemente restaurata, è un bell'esempio di architettura militare spagnola.

Composta di due livelli, poggia su un basamento quadrato di metri 35 x 35, l'ingresso si trova sul lato a monte ed è costituito da una breve e stretta rampa di scale terminanti con quello che era un ponte levatoio. Superato il portone d'ingresso troviamo un cortile con al centro l'apertura di una cisterna e sui lati i sei locali della guarnigione. Proseguendo abbiamo accesso alla terrazza, in posizione dominante sul porto, nella quale si conservano tutt'oggi i cerchi in pietra che permettevano la rotazione degli affusti dei cannoni ottocenteschi. Per mezzo di due rampe laterali si sale sul piano superiore dove troviamo un'altra terrazza con quattro feritoie per i cannoni che puntavano verso il mare. Sul lato opposto del forte, verso il monte, ci sono due camminamenti sovrapposti con piccole feritoie per la piccola artiglieria.



Il panorama che si ammira dalle sue terrazze è di una bellezza unica, inoltre questo storico edificio ospita le mostre permanenti dei Maestri d'Ascia e "Memorie Sommerse" con alcuni dei reperti archeologici recuperati nelle acque dell'arcipelago Toscano.

La strada Panoramica costeggia la porzione dell’Argentario affacciata sul mare aperto, collega i due centri di Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Guidare su questa strada è un piacere unico, oltre ad ammirare lo splendido panorama, si possono scorgere sul lato destro, verso il mare, i resti di una serie di torri costiere. La prima, visibile all'interno di un parco privato, è Torre di Lividonia costruita nel XVI secolo. Seguono la Torre della Cacciarella, quella di Cala Grande già riutilizzata come faro ed oggi parte integrante di una casa privata, la Torre di Cala Moresca di fronte all'isolotto dell'Argentarola, e la torre di Cala Piatti oggi inclusa nell'Hotel di Cala Piccola.
Proseguendo sempre sulla strada panoramica in direzione Porto Ercole, al termine di una ripida salita si aprirà davanti ai nostri occhi lo splendido panorama del golfo sottostante dove potremo scorgere senza difficoltà l'isola di Giannutri.

La Giannella si tratta di una spiaggia sabbiosa di circa 8 km, con stabilimenti balneari, spiaggia libera, bar e ristoranti in riva al mare. Il mare digrada molto dolcemente e rende quindi questa spiaggia molto adatta ai bambini piccoli. Per accedere al mare vi basterà percorrere in macchina il tombolo per incontrare i numerosi punti di accesso. Questa spiaggia si presta bene per gli sport velici.

I Bagni di Domiziano, detta anche spiaggia Gerini per la presenza della villa dei Marchesi Gerini, è una spiaggietta di sabbia libera (priva di stabilimenti balneari) che si trova lungo la strada che conduce a Porto Santo Stefano. Dalla strada tuttavia la spiaggia non è visibile ed anche il sentiero di accesso è poco visibile seminascosto tra gli ulivi. Anche questa è una spiaggia adatta ai bambini a causa del fondale che si mantiene basso. La caratteristica principale di qusta spiaggia è che si trova di fronte all'antica dimora dei Domizi Enobarbi, famiglia della Roma imperiale da cui discende l'imperatore Nerone. Tutt'oggi durante i giorni di bassa marea, affiorano da mare i resti delle antiche vasche utilizzate per allevare il pesce; sono visibili inoltre, subito dietro la punta sulla sinsitra, le rovine dell'antica villa risalente al 36 a.C.

La Soda è divisa in due da un piccolo molo, a destra c'è la spiaggia libera, a sinistra lo stabilimento balneare. È una spiaggia formata da piccoli ciottoli, troviamo anche un bar ed un ristorante proprio di fronte al mare. È frequantata anche dai sub che sono agli "inizi", poiché qui riescono facilmente ad accedere al mare con tutta l'attrezzatura senza la necessità di utilizzare una barca.

