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giovedì 21 luglio 2016

LE ISOLE CINESI



Le Isole Spratly sono un arcipelago nel Mar Cinese Meridionale, giacente sul 10º parallelo, tra le coste del Vietnam e delle Filippine.

Ricco di giacimenti petroliferi nei suoi fondali, l'arcipelago è composto da una trentina di isolotti e una quarantina di atolli, tutti di ridottissime dimensioni. È un territorio fondamentalmente inospitale, ma che desta grande interesse da parte degli Stati del Sud-est asiatico per le sue risorse energetiche; le sue isole sono infatti contese tra Vietnam, Filippine, Cina, Malesia, Taiwan e Brunei.

Le Filippine hanno la porzione più estesa delle Spratly, mentre il Vietnam occupa il maggior numero di isole.

Attualmente sono numerose le concessioni rilasciate dal Vietnam a compagnie petrolifere occidentali e statunitensi per l'estrazione del greggio. Anche la Cina ha rilasciato delle concessioni alla statunitense Crestone.

Secondo le rilevazioni dei satelliti della DigitalGlobe e pubblicate sulla pagina web della Asia Maritime Transparency Initiative del Center for Strategic and International Studies di Washington a giugno del 2015, la Cina aveva praticamente ultimato una pista d'atterraggio da 3 km costruita sull'isola artificiale, a sua volta creata dal nulla con sabbia, cemento e ferro dagli stessi cinesi, sulla barriera corallina conosciuta come Fiery Cross Reef. L'azione ha suscitato le proteste degli USA e di tutti i paesi che avanzano pretese sull'area. Nell'ottobre 2015 l'Amministrazione USA ha deciso di far effettuare alla US Navy una serie di pattugliamenti ravvicinati agli isolotti artificiali cinesi al limite delle 12 miglia nautiche. Una decisione che rappresenta un vero guanto di sfida nei confronti della Cina.

Un totale di 5 km² di terraferma costituiti da un centinaio di isole e isolotti sparsi in un'area di 410.000 km² del Mar Cinese Meridionale.

La suddivisione territoriale de facto è così realizzata:

Vietnam, provincia di Khanh Hoa: 7 isole, 16 reef, 3 banchi (<0,40 km²)
Cina, provincia di Hainan: 8 atolli (0 km²)
Filippine, provincia di Palawan: 7 isole, 2 reef (0,84 km²)
Malesia, stato di Sabah: 1 isola artificiale, 5 reef, 1 banco sabbioso (0,06 km²)
Repubblica di Cina (Taiwan), municipalità di Kaohsiung: 1 isola, 1 reef (0,46 km²)
Altre aree disabitate risultano controllate dalle Filippine ma sono contese, altre ancora non sono occupate né controllate da alcuno Stato e risultano di ambigua assegnazione.

Nelle isole Spratly è ambientato il libro di Tom Clancy Quota periscopio, un saggio a cavallo tra fantapolitica e guerra.

Le isole Paracel sono un gruppo di scogli e atolli nel mar Cinese Meridionale tra il Vietnam e le Filippine.

Nel 1932, i francesi dichiararono le isole annesse all'Indocina francese, e costruirono una stazione meteorologica nell'isola di Pattle. Dopo l'invasione francese delle isole avvenuta nel luglio 1938, le isole furono annesse al Vietnam (colonia francese), approfittando della seconda guerra sino-giapponese. Il Giappone, in guerra con la Cina dal 1937, per bocca del suo ministro degli esteri inviò una nota diplomatica alla Francia per protestare a sua volta contro l'invasione francese del territorio cinese, affermando che sia la Francia che il Regno Unito avevano riconosciuto che le isole erano parte della Cina nel 1900 e di nuovo nel 1921. Nell'aprile del 1939, difatti, il Giappone invase le isole Paracels. Il Giappone non le riconosceva come francesi ma come appartenenti al territorio cinese e dunque possibile preda di guerra.



Durante la seconda guerra mondiale con la Dichiarazione del Cairo del 1943 sottoscritta dalle potenze Occidentali e dalla Repubblica di Cina, allora dominata dal Kuomintang, si stabilì che una volta battuto il Giappone le isole sarebbero tornate alla Cina. La Dichiarazione venne poi sottoscritta anche dall’URSS a Postdam nel 1945. In questo stesso anno le forze giapponesi, arrendendosi, firmarono a Taiwan un accordo con la Repubblica di Cina rinunciando alle rivendicazioni su Taiwan, le Spratly e Paracels. Nel 1952, il Giappone ha firmato un trattato con la Repubblica di Cina (Taiwan) per riconoscere la sovranità cinese sulle Paracels e Spratlys.

La Cina amministra una parte delle isole Paracel dal 1974, quando l'esercito cinese occupò le isole occidentali. Le isole sono rivendicate inoltre da Taiwan e dal Vietnam.

Le isole sono soggette a frequenti tifoni e caratterizzate da un clima tropicale. Nei pressi delle acque territoriali delle Paracel sono stati rilevati giacimenti sottomarini di petrolio e gas naturale che hanno attirato sul piccolo arcipelago l'interesse delle nazioni vicine. Per dare supporto materiale alle sue pretese territoriali, la Cina ha costruito strutture portuali e un aeroporto nell'isola di Woody Island, e la lunghezza della pista permette di far operare i moderni aerei multiruolo ad alte prestazioni, aventi un raggio di azione che copre sia le isole Spratly, altro territorio conteso, che il territorio nazionale delle Filippine. Economicamente le isole sono inoltre interessanti per la pescosità delle loro acque.

Pechino rivendica la sovranità sulle isole Spratly e sulle vicine Paracel, nel mar Cinese meridionale oltre che sulle isole Senkaku/Diaoyu nel mar Cinese orientale. La controversia sulle Spratly è cominciata dopo la seconda guerra mondiale, ma solo da pochi anni il governo di Pechino ha deciso di imporre fisicamente il proprio controllo sull’insieme di atolli, barriere coralline, scogli e isolotti, rivendicati anche da Vietnam, Filippine, Taiwan, Malesia e Brunei.

Con un’imponente operazione di dragaggio, dalla fine del 2013 la Cina – che reclama il 90 per cento del mar Cinese meridionale – ha costruito infatti almeno sette isole artificiali. E nell’ultimo anno e mezzo ha sottratto al mare più di 800 ettari sulle isole di Subi reef, Mischief reef e Fiery cross reef, dove sta costruendo una pista di atterraggio lunga tre chilometri che potrebbe essere usata come base per operazioni militari.

L’iniziativa ha alimentato i timori degli Stati Uniti, che da tempo chiedono ai cinesi di rinunciare a questa espansione. Invece Pechino è andata avanti, imponendo il limite alla navigazione di 12 miglia nautiche previsto per le acque territoriali nazionali anche tra le isole artificiali su cui rivendica un’“indiscussa sovranità”.

Il governo di Pechino ha quindi definito “illegale” la missione dell’Uss Lassen, descritta come una “minaccia alla sovranità della Cina”, mentre gli Stati Uniti hanno invocato la libertà di navigazione in acque internazionali perché non riconoscono gli atolli artificiali come territorio cinese.

Il portavoce del ministero degli esteri di Pechino ha assicurato che il suo paese risponderà con fermezza a qualsiasi azione deliberatamente provocatoria, e il vice ministro Zhang Yesui ha convocato l’ambasciatore statunitense Max Baucus per una protesta formale.

Le acque del mar Cinese meridionale sono uno snodo fondamentale per il traffico marittimo, con il passaggio di merci per più di tremila miliardi di dollari l’anno. Nella zona compresa tra Taiwan e lo stretto di Malacca transita il 40 per cento del commercio mondiale, compresa gran parte delle importazioni petrolifere della Cina. Sui fondali sono stati poi scoperti importanti giacimenti di gas e petrolio, sfruttabili solo da chi detiene i diritti sulle acque. Tra le risorse cruciali dell’area c’è anche la pesca.



sabato 2 luglio 2016

LE ISOLE GIAPPONESI



Hokkaido è la più settentrionale delle quattro isole principali dell'arcipelago giapponese e la meno sviluppata. Il termine "Hokkaido" letteralmente significa "via per il mare settentrionale", ma originariamente veniva chiamata Ezo (o Yezo) ed era abitata principalmente dagli indigeni Ainu.

L'isola è caratterizzata da una natura selvaggia (ospita più di 60 vulcani che rappresentano oltre il 10% dei vulcani di tutto il mondo) e da inverni rigidi in rapporto alla latitudine; Hokkaido attira amanti della natura e degli sport invernali nei mesi più freddi, ciclisti, campeggiatori ed escursionisti da giugno a settembre. L'isola di Hokkaido è la maggiore produttrice agricola di tutto il Giappone.

Tutta l'isola è un'unica prefettura il cui capoluogo è Sapporo.

Escludendo i suoi laghi, l'isola di Hokkaido ha un'estensione di 78.719 km², fatto che la rende la 21ª isola più grande del mondo.

L'isola di Hokkaido costituisce la parte più settentrionale dell'arcipelago giapponese, nei pressi della Russia. Le sue coste si affacciano sull'Oceano Pacifico ad est ed a sud, sul mare di Okhotsk a nord e sul mar del Giappone ad ovest. A nord lo stretto di La Pérouse la separa dall'isola russa di Sachalin.

È un'isola di origine vulcanica: le montagne sono concentrate nella parte centrale dell'isola, addolcendosi in pianure che si stendono fino alle coste. Hokkaido è inoltre assai sismica. Per esempio l'epicentro di un terremoto di magnitudo 8 avvenuto il 23 settembre 2003, si trovava molto vicino all'isola.

La prefettura di Hokkaido comprende anche altre isole minori, quali Rishiri, Okushiri, e Rebun. L'isola è coperta per il 71% da foreste e per il 16% da terreni agricoli.

Hokkaido è conosciuta per le sue estati relativamente fresche e secche (che attirano numerosi turisti) e per i suoi inverni rigidi in rapporto alla latitudine sotto al 45º parallelo. La temperatura media di agosto (tra le minime e le massime) è di circa 22 °C, mentre quella di gennaio varia dai -4 °C ai -12 °C, in ragione dell'altitudine sul livello del mare e dell'esposizione. In pieno inverno (dicembre-gennaio) le tempeste di neve, portate dai gelidi venti siberiani che scendono centinaia di chilometri trovando ben pochi ostacoli, sono frequenti.

Nei mesi freddi, il mare di Okhotsk gela severamente ed in gran parte, rendendo la navigazione impossibile su tutta la costa settentrionale. I pescatori devono interrompere quindi le loro attività fino al disgelo che tendenzialmente ad inizio aprile è quasi completato.

Hokkaido era originariamente la terra del popolo Ainu. Permangono infatti le tracce della lingua ainu nel toponimo dell'isola, così come per quelli di numerose città tra cui lo stesso capoluogo Sapporo, e di parecchie specie d'alberi e d'animali (per esempio, ezomatsu, ovvero il pino di Hokkaido). L'origine degli Ainu è tuttora dibattuta; la teoria più diffusa li fa venire dal continente asiatico, probabilmente legati ai popoli mongoli. Effettivamente, nel sud di Hokkaido, degli studi archeologici hanno messo in evidenza la presenza di tribù risalenti al Periodo Jomon, probabilmente originari dell'Asia, da 8000 a 6000 anni fa, i cui discendenti potrebbero essere gli Ainu. Nel nord di Hokkaido s'istallarono le popolazioni di Ochotsk sei o sette secoli avanti Cristo.

Dal VII al XII secolo coabitavano le culture sedentarie ed agricole di Okhotsk e Satsujin, che si mescolarono in alcuni luoghi. Tuttavia, gli originari di Okhotsk scomparirono o furono assorbiti dai Satsujin nel XII secolo, formando infine il popolo Ainu.

Lo stabilimento dei primi Giapponesi in Hokkaido avvenne nel 1600 con decine di migliaia di pescatori, mercanti e contadini, ma nel complesso, l'isola resto alquanto spopolata fino al XIX secolo, con una popolazione di 50000 o meno abitanti, intanto però gli immigrati giapponesi avevano superato in numero gli aiuno, che avevano cominciato a diminuire dal XVI secolo. Hokkaido fu a lungo chiamata Yeso, Ezo o Ezochi fino alla Restaurazione Meiji.

Poco dopo la guerra Boshin del 1868, un di fedeli di Tokugawa, comandati da Takeaki Enomoto, dichiarò l'indipendenza dell'isola sotto il nome di Repubblica di Ezo, ma la ribellione fu sedata nel maggio 1869. L'effettiva integrazione di Hokkaido nel Giappone, all'epoca chiamato Impero giapponese, avvenne con la Restaurazione Meiji, a partire dal 1868, a causa delle preoccupazioni circa l'espansione russe in Estremo Oriente. La regione fu divisa in undici province : Tokachi, Hidaka, Ishikari, Kitami, Kushiro, Nemuro, Teshio, Oshima, Shiribeshi, Iburi e Chishima per le isole Curili del sud. Nel 1882, le province di Hokkaido si fusero per formare tre prefetture: Hakodate, Sapporo e Nemuro, le quali si unirono a loro volta nel 1886.

La commissione di colonizzazione fu creata per favorire il popolamento dell'isola, i cui abitanti aumentarono fortemente al sud e nella città di Sapporo, scelta per ospitare il governo centrale nel 1885. Dal 1875, dei soldati-coloni si stabilirono in cambio di terre al centro, all'est ed al nord. Nel 1900, 600 000 coloni giapponese risiedevano in Hokkaido. L'integrazione degli immigrati avvenne in tre tappe: l'instabilità della nuova società nel periodo Meiji; il radicamento e l'affermazione di un'identità locale tra il 1910 e il 1955 circa; infine una fase di delocalizzazione, come d'altronde in tutto il Giappone, e di forte urbanizzazione, a significare che i localismi si stavano facendo da parte.

