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lunedì 28 agosto 2017

PESCE VOLPE



Aristotele, nel suo Historia Animalia, parlava dello squalo volpe: il pensatore e scienziato greco descriveva questi squali come animali molto astuti, particolarmente abili nello sfuggire ai pescatori (ad esempio rompendo le lenze a morsi) e dall'abitudine di ingoiare i propri piccoli per proteggerli (credenza probabilmente basata sul ritrovamento di embrioni prossimi alla nascita all'interno del corpo di qualche femmina). Comportamenti del genere portarono Aristotele a ritenere questo squalo estremamente furbo e a chiamarlo perciò ἀλώπιξ (alopex, "volpe" in greco antico), da cui derivano sia il nome comune che quello scientifico di questo animale.

Lo squalo volpe comune è uno squalo piuttosto robusto con un tronco a forma di siluro e una breve testa larga. Il profilo dorsale della testa si curva in modo uniforme fino al muso conico appuntito. Gli occhi sono moderatamente grandi e privi di membrane nittitanti. La piccola bocca è arcuata e, a differenza degli altri squali volpe, ha solchi agli angoli. Ci sono 32 - 53 file di denti nella mascella superiore e 25 - 50 file di denti nella mascella inferiore; i denti sono piccoli, triangolari e dal bordo liscio, privi di cuspidi laterali.

Le cinque paia di fessure branchiali sono brevi, con il quarto e il quinto paio che si trovano sulle basi delle pinne pettorali. Le lunghe e falcate pinne pettorali si restringono in punte strettamente appuntite. La prima pinna dorsale è alta e posizionata più vicino alle pinne pettorali che alle pinne pelviche. Le pinne pelviche sono grandi quasi quanto la prima pinna dorsale e hanno lunghi pterigopodi sottili nei maschi. La seconda pinna dorsale e la pinna anale sono piccole, con la prima di queste posta davanti a quest'ultima.

Ci sono tacche a forma di mezzaluna sul peduncolo caudale alle origini superiore e inferiore della pinna caudale. Il lobo superiore della pinna caudale è enormemente allungato caratteristico degli squali volpe, lungo quasi quanto il resto dello squalo; il sottile lobo leggermente ricurvo presenta una tacca sul margine posteriore vicino alla punta.

La pelle è ricoperta da piccoli denticoli sovrapposti, ciascuno con tre creste orizzontali e da tre a cinque denti marginali. Questa specie è marrone violaceo metallizzato o grigio sul dorso, diventando più bluastro sui fianchi. Il ventre è bianco, che si estende sopra le basi delle pinne pettorali e pelviche; questa colorazione è in contrasto con quella dello squalo volpe pelagico, che è colorato su queste pinne. La linea di incontro tra la colorazione dorsale e ventrale è spesso irregolare. Ci può essere una macchia bianca sulle punte delle pinne pettorali.



Sono nuotatori attivi e forti; ci sono rari casi in cui saltano completamente fuori dall'acqua. Come i veloci squali della famiglia Lamnidae, lo squalo volpe comune ha una striscia di aerobici muscoli rossi lungo il fianco che sono in grado di contrarsi potentemente ed efficacemente per lunghi periodi di tempo. Inoltre, hanno muscoli dalla lenta ossidazione posizionati al centro del corpo e sistema di vasi sanguigni chiamato rete mirabilia, che permette loro di generare e mantenere il calore corporeo.

La temperatura all'interno dei muscoli rossi di uno squalo volpe comune è in media di 2 ° C superiore a quella dell'acqua di mare circostante, sebbene vi sia una significativa variazione individuale. A differenza dello squalo volpe pelagico e dello squalo volpe dagli occhi grandi, lo squalo volpe comune non ha una rete mirabilia orbitale che protegga i propri occhi e il cervello dalle variazioni di temperatura.

Nel Pacifico orientale, i maschi viaggiano di più rispetto alle femmine, arrivando fino all’isola di Vancouver nella tarda estate e inizio autunno. I giovani tendono a rimanere nelle calde nursery. Sembra che nel Pacifico orientale e nell'Indiano occidentale e forse altrove ci siano separate popolazioni con diverse caratteristiche biologiche; questa specie non compie spostamenti transoceanici.