Il Pozzarello si trova nella cala succesiva alla Soda e la sua spiaggia formata di piccoli ciottoli e sabbia, si trova sotto la strada di percorrenza. L'accesso è situato in più punti di facile individuazione ed è indicato anche per i portatori di handicap. È presente uno stabilimento balneare con bar e ristorante ma la maggior parte della spiaggia è libera. Questo è un luogo molto tranquillo e indicato per rilassarsi, inoltre quando c'è vento di scirocco il mare è particolarmente limpido e calmo come una "tavola".

La Bionda è una graziosa e tranquilla caletta situata dopo il Pozzarello. Da Porto Santo Stefano si può raggiungere anche a piedi (il tratto non è breve ma è tutto pianeggiante e suggestivo) passando sotto le gallerie dove dal 1913 al 1944 transitava il trenino; alla fine dei tre tunnel troverete questa graziosa spiaggetta e la sua barriera di scogli, all'interno della quale il mare è sempre calmo. La spiaggia è libera, non vi sono bar ne stabilimenti balneari. Si può raggiungere anche dalla strada che conduce a Porto Santo stefano, prendendo alla fine della baia del Pozzarello, la stradina che costeggia il mare.

La Cantoniera è una spiaggia di piccoli ciottoli e sabbia raggiungibile dal paese Porto Santo Stefano anche a piedi, passando sotto la galleria, che dal 1913 al 1944, consentiva il passaggio del trenino proveniente da Orbetello. L'accesso è adatto anche ai portatori di handicap. Sul lato sinistro troverete la spiaggia libera, mentre a destra lo stabilimento balneare con bar e ristorante. La Cantoniera è una spiaggia allegra e molto frequentata soprattutto nelle ore pomeridiane. La scogliera sulla sinistra è il paradiso dei ragazzini locali, che passano le ore tuffandosi dagli scogli. Nei giorni in cui batte vento di scirocco il mare è particolarmente calmo e cristallino.

La spiaggietta del Moletto si trova dentro Porto Santo Stefano, sulla sinistra del porticciolo della Pilarella. È molto comoda da raggiungere anche a piedi ed è accessibile anche ai portatori di handicap. La spiaggia libera è piccolissima, ma anche lo stabilimento balneare non è poi così grande. C'è inoltre un bar ed il ristorante proprio in riva al mare. In estate nelle acque di questa spiaggia viene allestito un campo da pallanuoto.

Anche la caletta si trova dentro il paese di Porto Santo Stefano e risulta di facile accesso per tutti. Quì troverete il bar, lo stabilimento balneare, il ristorante con terrazza sul mare, ed anche un diving center con guide per l'osservazione dei cavallucci marini. Il fondale è subito profondo (ideale per rilassanti nuotate), tuttavia una rientranza artificiale permette anche ai più piccoli di "sguazzare" in tutta tranquillità.

Uscendo dal centro abitato di Porto santo Stefano e prendendo la strada panoramica, la prima spiaggia accessibile da terra è la Cacciarella. Da qui in avanti le spiagge non hanno bar ne stabilimenti balneari, gli accessi non sono mai comodissimi, tuttavia sono molto più belle e selvagge. La Cacciarella è piccolissima, formata da sabbia e posizionata tra due scogliere. Bisogna lasciare l'auto lungo la strada panoramica e scendere lungo un ripido sentiero per circa 500 metri. Non scordatevi maschera e boccaglio poiché i fondali sono bellissimi. Sulla scogliera nel lato ad est è situata la Grotta del Turco, l'accesso è seminascosto, ma l'interno della grotta è molto ampio. Una nota leggenda locale ha attribuito il nome a questa grotta: si racconta infatti che qui riuscirono a nascondersi dei pescatori santostefanesi con tutta la barca, scampando così alla cattura dei pirati saraceni, che dopo un lungo inseguimento videro sparire i pescatori tra gli scogli e non riuscirono ad individuare l'accesso della grotta. Segnaliamo infine che su un fondale di 15 mt è posta la statua del Cristo Redentore, segnalata da una targa affissa sugli scogli in superficie.