Durante gli anni 1930, l'isola aveva beneficiato della modernizzazione intensiva, della rivoluzione industriale, della nascita della risicoltura, degli aiuti occidentali e specialmente americani, cosicché la maggior parte del territorio era completamente occupato, eccetto le terre più ostili a nord ed ad est, con le grandi città tra cui Sapporo e Otaru.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, circa cinque milioni di coloni tornarono dalla Corea e dalla Manciuria, in modo che a partire dal 1950 la popolazione delle zone più abitate si spingesse sistematicamente nelle aree poco popolate del nord e dell'est.

Hokkaido occupa il primo posto nel settore primario del Giappone, specialmente per la produzione di riso e di pesce. L'insieme del settore è molto sviluppato: allevamento, agricoltura, pesca.

Sebbene l'industria leggera sia egualmente rappresentata (in particolare carta, birra e produzione alimentare), la maggior parte dei posti di lavoro si trova nel settore dei servizi. Il turismo è molto importante per l'economia, particolarmente durante l'estate, la cui frescura attrae turisti (fa molto caldo nel resto del Giappone durante questo periodo dell'anno). In inverno, sono le stazioni sciistiche a prendere il sopravvento, ad esempio si svolsero a Sapporo i Giochi olimpici invernali del 1972.

L'unico collegamento terrestre di Hokkaido col resto del Giappone è il tunnel Seikan. La maggior parte dei viaggiatori arriva sull'isola mediante aeroplano. Il principale aeroporto è quello di Chitose, chiamato Aeroporto di Shin-Chitose, a sud di Sapporo. Tokyo-Chitose è linea più frequentata del Giappone con quarantacinque voli giornalieri, operati da tre società.

Si può anche andare a Hokkaido con il traghetto, a partire dai porti di Sendai e Niigata.

La rete ferroviaria all'interno di Hokkaido è molto sviluppata, ma alcune città sono accessibili solo in bus o in automobile.

La regione di Hokkaido è stata spunto per l'ideazione della regione del mondo Pokémon di Sinnoh.

Honshu è l'isola più grande del Giappone. Honshu in giapponese vuol dire appunto Provincia principale. Su Honshu sono ubicate, oltre la capitale Tokyo, alcune fra le città più grandi e importanti del paese: Hiroshima, Kawasaki, Kobe, Kyoto, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama.



Nei suoi confini amministrativi, ha una superficie di 231.090 km², inclusi 155 km² di acque interne. Senza le isole minori, la superficie di Honshu è di 227.414 km², il che ne fa la 7ª più estesa isola del globo.

Una catena montuosa altamente vulcanica attraversa l'isola per il lungo. La cima più alta è quella del Monte Fuji (3778 m s.l.m.), seguita da alcune cime delle Alpi giapponesi.

Honshu conta oltre 103 milioni di abitanti (2003), concentrati soprattutto nelle pianure a disposizione, in particolare nella pianura del Kanto, dove il 25% della popolazione totale risiede nella Grande Area di Tokyo, che include Tokyo e Yokohama, Kawasaki, Saitama e Chiba città. È stata la più popolosa isola della Terra fino alla metà degli anni ottanta quando fu superata da Giava (Indonesia), caratterizzata da un più alto tasso di crescita demografica.

Come nella maggior parte della nazione, l'industria si trova lungo la fascia che parte da Tokyo, lungo le città costiere meridionali di Honshu, tra cui Kyoto, Osaka, Nagoya, Kobe e Hiroshima, e parte della cintura Taiheiyo. L'economia lungo la costa nord-occidentale del Mar del Giappone proviene in gran parte dalla pesca e dall'agricoltura; Niigata è nota come un importante produttore di riso. La pianura del Kanto e Nobi producono grandi quantità di riso e verdure, esportate verso tutto il Giappone. Yamanashi è famosa per la frutticoltura, e Aomori è nota per le sue mele.

I centri storici più importanti sono Kyoto e Narae Kamakura. L'isola è nominalmente suddivisa in cinque regioni e contiene 34 prefetture, compresa quella metropolitana di Tokyo. Le regioni sono Chugoku (occidentale), Kansai (del sud, a est di Chugoku), Chubu (autonomo), Kanto (orientale), e Tohoku (nord). Alcune isole minori sono incluse all'interno di queste prefetture; principalmente sono: isole Ogasawara, Sado Island, Izu Oshima e Awaji Island.

Il punto più settentrionale sulla Honshu è la punta della penisola Shimokita in Oma, Aomori. All'estremo sud si trova a Cape Kure Kushimoto, Wakayama. L'isola è delimitata ad est da Todogasaki a Miyako, Iwate e ad ovest da Bishanohana a Shimonoseki, Yamaguchi. Si estende su più di otto gradi di latitudine e 11 gradi di longitudine.

Venerdì 11 marzo 2011 nella zona nord-orientale dell'isola di Honshu in Giappone si verifica una violenta scossa di magnitudo 9,0, il più grande sisma registrato nello Stato nipponico. La scossa viene registrata dai sismografi alle 14:45, ora locale, a una profondità di 24,4 km a più di 500 km dalle coste giapponesi. La violenta scossa, che causa molti danni e l'incendio a una centrale nucleare, provoca uno tsunami, che si abbatte sulle coste giapponesi con onde alte 10 metri. Le autorità, stilando il numero provvisorio delle vittime e dei dispersi, annunciano che le previsioni non sono incoraggianti: si parla di almeno 1000 morti e migliaia di sfollati.

Shikoku è la più piccola e meno popolosa tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese. È situata nella parte meridionale ed è vicina al Kyushu e allo Honshu.

Shikoku letteralmente significa quattro province (shi=quattro, koku=paesi), che nell'antichità erano: Sanuki, Awa, Iyo, e Tosa. Dall'era Meiji (1862) queste sono diventate prefetture. Oggi si chiamano Kagawa, Tokushima, Ehime e Kochi.

Il monte Ishizuchi, con i suoi 1982 metri, è la cima più elevata dell'isola.

Lo Shikoku è collegato allo Honshu da tre ponti. Sul ponte Seto Ohashi("il grande ponte di Seto"), terminato nel 1988, transita la ferrovia.

La maggioranza della popolazione (poco più di quattro milioni di abitanti) risiede nei capoluoghi delle quattro prefetture: Kochi, Matsuyama, Tokushima, Takamatsu.

Kochi è la città capoluogo della prefettura omonima (320.000 abitanti circa) situata alla foce del fiume Monobe, nella baia di Tosa. Notevole il castello che domina dall'alto.

Matsuyama, capoluogo della prefettura più orientale (Ehime), è anch'essa famosa per il castello e per le fonti termali (Dogo Onsen) in cui tradizionalmente per secoli si sono bagnati nobili, persone comuni ed anche, in stanze a loro riservate, l'imperatore e i membri della famiglia imperiale.

Lo Shikoku ha moltissimi templi che erano tradizionalmente meta di pellegrinaggi buddhisti. Il pellegrinaggio consisteva nel giro degli 88 templi. Ancor oggi viene compiuto con tutti i mezzi. La tradizione vuole che il pellegrinaggio sia stato istituito da un antico monaco buddhista, Kukai, originario dello Shikoku. Secondo la leggenda, il monaco apparirebbe ancora oggi ai pellegrini.

Nei pressi di Kotohira è interessante la serie di templi, edificati sul monte Konpira. Una lunga e imponente scalinata, fiancheggiata da migliaia di steli, conduce ad un tempio dedicato ai viaggiatori nel quale è possibile vedere numerosi ex voto di varie epoche.

Lo Shikoku è sempre stato piuttosto isolato e quindi ha conservato più a lungo le caratteristiche originarie del Giappone soprattutto riguardo alla vegetazione ed anche ad alcune tecniche costruttive.

Una delle più affascinanti descrizioni dello Shikoku "perduto" si deve ad Alex Kerr uno scrittore statunitense che per molti anni, a partire dal 1970, ha vissuto in uno sperduto villaggio di montagna vicino Oboke.
Il libro è stato scritto in giapponese e successivamente tradotto in inglese sotto la supervisione dell'autore. L'edizione italiana è uscita col titolo: Il Giappone e la gloria, Feltrinelli 1999.

Kyushu è la terza, in ordine di grandezza, tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese. È situata nella parte sud-occidentale ed è vicina allo Shikoku e allo Honshu. Sulla costa sud-occidentale dell'isola è situata la città di Nagasaki, capitale dell'omonima prefettura. È considerato il luogo di nascita della civiltà giapponese. Nell'antichità era anche conosciuto sotto il nome di Kyukoku, Chinzei e Tsukushi-no-shima. L'antica regione di Saikaido consiste dell'isola di Kyushu e di quelle che lo circondano. Il nome della regione, Kyushu significa "nove provincie".

L'isola è prevalentemente montuosa, e il più alto vulcano attivo giapponese, il Monte Aso (1592 m), si trova su Kyushu. Ci sono molti altri segni dell'attività tettonica, incluse numerose aree ricche di sorgenti calde. La più celebre di queste si trova a Beppu, lungo la costa orientale, e attorno al Monte Aso, nella zona centrale di Kyushu.

La regione di Kyushu è una regione stabilita politicamente che consiste di sette prefetture su Kyushu, e della Prefettura di Okinawa più a sud.

La principale città dell'isola è Fukuoka. Con una popolazione approssimativa di 1,4 milioni di abitanti è uno dei principali poli commerciali, con un grande aeroporto internazionale e una delle cinque borse valori in Giappone. Kitakyushu (prefettura di Fukuoka) è un altro importante centro (poco meno di un milione di abitanti), soprattutto nel campo dell'industria pesante. Kumamoto e Kagoshima sono la terza e quarta città più grandi con più di 500.000 abitanti. Nagasaki possiede uno dei più antichi porti internazionali, che è stato la sola porta di accesso al Giappone per gli stranieri durante il Periodo Edo, dalla metà del XVI secolo fino alla metà del diciottesimo.

I principali prodotti agricoli sono riso, tè, tabacco, patate dolci e soia; c'è anche un'abbondante produzione di seta. L'isola è nota per la produzione di differenti tipi di ceramiche tra le quali Arita, Imari, Satsuma e Karatsu. L'industria pesante è concentrata nel nord, attorno alle città di Kitakyushu, Nagasaki e Oita e include industrie chimiche e meccaniche.

Nella serie Pokémon, la regione di Kyushu è l'ispirazione della fittizia regione di Hoenn, luogo dove si svolgono gli eventi nei videogiochi della Terza generazione.



mercoledì 1 giugno 2016

LA TASMANIA



La Tasmania è uno Stato dell'Australia, con capitale Hobart. È costituito dall'isola omonima e da alcune isole minori, ed è posto circa 240 km a sud rispetto alla parte orientale del continente australiano (attraverso lo stretto di Bass).

I primi ad abitare la Tasmania furono gli aborigeni tasmaniani: alcune testimonianze preistoriche dimostrano che i loro antenati vi giunsero non più tardi di 35.000 anni fa, quando ancora la Tasmania non era un'isola (la definitiva separazione dall'Australia avvenne infatti non più di 10.000 anni fa).

All'arrivo degli europei all'inizio dell'Ottocento la popolazione degli aborigeni tasmaniani ammontava a circa 5000 individui. A causa dell'isolamento geografico, la società tasmaniana era tra le più arretrate tra le società primitive. Il contatto con i coloni europei fu fatale per i tasmaniani: nell'arco di un decennio si produsse un conflitto che degenerò in un vero e proprio genocidio della popolazione tasmaniana da parte dei coloni europei. Gli ultimi tasmaniani furono confinati presso l'isola di Flinders , andando incontro all'estinzione nella seconda metà dell'Ottocento.

L'ultima tasmaniana di sangue puro è generalmente considerata Truganini (1812-1876).

Il primo europeo ad avvistare la Tasmania fu, il 24 novembre 1642, l'esploratore olandese Abel Tasman, il quale battezzò la nuova terra "Anthoonij van Diemenslandt", dal nome del finanziatore della sua spedizione, Anthony van Diemen, governatore delle Indie Orientali Olandesi. I britannici ne abbreviarono poi il nome, ribattezzando l'isola "Terra di Van Diemen".

Il capitano inglese James Cook avvistò nuovamente l'isola nel 1777 e a lui seguirono molti altri esploratori europei, alcuni dei quali arrivarono a sbarcarvi.

Il primo insediamento britannico, voluto soprattutto per impedire ai francesi di rivendicare l'isola, risale al 1803: fu infatti in quell'occasione che un piccolo corpo di spedizione, partito da Sydney sotto la guida del luogotenente John Bowen, si stanziò a Risdon Cove, sulla riva orientale del fiume Derwent.

Nel 1804 si ebbe un nuovo insediamento, Sullivan's Cove, fondato dal capitano David Collins, 5 km più a sud del primo, sulla riva del Derwent. Mentre Risdon venne successivamente abbandonata, Sullivan's Cove si sviluppò (fino a diventare in seguito la capitale dell'attuale Stato) e fu ribattezzata Hobart Town o Hobarton (poi abbreviata in "Hobart"), dal nome del segretario coloniale dell'epoca, Lord Hobart.

I primi colonizzatori britannici erano soprattutto galeotti e guardie carcerarie, giunti per coltivare nuove terre. Nuovi insediamenti di galeotti furono creati negli anni successivi: Port Arthur, a sud-est, e Macquarie Harbour, sulla West Coast.

Il 3 dicembre 1825 la Tasmania, ancora nota come Terra di Van Diemen, fu dichiarata colonia separata dal Nuovo Galles del Sud.

