giovedì 24 dicembre 2015

L'ISOLA DI SUMATRA



Sumatra è la sesta isola più estesa del pianeta, con una superficie di circa 470.000 km² ed è la terza isola più grande dell'arcipelago Indonesiano dopo Nuova Guinea e Borneo.

Uno dei primi nomi con cui Sumatra venne indicata nell'antichità fu Suvarna Dvipa (in saanscrito Isola dell'Oro), che probabilmente meritò per via dell'attività estrattiva di minerale aurifero iniziata sin dalla più remota antichità.

Grazie alla sua collocazione strategica sulla rotta commerciale navale tra la Cina e l'India, sull'isola fiorirono numerose città commerciali, specialmente sulla costa orientale, perlopiù influenzate dalla cultura e dalle religioni Indiane. Una delle più notevoli fra queste città fu senza dubbio Srivijaya (probabilmente identificabile con l'odierna Palembang), che dette vita ad una monarchia buddhista che tra il VII ed il IX secolo d.C. governò un impero talassocratico che arrivò ad estendersi nella penisola Malese e nel Borneo Occidentale, ed a cui probabilmente dobbiamo l'estendersi in quest'area della cultura e dell'etnia Malese.

L'influenza di Srivijaya diminuì fino a sparire del tutto nel corso dell'XI secolo, quando l'isola venne successivamente conquistata dai regni giavanesi di Singhasari e Majapahit. Fu in questo periodo che l'Islam giunse a Sumatra, probabilmente portato dai mercanti Arabi ed Indiani.

Durante il tardo XIII secolo, il monarca del regno di Samudra (corrispondente approssimativamente all'odierna provincia di Aceh) si era già convertito all'Islam. Ibn Battuta, che visitò il regno durante i suoi famosi viaggi, trascrisse la pronuncia come Sumatra, da cui derivò il nome odierno dell'isola. Samudra venne presto rimpiazzata come potenza egemone dal potente Sultanato di Aceh, che sopravvisse fino al XX secolo. Con l'arrivo degli olandesi, molti piccoli principati in cui era divisa Sumatra caddero uno dopo l'altro nelle loro mani, finché, nel XIX secolo, non si arrivò al confronto finale con il Sultanato di Aceh nel corso della lunghissima e durissima Guerra di Aceh (1870-1905). Il patriota italiano Nino Bixio morì nell'isola di Sumatra il 16 dicembre 1873 mentre stava navigando per commercio fra le Isole della Sonda.

Il 26 dicembre 2004, la costa occidentale di Sumatra, tra cui in particolare la provincia di Aceh, è stata colpita e devastata prima da un immane terremoto che ha raggiunto una magnitudo pari a 9,0 e quindi da un imponente tsunami, che ha raggiunto in alcuni punti della costa i 25 metri, rendendo quest'area la più colpita dal Maremoto dell'Oceano Indiano; pochi mesi dopo, il 28 marzo 2005, fu colpita di nuovo da un violento terremoto di 8,7 Richter che interessò l'intera area nord-occidentale dell'Indonesia. In modo particolare colpita l'isola di Nias, dove ci furono ingenti danni e centinaia di morti.

Il 30 settembre 2009, l'isola è nuovamente devastata da un terremoto di magnitudo 7,6, colpendo principalmente la città di Padang.

Il 25 ottobre 2010 si registra ancora un terremoto, di magnitudo 7,7 della scala Richter, con epicentro a largo della costa occidentale di Sumatra, precisamente nell'arcipelago delle Isole Mentawai, alle 21:42 ora locale. Il terremoto ha provocato uno tsunami che ha colpito molte isole con onde che hanno raggiunto un'altezza di 3 metri e sono penetrate fino a 600 metri nell'entroterra, provocando oltre 400 vittime nonché danni a oltre 4.000 abitazioni e a 20.000 abitanti.

La densità di popolazione di Sumatra è elevata, dato che è abitata da circa 96 persone per km², per una popolazione totale di circa 45 milioni di abitanti in un territorio grande poco più di una volta e mezza l'Italia. I maggiori centri urbani sono Medan e Palembang.

La popolazione appartiene perlopiù all'etnia malese, anche se è piuttosto frammentata, tanto che si arrivano a parlare ben cinquantadue lingue. Sono presenti minoranze etniche cinesi soprattutto nei centri urbani.

La maggior parte degli abitanti di Sumatra professano la religione musulmana, ma non mancano minoranze cristiane (sia cattoliche che protestanti), induiste, buddhiste o adepti delle credenze tradizionali cinesi.