Cala Grande essendo riparata da molti venti è anche la cala più frequentata dalle imbarcazioni. Sono tre le spiagge di questa cala e sono composte da ciottoli. Il fondale è splendido, ottimo quindi per fare snorkeling e rilassanti nuotate.

Cala del Gesso è una delle spiagge più belle dell'Argentario. La spiaggia è formata da ciottoli molto piccoli e levigati, di fronte c'è l'isolotto dell'Argentarola, mentre sull'estremità della scogliera di destra, si trovano i resti di una torre spagnola del XVI° secolo. La spiaggia è tutta libera, non ci sono stabilimenti balneari ne bar, è ottima per fare snorkeling, il mare è cristallino, sarete immersi nella natura dell'Argentario.

Cala del Bove si trova qualche centinaio di metri più avanti di Cala del Gesso. Il sentiero che porta al mare è percorribile solo a piedi, non è in ottimo stato ed è lungo più o meno 700 metri. Cala del Bove è una scogliera priva di arenile, chi è abituato alla comodità dei lettini delle spiagge non sarà proprio a suo agio, tuttavia gli scogli sono levigati e ci si può sdraiare in modo relativamente comodo. Questa zona non è mai molto frequentata e gli amanti dello snorkeling troveranno un fondale di primo livello.

Cala Piccola è una piccola spiaggia di ciottoli in cui troverete lo stabilimento balneare dell'Hotel. Qualche centinaio di metri al largo, di fronte alla spiaggia, c'è scoglio del corallo, una secca che da un fondale di circa 45 metri, risale fin quasi in superficie, è un punto di immersione tra i più belli dell'Argentario.

Mar Morto è la cala più selvaggia dell'Argentario raggiungibile via terra. Il nome Mar Morto deriva dalla sua caratteristica barriera di scogli naturale, che forma alle sue spalle delle piscine naturali dove l'acqua è sempre calma. Portatevi una maschera perché qui troverete i fondali più belli dell'Argentario, resi ancora più affascinanti dalla quantità e varietà di pesci che li popolano.

Il convento dei Padri Passionisti, circondato da una vegetazione generosa, fu costruito sul finire del 1700 per volere di San Paolo della Croce. I Padri Passionisti promuovono la memoria della passione di Cristo, vivono in comunità e fanno una vita di studio, preghiera ed attività missionaria.
Il complesso è costituito da una parte conventuale e dalla chiesa. Quest'ultima è di stile settecentesco, con facciata neoclassica e decorata internamente con stucchi di stile barocco. Conserva numerose reliquie di San Paolo ed alcune opere di rilievo tra cui la "Presentazione di Maria al Tempio" di Sebastiano Conca da Gaeta, una pregevole copia ottocentesca del dipinto di San Michele di Guido Reni e la “Madonna col Bambino” di Pietro Aldi.
Oggi il Convento dei Passionisti è indubbiamente un luogo di pace, tranquillità e grande suggestione.
Il 12 dicembre del 2000, a sorpresa e tra lo stupore e l'emozione dei monaci presenti, si fermò a pregare nella piccola cappella del convento il Papa Giovanni Paolo II.

La Falesia di Capo d'Uomo all'Argentario è una parete di rara bellezza che si inabissa nel mare ed attrezzata per l'arrampicata.

La falesia è stata attrezzata per l'arrampicata a metà degli anni novanta; poi nel 2012, la guida Alpina Eraldo Meraldi, si è occupato della risistemazione (richiodatura con materiale inox) aprendo nuove linee di salita ed attrezzando anche lo spigolo sul mare, dedicandolo al grande alpinista e frequentatore dell'Argentario Walter Bonatti.

La Torre dell'Argentiera è un'antica torre di avvistamento situata sulle colline retrostanti il centro abitato di Porto Santo Stefano sull'Argentario.

L'Argentario è circondato da numerose torri che si affacciano sul mare per la difesa dai corsari barbareschi che infestavano i nostri mari da tempo immemorabile. Una di queste torri è la torre dell'Argentiera che, a differenza delle altre non si trova sulla costa ma si trova all'interno a più di un chilometro dal mare in linea d'aria.

