lunedì 21 dicembre 2015

LE ISOLE SALOMONE



Le Isole Salomone, insieme a tutta la Melanesia insulare, furono colonizzate dall'uomo durante il II e I millennio a.C.

I primi abitatori dell'arcipelago furono dei gruppi di navigatori-mercanti provenienti dalle Isole Figi, che vi introdussero piante ed animali addomesticati. Nella regione i commercianti diffusero un tipo di ceramiche di tradizione "lapita" forse originaria delle Isole Molucche; questa cultura tramontò solo nel 300 d.C.

L'arcipelago fu scoperto dagli Spagnoli nel 1567 che nell'isola Santa Isabella vi stabilirono un presidio (Puerto de la Estrella y de Cabo Brulè) a difesa della rotta pacifica dei galeoni tra le Filippine e il Messico.

Le popolazioni locali vissero nell'ambito di società tribali simili in tutto il Pacifico fino all'arrivo dei conquistatori inglesi durante le ultime esplorazioni avvenute alla fine del XIX secolo. Nel 1893 divenne Protettorato britannico, status che mantenne fino al 7 luglio 1978 quando fu proclamata l'indipendenza e fu adottato il nuovo stendardo nazionale in accordo con la Regina d'Inghilterra Elisabetta II.

Dal 1997 le Isole sono state teatro di violenti scontri etnici, tanto che nel giugno 2003 vi è stata dispiegata una forza multinazionale a guida australiana (Regional Assistance Mission to the Solomon Islands (RAMSI) con lo scopo di disarmare le milizie etniche e ristabilire l'ordine.

Il 6 febbraio 2013, un violento terremoto di magnitudo 8, seguito da uno tsunami ha colpito le isole Santa Cruz, con epicentro nella provincia di Temotu.

L'arte di questa zona si può suddividere tra varie aree, a seconda della etnia presa in esame. Se la produzione delle maschere e delle statue non è proprio imponente, importante è quella degli scudi dipinti, utilizzati sia per le cerimonie sia per le parate. Molto diffusi e belli gli oggetti di uso comune, come ad esempio i barava, ossia dischi-moneta.
Nell'area settentrionale si producono statue femminili nere con attributi ben in vista, grandi occhi rotondi e un copricapo a canestro colorato. Nelle zone meridionali prevale la produzione di intarsi impreziositi da conchiglie e madreperla.
Dovunque appare importante la realizzazione di piroghe e di vasi sacrificali che raggiungono anche i due metri, caratterizzati dalla raffigurazione di animali. La tendenza comune a tutte le isole Salomone è quella di sovrapporre il profilo dell'uomo a quello del cane, essere che secondo la leggenda locale insegnò le scienze alla popolazione.

Nelle Isole Salomone lo sport più diffuso è il calcio, ma sono presenti anche la pallacanestro e la pallavolo. La nazione ha anche ospitato la Coppa delle nazioni oceaniane 2012, venendo eliminata in finale da Tahiti.

Ma il risultato più prestigioso che le Isole Salomone hanno ottenuto è nel futsal (calcio a 5), con la vittoria dell'OFC Oceanian Futsal Championship nel 2008 e la conseguente partecipazione ai mondiali di calcio a 5 del 2008. Le Isole Salomone hanno bissato il successo nella rassegna continentale anche nel 2009, l'entusiasmo ha fatto dichiarare al primo ministro Derek Sikua che presto inizieranno i lavori di costruzione di un impianto per il calcio a 5 sull'arcipelago.

Le Isole Salomone sono una monarchia costituzionale con un sistema parlamentare. La costituzione approvata nel 1978 stabilisce che formalmente il capo dello stato è il sovrano britannico rappresentato localmente da un governatore generale nominato dal parlamento e che rimane in carica 5 anni.

Il parlamento è unicamerale e composto da 50 membri eletti per quattro anni eletti tramite suffragio diretto da tutti i cittadini maggiori di 18 anni. Il Primo ministro è eletto dal parlamento.