La Tasmania è un concentrato di bellezza, di cose da vedere e da fare. Sessantaduemila chilometri quadrati sembrano pochi, ma sono moltissimi se si pensa solo ai 19 parchi nazionali che racchiudono. In brevi cifre, circa la metà dell'Isola è coperta di foresta "nativa"; i tre grandi parchi nazionali del Sud-Ovest, Cradle Mountain-Lake St Clair, Southwest e Franklin Gordon Wild River, un continuum che l'Unesco ha scelto tra le sue aree World Heritage, coprono un'area paragonabile all'Abruzzo o alla Campania.

Prende il nome da Abel Tasman, il navigatore olandese che la scoprì (1642).

I principali centri urbani della Tasmania sono la capitale Hobart e le città di Glenorchy e Clarence, oltre alle cittadine di Launceston, nella parte settentrionale dell'isola, e di Devonport e Burnie, in quella nord-occidentale.

Il governo regionale della Tasmania ha anche in carico l'amministrazione dell'isola subantartica di Macquarie.

Circa il 37% del suo territorio fa parte di riserve, parchi naturali o aree protette, e questa caratteristica ha portato l'isola a promuoversi e presentarsi come importante meta turistica e naturalistica.


La Tasmania è bagnata a nord dallo Stretto di Bass, a est dal Mar di Tasman e a sud e ovest dall'Oceano Indiano. I monti più alti sono Legges Tor 1.573 m e Ossa 1.617 m.

Le uniche isole dello Stato sono: le Isole del Re e le Isole Furneaux. I fiumi principali sono: Arthus e Derwent. I laghi principali sono: Gordon, Great e Pedder.

La Tasmania ospita numerose specie endemiche. Va però detto che l'arrivo dell'uomo bianco ha notevolmente danneggiato la fauna originaria. Le specie più note sono il tilacino e il diavolo della Tasmania. Il primo, un marsupiale simile ad un lupo noto anche come "tigre della Tasmania", è ormai da considerarsi estinto a partire dagli anni trenta dello scorso secolo. Il secondo, dall'aspetto simile ad un piccolo cane molto combattivo, è invece seriamente minacciato da un'epidemia scoppiata nel 2005.

Nell'isola si trovano molte specie di uccelli rintracciabili in tutta l'Australia. Vi sono però 12 specie endemiche, tra cui un Rallide inadatto al volo. Era anche presente una specie endemica di emù, estintasi intorno alla metà dell'Ottocento.

Sono inoltre presenti 11 specie di rane, di cui tre diffuse solo in Tasmania (tra cui il Bryobatrachus nimbus, scoperto solo di recente).

Il 24 settembre 2007 è stato varato un programma volto a sterminare la popolazione di volpi rosse, importate dall'Europa, che minacciano seriamente le specie locali.

Un luogo dalla natura selvaggia e incontaminata che offre ai visitatori alcune delle spiagge e delle località marine più belle del globo.

Oltre alle spiagge, però la Tasmania ha un’offerta turistica davvero ricca di natura grazie ai suoi diversi siti naturali diventati patrimonio dell’UNESCO e i suoi numerosi ed enormi parchi naturali. All’interno dei principali centri abitati invece è possibile rimanere ancora in contatto con la vita reale e popolare di tutti i giorni. Non è difficile, per esempio, imbattersi in uno dei tantissimi farmers market in cui coltivatori e produttori locali offrono i frutti del proprio lavoro a cittadini e turisti in perfetto stile km0.

A circa 47 km da Queenstown nella Tasmania occidentale si trova una veduta mozzafiato della valle del Fiume Franklin. Per poter godere di questa spendida vista è necessario percorrere un breve itinerario pedonale di circa 3 km. Dopo una breve e facile salita si raggiunge una pedana da cui si può godere della vista sulla natura selvaggia che impera nell’area in cui i fiumi Franklin e Collingwood si incontrano. Affacciati da lassù sentirete l’emozione di respirare a pieni polmoni l’aria del cuore più selvatico della Tasmania.

Lo spray tunnel fu scavato per permettere ai lavoratori delle miniere della zona, di superare con facilità le insidie delle colline abitate da natura incontaminata.

Lungo la costa nord dell’isola australiana, vicino George Town, sin dagli inizi del 1800 il flusso della navigazione delle imbarcazioni nel fiume Tamar era regolato e guidato dall’interno di una graziosissima costruzione chiamata “Low Head”, di fianco alla quale nel 1888 è stato costruito anche un caratteristico faro. Low head è storicamente dotato di un sistema di avvertimento contro la nebbia.

All’interno del piccolo edificio in cima al monte Nelson, costruito nel 1811, è possibile fare un tuffo nel passato e ripercorrere la storia coloniale australiana grazie ad esposizioni e pannelli informativi. Vicino c’è anche una comoda area picnic dove trascorrere qualche ora di relax e serenità a pochi passi dalla città.

Il Riddle of Spiky bridge è un piccolo ma caratteristico ponticello costruito con muratura a secco nella prima metà del XIX° secolo. Il piccolo ponte, così insolito a queste latitudini, si trova a circa 7,5 km a sud di Swansea sulla costa orientale della Tasmania.


lunedì 23 maggio 2016

LE BAHAMAS



Le Bahamas sono uno stato insulare dell'America centrale costituito da un arcipelago di 700 isole e isolette, situate nell'Oceano Atlantico, a est della Florida, a nord di Cuba e del resto dei Caraibi, e a ovest della dipendenza britannica delle Isole Turks e Caicos.

Scoperte durante il primo viaggio di Cristoforo Colombo divenendo parte della corona spagnola, furono poi conquistate dagli inglesi nel XVII secolo per divenire indipendenti nel 1973. Prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, queste isole si chiamavano Lucayas, derivante da lucayos, nome delle pacifiche popolazioni indigene che l'abitavano. In particolare San Salvador, l'isola su cui sbarco l'esploratore genovese il 12 ottobre 1492, era indicata come Guanahaní. Leggendo le relazioni scritte da Colombo sulla scoperta, uno degli elementi che più attirò la sua attenzione durante il primo viaggio fu la scarsa profondità delle acque. Per questa ragione battezzò le Lucayas come Islas de la Bajamar (isole del mare basso in spagnolo).

I due nomi furono mantenuti per circa un secolo e mezzo: quando però caddero in mano britannica, questi ne adattarono il nome alla loro lingua chiamandole Bahamas Islands, nome con cui sono note ancora oggi. Nel corso del Seicento e del Settecento le Bahamas sono state uno dei covi della pirateria assumendo il ruolo di covo principale dal 1716 al 1718 quando vennero lasciate senza difesa e senza governo dalla Corona. Nel 1717 un mercante stimava che vi fossero ben 800 pirati, autodefinitisi flying gang, con base a New Providence. Nel 1718 re Giorgio I d'Inghilterra inviò però una spedizione navale guidata dal capitano Woodes Rogers che spinse i pirati ad allontanarsi in direzione della Carolina, di altre isole caraibiche minori o addirittura dell'Africa.

Il PLP, Partito Liberale Progressista, fondato e diretto da O. Pindling, gestì il processo di separazione dall'Impero Britannico. Il 10 luglio 1973 le Bahamas divennero indipendenti, associandosi subito al Commonwealth. Il PLP guidò il Paese per quasi venti anni, fino al 1992. Pindling restò presidente per vari anni, ma nel 1988 incominciarono a emergere dubbi sul suo operato: in quell'anno gli USA incolparono le Bahamas di riciclare denaro proveniente dal narcotraffico; il Governo tentò di difendersi dalle accuse, ma senza molto successo. Il premier cercò di far ricadere la colpa sul sistema bancario e chiese sostegno agli USA, ma nel frattempo aveva perso gran parte della sua credibilità. Come conseguenza di queste vicende Pindling si dimise nel 1990.

Come previsto, nel 1992 il PLP perse le elezioni presidenziali contro il Movimento di Libertà Nazionale, FNMP, guidato da Hubert Ingraham. Il nuovo partito al governo riuscì ad ampliare il turismo, e ci riuscì combattendo la criminalità, che costituiva un disincentivo all'arrivo di visitatori e quindi un danno al turismo stesso, struttura portante per la ricchezza del Paese. Il narcotraffico, piaga di vecchia data, fu in parte arginato e furono fatti diversi sforzi per limitare le azioni criminose attuate dai numerosissimi immigrati, giunti specialmente dalla vicina Haiti. Grazie a questo impegno, il Movimento di Libertà Nazionale fu confermato nel 1997. Il secondo mandato fu assai meno soddisfacente del primo, e il consenso del partito presso il popolo scese molto.

A scontentare la popolazione dell'arcipelago furono gli scarsissimi sussidi concessi alle piccole isole, più bisognose di aiuti, e l'inutilità degli interventi volti a ridurre il tasso di povertà. Nel gennaio del 2002, anno delle elezioni, si tenne un referendum su alcune riforme costituzionali, interpretato da molti come un test per il governo: la maggioranza perse. Alle elezioni tenutesi pochi mesi dopo il PLP travolse con un risultato schiacciante gli avversari, tornando al governo. Divenne governatore generale Ivy Dumont e premier Perry Christie, sempre per il PLP. Il 2 maggio 2007 i bahamensi sono tornati alle urne ed è uscito vincitore Hubert Ingraham, ancora alla guida del Movimento di Libertà Nazionale. È diventato governatore generale Arthur D. Hanna.

Scomparsi da secoli gli originari abitanti, gli Arawak, la popolazione dell'arcipelago è formata in prevalenza da neri e mulatti (85% del totale), mentre il resto è di origine europea. Al censimento del 2000 essa aveva raggiunto i 303.000 circa abitanti, saliti a 315.000 secondo l'ultima stima effettuata. Il ritmo di incremento annuo, che negli anni precedenti si era mantenuto elevato, ultimamente è divenuto inferiore al 1%. D'altra parte il flusso immigratorio, un tempo consistente, è numericamente irrilevante, mentre, a partire dal 1994, il governo ha provveduto al rimpatrio forzato degli immigrati haitiani e cubani illegali, creando peraltro con questo provvedimento non poche tensioni nei rapporti con i paesi di origine.

Negli anni più recenti la diffusione dell'AIDS ha cancellato i progressi compiuti in fatto di riduzione della mortalità infantile. La distribuzione territoriale degli abitanti è assai diseguale e la popolazione urbana rappresenta addirittura l'88,8% di quella complessiva; soltanto le isole principali sono popolate e più della metà della popolazione totale risiede nell'isola di New Providence; altre zone importanti sono Freeport, Grand Bahama e Kemps Bay e Nlcholl's Town su Andros.

La difesa e giustizia dello Stato hanno sede alla Royal Bahamian Defence Force, importante per il controllo costiero paramilitare. Il sistema giudiziario si articola in corti di prima istanza, nella corte d'appello e nella corte suprema (composta da nove giudici), è in vigore la pena di morte. L'istruzione, ha delle strutture scolastiche molto sviluppate; è obbligatoria dai 5 ai 16 anni e gratuita nelle scuole statali; l'alfabetizzazione è pressoché totale (il tasso di analfabetismo è del 4,4%). La scuola elementare comincia a 5 anni e dura sei anni, divisi in due cicli triennali. Anche l'istruzione superiore ha goduto di un notevole sviluppo, in particolare negli anni novanta; l'università ha sedi a Nassau, dove sono presenti corsi di laurea in scienze alberghiere, e del turismo (corso attivato nel 1998).

La popolazione delle Bahamas risulta essere molto variegata. Ma la maggior parte si trova nei pressi delle coste.

La religione è in prevalenza (90% circa) cristiana nelle varie confessioni protestanti.

La lingua ufficiale è l'inglese. È parlato anche il creolo.

La forma istituzionale delle Bahamas è la monarchia costituzionale e facendo parte del Commonwealth il Capo di Stato è il monarca d'Inghilterra. La carica di primo ministro dura per cinque anni; colui che attualmente ricopre tale carica è Perry Christie, succeduto a Hubert Ingraham. Altra figura fondamentale è quella del Governatore Generale, attualmente impersonato da Marguerite Pindling. Il Parlamento presenta la Camera dell'Assemblea, con 40 membri eletti ogni cinque anni, e il Senato, con 16 membri in totale.

Il sistema sanitario bahamiano offre sia discrete strutture ospedaliere pubbliche che cliniche private. Il problema principale è rappresentato dalla difficoltà di collegamento delle isole più lontane dell'arcipelago dalle principali città e dalla capitale.

La Royal Bahamas Defence Force (in inglese Reale Forza di Difesa delle Bahamas) è l'attuale marina militare delle Bahamas, nonché unica forza armata di questa nazione, che non dispone né di un esercito né di una aeronautica militare.

Il sistema politico bahamense è multipartitico nella teoria ma bipartitico di fatto: le due formazioni principali sono il Partito Liberale Progressista (PLP) e il Movimento di Libertà Nazionale (FNMP), di ispirazione conservatrice. Un altro partito è il Movimento Democratico delle Bahamas, BDM, ma non di rado si presentano alle elezioni anche alcuni candidati indipendenti, considerati degli outsider.



Il PLP fu fondato da O. Pindling prima della separazione dall'Impero Britannico, e condusse l'arcipelago all'indipendenza. È rimasto alla guida del governo dal 1973 al 1992, quando vinse l'FNMP. Questo partito è stato messo in piedi da Hubert Ingraham, che dal 1992 è stato primo ministro per dieci anni. Nel 2002 il PLP è tornato alla guida con una vittoria schiacciante sugli avversari, dopo che Ingraham aveva perso il referendum sulle riforme costituzionali nel gennaio dello stesso anno. Le ultime elezioni sono state quelle del 2007 e quelle del 2012. Nel 2007 Ingraham ha vinto di misura, con un moderato scarto rispetto al rivale Christie; il 4 dello stesso mese Ingraham ha giurato come Primo Ministro.