La torre  è sicuramente medievale ma la data esatta della costruzione non si sa. Si è pensato che fosse stata costruita nel 1442 perché in una relazione della metà del XVI secolo viene riportato che in quell'anno, dietro Porto Santo Stefano, fu costruita una torre e alcuni hanno pensato fosse la torre dell'Argentiera. In effetti la costruzione è più vecchia di diversi secoli e si pensa che fosse stata costruita su una base di una torre più vecchia, addirittura del periodo romano. La base ha una forma quadrata di 5 metri per lato e l'altezza di circa 22/25 metri, non ha porte e l'unica apertura (di piccole dimensioni) si trova a diversi metri da terra, senza scale di accesso, nella parte settentrionale. Si entrava attraverso una scala a corda che veniva ritirata all'interno quando gli uomini addetti al controllo si rifugiavano dentro. L'interno si compone di due vani, al pianterreno era situata una cisterna d'acqua mentre il piano superiore serviva da alloggio ai soldati e al torriere che la custodivano. Dopo essere stata colpita da un fulmine, la torre ha versato per molti anni in stato di degrado, con la parte rivolta a nord-ovest addirittura crollata. Negli anni '90 sono stati effettuati lavori di restauro ed oggi si trova in buone condizioni. La torre dell'Argentiera si trova dentro un recinto di circa 50 metri di diametro costituito da mura che sono state riportate alla luce durante i lavori di manutenzione.

Il compito della torre era quello di avvistare i nemici provenienti dal mare, in particolare l'arrivo dei corsari barbareschi provenienti dal nord-africa orientale che per secoli hanno assalito le nostre coste. Dentro il recinto sono stati trovati numerosi resti archeologici di diverse epoche storiche, dal periodo preistorico fino al XIX secolo.

Vicino alla torre si trova un grotta verticale con una piccola apertura. Il dislivello della grotta è di 23 metri. Questa spelonca ha creato diverse leggende come quella che dalla torre vi erano dei cunicoli che arrivavano fino alla Grotta degli Stretti o fino alla Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, naturalmente frutto della fantasia di persone che dimoravano nei paraggi.

Un'altra leggenda narra che, nel medioevo, un cavaliere partì per la guerra e al ritorno portò in dono alla propria amata, che abitava nella torre, una chioccia e dodici pulcini d'oro. Al suo arrivo il cavaliere trovò la donna morta. Il cavaliere a causa del dolore causato dalla scomparsa della sua amata, morì e di colpo la chioccia con i pulcini si animarono e presero a vagare nei dintorni della torre. Questa leggenda fu talmente creduta vera dalla popolazione locale che, in passato, diverse persone si sono messe in cerca della chioccia con i pulcini, alcune cominciarono addirittura a scavare sotto la torre (senza ovviamente trovare nulla), deturpando l'aspetto e minando la stabilità del fabbricato che rischiò di crollare.

Le leggende pur essendo frutto della fantasia hanno un piccolo barlume di verità. Oggi la Torre dell'Argentiera si trova in buono stato e si erge maestosa a guardia del golfo muta testimone degli incantevoli tramonti.

Chiesa di Santo Stefano, moderna chiesa parrocchiale del paese, ricostruita nel secondo dopoguerra dopo che l'antica chiesa settecentesca venne fatta saltare dalle truppe tedesche il 7 giugno 1944. La nuova chiesa fu progettata dagli architetti Mario Paniconi, Giulio Pediconi, Paolo Rossi de Paoli e consacrata il 25 dicembre 1950. Nel 1963 fu installato il grande organo Mascioni, mentre il presbiterio fu completamente rifatto prima nel 1980 e poi nel 2006.
Chiesa dell'Immacolata Concezione, edificio parrocchiale del rione del Valle, è stata realizzata tra il 1973 e il 1979 su progetto di Carlo Boccianti, benché la prima pietra fosse già stata benedetta e posizionata il 9 aprile 1961 dal vescovo Paolo Galeazzi. L'inaugurazione è avvenuta il 7 dicembre 1979 con la consacrazione da parte di monsignor Giovanni D'Ascenzi. Nel 2004 è stata oggetto di restauro.
Chiesa della Santissima Trinità, situata in località Pozzarello, si tratta di un moderno edificio parrocchiale realizzato tra il 1999 e il 2002 su progetto di Carlo Boccianti. La chiesa è stata consacrata il 22 giugno 2002 da monsignor Mario Meini.