L'imponente isola, la sesta più estesa dell'intero pianeta, appartiene al territorio indonesiano, così come le Isole della Sonda. La bellissima Sumatra è circondata dalle acque dell'Oceano Indiano che accarezzano anche celebri luoghi ritenuti veri e propri paradisi terrestri come le Seychelles, le Maldive, le Mauritius e il Madagascar, senza dimenticare le altre isole dell'arcipelago Indonesiano fra le quali la Nuova Guinea ed il Borneo.
Sumatra sorge tra la penisola malese, a nord ovest, e l'isola di Giava, a sud est, perfettamente posizionata lungo la linea dell'equatore che taglia pressoché a metà l'isola.
Il clima risulta pertanto essere quello tipico equatoriale, caratterizzato da temperature elevate in ogni stagione dell'anno ed abbondanti precipitazioni, in particolare di tipo monsonico che sono assai frequenti tra novembre e fine aprile.
Il clima contribuisce anche al fiorire di una flora lussureggiante, caratterizzata da vaste foreste fluviali, ampie savane e boschi di conifere: una significativa varietà motivata dalla stessa conformazione di Sumatra, molto diversificata all'interno dei suoi 420.000 km quadrati di superficie.
Il territorio è contraddistinto dalla catena dei Monti Barisan che si distendono per 1700 km lungo l'isola, raggiungendo vette di 3800 metri con il Monte Kerinci. La peculiarità della catena del Barisan è rappresentata dai numerosi vulcani che la costellano, i quali costituiscono una delle attrattive principali dell'isola insieme ai laghi, sempre di origine vulcanica, fra cui il celebre Toba. Se ad occidente predominano le montagne, ad oriente si trovano numerose pianure, rese fertili dai molti fiumi, e fitte giungle che preservano rare specie di flora e di fauna in ecosistemi unici la mondo. Bisogna, tuttavia, ricordare che la situazione ambientale di Sumatra presenta preoccupanti zone d'ombra causate dal disboscamento selvaggio da cui discendono significativi rischi per l'ecosistema millenario, nonchè la stessa sopravvivenza dell'animale più rappresentativo dell'isola, ovvero l'orango tango, che è in via d'estinzione.



Il Toba è il lago più vasto del sud est asiatico che si distende nella parte nord orientale dell'isola di Sumatra. Le origini vulcaniche del lago donano un'aurea unica al paesaggio naturale che accoglie i turisti, posti a confronto con la forza della natura nel momento in cui si trovano di fronte alle antiche colate laviche e alle pareti dalle quali nascono le cascate.

Celebre anche Berastagi (Brastagi), centro che si trova ad un'altitudine di 1300 metri, unendo caratteristiche della flora tropicale, come bambu e palme, a piante montane quali gli abeti. La meta si rivela quindi particolarmente indicata per coloro che amano il trekking che possono scegliere tra i molteplici splendidi percorsi proposti. Brastagi, inoltre, è abitata dai Karo Batak, un'antica comunità che conserva tradizioni e riti millennari che destano vivo interesse nei turisti.
Molto diversa è l'atmosfera di Medan, la capitale della parte settentrionale di Sumatra, nonchè terza città dell'Indonesia per grandezza, un immenso centro urbano che espande continuamente i propri confini. Presenta alcune caratteristiche tipiche delle metropoli cresciute troppo velocemente ed in maniera disordinata, mescolando i maestosi edifici di epoca coloniale e le fatiscenti abitazioni delle famiglie più povere. Le profonde contraddizioni non privano, tuttavia, Medan del suo enorme fascino, e la città incantai visitatori con la bellezza della moschea Mesjid Raya e dell'Istana Maimoon.
Dopo un vasto centro abitato, ci si può calare nuovamente nel regno della natura che a Sumatra manifesta tutta la sua potenza. Una meta da non perdere è il Centro di Riabilitazione degli Oranghi che sorge nel villaggio di Bukit, a circa 80 km da Medan. Una fitta giungla consente agli oranghi che hanno trascorso periodi in cattività di riscoprire il loro ambiente naturale per tornare a vivere in esso in modo non traumatico. Il centro è sorto all'interno del Parco Nazionale del Gunung Leuser e può essere visitato insieme alle guide ufficiali che accompagnano gli amanti della natura lungo un percorso da fare a piedi ed in canoa.

Il Monte Merapi, in lingua indonesiana Gunung Merapi, è uno spettacolare vulcano conico della Giava centrale in Indonesia. Il suo nome letteralmente significa montagna di fuoco ed è uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia. Dal 1548 il Monte Merapi ha eruttato circa 68 volte. Le continue eruzioni avvenute dal 1992 al 2002 hanno provocato il decesso di numerose persone in particolare modo del 1994. L’ultima eruzione avvenuta nel 2010, è stata una delle più potenti e intense degli ultimi secoli e causò la morte di ben 353 persone.