L'apparato economico è avanzato, lo dimostra il PIL, che è il più alto della regione, con notevole distacco dagli altri Paesi. Questa situazione di discreto benessere viene da un tangibile miglioramento economico avuto a partire dagli ultimi anni, ma è anche frutto di un'esigua popolazione e di una bassa densità. L'Indice di sviluppo umano è di 0,825, il terzo più alto dell'America Centrale, dietro la Costa Rica e Cuba. Le risorse principali sono il turismo e l'agricoltura: quest'ultima è favorita da un buon clima temperato e dall'attrattiva dei paesaggi costieri delle isole. Essa è specializzata nella produzione di prodotti tropicali per l'esportazione. Tuttavia negli ultimi tempi stanno acquistando maggiore peso nuovi settori come quello finanziario: oltre che per la loro natura, le isole Bahamas oggi sono note anche come paradiso fiscale sede di numerose società offshore.

Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, l'ha inserita tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tale territorio. Anche la pesca, quella dei crostacei, è praticata con fini di esportazione. Il settore turistico è in continuo aumento e attualmente occupa i 3/4 della popolazione attiva, fornendo quasi tutta la ricchezza lorda: questi sforzi garantiscono ogni anno almeno due milioni di visitatori stranieri, confermando il turismo come la fondamentale fonte economica per il territorio.

L'industria, prodotto dei progressi recenti, è nata solo negli ultimi anni ed è in via di sviluppo: per ora si occupa della raffinazione del petrolio e dei prodotti farmaceutici, insieme a poche altre produzioni. La centrale termoelettrica situata nella Grande Bahama fornisce quasi tutto il territorio. Notevolmente sviluppato è anche il commercio, quello portuale si concentra a Nassau. Il commercio interno è buono, quello esterno è intrattenuto specialmente con gli Stati Uniti, verso i quali vanno quasi tutte le esportazioni e dai quali viene la quasi totalità delle importazioni. Ma questa situazione favorevole è andata creandosi solo alcuni anni fa. Sebbene la prosperità economica sia sempre stata una caratteristica dell'Arcipelago, per molto tempo esso ha dovuto convivere con delle significative problematiche, alcune delle quali permangono ancora oggi.

Gli Stati Uniti accusarono pubblicamente le Bahamas di riciclare denaro proveniente dal narcotraffico. Questo gettò nell'instabilità politica ed economica tutto il Paese, scongiurata con i passi avanti fatti in seguito. Altro problema è rappresentato dalla criminalità, legata non solo al traffico illegale di stupefacenti ma anche alla massiccia immigrazione clandestina, proveniente soprattutto da Haiti. In più alcune isole minori vivono in situazione economica nettamente inferiore a quella dei centri più grandi, e ancora oggi il problema non è stato ancora risolto. È proprio nelle isole più piccole che si concentra il tasso di povertà, che non sembra essere diminuito.

L'arcipelago è formato dalle parti affioranti di un insieme di piattaforme carbonatiche. Sono altofondi marini con profondità fino a qualche decine di metri separati tra loro da fosse molto profonde, di ambiente oceanico. La piattaforma più estesa è il Great Bahama Bank, che supporta l'isola di Andros, la più grande dell'arcipelago. I sedimenti sono costituiti da carbonato di calcio in forma di fanghi micritici, prodotti dalla proliferazione di alghe calcaree, mentre nelle aree con acque più agitate si producono sabbie oolitiche, (prodotte dalla precipitazione abiotica di carbonato) e sabbie bioclastiche (prodotte dall'usura meccanica di conchiglie e altre parti dure di invertebrati).
Le isole emerse si trovano principalmente nella parte nord-orientale dei banchi, dove la presenza di nutrienti portati dalle correnti oceaniche permette lo sviluppo di scogliere organogene a coralli. Al margine occidentale delle piattaforme si sviluppano in genere barre di sabbia calcarea (sabbie oolitiche e sabbie bioclastiche), che danno luogo a secche e spiagge sommerse. Nelle parti più interne dei banchi si sviluppano piane di marea fangose, con stromatoliti algali e mangrovie.

Le isole Bahamas presentano corsi d'acqua di dimensioni estremamente ridotte.

Un arcipelago di 700 isole, solo 30 delle quali abitate, e di migliaia di scogli corallini deserti a pochi chilometri da Miami e Cuba, nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Un sogno per molti, una meta raggiungibile da pochi. Centinaia di spiagge di sabbia rosa come il corallo, lambite da un mare trasparente e caldo. E soprattutto, fondali unici al mondo, considerati tra i migliori dagli appassionati di diving, ma fantastici anche per chi si limita allo snorkeling a pelo d’acqua. Le isole Bahamas vantano un fenomeno geologico unico al mondo: i Blue Hole, grotte sottomarine con caverne, crateri, cunicoli lunghi centinaia di metri e stanze con stalattiti. L’isola dei Blue Hole per eccellenza è Andros, ma si trovano anche a Bimini Island, Cat Island, Eleuthera, Exuma, Grand Bahama e Long Island.

L’isola principale delle Bahamas è New Providence, dove si trova la capitale Nassau, che ospita un aeroporto internazionale. E’ qui che solitamente si atterra provenendo dall’Europa o dagli Stati Uniti. La capitale ha bellissimi edifici coloniali dai colori pastello. Imperdibile è lo straw market, il mercato di paglia, dove si possono trovare oggetti di ogni sorta fatti con questo materiale. A Nassau ci sono alcune spiagge frequentate anche dai turisti e non solo dai locali, come Cable Beach, ma la meta imperdibile è Paradise Island, collegata alla città tramite un ponte, l’Harbour Bridge (a pagamento, perché è privato), luogo di vacanza dei Vip. Qui si trovano grandi hotel e resort di lusso, casinò, ristornati, locali, ma soprattutto la più bella spiaggia dell’arcipelago: Paradise Beach.

Come un vero paradiso terrestre, le Bahamas ospitano alcune specie animali uniche al mondo. La più famosa è l’iguana delle Bahamas, una specie rara che esiste solo qui e che vive soprattutto sull’isolotto di Allan Cay, vicino all’isola di Exuma; i fenicotteri rosa si possono vedere agli Ardastra Gardens di Nassau; i pellicani sono concentrati nelle Out Islands, le isole più esterne; ad Andros si trova la terza più grande barriera corallina del mondo; il bagno con i delfini lo si può fare al Dolphin Encounters di Nassau e al Dolphin Experience, delfinario dell’Unexso di Lucaya (Grand Bahama).

Tra le spiagge più fantastiche, oltre a Paradise, imperdibile è Treasure Cay (Out Islands), tra le dieci spiagge più belle al mondo, ma anche Harbour Island, ad Eleuthera, con la caratteristica sabbia rosa. Prima di partire sono due i luoghi suggestivi da andare a visitare: l’isola di San Salvador, dove il 14 ottobre del 1492 mise piede Cristoforo Colombo, e Morgan’s Bluff, uno dei nascondigli del temibile pirata Morgan.

Non esistono voli diretti dall’Italia. Si arriva a Miami e ci si imbarca con un volo low cost con destinazione Nassau. L’alternativa è fare scalo a Londra e arrivare dopo 11 ore di volo. Tra le isole, poi, ci si muove via mare o aereo.

Le Bahamas sono tutte isole pianeggianti, l'elevazione massima si raggiunge su Cat Island, con il Monte Alvernia (63 m.); North Andros (3.439 Km²) è l'isola più estesa del Paese ed è la maggiore delle tre isole che formano Andros (5.957 Km²), a sua volta un arcipelago; seguono per superficie Great Inagua (1.544 Km²), South Andros (1.448 Km²), Great Abaco (1.146 Km²) e Grand Bahama (1.096 Km²); superano poi di poco i cinquecento chilometri quadrati Long Island (538 Km²) e Acklins (508 Km²), mentre l'isola su cui sorge la capitale, New Providence, è ampia solo 207 Km².

Lo sviluppo costiero complessivo dell'arcipelago è notevole, 3.500 chilometri, grazie alla conformazione di molte delle isole che lo compongono; la distanza fra le isole più esterne è di circa 900 chilometri, mentre la distanza minore dalla Florida (Stati Uniti) è di poco meno di 100 chilometri.

Il clima è tropicale e presenta due distinte stagioni, una umida e calda fra Maggio e Novembre, in cui possono abbattersi sulle Bahamas violenti uragani, ed una più asciutta e fresca fra Dicembre ed Aprile, le precipitazioni complessive non sono comunque così abbondanti e calano man mano che ci si spinge verso le isole più orientali; le temperature medie nella capitale oscillano fra 21°C e 28°C, con differenze giornaliere non particolarmente elevate fra massime e minime (8-9°C in media).





sabato 26 marzo 2016

LE ISOLE SHETLAND



Le isole Shetland sono un arcipelago sub-artico della Scozia che sorge a nord-est dell'isola della Gran Bretagna e costituisce parte del Regno Unito.

Nel 43 d.c. e nel 77 d.c. gli autori romani Pomponio Mela e Plinio il vecchio narrano di sette isole che chiamano, rispettivamente Haemodae e Acmodae, di cui si pensa siano le Shetland. Un altro possibile riferimento scritto alle isole è di Tacito nel 98 d.C., dopo la descrizione e la scoperta delle isole Orcadi, che la flotta romana ha identificato come la mitica Thule. Nell'antica letteratura irlandese si fa riferimento alle Shetland come Inse Catt (isole dei gatti), i quali potrebbe essere stato il nome prenorrenico delle isole. La tribù Cat occupò anche parte della Scozia settentrionale e il loro nome può essere trovato in Caithness e nel nome gaelico per Sutherland: Cataibh, che significa: "tra i gatti". L'antico nome del nome attuale Shetland è Hetlandensis, attestato nel 1190, diventa Hetland nel 1431 dopo varie trasformazioni intermedie. È possibile che il suono "gatto" (cat) in pittico formi parte del nome norrenico. Divenne, poi Hjaltland nel XVI secolo.

La maggior parte delle isole ha un nome norrenico, sebbene l'origine di essi sia oscura e potrebbe essere pre-norrenica, probabilmente pittica o anche elementi o nomi pre-celtici.

L'uomo abita le isole sin dal Mesolitico, e i primi riferimenti scritti alle Shetland risalgono all'antica Roma. L'Alto Medioevo fu dominato da influenze scandinave, e specialmente dalla Norvegia, e le isole non divennero parte della Scozia fino al XV secolo. Quanto la Scozia divenne parte del Regno di Gran Bretagna nel 1707, i commerci con l'Europa settentrionale diminuirono, ma la pesca ha continuato a rivestire un ruolo fondamentale nell'economia fino ad oggi. La scoperta del petrolio nel Mare del Nord negli anni '70 ha dato nuova linfa all'economia, all'occupazione e al settore pubblico delle Shetland.

Lo stile di vita locale riflette le tradizioni norrene e scozzesi, incluso il festival del fuoco Up Helly Aa e una forte tradizione musicale, specialmente lo stile tradizionale fiddle. Le isole hanno generato una grande varietà di scrittori di prosa e poesia, molti dei quali utilizzano il dialetto locale. Vi sono diverse aree dove la fauna e la flora sono protette, tra cui molti siti di riproduzione degli uccelli. Il cavallo delle Shetland e lo Shetland Sheepdog sono due famosissime razze originarie del luogo.

Il motto delle isole, che appare nello stemma araldico del Consiglio, è Með lögum skal land byggja. Questa frase islandese è tratta dalla Legge Basica danese del 1241, Jyske Lov, ed è anche menzionato nella Njáls saga; significa "la terra dovrà fondarsi sulla legge". Un tempo il nome era scritto Zetland, e nell'antichità le isole erano chiamate Hjaltland.

Il nome antico in lingua gaelica scozzese delle isole Shetland (Innse Cat, "Isole del popolo dei Gatti") fa pensare che gli abitanti originali facessero parte dello stesso gruppo tribale che abitava il Caithness (il "Promontorio del Popolo dei Gatti",) e il Sutherland (Cataibh, la "terra del popolo dei Gatti"). Intorno al VII secolo vi giunsero dei missionari che iniziarono a convertire la popolazione al Cristianesimo.

Verso il IX secolo le isole furono invase dai Vichinghi e divennero una colonia norvegese per circa 500 anni, ma la proprietà delle Shetland, insieme alle Orcadi, passò alla corona di Scozia il 20 febbraio 1472 in conseguenza del mancato pagamento della dote per il matrimonio di Margherita di Danimarca con il re di Scozia Giacomo III Stuart. I successivi tentativi da parte dei Norvegesi di saldare il debito e di riacquistare le isole vennero ignorati, inclusa l'ultima offerta norvegese dei primi anni del XX secolo. È comunque da rilevare che un'ampia fascia della popolazione ancora oggi è molto più legata alle origini scandinave che non alla Scozia.

Durante la Seconda guerra mondiale alcune navi provenienti dalle isole Shetland fornirono un servizio di soccorso clandestino alla Norvegia occupata dalle truppe della Germania; questa serie di operazioni venne chiamata l'"autobus delle Shetland" ("the Shetland Bus"). Inizialmente si trattò di un gran numero di piccole barche da pesca, ma in seguito si aggiunsero tre sottomarini di fabbricazione statunitense: il Vigra, l'Hitra e l'Hessa. Il sottomarino Hitra è tuttora galleggiante ed è adibito come nave museo. Dall'estate del 1942 il servizio di soccorso venne ufficialmente denominato come Unità navale norvegese indipendente (NOR.N.U.)

I viaggi di attraversamento del Mare del Nord vennero fatti principalmente in inverno per facilitare il raggiungimento della costa norvegese coperti dall'oscurità della notte artica. Ciò significa che gli equipaggi e i passeggeri dovettero sopportare pesantissime condizioni climatiche e di mare, senza luci, con il rischio costante di essere scoperti da aerei o navi tedesche in ricognizione. Vi era inoltre la possibilità di essere catturati mentre compivano la loro missione sulla costa norvegese. Tuttavia, fu subito deciso che il mascheramento sarebbe stato la migliore difesa: le barche vennero camuffate da pescherecci e gli equipaggi da pescatori. L'operazione fu costantemente sotto la minaccia delle forze d'occupazione tedesche, e diverse missioni fallirono: la tragedia di Telavåg è il caso più tristemente conosciuto.