Villa La Giocondiana, chiamata Villa Viti, costruita a Porto Santo Stefano negli anni 1920 dall'architetto Giovanni Maria Viti, una tra le poche residenze d'epoca rimaste indenni ai bombardamenti del 1944.
Fortezza Spagnola, costruita tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo con l'entrata di Porto Santo Stefano nello Stato dei Presidi, allo scopo di difendere la costa e il paese e respingere attacchi e incursioni nemiche provenienti dal mare. I lavori, che procedevano lentamente, furono terminati nel 1636 con alcune migliorie apportate dall'ingegnere militare Pedro Álvarez. Nei primi del XIX secolo, durante il periodo napoleonico, la fortificazione fu potenziata dai francesi per resistere agli assalti delle navi britanniche. Ristrutturata dai Lorena dopo l'annessione al Granducato di Toscana, la fortezza continuò a svolgere le funzioni militari anche dopo l'unità d'Italia, fungendo da presidio strategico durante la prima guerra mondiale. Nel secondo dopoguerra fu parzialmente modificata con l'aggiunta di due corpi di fabbrica per ospitare temporaneamente gli uffici del Comune.

Forte del Pozzarello, situato in località Pozzarello, si tratta di una fortificazione costiera realizzata tra il 1874 e il 1888, ultima struttura difensiva ad essere stata realizzata nell'area del promontorio dell'Argentario. Trasformato in deposito di armi e munizioni nel secondo dopoguerra, fu dismesso nel 1975, andando successivamente incontro ad un inesorabile degrado.
Forte Tre Natali, struttura difensiva posta sull'altura di Punta Nera, all'estremità orientale del paese, fu costruita nel 1811 dai francesi. Dismesso dopo il 1867, fu venduto a privati e smantellato. Attualmente sono visibili solo alcuni resti incorporati in un'abitazione privata.
Faro di Lividonia, faro marittimo costruito nel 1883, venne attivato come semaforo marittimo dalla Regia Marina per l'illuminazione della punta nord-occidentale del promontorio dell'Argentario. Il suo attuale aspetto è dovuto ad una ristrutturazione avvenuta nel 1926.
Torre di Lividonia, risalente al XVI secolo, è stata fatta costruire dagli spagnoli su progetto dell'ingegnere militare Francesco De Marchi, che ebbe l'incarico conferitogli nel 1548 dal governo della Repubblica di Siena, proprio negli ultimi anni in cui l'intero territorio era controllato dai senesi. La torre subì una incursione piratesca nel 1814 e nel 1867 fu ceduta a privati dopo essere stata dismessa. La torre è stata recentemente restaurata.
Torre del Calvello, torre di avvistamento costruita dagli Spagnoli poco dopo la metà del XVI secolo, quando l'intera zona apparteneva già allo Stato dei Presidi. Distrutta da un bombardamento nel 1943, è possibile oggi osservarne i resti.
Siluripedio, struttura militare costruita nel 1943 dal Silurificio Moto Fides S.A. di Livorno, filiale della Whitehead Sistemi Subacquei, per la sperimentazione, la messa a punto e il collaudo dei siluri in mare. Distrutta dai bombardamenti alleati lo stesso anno, non entrò mai in funzione. I resti delle colonne portanti sono diventate degli interessanti reperti di archeologia industriale, si trovano ancora in mare nei pressi dell'omonima località.

In via Barellai è posto il monumento ai caduti della seconda guerra mondiale, inaugurato nel 1964 su progetto di Giovanni Maria Viti, poeta, giornalista, scultore, pittore, nonché arguto osservatore delle tradizioni marinaresche del promontorio.