Lo stemma delle Isole Salomone è uno scudo contornato da un coccodrillo e da uno squalo. Nella parte superiore dello stemma è presente un elmetto con decorazioni, sormontato da un sole stilizzato. Nella parte inferiore è mostrato il motto ufficiale che recita: "Comandare è servire".

La politica interna delle isole Salomone è caratterizzata da coalizioni piuttosto instabili, i voti di sfiducia sono frequenti così come i rimpasti fra i ministri.

Nell'aprile 2006 l'elezione a primo ministro di Snyder Rini ha scatenato una sommossa nella capitale. Bersaglio dell'attacco è stata la comunità commerciale cinese accusata di avere comprato l'elezione. Il ministro è stato messo al sicuro dal pronto intervento di 220 soldati australiani e si è dimesso. Il parlamento lo ha sostituito con Manasseh Sogavare, del Partito Popolare Progressista, che ha subito dimostrato di non gradire la presenza di truppe straniere. Questo nonostante gli Australiani abbiano opportunamente sostenuto l'attività del ministero delle finanze, della banca centrale e delle forze di polizia.

Nel dicembre 2007 è stato nominato primo ministro Derek Sikua, a cui è seguito, nell'agosto 2010, Danny Philip.

Le Isole Salomone fanno parte delle Nazioni Unite, del Commonwealth, del Secretariat of the Pacific Community (SPC) del Pacific Islands Forum, del Melanesian Spearhead Group (MSG), del Fondo Monetario Internazionale e dei paesi APC.

Da un punto di vista amministrativo le Isole Salomone sono divise in 10 province, nove delle quali sono amministrate da un'assemblea provinciale eletta mentre la decima è costituita dalla città di Honiara amministrata dal consiglio cittadino di Honiara.

Il gruppo etnico largamente prevalente è quello dei Melanesiani, primi abitanti delle isole. Tuttora rappresentano il 93 % della popolazione dell'arcipelago, seguiti da Polinesiani. (4%) e Micronesiani (1,5 %). Il restante 1,5 % è costituito in prevalenza da asiatici (vivace la comunità cinese a Honiara) e qualche decina di europei discendente dai colonizzatori che scelsero di rimanere sulle isole anche al termine del periodo coloniale delle rispettive nazioni. Le etnie dei Polinesiani e dei Micronesiani risiedono principalmente nelle isole esterne.

L'istruzione primaria è impartita in prevalenza nelle scuole pubbliche. La scuola secondaria fornisce un'istruzione pratica orientata allo sfruttamento delle risorse locali con particolare riguardo all'agricoltura. Il tasso di analfabetismo è del 23,4 %.

La sanità risente della mancanza di strutture e personale specializzato.

Nell'arcipelago si parlano ben 74 lingue diverse, quattro delle quali (il dororo, il guliguli, il kazukuru e il vano) risultano però estinte.

Nelle isole centrali si parlano lingue melanesiane, mentre nelle isole più lontane (Rennell e Bellona a sud, Tikopia, Anuta e Fatutaka ad est, Sikaiana a nord-est, Luaniua a nord) sono diffuse lingue polinesiane. Gli immigrati provenienti da Kiribati e Tuvalu parlano invece le rispettive lingue polinesiane. Pur essendo l'unica lingua ufficiale, l'inglese è parlato solo dall'1-2% della popolazione: l'idioma più diffuso, infatti, è il pidgin solomoniano, vera e propria lingua franca del paese.

Il 96% della popolazione professa il Cristianesimo (anglicani 45%, cattolici romani 48%, Chiesa Unita della Papua Nuova Guinea e di Salomone 12%, battisti 10%, avventisti 7%, altri 4%). Il restante 4% dei salomoniani pratica culti tradizionali.

Le Isole Salomone sono uno degli stati più poveri dell'Oceania e in genere del mondo.

L'economia si basa essenzialmente sul settore primario: prevale l'agricoltura di sussistenza di prodotti come taro, riso, manioca ortaggi e frutta tropicale. Sono anche presenti piantagioni di cacao e di cocco da cui si ottiene la copra, prodotto in maggioranza esportato. Importante è anche la pesca, i mari delle Salomone presentano una varia fauna ittica, compresi squali e crostacei. Il sottosuolo contiene riserve di rame, bauxite, oro, piombo e nichel che non sono tuttavia sfruttate. Inoltre sono importante anche i prodotti forestali, in particolare il legname: l'eccessiva deforestazione creò problemi a Guadalcanal ma il governo si è impegnato in un processo di recupero che ha dato i suoi frutti e contribuito a riforestare l'isola.