Parecchie barche da pesca andarono perdute nelle prime operazioni, ma dopo l'arrivo dei tre sottomarini, veloci e adeguatamente armati, non ci furono più perdite durante i viaggi.

Leif Larsen (popolarmente conosciuto come "Shetland Larsen") fu forse il più famoso tra i partecipanti alle operazioni. In tutto egli compì 52 viaggi tra le isole Shetland e la Norvegia, diventando l'ufficiale navale alleato maggiormente decorato della Seconda guerra mondiale.

Solo 16 delle circa 100 isole sono abitate; l'isola principale del gruppo è conosciuta come Mainland e, tra le maggiori, Yell, Unst e Fetlar sorgono a nord, mentre Bressay e Whalsay si trovano ad est. East e West Burra, Muckle Roe, Papa Stour, Trondra e Vaila sono isole minori situate ad ovest di Mainland. Le altre isole abitate sono Foula, a 28 km ad ovest di Walls, Fair Isle a 38 km a sud-ovest di Sumburgh Head e le Outer Skerries ad est.

Le isole disabitate comprendono Mousa, conosciuta per il Broch di Mousa, l'esempio meglio conservato in Scozia delle torri rotonde dell'età del ferro, St Ninian's Isle connessa a Mainland tramite il più grande tombolo del Regno Unito e Out Stack, il punto più a nord delle isole britanniche. La posizione delle Shetland implica diversi primati: Muness è il castello più settentrionale del Regno Unito, e Skaw risulta essere l'insediamento abitato più a nord. La geologia delle Shetland è complessa, con numerose faglie e pieghe. Queste isole sono l'avamposto settentrionale dell'orogenesi caledoniana e vi sono affioramenti di rocce metamorfiche Lewisiane, Daldariane e di Moine, con storie simili alle loro equivalenti della terraferma scozzese. Vi sono anche depositi di Old Red Sandstone e instrusioni granitiche; le caratteristiche più distintive sono rappresentate dall'ofiolite basica, peridotite e gabbro su Unst e Fetlar, che costituiscono i resti dell'Oceano Giapeto. Gran parte dell'economia delle Shetland dipende dai sedimenti ricchi di petrolio nei mari circostanti. Nell'era post-glaciale, circa nel 8150 avanti Cristo, le isole furono colpite da tsunami alti fino a 20 metri causati dalla frana di Storegga, un'immensa valanga sottomarina al largo delle coste norvegesi.



Il punto più alto delle Shetland è Ronas Hill, che raggiunge solamente i 450 metri di altezza sul livello del mare. Le glaciazioni del Pleistocene coprono interamente le isole; durante questo periodo, le Stanes of Stofast, un masso erratico di 2000 tonnellate, raggiunse la sua posizione attuale sulla cima di una collina a Lunnasting.

Le Shetland sono un'area nazionale scenica che, diversamente dal solito, è costituita da diverse località distinte: Fair Isle, Foula, South West Mainland (incluse le isole Scalloway), Muckle Roe, Esha Ness, Fethaland e Herma Ness.

Le Shetland hanno un clima oceanico temperato marittimo, e confinano con la zona subpolare, con inverni lunghi ma freschi e estati corte e miti. Il clima, durante tutto l'anno, è moderato a causa dell'influenza delle aree circostanti, con temperature massime medie di 7°C a marzo e 18°C a luglio ed agosto. Temperature oltre i 25°C sono molto rare; la più alta temperatura registrata è stata 28,4°C nel luglio 1991 e la più bassa è stata -8,9°C nel gennaio 1952 e gennaio 1959. Il periodo senza ghiacci può accorciarsi fino a tre mesi. In contrasto, le aree interne della vicina Scandinavia a latitudini simili registrano differenze di temperatura maggiori tra inverno ed estate, con le massime medie di luglio comparabili al record di sempre di Lerwick, intorno ai 23°C, dimostrando ulteriormente l'effetto moderante dell'Oceano Atlantico. In contrasto, gli inverni sono considerevolmente più miti rispetto a quelli delle vicine aree continentali, comparabili addirittura alle temperature invernali di Inghilterra e Galles che si trovano molto più a sud.

Il carattere generale del clima è ventoso e nuvoloso con almeno 2 mm di pioggia al giorno in oltre 250 giorni l'anno. Le precipitazioni medie sono intorno ai 1003 mm l'anno, con novembre e dicembre che risultano i mesi più umidi. La neve si trova solitamente nei mesi tra novembre e febbraio, e la neve raramente rimane sul terreno per più di un giorno. I mesi meno piovosi vanno da aprile ad agosto, anche se nessun mese conta meno di 50 mm di precipitazioni. La nebbia è comune nei mesi estivi a causa dell'effetto rinfrescante del mare sulle correnti miti che provengono da sud.

A causa della latitudine delle isole, nelle notti invernali serene può essere osservata l'aurora boreale, mentre in estate vi è quasi un crepuscolo perenne, che localmente viene chiamato "simmer dim". Le ore di sole annuale ammontano a circa 1.110, il che rende molto comuni i giorni nuvolosi.

Tradizionalmente, le attività economiche principali nelle isole Shetland sono sempre state l'agricoltura e l'allevamento. Le piante coltivate includono l'avena e l'orzo, oltre a diversi ortaggi; tuttavia, il clima oceanico fresco e umido, il suolo sterile, la scarsa insolazione e la forte esposizione al vento creano un ambiente molto rigido per la maggior parte delle piante, permettendo un'agricoltura molto limitata. Il crofting, la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno in base a un limitato diritto di usufrutto, è tuttora praticato e visto come una tradizione fondamentale delle Shetland, oltre che un'importante fonte di reddito.

Maggiore importanza hanno l'allevamento e la pesca. Il primo in particolare ha fornito delle specie assai conosciute ed apprezzate, come la pecora delle Shetland, dalla lana molto soffice e bella, insieme al cane da pastore (lo Shetland shepard) e al pony delle Shetland.

Un'attività industriale molto importante, collegata all'allevamento delle pecore, è la lavorazione della lana.

Più di recente, la scoperta nel XX secolo di giacimenti di petrolio nel Mare del Nord ad est delle isole ha procurato una fonte alternativa di reddito di grande importanza. Il "Bacino delle Shetland Orientali" si sta rivelando come uno dei giacimenti petroliferi più grandi d'Europa. Il petrolio estratto viene scaricato al terminal di Sullom Voe nelle Shetland.

La lingua originariamente parlata nelle isole Shetland, il Pitto, fu sostituita dall'antico Norvegese, da cui si sviluppò il Norn, che a sua volta fu rimpiazzato dal dialetto delle Shetland, una variante locale dello Scots, che attualmente sta scomparendo per lasciare posto all'"Anglo-scozzese", la lingua inglese standard parlata in Scozia. Tuttavia, l'eredità del Norn resta nella grammatica e in un certo numero di parole, rendendo il dialetto delle isole Shetland peculiare e distinto dall'inglese parlato in Scozia.

Quando il Norn venne gradualmente soppiantato dallo Scots, il nome originario di provenienza scandinava delle isole, Hjaltland ("terra alta") divenne jetland (la lettera iniziale era l'antica lettera della lingua Scots, yogh, che suonava quasi identica al suono originale scandinavo, hj ). Quando la lettera yogh finì per scomparire, venne spesso sostituita con la lettera graficamente somigliante z, da cui derivò la grafia del nome Zetland, la forma usata per denominare prima del 1975 l'originale contea delle Shetland. Successivamente, la grafia venne uniformata alla pronuncia ormai comune del nome delle isole, e divenne quella attuale.

Le Shetland Meridionali consistono in 11 isole principali e diverse isole minori, per un totale di 3.687 km² di superficie. Tra l'80 e il 90% del territorio è coperto da ghiacciai. Il punto più elevato è il Monte Foster sull'Isola Smith a 2.105 metri s.l.m.

Secondo la versione ufficiale le isole vennero "scoperte" dall'esploratore britannico William Smith il 19 febbraio 1819 e reclamate in nome di Re Giorgio III del Regno Unito. Lo sbarco sulle isole venne effettuato sulla più grande delle Shetland Meridionali, l'Isola di Re Giorgio sempre da William Smith, il 16 ottobre dello stesso anno.

Le isole vengono tuttavia reclamate anche da Argentina e Cile. Sembra che nel 1818, precedentemente dunque allo sbarco dello Smith, Juan Pedro de Aguirre, avesse chiesto permessi al governo argentino, che dava concessioni di caccia e pesca nel territorio antartico, e operasse con la nave "Espíritu Santo " facendo base sull'"isola Decepción", il cui nome resta tuttora in una piccola isola dell'arcipelago.

La caccia alle foche e alle balene si è svolta sulle isole nel XIX e all'inizio del XX secolo, ma le isole sono state abitate solo dal momento dell'installazione di una stazione scientifica di ricerca nel 1944. Una minima parte di turismo specializzato vi si svolge durante l'estate.

L'Isola Livingston è la seconda più grande isola nelle Isole Shetland Meridionali, Antartide.

La formazione principale della montagna, la Montagna di Tangra nella regione sudorientale, è di lunghezza 30 km e d'altezza 1700 m. La maggior parte dell'Isola Livingston è coperta da un calotta di ghiaccio, che forma la linea costiera in molti settori. Il clima è antartico marittimo.

Livingston è stato scoperto dall'inglese William Smith il 19 febbraio 1819 e durante gli anni successivi è diventato il centro di sfruttamento delle risorse viventi marine. Rimane delle capanne, barche ed altri manufatti dei cacciatori di foche statunitensi ed inglesi dal secolo XIX ancora sono trovati su Livingston, che possiede la concentrazione più grande dei luoghi storici in Antartide (dopo la Georgia del Sud).

L'isola è governata sotto il regime del Trattato Antartico. Le basi scientifiche Juan Carlos I (Spagna) e San Clemente di Ocrida (Bulgaria) esiste alla Baia Sud dal 1988, e la piccola base di Capo Shirreff (Cile e Stati Uniti d'America) funziona dal 1991. Ci sono due aree naturali protette sull'isola, la Penisola Byers e il Capo Shirreff. Il Punto Hannah sul litorale del sud di Livingston e l'Isola Half Moon vicino al litorale orientale, sono fra le destinazioni più popolari di turismo antartico, visitate frequentemente da navi turistiche.





mercoledì 16 marzo 2016

LA SCOZIA



La Scozia è una delle nazioni costitutive del Regno Unito. Occupando più di un terzo dell'isola della Gran Bretagna nella parte settentrionale dell'isola, la Scozia confina con l'Inghilterra a sud ed è circondata dall'Oceano Atlantico, in particolare il Mare del Nord a est, e il Canale del Nord e il Mare d'Irlanda a sud-ovest. Oltre alla parte situata sull'isola principale, il suo territorio comprende più di 790 isole minori, incluse le isole settentrionali (Orkney e Shetland) e le Ebridi.

Scotland deriva da Scoti, il nome latino per i celti di Scozia. Il termine tardo-latino Scotia (terra dei Gaels) fu inizialmente utilizzato per riferirsi all'Irlanda. Dall'XI secolo almeno, il termine Scotia fu utilizzato per riferirsi al territorio della Scozia dove si parlava il gaelico a nord del fiume Forth, insieme con Albania o Albany, entrambi termini derivati dal gaelico Alba. L'utilizzo delle parole Scots e Scotland per indicare tutta l'attuale Scozia cominciò solo nel Basso Medioevo.

La storia della Scozia ha inizio circa 10.000 anni fa con l'insediamento di popolazioni provenienti da nord est probabilmente alla ricerca di territori liberi dai ghiacci, quindi seguirono popolazioni prevalentemente dedite alla caccia in arrivo da Inghilterra Irlanda ed Europa continentale. Nei millenni successivi si insediarono in Scozia popoli provenienti dall'Europa continentale dediti prevalentemente alla caccia. A quel periodo risalgono anche i famosi cerchi di megaliti come quelli presenti alle Orcadi e quelli sull’isola di Lewis (Callanish); anche se lo scopo di tali realizzazioni non è certo si pensa servissero da osservatori astronomici . Anche nell’età del bronzo la costruzione dei monumenti megalitici proseguì e furono realizzati anche i primi forti. Nel primo millennio prima di Cristo arrivarono le popolazioni celtiche provenienti da sud che intorno al 400 introdussero il ferro; in quest'epoca si svilupparono molto le fortificazioni già esistenti alle quali se ne aggiunsero di differenti: le torri circolari diffuse soprattutto sulla costa atlantica.

La prima incursione romana in Scozia (anticamente Caledonia) risale al 55 a.C . I romani però non riuscirono mai a sottomettere completamente i Pitti come i romani stessi avevano battezzato le popolazioni locali e non conquistarono mai le Highlands ed il Vallo di Adriano lo testimonia. I Romani si ritirarono dalla Scozia attorno al 155 e vi ritornarono per un breve periodo fino al 163.
Intorno al 500 la Scozia era abitata da Pitti e Celti influenzati dalla cultura romana, queste popolazioni parlavano lingue celtiche da cui originarono il gallese ed il bretone. In questo periodo giunsero in Scozia nuove popolazioni di invasori: gli Scotti, di origine irlandese , dalla cui lingua origina il gaelico moderno , gli Angli provenienti dal continente che parlavano lo Scots , una lingua germanica per certi versi simile dall'inglese moderno ed i Vichinghi che giunsero intorno all’800 sulle isole Orcadi dalla vicina Scandinavia. I secoli successivi furono caratterizzati dai conflitti tra le diverse popolazioni tutte con grandi tradizioni guerriere. Il primo santo scozzese , San Ninian, si adoperò per convertire i Pitti, ma fu poi San Colombano uno scotto di lingua gaelica arrivato in Scozia nel 563 nell'isola di Iona, a riprendere l'opera di conversione. La diffusione del Cristianesimo rese molto più pacifici i rapporti tra pitti e scotti e si diffusero i matrimoni misti. Più tardi seguì l’unione dei 2 regni che diede origine al regno di Alba che, tramite conquiste e matrimoni, si estese fino a comprendere, già intorno al 1.000, buona parte dell’attuale territorio di Scozia.