Nell'Indiano nord - occidentale, maschi e femmine si segregano per posizione e profondità durante la stagione del parto da gennaio a maggio. Analisi del DNA mitocondriale hanno rivelato notevoli variazioni genetiche regionali all'interno degli squali volpe comuni in tutti e tre gli oceani. Questo conferma l'idea che, pur essendo molto mobili, gli squali provenienti da diverse aree raramente s'incrociano.

Gli squali volpe comuni sono abitanti sia delle acque continentali sia dell'oceano aperto. Essi tendono a essere più abbondanti in prossimità della terraferma, in particolare i giovani frequentano gli habitat costieri come baie. La maggior parte degli individui s’incontrano vicino alla superficie, ma questa specie è stata registrata ad almeno una profondità di 550 m.

La specie venne descritta scientificamente per la prima volta dal naturalista francese Pierre Joseph Bonnaterre, il quale nel 1788 la classificava nel suo Tableau encyclopédique et méthodique des trois règnes de la nature col nome di Squalus vulpinus. Il nome scientifico della specie deriva dal latino vulpes, col significato di "volpe". In seguito, la specie venne riclassificata e ascritta al genere Alopias da Rafinesque, col nome di Alopias macrourus ("dalla grande coda"): tuttavia, secondo le regole dell'ICZN, il nome valido rimase quello più assegnato per primo in termini cronologici, ed essendo stato appurato che lo squalo volpe non era strettamente imparentato con le altre specie del genere Squalus il nome scientifico assegnato alla specie divenne Alopias vulpinus.

Si tratta di grandi nuotatori solitari, che percorrono instancabilmente gli oceani alla ricerca di cibo: sebbene sia possibile osservarli in coppie o in gruppetti, tali assembramenti sono il più delle volte dovuti alla presenza di un'abbondante fonte di cibo nelle vicinanze. A volte questi squali possono essere osservati mentre si esibiscono in salti e acrobazie fuori dall'acqua, similmente a quanto osservabile in molti cetacei: si pensa che questo insolito comportamento abbia la stessa funzione del breaching di questi ultimi, oppure abbia un qualche ruolo nella lotta contro i parassiti.
Fra i parassiti di questa specie finora descritti figurano varie specie di copepodi (nove specie del genere Nemesis, che colpiscono le branchie, Gangliopus pyriformis, Bariaka alopiae e Kroeyerina benzorum), il protozoo Giardia intestinalis, i cestodi Paraorygmatobothrium exiguum e Sphyriocephalus tergetinus, e (anche se eccezionalmente) Campula oblonga.

Sebbene si tratti di un predatore posto all'apice della catena alimentare, lo squalo volpe (ed in particolare gli esemplari giovani) può cadere preda di altri squali di maggiori dimensioni: alcune popolazioni di orca, inoltre, sono state osservate cacciare attivamente esemplari di questa specie al largo della Nuova Zelanda.

Una leggenda comune fra i pescatori vede lo squalo volpe come inseparabile amico-nemico del pesce spada: i due animali sarebbero soliti affrontarsi a colpi di coda e spada, e spesso collaborerebbero nella caccia alle balene. Qui i resoconti diventano discordanti: mentre in una versione lo squalo volpe distrarrebbe la preda nuotando in cerchio attorno ad essa e fendendo l'acqua con la coda, permettendo al pesce spada di infilzare indisturbato un punto vulnerabile della balena, nell'altra il pesce spada si piazzerebbe verticalmente al di sotto della balena, mentre lo squalo volpe, saltando sul dorso di quest'ultima e martellando con la coda, la spingerebbe a infilzarsi sulla spada. Altri racconti descrivono lo squalo volpe come cacciatore solitario di cetacei, che aggredirebbe tagliando loro grossi pezzi di carne con la coda.
Tuttavia, né lo squalo volpe, né tantomeno il pesce spada possiedono una dentizione adatta a sopraffare balene e a nutrirsi della loro carne: probabilmente, tali racconti hanno avuto origine da avvistamenti di orche (la cui alta pinna dorsale potrebbe essere stata confusa con la pinna caudale di uno squalo volpe, e che effettivamente annoverano fra le proprie prede anche le balene) nei pressi di qualche balena uccisa e dal ritrovamento di rostri di pesce spada conficcati nel corpo di qualche balenottera, probabilmente dovuti a qualche incidente causato dalle scarse doti di frenata di questo pesce.