Sul lungomare dei Navigatori si trovano: il monumento ai caduti del mare, realizzato dallo scultore Egidio Ambrosetti nel 1999, composto da una monumentale scultura bronzea dal titolo tromba marina e il monumento alla memoria dei caduti civili sotto i bombardamenti del 1943, formato da una bomba d'aereo disattivata e due steli con i nomi dei caduti.

Porto Santo Stefano ha avuto una tradizione carnevalesca molto particolare, che si identificava nella maschera sciornia, nome che in dialetto significa trasandato, disordinato. Camuffamenti strani e antichi ai quali partecipava tutta la popolazione, fatti di vesti stracciate e ricucite, sacchetti e calzamaglie nelle combinazioni più improbabili. Queste antiche maschere, rappresentavano simbolicamente il modo di sovvertire ogni canone sociale e sessuale. La tradizione è andata persa nel tempo e le associazioni locali, con il Comune di Monte Argentario, cercano di far rivivere saltuariamente queste antiche usanze, come nel festival della maschera sciornia che si è tenuto nel 2009.

A Porto Santo Stefano ha sede il 64° deposito territoriale dell'Aeronautica Militare

La Fortezza Spagnola è adibita a struttura museale ed ospita le mostre permanenti maestri d'ascia e memorie sommerse.

Sul lungomare dei navigatori si trova il centro didattico di biologia marina con annesso l'acquario mediterraneo della Costa d'Argento.

Le due mostre permanenti e l'acquario fanno parte della rete museale Musei di Maremma (sezione Costa d'Argento).

Filarmonica Comunale, la presenza della filarmonica di Porto Santo Stefano è nota fin dal 1842, ai tempi del granduca Leopoldo II di Lorena. Altre testimonianze portano alla luce il passato storico e culturale della banda cittadina. Nel 1884 si scrive che la filarmonica locale veniva chiamata Concerto ed era diretta da Carlo Sturmann, insegnante di musica. Dopo un lungo periodo di interruzione, nel 1934 fu costituito un nuovo complesso bandistico chiamato Giacomo Puccini, composto da 70 elementi, che interruppe la sua attività con lo scoppio del secondo conflitto mondiale. Nel 1959 fu fondata ad opera del maestro Pietro Orsini, la banda caratteristica La Refola, collettivo molto particolare e distinguibile, noto anche a livello nazionale e per le sue partecipazioni a programmi televisivi. Con lo scioglimento di questa, nel 1993 fu costituita la filarmonica Comunale Giuseppe Ivo Baffigi che continua l'attività musicale, mantenendo la tradizione che dura da oltre un secolo e mezzo.

La cucina santostefanese, fornisce ampie varietà di piatti basati su ingredienti semplici tipicamente mediterranei, zuppe di pesce povero, verdure di stagione, olio toscano, dolci e vini tipici.

Nelle antiche Frasche, così venivano chiamate le prime osterie locali, oggi scomparse, all'ora di pranzo e merenda, c'erano uova lessate e acciughe salate condite con aglio e prezzemolo, lo stoccafisso battuto con legno sul muro, messo a bagno insieme ai ceci e cotto con cipolla, pomodoro, capperi e acciughe.

Pur se cambiata radicalmente con lo stile di vita, la gastronomia del promontorio mantiene la sua semplicità, arricchita e valorizzata dalle nuove generazioni di chef locali. Tra i prodotti agroalimentari tradizionali più conosciuti si citano i seguenti:

Caldaro dell'Argentario, tipica zuppa di pesce povero;
Minestra di spernocchia, nome dialettale della cicala di mare derivante dal campano;
Scaveccio, pesce fritto lasciato a riposare in una marinatura di aceto, cipolla, peperoncino, aglio, rosmarino, alloro;
Tonnina, composta di filetti di tonno salati ed essiccati;
Schiaccia cipolle e acciughe, è una focaccia di pasta di pane fatta con cipolle affettate crude e acciughe;
Pagnottella, tradizionale panetto natalizio;
Schiaccia di pasqua, dolce tipico del periodo pasquale;
Coroglio all'alchermes, ciambella tipica granulata;