Il 1034 è l'anno della morte del così detto “primo re di Scozia" che fece divenire il titolo reale a tutti gli effetti ereditario. Si succedettero alcuni sovrani fino a Malcon III che introdusse nella regione il feudalesimo, che comunque non sostituì il concetto di clan. La diffusione del cristianesimo proseguì con la realizzazione di diverse Abbazie come quella di Melrose e Kelso.
Nel 1286 morì Alessandro III, che aveva un’unica erede la nipote, Margherita una bimba in tenerissima età. Edoardo I d'Inghilterra, prozio di Margherita, decise un matrimonio tra Margherita e suo figlio, nel 1290 i tutori di Margherita approvarono la soluzione ma durante il viaggio dalla Norvegia alla Scozia la bimba perse la vita.
L’anno successivo fu ancora Edoardo I a scegliere tra i due pretendenti al trono di Scozia . Il prescelto fu John , ma Edoardo rese la Scozia uno stato vassallo ed attuò pesanti imposizioni che indussero John alla ricerca di un'alleanza con la Francia ed infatti in questo periodo ha inizio l'influsso culturale francese che si svilupperà con la Auld Alliance .
Alla fine del XIII secolo la Scozia è completamente assoggettata all'Inghilterra La pietra del destino con cui erano incoronati i re scozzesi viene portata a Londra. Edoardo I nomina un governatore di Scozia. Gli scozzesi si ribellano subito al dominio inglese ma senza successo . Successivamente nei primi del ‘300 Edoardo II deve riconoscere l'indipendenza della Scozia e nel 1306 viene incoronato re Roberto I di Scozia, il primo degli Stuart. Le Orcadi e le Shetland, norvegesi da sei secoli, sono portate in dote nella seconda metà del ‘400 da Margherita, figlia del re di Danimarca e Norvegia a Giacomo III di Scozia.
Maria Stuarda diventa regina a pochi giorni dalla nascita , è figlia di Giacomo V Stuart ed è la più famosa tra i regnanti di Scozia . Nel 1558 Maria, che è cattolica, si reca in Francia per sposare l’erede al trono e al rientro trova un Paese protestante. Prima delle sue nozze un gruppo di nobili protestanti si oppone al matrimonio della regina con un Principe troppo legato al Papa e stringe un patto che ebbe tragiche conseguenze.
Nel 1567 il figlio di Maria Stuarda, James di appena tredici mesi, diventa re di Scozia a seguito dell'abdicazione forzata della madre. La corona d'Inghilterra, che sarebbe toccata legittimamente a Maria va invece ad Elisabetta che, tra l’altro, è protestante. Solo dopo l'esecuzione di Maria e la morte di Elisabetta I, che non ha eredi, la corona d'Inghilterra va a Giacomo che si trasferisce in Inghilterra senza più ritornare in Scozia e diventa così Giacomo IV di Scozia e Giacomo I d'Inghilterra unificando le corone all’inizio del ‘600.
All’inizio del ‘700 la storia di Scozia e quella inglese si fondano e nasce anche la Union Jack , l’attuale bandiera creata dalla unione tra la bandiera Scozzese, la Croce di Sant’Andrea e quella inglese, la Croce di San Giorgio. Vengono introdotte nuove legge che hanno lo scopo essenzialmente di distruggere la struttura classica dei vecchi Clan, viene vietato di parlare Gaelico in pubblico o di suonare la cornamusa ed indossare il kilt.

Dopo un duro periodo di sfruttamento e persecuzione, solo alla fine del ‘800 si è riconosciuto ai contadini il possesso della loro terra ed il diritto a lasciarla in eredità. La crisi economica degli anni 1920-30 portò un rinnovato impulso al nazionalismo scozzese. Nel 1934 fu fondato il Partito Nazionale Scozzese (Scottish National Party ) che cerca con tutti i mezzi legalmente possibili di ottenere la massima autonomia .
L'11 settembre 1997 gli elettori scozzesi approvano il progetto di autonomia ad ampia maggioranza e viene costituito un parlamento autonomo, nel maggio 1999, per la prima volta dopo circa 300 anni , si sono tenute le prime elezioni per il parlamento scozzese vinte dal Labour Party. In Scozia è sempre crescente il numero di persone favorevole all’indipendenza che, secondo alcune fonti, sarebbero più della metà degli abitanti. Il referendum popolare del 2014 ha però smentito questa tesi perchè la maggioranza degli Scozzesi ha scelto di restare nel Regno Unito.

Dal 1994 il governo locale è stato riorganizzato sulla base di 32 aree amministrative. Fino al 1971 la Scozia era divisa in contee, mentre le città maggiori erano rette dalle Corporazioni Cittadine. Le vecchie contee mantengono un ruolo solamente a fini catastali.

La Scozia è una nazione costitutiva del Regno Unito e suo capo di Stato è il monarca britannico, che attualmente è Elisabetta II (sul trono dal 1952).

Dal punto di vista costituzionale, il Regno Unito è uno stato unitario con un governo e un parlamento sovrani. A seguito dei referendum sulla devoluzione approvati in Scozia e Galles nel 1997, è stato concesso un limitato autogoverno a queste due nazioni costitutive. Il Parlamento del Regno Unito a Westminster continua però ad avere il potere di emendare, espandere, ridurre oppure abolire gli ambiti di autonomia devoluti a Scozia e Galles e, quindi, il Parlamento scozzese non si può definire pienamente sovrano. Peraltro, sul piano pratico, è piuttosto improbabile che il Parlamento britannico voglia (e, volendolo, possa politicamente) abolire in maniera unilaterale i parlamenti e i governi di Scozia e Galles senza indire prima un referendum in tal senso tra le popolazioni interessate.

A seguito della devolution, riguardo a certe materie d'interesse locale, il potere di fare leggi e di applicarle è stato delegato al Parlamento scozzese e al Governo scozzese, con sede a Edimburgo. Il Parlamento del Regno Unito mantiene la competenza su certe materie, anche se riguardanti la Scozia, come quelle fiscali, il sistema di sicurezza sociale, la difesa, le relazioni internazionali, le comunicazioni e altre, che sono elencate in via tassativa nello Scotland Act come "materie riservate". Il Parlamento scozzese ha potere legislativo in tutte le altre materie riguardanti la Scozia, oltre ad avere un potere limitato di variare l'imposta sui redditi.

Nel caso ritenga opportuno che una certa decisione sia presa dal Parlamento del Regno Unito, il Parlamento scozzese può restituire a quest'ultimo la facoltà di legiferare su determinate materie devolute.

Il Parlamento scozzese è monocamerale ed è composto da 129 membri, 73 dei quali rappresentano singoli collegi e sono eletti con un sistema maggioritario a turno unico. Gli altri 56 sono eletti con il sistema proporzionale. La Regina, su indicazione del Parlamento, nomina uno dei parlamentari First Minister. Gli altri ministri, nominati con lo stesso procedimento, assieme al First Minister formano il Governo della Scozia (Scottish Executive).

La Scozia è rappresentata da 59 deputati alla Camera di Comuni. Alla Camera dei Lord, i Pari scozzesi hanno potuto sedere fino al 1999.

Nel Governo del Regno Unito esiste un dicastero specifico per gli affari scozzesi, lo Scotland Office. Guidato dal Segretario di Stato per la Scozia, prima della devoluzione aveva responsabilità su tutto il sistema di governo scozzese. Ora rimangono allo Scotland Office un numero limitato di materie, come le relazioni con gli altri ministeri che mantengono competenze settoriali riguardanti la Scozia.

L'economia della Scozia, come quella dell'intero Regno Unito ha forti legami con l'Europa e con tutto il mondo. Le esportazioni hanno, infatti, una grossa importanza.

Il paese ha un sistema di mercato, con diversi interventi della mano pubblica. Dopo la rivoluzione industriale, l'economia scozzese si concentrò sull'industria pesante, dominata da settori produttivi come le costruzioni navali, l'estrazione di carbone e la siderurgia. In quel periodo, l'esistenza dell'Impero britannico fornì alle produzioni scozzesi un grosso mercato, con dimensioni mondiali.

Il declino dell'industria pesante, nella seconda metà del XX secolo, portò a un considerevole spostamento di attività verso i settori dei servizi e della tecnologia. Negli anni settanta, lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel mare del Nord diede luogo a una prima, grossa trasformazione dell'economia scozzese. Gli anni ottanta videro la grande espansione della cosiddetta Silicon Glen, tra Glasgow e Edimburgo, dove si insediarono molte grosse aziende operanti nell'informatica e nei settori tecnologici in genere.

Edimburgo è il principale centro finanziario scozzese e il sesto in Europa. Nella capitale scozzese operano gruppi finanziari come la Royal Bank of Scotland (la seconda banca europea), la HBOS (proprietaria della Bank of Scotland) e la Standard Life.

Glasgow è il principale porto scozzese e il quarto centro industriale del Regno Unito, contando per oltre il 60% dei prodotti industriali esportati dalla Scozia. I cantieri navali, anche se con dimensioni decisamente ridotte rispetto ai massimi toccati all'inizio del XX secolo, formano ancora la base produttiva dell'industria cittadina. Glasgow è anche il principale centro scozzese per il commercio al dettaglio, oltre che uno dei primi venti centri finanziari europei e sede di molte importanti società.

Aberdeen, a volte chiamata la capitale europea del petrolio, è il centro dell'industria petrolifera basata sui giacimenti trovati sotto il fondo del mare del Nord.

Altre importanti attività scozzesi sono l'industria tessile, la chimica, la distillazione di whisky, la produzione di birra, la pesca e il turismo.

Nel 2003, le esportazioni scozzesi (escluso il commercio con il resto del Regno Unito) sono state stimate in quasi 19 miliardi di sterline, di cui circa il 70% costituito da prodotti industriali. Maggiori fonti di reddito sono il whisky, i prodotti dell'industria elettronica, i servizi finanziari. I mercati maggiori sono gli Stati Uniti, la Germania e la Francia. Secondo lo Scottish National Accounts Project (SNAP) il Prodotto interno lordo (PIL) della Scozia nel 2009 era di 127 miliardi di sterline, equivalenti a 146 miliardi di euro.

Solo un quarto del territorio è coltivato (principalmente a cereali e verdure), ma l'allevamento ovino ha un ruolo importante nelle meno fertili regioni del nord e sulle isole. La proprietà della terra è relativamente concentrata in poche mani (circa 350 persone sono proprietarie di circa metà del territorio). Nel 2003 quindi, il parlamento scozzese ha approvato un Land Reform Act che consente ai coltivatori diretti e alle comunità locali di comprare la terra, anche contro la volontà del proprietario.

Anche se la Bank of England è la banca centrale di tutto il Regno Unito, tre banche scozzesi (Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank) hanno il potere di emettere banconote. Anche se queste sterline scozzesi non hanno corso legale in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, sono liberamente scambiabili con quelle emesse dalla Banca d'Inghilterra. Nonostante questo, in altre parti del Regno e specialmente in Inghilterra, molti esercenti rifiutavano le banconote scozzesi. Una nuova legge ha posto rimedio a questo inconveniente, ma fuori dal Regno Unito ancora oggi banche e cambiavalute spesso non accettano le banconote scozzesi.

Unica tra le banche del Regno, la Royal Bank of Scotland emette ancora la banconota da una sterlina.

L'Aeroporto di Barra, è l'unico aeroporto del mondo che utilizza una spiaggia come pista per i servizi di linea.

Le lingue parlate in Scozia sono: l'inglese, chiamato SSE (Scottish Standard English); l'inglese di Scozia, una lingua germanica che si è sviluppata in modo diverso rispetto all'inglese d'Inghilterra e chiamato anche Scots o Lallans e il gaelico scozzese. Il norn delle Isole Shetland è da considerarsi ormai estinto.

L'inglese di Scozia è parlato dagli abitanti di origine anglosassone e scandinava nel nord e nell'est delle Highlands, mentre il gaelico è ormai relegato all'estremo ovest delle Highlands and Islands. Solo poco più dell'1% degli scozzesi, infatti, ha ancora il gaelico come prima lingua, e l'unica area amministrativa dove esso è la lingua numericamente prevalente è Na h-Eileanan Siar (Ebridi esterne); ciononostante il gaelico scozzese rimane presente, in forma spesso anglicizzata, in parecchi toponimi, come aber (foce), baile, bal (città), beinn, benn (monte, lett. testa), innis (isola), loch (lago), slogan (slogan).

La maggioranza della popolazione appartiene alla Chiesa di Scozia (presbiteriana) - Church of Scotland, comunemente chiamata "the Kirk" – benché solo una minoranza, circa 600.000 persone, siano ufficialmente registrate come membri. La Kirk ha circa 1400 ministri. La Chiesa di Scozia è una established church, cioè la chiesa di stato in Scozia.

Nel 1893 dalla Chiesa di Scozia si è staccata la Libera Chiesa Presbiteriana di Scozia (Free Presbyterian Church of Scotland) il cui intento è di mantenersi più fedele allo spirito originario della Riforma.

La seconda chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa cattolica di Scozia, che ha due arcidiocesi e sei diocesi. I fedeli della Chiesa cattolica di Scozia sono circa 690.000.