La quasi totalità (fino al 97%) della dieta dello squalo volpe è costituita da piccoli pesci ossei pelagici gregari, come aringhe, sgombri, aguglie, pesci serra e pesci lanterna. Di tanto in tanto essi si cibano anche di prede di maggiori dimensioni (come i sauri), così come di calamari e di altri invertebrati pelagici.
Gli squali volpe tendono ad essere abbastanza selettivi ed abitudinari per quanto riguarda le prede, concentrandosi su poche specie, ma divenendo più opportunisti nei periodi caldi, dovuti all'influenza di El Niño: ad esempio, le popolazioni californiane di squalo volpe si nutrono principalmente della sardina Engraulis mordax, ma durante i periodi più caldi cacciano anche altre prede solitamente occasionali, come Sardinops sagax, Merluccius productus, Scomber japonicus e anche invertebrati come Loligo opalescens e Pleuroncodes planipes.

Per cacciare le proprie prede, lo squalo volpe si serve della lunga coda per fendere l'acqua, compattando così i banchi e potendosi nutrire agevolmente attraversandoli senza farli disperdere: spesso quest'azione viene svolta in coppie o in piccoli gruppi, che tuttavia non sono precostituiti ma si incontrano casualmente sul luogo del banchetto.
Nell'immaginario collettivo lo squalo volpe utilizza la lunghissima coda per menare fendenti e scudisciate sulle prede. A supporto di tale credenza vi sarebbero alcuni avvistamenti di squali intenti a compiere questo gesto: nell'inverno 1865 l'ittiologo irlandese Harry Blake-Knox avrebbe osservato uno squalo volpe dilaniare a colpi di coda e poi mangiare una strolaga maggiore (testimonianza questa giudicata poco verosimile, poiché si ritiene che la coda dello squalo volpe non possieda muscolatura sufficiente ad esercitare una forza tale da provocare lesioni sul corpo delle prede), mentre il 14 aprile 1923 un altro esemplare lungo attorno ai due metri colpì con la coda degli Atherinopsis californiensis sotto gli occhi dell'oceanografo W. E. Allen. Inoltre, il fatto che non sia raro trovare questi squali impigliati agli ami dei palamiti per la coda lascia supporre che ciò avvenga quando l'animale tenta di colpire con la coda le prede prese all'amo.

Si tratta di squali ovovivipari: la femmina dà alla luce un numero di piccoli che va da due a sette (nelle popolazioni del Pacifico le nidiate contano solitamente un numero pari di piccoli, mentre nelle popolazioni dell'Atlantico tale numero è solitamente dispari). L'accoppiamento avviene solitamente nei mesi estivi, dimodoché la femmina partorisca in un periodo favorevole dell'anno (marzo-giugno nelle popolazioni californiane, mesi estivi in quelle mediterranee, gennaio-maggio in quelle indo-pacifiche), mentre la femmina ritorna a nord per passare l'estate. Durante la gestazione (che dura circa nove mesi) gli embrioni praticano l'ovofagia, nutrendosi delle uova non fecondate che la madre periodicamente produce. L'embrione assume le uova intere, in quanto i piccoli denti sono ricoperti da tessuto e diventano funzionali solo poco prima della nascita, probabilmente per evitare che i piccoli possano ferire la madre durante la gestazione.

Il fatto che siano state individuate aree di nursery per i piccoli nel sud della California e della Spagna fa pensare che il parto avvenga in aree accuratamente scelte dalle femmine in tutto l'areale occupato dalla specie. Alla nascita i piccoli sono insolitamente grandi, misurando fino a 160 cm di lunghezza (un terzo degli adulti) per un peso di 5–6 kg. Essi crescono a ritmo molto veloce (fino a mezzo metro l'anno) durante i primi anni di vita: la crescita tende poi a stabilizzarsi con l'età, fino a raggiungere valori medi di una decina di centimetri l'anno negli adulti. Attorno ai tre anni, i piccoli lasciano le aree di nursery (site in acque basse e calme, come baie e lagune) e si avventurano in mare aperto.
La maturità sessuale viene raggiunta ad età e dimensioni che sembrano essere differenti sia nei due sessi che nelle varie popolazioni: i maschi generalmente maturano attorno ai 5 anni d'età (2,6-3,4 m di lunghezza) in tutto l'areale occupato dalla specie, mentre le femmine maturano alcuni anni più tardi, a una lunghezza che va dai 2,6 m (Baja California) ai 4,5 m (Oceano Indiano).