Dal 1937 il 15 agosto di ogni anno, esclusi gli anni di guerra, si svolge a Porto Santo Stefano il Palio Marinaro dell'Argentario, una gara remiera tra le più lunghe al mondo, che consiste in una competizione tra i quattro rioni del paese, Pilarella, Valle, Croce e Fortezza. I singoli equipaggi sono composti da un timoniere più quattro vogatori, i quali devono percorrere dieci volte la distanza di 400 m compresa tra due boe per un totale di 4000 m.

Dal 2009 ha luogo Argentario Dance Festival, un concorso internazionale di danza dedicato a giovani promesse della danza classica e contemporanea provenienti da tutto il mondo.

Dal 1992 si svolge il Premio letterario Monte Argentario per poesia e prosa, indetto dal Comune di Monte Argentario. La sezione Poesia è riservata a giovani autori frequentanti le scuole pubbliche e private italiane, la sezione Prosa è aperta a tutti.

Dal 1999 al 2009 ha avuto luogo a Porto Santo Stefano Arie di Mare, festival promosso dal Comune, con il sostegno della Provincia di Grosseto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, tra i più significativi dell'Argentario. La manifestazione, multidisciplinare, era ogni anno caratterizzata da un preciso riferimento tematico. Diretta da Pamela Villoresi, contava sulla collaborazione progettuale e organizzativa del Teatro Metastasio di Prato. Dopo cinque anni di interruzione, dal 2014 si tiene nel comune di Orbetello.

La Rari Nantes Argentario di è stata una delle più importanti società sportive della Toscana nel campo del nuoto e della pallanuoto. Nata nel 1946 ha raggiunto il suo culmine con il campionato nazionale di serie B nel 1981, 1983 e 1989.

Nella sua storia ha prodotto vari campioni, tra i quali Cosmo Milano, già campione del mondo di categoria Master sulla distanza dei cinque chilometri, che si è reso protagonista di numerose imprese natatorie, particolarmente negli anni 1960. Tra le più rilevanti e conosciute; le traversate a nuoto in solitario Isola del Giglio-Porto Santo Stefano, il periplo del Monte Argentario, Porto Santo Stefano-Porto Ercole e la traversata Porto Santo Stefano-Talamone e ritorno.

La società ha cambiato nel corso della propria esistenza diverse denominazioni fino al 1999, quando tutte le attività del settore, sono state assorbite dall'associazione sportiva Argentario Nuoto.

Il tratto di mare antistante Porto Santo Stefano è notoriamente tra i più validi a livello nazionale e internazionale per la pratica della vela. Numerose sono le scuole di vela e i circoli nautici presenti sul territorio che si dedicano all'organizzazione di ogni tipo di competizione. Oltre ai campionati invernali, italiani e mondiali, gli appuntamenti di spicco sono la Pasquavela che si svolge nel fine settimana di Pasqua, e la Panerai Argentario Sailing Week che ha luogo annualmente. La società storica più rilevante della località è lo Yacht Club Santo Stefano.

Dal 2007 si svolge annualmente la Gran Fondo dell'Argentario, gara di Mountain bike a livello dilettantistico, organizzata dal gruppo ciclistico Monte Argentario, facente parte del circuito MTB della maremma tosco laziale.

Uno degli sport più praticati all'Argentario e nelle isole circostanti è la subacquea. Porto Santo Stefano conta numerosi diving center attivi tutto l'anno con appassionati provenienti da tutto il mondo.

La principale squadra di calcio della località è L'Argentario calcio, fondata nel 1963, militante in prima categoria.

Nel capoluogo ha sede una società di pallacanestro: L'Argentario basket, fondata nel 1975 che partecipa al campionato di promozione.

A Porto Santo Stefano è sviluppata un’intensa attività di pesca sportiva con canna da riva e da imbarcazione, rivolta prevalentemente alle specie di passaggio in particolari periodi dell’anno.






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