La terza chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa episcopale scozzese, che professa l'anglicanesimo e fa parte della Comunione Anglicana, ma in una posizione di indipendenza rispetto alla Chiesa d'Inghilterra, benché questa rimanga la chiesa madre della confessione anglicana. La Chiesa d'Inghilterra è la established church dell'Inghilterra, ma non dell'intero Regno Unito.

Congregazioni più piccole sono la Chiesa Battista, la Chiesa Metodista (wesleyana), chiese presbiteriane non scozzesi, le comunità ebraica e musulmana, i Bahá'í, i druidi.



La Scozia ha un sistema legale completamente separato da quello dell'Inghilterra e del Galles. Il diritto scozzese si fonda su due fonti principali, le leggi promulgate (enacted law) e la common law. L'enacted law può avere origine in diversi corpi legislativi: diritto romano del Corpus giustinianeo, diritto canonico, atti dell'antico parlamento scozzese prima del 1707, proclami reali, atti del parlamento britannico, atti del parlamento scozzese rieletto nel 1999, trattati dell'Unione europea o legislazione europea, leggi locali (by-laws). La common law deriva la sua autorità dalle sentenze delle corti e riposa sulla tradizione legale scozzese.

Nonostante la Scozia sia all'interno del Regno Unito da oltre 300 anni (e di fatto dal 1603, quando le case reali di Scozia e Inghilterra si unificarono nella persona del re Giacomo VI di Scozia) le divergenze storiche e culturali tra scozzesi e inglesi hanno sempre portato a un implicito sogno d'indipendenza da parte di buona parte della popolazione dell'antica Alba. Il 14 ottobre del 2012, dopo mesi di trattative, il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, ha trovato l'accordo con il Premier britannico David Cameron riguardo all'indipendenza della Scozia: il 18 settembre 2014, infatti, si è svolto un referendum dove si è chiesto a tutti gli scozzesi a partire dall'età di 16 anni se separarsi o meno dal Regno Unito. Secondo il progetto di Salmond, la Scozia, se avesse vinto il si, sarebbe diventata nei fatti una nazione autonoma ma parte del Commonwealth delle nazioni (come Canada e Australia), con governo completamente indipendente ma continuando a riconoscere il monarca britannico come simbolico Capo di Stato, esattamente come avviene da tempo in Canada o in Australia.

La Scozia si estende fra le latitudini di Bergen (Norvegia) a nord e Flensburg, in Germania sul confine danese, a sud. A sud il confine con l'Inghilterra, unico confine terrestre, va da Gretna Green a ovest a Berwick-upon-Tweed a est. A nord e a ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico, a est dal mare del Nord. La lunghezza massima del paese – tra Capo Wrath e Mull of Galloway – misura 360 km, la larghezza massima – tra Ardnamurchan Point, nella penisola di Ardnamurchan, a ovest e Peterhead a est – 225 km. Dal punto di vista fisico si può dividere la Scozia in tre parti:

Le Highlands sono una zona montuosa coperta di brughiere. Al largo della loro costa settentrionale si trovano le isole Orcadi e Shetland. Di fronte alla costa occidentale sono raggruppate le Ebridi. La costa delle Highlands è frastagliata da fiordi (Moray Firth, Firth of Tay, Firth of Forth, Firth of Clyde) che penetrano in profondità nell'interno.
Un avvallamento lungo e profondo, il Glen Mor o Great Glen, che va dal Firth of Lorne al Moray Firth separa le Highlands nordoccidentali dai Monti Grampiani. Per quasi tutta l'estensione del Glen si estendono i lunghi laghi di Ness (Loch Ness) e Lochy (Loch Lochy) che, congiunti tra loro e col mare dal Canale di Caledonia, mettono in comunicazione l'Atlantico col mare del Nord. Il gruppo dei Cairngorms, con la cima Macdhui (Ben Macdhui) (1312 m) è il rilievo più importante dei Grampiani. Il Ben Nevis (1345 m) è il monte più alto della Gran Bretagna.

Le Lowlands sono formate dalle valli dei fiumi Tay, Forth e Clyde. Questa è la regione più abitata e più industrializzata del paese – i tre quarti degli Scozzesi vivono qui. Le Lowlands confinano a nord con gli Ochil Hills, i contrafforti meridionali delle Highlands, e a sud coi Pentland Hills e i Lammermuir Hills, i primi rilievi delle Uplands.
Le Uplands sono una regione montuosa ma meno brulla delle Highlands. Le vette più alte sono il Merrick (843 m), il Rhinns of Kells (816 m) e il Cairnsmore of Carsphain (786 m).
I fiumi principali della Scozia sono il Clyde (157 km), lo Spey (155 km), il Tweed (145 km), il Dee (140 km), il Tay (198 km) e il Forth (80 km). Tutti tranne il Clyde sfociano nel mare del Nord. I laghi principali sono Loch Lomond e Loch Awe a ovest, Loch Tay, Loch Rannoch e Loch Ericht nei Grampiani, Loch Lochy e Loch Ness nel Glen Mor, Loch Maree e Loch Shin vicino alla costa settentrionale. Le coste sono per la maggioranza alte e frastagliate, arrivando anche a 430 m di altezza a Santa Kilda, fino a un centinaio di anni fa regno indipendente.

Il clima delle isole britanniche subisce fortemente l'influsso dell'oceano, in particolare nelle zone occidentali. La Scozia, più settentrionale, è comunque maggiormente esposta alle masse d'aria fredda di origine polare le quali, entrando in contrasto con la calda corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione particolarmente accentuate in autunno e all'inizio dell'inverno. A causa di tali depressioni atlantiche la media delle precipitazioni è piuttosto elevata e le estati sono decisamente fresche e ventose, soprattutto nelle regioni montuose esposte a ovest. Ma è la stessa corrente del Golfo a rendere l'inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine: la capitale Edimburgo, pur essendo situata sulla costa orientale (Firth of Forth, 56º parallelo circa), ha una temperatura media annuale oscillante intorno ai 10 °C (3-4 °C d'inverno, 14-16 °C d'estate), diversamente da Mosca, che, pur trovandosi pressoché alla stessa latitudine (55° 45' N) ha una temperatura media massima a gennaio di -6 °C.

Il cardo è il simbolo della Scozia. Assieme a felci e erica è presente un po' dovunque nella brughiera scozzese. Le Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie, rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la flora è di tipo alpino. La maggior parte del territorio era fin dai tempi antichi ricoperto da foreste caducifoglie (soprattutto querce) che ora si sono ridotte a causa del disboscamento.

La fauna in Scozia registra la presenza di animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, la pecora selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda. Molto comune il cervo rosso. Le scogliere sono un paradiso per varie specie di uccelli. Nelle zone acquitrinose vive la gallina di palude (grouse).

I castelli di Scozia sono oltre 3000 sparsi dalle Lowlands alle Highlands, dalle grandi città alle isole del Nord (Orcadi e Shetland). Diversi per dimensione e caratteristiche i castelli di Scozia hanno ed hanno avuto scopi differenti :  abitazioni reali o di nobili,   grandi avamposti militari o anche fattorie fortificate. Della maggior parte di questi castelli rimangono oggi solo delle rovine. Di altri se ne conosce l'esistenza solo attraverso documenti storici, molti fortunatamente sono ancora in perfetto stato e visitabili , alcuni  castelli di Scozia sono alberghi altri sono residenze private.

Il castello di Edimburgo domina la città e le zone circostanti. Composto da vari edifici costruiti in epoche differenti è ricco di storia, qui nacquero il primo Re della Gran Bretagna unificata, Giacomo I, e Maria Stuarda.
All’interno del Castello, nella Stanza della Corona,  sono conservate le Regalia Reali  di Scozia (corona, scettro e spada), dono di Papa Giulio II e di Papa Alessandro VI).

Il castello di Balmoral si trova in Scozia nell’ Aberdeenshire. Fu acquistato dal re Robert II nel XIV secolo  che lo destinò a  residenza di caccia; qui vi fu incoronato Re Giorgio IV nella prima metà dell’800. Dal  1848 quando la regina Vittoria e  suo marito  principe  Alberto, decisero di trascorrervi il periodo estivo è residenza reale estiva, infatti ancora oggi la Regina Elisabetta e la famiglia reale trascorrono qui gran parte dell’estate. Fu la Regina Vittoria che nella seconda metà dell’800 fece eseguire una serie di lavori di ampliamento. La proprietà del Castello di Balmoral è enorme ed occupa attualmente  circa 260 chilometri quadrati.

Il Castello di Glamis è un castello fiabesco ed incantevole ed anche “misterioso” , uno dei castelli assolutamente da vedere se andate in Scozia, ricco di leggende di fantasmi, streghe, fate.  Il castello in origine risale probabilmente all’anno mille. Ma quello che si vede ai nostri giorni è della fine del XVII secolo.  La regina madre  Elisabetta,  madre dell'attuale regina, nacque in Scozia e trascorse qui  la sua infanzia a Glamis Castle.  Tra le tante storie e leggende che rendono Glamis tanto popolare,  citiamo quella che narra come il conte Patrick di Strathmore, qualche secolo fa, avesse rinchiuso in una misteriosa stanza segreta un suo figlio malato e deforme.  Agli inizi del Novecento un discendente del conte  decise di trovare la stanza segreta ed organizzò una festa durante la quale  gli ospiti girarono tutto il castello , appendendo a ciascuna finestra un lenzuolo bianco. Quando ebbero finito si ritrovarono  tutti in giardino e, con stupore constatarono   che  7  finestre  erano prive del lenzuolo.
A quel punto provarono ad  individuare le stanze corrispondenti ma ogni tentativo fu senza successo ed ancora oggi quelle stanze sono misteriose.

Il castello di Urquhart è situato in magnifica posizione panoramica sulle rive orientali lungo le rive del il più famoso lago di Scozia il Loch Ness tra  tra Fort William e Inverness  nelle vicinanze del villaggio di Drumnadrochit,  nelle Highlands.
Il castello di Urquhart è antichissimo anche se non si sa con precisione quando venne fatto edificare, di certo era già esistente alla fine del XII secolo .  Il castello di Urquhart venne fatto  esplodere nel 1692 per  evitare di cederlo ai giacobiti
Il castello il Urquhart  è ora  proprietà del National Trust for Scotland.

Il castello di Drum si trova nei Grampian, (Drumoak, Banchory, Aberdeenshire), è probabilmente uno degli edifici medievali meglio conservati, anche se una gran parte del complesso visibile è stata aggiunto in epoca successiva, inclusa la bella cappella del ‘500.  Il castello di Drum  che ha anche bellissimi giardini  è stato di proprietà della famiglia Irvine da metà del XIV secolo fino agli anni ’70 .
Da non perdere  il Giardino delle Rose Storiche, dove fioriscono specie di rose provenienti da tutto il mondo.

Il castello di Dunnotar, risale al IX secolo e si trova in posizione suggestiva, abbarbicato su una scogliera a picco sul mare vicino a Stoneheaven il regista Franco Zeffirelli ha girato qui  alcune scene dell'Amleto di Shakespeare con Mel Gibson.

Lo splendido castello di Dunrobin si trova nella regione delle Highland nel nord della Scozia e risale al XV secolo. Questo imponente castello è il più grande edificio del nord con poco meno di 200 stanze ed uno dei castelli più antichi ancora abitati  e nel corso della sua lunga storia è stato utilizzato come ospedale  nel corso della prima guerra mondiale  e, negli anni ’60 / ’70 come collegio per ragazzi. Il museo di Dunrobin Castle  include mobili, dipinti, oggetti d'antiquariato ed altre testimonianze storiche. Una curiosa  leggenda racconta che il crudele conte di Sutherland rapì una fanciulla e la rinchiuse nel castello; la ragazza cerco di fuggire calandosi dalla finestra con una corda  il conte, però fece tagliare la corda e la fanciulla morì. La leggenda sostiene che da allora il fantasma di un uomo si aggira nel luogo in cui la ragazza precipitò.

L'isolotto di Eilean Donan nel suggestivo Loch Alsh è collegato alla terraferma da un ponte in pietra (secondo il livello delle maree) la costruzione originale risale alla prima metà del XIII secolo ad opera dei MacKenzie   passo nel XVI secolo ai MacRae. Nel ‘700 andò distrutto per mano dei Giacobiti.  Solo all’inizio del secolo scorso iniziarono i lavori durati circa un ventennio. Le mura sono spesse più di 4 metri.
L'ingresso conduce al cortile interno dove una scala in pietra porta all'interno della torre principale, nella Billeting Room, dotata di bel soffitto a volta e finemente arredata. Al piano superiore troviamo la Sala dei Banchetti con soffitto ligneo, un bel camino decorato con stemmi araldici e una collezione d'armi.  Qui possiamo ammirare alcune curiosità tra le quali: un frammento del Tartan appartenuto a Bonnie Prince Charlie,   una ciocca di capelli di James III, la spada di John MacRae e altre.

Originariamente la fortezza di Inveraray risale alla prima parte del ‘400 quando la famiglia dei Duchi di Argyll (Clan Campbell ) si trasferì ad Inveraray, la costruzione attuale risale però alla seconda metà del ‘700 . Vi si possono visionare le  collezione di armature, arazzi francesi, mobili scozzesi ed europei, e svariate  opere d'arte.

L’imponente castello di Stirling si trova al centro della cittadina di Stirling ed era un tempo la dimora reale scozzese. In questo castello la Regina Maria di Scozia fu incoronata nel 1543. Il grande salone data alla fine del ‘400 ed è arricchito da sculture rinascimentali; la cappella reale fu costruita alla fine del ‘500 in occasione del battesimo del Principe Enrico.