Il Monte Merapi viene considerato dall’International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth’s Interior, uno dei vulcani più interessanti da studiare in relazione alle sue numerose e distruttive eruzioni in aree densamente popolate. Il Merapi è in assoluto il vulcano che ha provocato il numero più copioso di nubi ardenti ed è considerato un “Decade Vulcano” ovvero uno dei vulcani meno affidabili al mondo dato il suo carattere ‘fumantino’ ed ‘esplosivo’. All’acme del Monte Merapi si trova un duomo craterico instabile ed attivo che, quando collassa, da vita a flussi piroclastici e a gas.

Il Jam Gadang, che letteralmente significa “Grande Orologio“, è una monumentale torre dell’orologio ed un importante punto di riferimento della città di Bukittinggi nell’isola di Sumatra in Indonesia. La Jam Gadang rappresenta una delle principali attrazioni della città e presenta numerosi orologi su ogni lato. La torre dell’orologio indonesiana, venne costruita nel 1926, durante l’epoca coloniale olandese in qualità di dono della regina della città.

La Jam Gadang venne progettata e realizzata dagli architetti Yazin e Sutan Gigi Ameh; ab originem al vertice della struttura venne posto un gallo che successivamente fu trasformato in un Jinja giapponese.

Dopo l’indipendenza dell’Indonesia, la torre venne rimodellata e modificata. Ogni orologio della Jam Gadang presenta un diametro di 80 centimetri. La base della torre è di 13 metri per 4 e l’altezza misura 26 metri. Grazie alla sua interessante e particolare struttura, la Jam Gadang è spesso oggetto di souvenir da parte dei turisti.

Il Lago Maninjau è uno scenografico lago situato a pochi km dalla città di Bukittinggi nell’Isola di Sumatra in Indonesia. Questo splendido lago è stato formato da un’eruzione vulcanica avvenuta circa 52.000 anni fa; i depositi dell’eruzione sono stati trovati in una distribuzione radiale intorno a Maninjau che si estende sino a 50 km ad est, 75 km a sud-est e ad ovest sino alla linea della costa. La caldera presenta una lunghezza di 20 km ed una larghezza di 8 km.

Il Lago Maninjau occupa la ragguardevole superficie di 99,5 km quadrati ed è caratterizzato da una lunghezza di 16 km ed una larghezza di circa 7 km. La profondità media di questo lago dell’isola di Sumatra è di circa 105 metri, mentre la profondità massima si aggira intorno ai 165 metri.

Il Lago Maninjau è l’unico lago dell’intera isola di Sumatra ad avere uno sbocco naturale sulla costa occidentale. Dal 1983, quest’acqua è stata utilizzata per generare potere idroelettrico sulla parte ovest di Sumatra. Le persone che vivono nei pressi del Lago Maninaju sono prevalentemente Minangkabau e si nutrono di pesca.

La Baituirrahman Grand Mosque è una monumentale moschea situata nella città di Aceh, nell’isola di Sumatra in Indonesia. Questa grandiosa moschea è un importante simbolo della religione, della cultura, dello spirito, della lotta, della forza e del nazionalismo della popolazione di Aceh.

L’originale Grande Moschea venne costruita nel 1612 durante il regno di Iskandar Muda, il sultano della città di Aceh. Alcuni studiosi sostengono che la moschea venne addirittura edificata prima del 1292 ad opera del sultano Alaidin Mahmudsyah.

In passato la grande moschea divenne un centro di resistenza armata e venne rasa al suolo nel gennaio del 1874 dal Governatore Generale delle Indie Van Swieten. Nel 1877, lo stesso governatore olandese propose di ricostruire la moschea per la gente del posto e, nel 1879, i lavori di costruzione della nuova moschea cominciarono.

Tengku Qadhi Malikul Adil fu il primo a porre la prima pietra della nuova moschea. Completata nel 1881, la Baituirrahman Grand Mosque data la sua nascita ad opera degli olandesi, non fu subito bene accetta dai cittadini locali ma attualmente rappresenta il luogo più importante della città di Aceh. La Baituirrahman Grand Mosque si presenta caratterizzata da un minareto e diverse cupole e lo stile con il quale venne edificata è quello squisitamente revival Mughal.

Internamente la grande moschea è dotata di pareti armoniosamente decorate e sollevate da colonne, scale in marmo proveniente dalla Cina, porte in legno ben decorate e suggestivi lampadari in bronzo. Oggi la Baituirrahman Grand Mosque incarna l’orgoglio del popolo di Aceh, nell’Isola di Sumatra.

Molto consistenti sono le esportazioni di gas e petrolio, la cui produzione è qui pari ai ¾ di quella totale indonesiana. Vengono anche esportati in grandi quantità gomma e olio di palma. Sono da ricordare le grandi piantagioni di tabacco, palme da cocco, tè e soprattutto caucciù che compete con quello malese. Sumatra è inoltre famosa per il pepe nero.

Vi è anche una forte produzione di legname con conseguente disboscamento della foresta, con il rischio di estinzione di molti vertebrati locali, tra cui la famosa Tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae).



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