Il settore secondario è quasi del tutto assente, mentre il terziario si limita ad attività turistiche, legate alla cultura e alla natura incontaminata delle isole (18mila ingressi turistici nel 2008) e un limitato sistema di trasporti e servizi.

Rimangono fondamentali gli aiuti dall'estero (soprattutto dall'Australia), che rappresentano quasi il 47 % del PIL delle isole.



Costituito da 922 isole, le Salomone sorgono nel Pacifico, a est di Papua Nuova Guinea. Si tratta del terzo arcipelago della regione in termini di grandezza, composto da isole montuose ricoperte di foreste tropicali o completamente disboscate e da atolli corallini.

Dopo che le attività dello sfruttamento del legname (il principale prodotto d'esportazione delle Salomone) hanno completamente spogliato il 10% del territorio, il governo ha istituito una tassa di rimboschimento su ogni taglio effettuato. Oltre alle foreste pluviali, le Salomone sono ricche di palme da cocco, boscaglia e mangrovie. I mammiferi terrestri sono perlopiù di taglia piccola e innocui al contrario dei feroci cinghiali e dei topi, abbastanza grandi da incutere timore anche ai gatti. I rettili abbondano e il mare brulica di vita: qui vivono lucertole, serpenti, tartarughe e coccodrilli, così come incredibili pesci, tra cui squali e persino balene.

Nelle Salomone crescono oltre 4500 specie di piante, tra cui circa 230 varietà di orchidee. Gran parte della flora viene utilizzata per realizzare case, medicine e capi d'abbigliamento; occorre assolutamente evitare di toccare le grandi foglie venate di rosso di una pianta chiamata nalato, in quanto provoca infiammazioni e prurito.

Il mare delle isole Salomone è delimitato a ovest dal sud-est dell'isola della Nuova Guinea, a nord dall'isola della Nuova Britannia, a est dalle Isole Salomone e a sud dalle isole dell'Arcipelago Luisiade.

Il mare comunica a sud con il mar dei Coralli e a nord-ovest con il mare di Bismarck. Copre una superficie di circa 720.000 kmq ed è costituito dal bacino della Nuova Britannia a nord e dal bacino delle Salomone a sud. A settentrione raggiunge una profondità massima di 9140 metri nella Fossa della Nuova Britannia. Nella parte occidentale affiorano le isole D'Entrecasteaux.

La città principale che si affaccia sulle sue coste è Honiara, capitale delle Isole Salomone.

Trovandosi l'arcipelago ai Tropici, le temperature medie sono costanti tutto l'anno (circa 30° all'ombra); la piovosità, invece, varia notevolemte e raggiunge il picco nella stagione dei monsoni, tra gennaio e aprile. In questo periodo si scatenano spesso anche cicloni. Il tasso di umidità nella stagione dei monsoni raggiunge addirittura il 90%, ma per gran parte dell'anno le isole sono battute dai gradevoli alisei di sud-est.

Come molte altre isole del Pacifico, la principale attrattiva delle Salomone è l'attività subacquea. Meravigliose barriere coralline e numerosi relitti risalenti all'ultima guerra fanno delle Salomone lo scenario ideale per gli appassionati di immersioni e di snorkelling. Per i subacquei più esperti, le isole rappresentano uno dei tre migliori posti del mondo, ma offrono anche soluzioni più accessibili per i principianti.

La temperatura dell'acqua all'interno dell'arcipelago è tra le più elevate del mondo e la visibilità è di norma buona anche a 30 m di profondità. Bisogna fare però attenzione ai tratti di mare tra una barriera e l'altra, essendo le correnti oceaniche molto forti; come è buona norma, se si desidera riportare qualcosa in superficie bisogna rispettare sempre le normative locali.





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