Il castello di Fraser occupa una superficie di più di un kmq di boschi e terreni nella splendida regione dell’Aberdeenshire nelle Highlands. Il castello risale al ‘400 circa e l’attuale costruzione fu iniziata nella seconda metà del ‘500 e terminate circa 80 anni dopo come abitazione della famiglia Fraser di Muchalls e restò di proprietà della famiglia fino all’inizio del secolo scorso quando l’ultima proprietaria, non avendo eredi, vendette il castello al Visconte Cowdray che restaurò il castello e ne fece una residenza di caccia. Nel 1976 venne donato al National Trust di Scozia che lo rende disponibile per le visite del pubblico nel periodo estivo da Pasqua  ad ottobre. Castle Fraser è stato utilizzato in anni recenti  per alcune scene del film “The Queen” con Helen Mirren.

Il castello di Cawdor si trova a Nairn e risale alla fine del ‘300,  venne eretto come fortezza di difesa per la famiglia Cawdor ed ancora oggi è  la residenza privata della famiglia Cawdor. Questo castello è stato citato ricordato  da Shakespeare nel Macbeth  come luogo ameno e gradevole.

Il castello di Brodie è una classica torre di difesa tra le verdi colline nella regione dei Grampian a pochi chilometri da Inverness (Forres Moray) ; nella prima parte del XVII secolo andò parzialmente distrutto a causa di un incendio, nel corso del secolo successivo venne ristrutturato ed ampliato con  l’aggiunta di una biblioteca e di atri saloni.

Il castello di Craigievar e' delizioso con le sue torri e torrette, vecchio di quattro secoli e circondato da un magnifico parco con piante secolari ad Aldford (Aberdeenshire) nella regione dei Grampiani. Apparteneva alla famiglia Forbes, ricchi commercianti che lo fece edificare e lo abitò fino al 1963 quando venne donato al National Trust for Scotland. E’ stato costruito all’inizio del ‘600 e delle quattro torri  cilindriche originarie  del suo muro di cinta solo uno è ancora presente.

Il Castello di Fyvie  si trova a Fyvie nel Aberdeenshire ed e' una splendida dimora baronale a cinque torri, con interni tradizionali e magnifici terreni e giardini circostanti.
Il castello è stato edificato in un primo tempo nel ‘200 , quindi nei secoli successivi in particolare, il castello attuale risale prevalentemente al XV e XVI secolo. Appartenuto a varie famiglie nel corso dei secoli venne venduto con tutto il suo contenuto al National Trust di Scozia negli anni ’80 dall’ultimo proprietario, discendente di un industriale americano che lo aveva acquistato alla fine dell’800. Raccoglie collezioni di armature, armi e ritratti ed è visitabile in estate.

La Scozia ha una grande quantità di giardini curati con grande passione ed amore sia di grande che di piccola dimensione quindi in qualsiasi regione di Scozia troverete dei giardini da visitare senza contare che la Scozia e talmente colma di vegetazione che ne sarete incantati.

Probabilmente il più famoso è il bellissimo  Giardino Botanico di Edimburgo è stato fondato nel 1670 nel parco del Castello di Holyrood, venne poi spostato a Leith e, quindi nel secondo decennio dell’800 a Iverleith, Row. E’ considerato uno degli orti botanici più belli al mondo ed il più importante giardino di Edimburgo uno dei più visitati di tutta la Scozia con magnifico panorama sulla capitale di Scozia.  Contiene numerose serre, dove sono riprodotti svariati tipi di clima. Tra queste troviamo nella serra una palma vecchia di 200 anni. In una delle serre del giardino è riprodotto il clima tropicale della selva amazzonica, mentre nel Chinese Hillside è ospitata una interessante collezione di piante provenienti dalla Cina. Ci sono poi il Giardino roccioso, il bosco e la torbiera tutti estremamente affascinanti.
Il giardino Crarae è un giardino suggestivo e spettacolare che copre una vasta area boscosa ed una serie di cascate. Ha una grande varietà di alberi e cespugli belli in ogni momento dell’anno e diversi sentieri.

Il castello di Drum si trova nelle Grampian, (Drumoak, Banchory, Aberdeenshire)  ha anche bellissimi giardini  molto curati in particolare da non perdere  il Giardino delle Rose Storiche, dove fioriscono specie di rose provenienti da tutto il mondo.

Inoltre tutta la costa ovest della Scozia ha la fortuna di essere soggetta ad un clima oceanico mite, grazie all’effetto  della Corrente del Golfo.  Qui hanno  operato svariati esperti giardinieri, che hanno lasciato  testimonianze  del loro lavoro. Gli amanti dei giardini troveranno in questa regione, molti luoghi che valgono una visita, peraltro anche le Highlands offrono interessanti opportunità .
L'autunno scozzese è famoso per i suoi superbi colori brillanti dal giallo chiaro al rosso intenso e per i tramonti spettacolari dai colori irreali e suggestivi. I monti ricoperti di eriche cambiano lentamente colore passando dal violetto al ruggine, il fogliame delle numerose foreste passa gradualmente dal verde al giallo,   al rosso fuoco in un tripudio di colori che precede la caduta delle foglie.  Le zone ideali sono quelle della valle del Glen Affric , una delle più belle di Scozia , le Trossachs  con le sue valli, i laghi , i fiordi  e la foresta Tarbert e Dunnottar.

Edimburgo è la prima città scelta dall'UNESCO come “Città della Letteratura” . Il Museo degli scrittori (Writers’ Museum) si trova a Lady Stair’s House un bel palazzo signorile di inizio ‘600 in una strada laterale sul Royal Mile ed è dedicato ai 3 più celebri scrittori scozzesi. Robert Burns, Sir Walter Scott e Robert Louis Stevenson sono celebrati e ricordati con ricordi personali ritratti e manoscritti che illustrano la loro vita ed i loro lavori. Il museo ospita anche venti dedicati ad altri grandi scrittori scozzesi All’esterno dell’edificio nel cortile di Makers’ Court immortala a suo modo la letteratura scozzese: su alcune lastre di pietra sono incise citazioni proferite dai più celebri autori scozzesi degli ultimi 600 anni. ....Il Sunset Boulevard letterario di Edimburgo!

Le cinque gallerie disseminate per la città ospitano le opere di alcuni dei più grandi artisti del mondo, dal Rinascimento ai giorni nostri mostrando opere di tutti i periodi. La National Gallery of Scotland ospita importanti collezioni artistiche permanenti europee, nonché mostre di portata internazionale (Monet, Tiziano , Gauguin etc) in collaborazione con la vicina Royal Scottish Academy. Per scoprire la storia scozzese attraverso i ritratti, c’è Scottish National Portrait Gallery: da Robert Burns a Sean Connery, ci sono assolutamente tutti i protagonisti di rilievo della storia di Scozia fino a giorni nostri.
Per gli appassionati di arte moderna c’è la Scottish National Gallery of Modern Art, dove anche l’erba delle aiuole è un’opera d’arte, e la Dean Gallery, che si trova proprio di fronte alla National Gallery of Scotland sono esposte prestigiose opere d'arte europee; per una rassegna della storia scozzese visitate la pinacoteca Scottish National Portrait Gallery.

Nel Museo Nazionale Scozzese si scopre come si è formato il paesaggio scozzese, chi sono stati i suoi primi abitanti, come la Scozia è diventata una nazione e come le innovazioni e le esplorazioni hanno trasformato non solo la Scozia ma tutto il resto del mondo. Grazie a reperti di inestimabile valore ma anche ad oggetti di uso quotidiano, il Museum of Scotland, che occupa un palazzo costruito appositamente per ospitarlo alla fine degli anni ‘90, spiega in modo divertente come gli scozzesi siano diventati ciò che sono oggi. Il Royal Museum of Scotland, un museo perfetto per i curiosi di ogni età , si trova giusto accanto al Museum of Scotland ed ospita in un bellissimo palazzo vittoriano collezioni internazionali di arti decorative, scienza , archeologia e biologia.

Il Giardino Botanico di Edimburgo è stato fondato nel 1670 nel parco del Castello di Holyrood, venne poi spostato a Leith e, quindi nel secondo decennio dell’800 a Iverleith, Row . E’ considerato uno degli orti botanici più belli al mondo ed il più importante giardino di Edimburgo uno dei più visitati di tutta la Scozia. Contiene numerose serre, dove sono riprodotti svariati tipi di clima. Tra queste troviamo la serra di palme più alta del Regno Unito. In una delle serre del giardino è riprodotto il clima tropicale della selva amazzonica, mentre nel Chinese Hillside è ospitata una interessante collezione di piante provenienti dalla Cina. Ci sono poi il Rock Garden, lo Scottish Heath Garden e il Woodland Garden tutti estremamente affascinanti

Riposa in Scozia lo storico Britannia, lo yacht reale che dopo quasi 1.000 viaggi ufficiali vive una seconda giovinezza nel porto di Leith a Edimburgo. Il Britannia è stato al servizio della famiglia reale per più di 40 anni infatti, varato nel 1952 ed inaugurato dalla Regina Elisbetta II nel 1953, con i suoi 125 metri di lunghezza e più di 300 persone di equipaggio, ha effettuato ben 968 viaggi, offrendo ospitalità a re e regine, capi di stato e presidenti, eminenti personalità, ben 4 coppie reali hanno fatto sul Britannia il loro viaggio di nozze tra il 1960 e la fine degli anni ’80. Oggi è possibile visitare tutti i ponti del Britannia . All’interno del centro commerciale Ocean Terminal, nel porto di Leith, il Centro informazioni del Britannia da le informazioni prima che i visitatori salgano a bordo. Dallo splendore della sala da pranzo ufficiale all'atmosfera angusta della lavanderia, la visita consente di immaginare come sia stata la vita dei reali durante i loro viaggi per mare.

La Scozia è anche whisky anzi scotch whisky. Questa piacevole visita, interessante e per nulla noiosa, mostra la realizzazione della bevanda nazionale della Scozia, per conoscere tutte le fasi della sua produzione .
Tutti conosciamo questo liquore, probabilmente il più bevuto al mondo ma la storia del whisky scozzese e dei principi che portano alla sua produzione non sono conosciuti da tutti. Il museo del whisky scozzese, nel pieno centro di Edimburgo presenta 300 anni di storia della produzione del whisky scozzese con audiovisivi e un viaggio in barile attraverso i momenti salienti del passato di questa bevanda leggendaria ed in compagnia del simpatico fantasma del mastro distillatore si conoscono tutti i segreti della distillazione , al termine della visita è prevista una degustazione.

Edimburgo è la capitale della Scozia ed una delle città più belle del mondo con una splendida posizione , grande ricchezza architettonica e culturale, splendide tradizioni, un castello imponente : è difficile resistere al fascino di Edimburgo  città culturalmente ricca e vivace.
Durante il medioevo le abitazioni sorgevano essenzialmente arroccate intorno al castello, lungo il Royal Mile, che conserva ancora intatto il suo aspetto dei secoli XVI e XVII e che unisce il castello alla residenza Scozzese Ufficiale della Regina in Scozia, il castello di Holyroodhous .
Le case semplici e modeste della città vecchia, contrastano con le file più eleganti di case georgiane della New Town.
L’area della città che si è sviluppata a partire dalla seconda metà del 700. Il centro di Edimburgo si visita facilmente a piedi, una soluzione classica ed efficace è iniziare dal bel Castello all'estremità occidentale del Royal Mile e da lì iniziare la scoperta della capitale di Scozia.
Lungo il Royal Mile, a metà strada circa tra il Castello e la residenza reale, troviamo la casa natale di John Knox, padre della Chiesa Presbiteriana.
Appresso al castello di Edimburgo s'innalza la Calton Hill, dalla quale si ha una magnifica vista sulla città; non perdetevi gli interessanti monumenti del periodo dell'Illuminismo. Prima di scendere nella New Town, unita all’Old Town dal North Bridge costruito alla fine del ‘700, incontrerete il cimitero , attiguo la chiesa Greyfriars Kirk, ispirò Disney per l'ambientazione di un film molto commuovente, Greyfriars Bobby, che narra la storia, di un terrier che veglia per 14 anni sulla tomba del padrone. La New Town si estende a nord, l’elegante semplicità priva di fronzoli tipica del periodo georgiano è evidente nelle belle piazze e nelle eleganti, classiche case a schiera.
Molti sono le attrazioni i monumenti ed i musei ad Edimburgo da visitare e che troverete nell’apposita sezione.
Edimburgo ha una vita culturale intensa e varia con diversi interessanti Festival, mostre e manifestazioni, praticamente si può dire che festival e festeggiamenti sono la specialità di Edimburgo. Per questo motivo, in parecchi periodi dell’anno, ed in particolare da giugno ad agosto e per le feste di Capodanno è indispensabile prenotare gli alberghi ed i servizi con largo anticipo per poter godere il proprio viaggio in Scozia. Tra i tanti Festival e manifestazioni ad Edimburgo va ricordato il Military Tattoo probabilmente il più conosciuto che attrae davvero un numero incredibile di persone nella capitale di Scozia nel mese di agosto. Ci sono comunque Festival e manifestazioni in   Scozia, non solo ad Edimburgo e Glasgow.

Sotto il Royal Mile si estende una rete sotterranea di stradine abbandonate e dimenticate che però, fino al XVIII secolo , erano abitate nonostante fossero prive di aria, acqua e delle più basilari norme igieniche. Percorrendo il Royal Mile non ci si rende conto di camminare sulle rovine di diversi vicoli del passato, la leggenda dice che le anime delle vittime dell’ultima epidemia di peste che colpì molto duramente Edimburgo alla metà del XVII secolo , non abbiano mai abbandonato la capitale di Scozia. Si può effettuare una visita sotterranea di Mary King’s Close compagnia di uno dei personaggi del passato di Edimburgo: in programma racconti storici e storie di fantasmi che nonostante abbiano più di 300 anni fanno ancora venire i brividi. Per chi desidera restare in superficie può comunque fare un ghost tour ne vengono proposti sia durante le ore del giorno che al calar delle tenebre.