Sebbene non si conosca con esattezza la speranza di vita dello squalo volpe, comparando le dimensioni di questa specie con quelle delle altre due specie (che vivono in media 20-30 anni) è stato stimato che lo squalo volpe possa vivere fino a 43 anni o anche di più.

Si tratta di una specie diffusa in tutti i mari temperati e subtropicali del mondo: nell'Atlantico lo si trova ad ovest dal Newfoundland alle Antille e in Brasile e Argentina, mentre ad est è diffuso dallo Skagerrak al Ghana. Nell'Oceano Indiano lo si trova dal Sudafrica all'Indonesia e nell'Oceano Pacifico lo squalo volpe è osservabile dal Giappone alla Nuova Zelanda a ovest e dalla Columbia Britannica al Cile ad est: è inoltre diffuso anche fra le varie isole del Pacifico, specialmente alle Hawaii. Lo squalo volpe è invece assente dal Mar Baltico, dal Mar Rosso e dal Golfo Persico, così come dalle acque circumpolari: lo si trova invece abbastanza di frequente nel Mediterraneo (specialmente nel Golfo del Leone), dove sembrerebbe essere stata addirittura identificata un'area di nursery lungo la costa spagnola, oltre che in almeno una parte del Mar Nero.
La sua così ampia diffusione è dovuta al fatto che gli squali volpe sono animali estremamente mobili che sono soliti compiere lunghe migrazioni, nella maggior parte dei casi dovute allo spostamento delle prede (che seguono le correnti oceaniche) e solitamente dirette verso l'Equatore durante l'inverno e verso i poli durante l'estate. I maschi sembrano essere più propensi a percorrere lunghe distanze rispetto alle femmine, mentre i giovani non compiono spostamenti di una certa entità almeno fino al raggiungimento della maturità. La popolazione residente nella porzione occidentale dell'Oceano Indiano tende altresì alla stanzialità, mostrando separazione dei sessi in base alla differente profondità occupata, segregazione che appare tanto più evidente durante i mesi in cui le femmine partoriscono.
Nonostante questa grossa tendenza a compiere grandi spostamenti, gli squali volpe di differenti popolazioni raramente si accoppiano fra loro: questa caratteristica è emersa dalle analisi del DNA mitocondriale, che hanno evidenziato un marcata variabilità genetica fra le popolazioni di squalo volpe dei tre oceani.

Gli squali volpe mostrano un maggiore attaccamento alle acque costiere rispetto alle due specie congeneri, tenendosi generalmente a ridosso della piattaforma continentale e rivelandosi piuttosto difficili da osservare a più di 30 km dalla costa: i giovani individui addirittura eleggono a propria dimora le acque poco profonde, come baie e insenature, dove trovano riparo dai predatori.
Sebbene la maggior parte degli avvistamenti siano avvenuti nei pressi della superficie, sono stati ripresi squali volpe fino a profondità di 550 m e probabilmente questa specie può spingersi anche a profondità maggiori. Mentre durante il giorno rimangono a più di 100 m di profondità, durante le ore notturne gli squali volpe risalgono a profondità minori per trovare il cibo.

A dispetto delle dimensioni abbastanza ragguardevoli, gli squali volpe non costituiscono un pericolo per l'uomo in quanto esso non è visto come potenziale fonte di cibo: si tratta di animali che ad ogni modo vanno avvicinati con cautela in quanto capaci di infliggere profonde ferite coi denti e di spezzare le ossa con la potente coda. Tale potenziale pericolosità viene però annullata dal fatto che questi squali si rivelino abbastanza timidi e risultino difficili da osservare per i subacquei.
Sino ad oggi sono stati registrati un solo attacco all'uomo e quattro a barche (probabilmente dovuti ad individui pescati accidentalmente e particolarmente battaglieri), oltre a una presunta aggressione a un apneista neozelandese. Circola infine un racconto riguardante un pescatore statunitense decapitato da un colpo di coda di uno squalo volpe di 5 m.

L'uomo, invece, costituisce un pericolo concreto per questo squalo: gli squali volpe cadono infatti abitualmente vittima dei palamiti e dei sistemi di pesca utilizzati per catturare i pesci spada, specie nell'Atlantico. Oltre alla pesca accidentale, esiste un fiorente business che riguarda la pesca dello squalo in generale e minaccia anche questa specie: la pelle viene trattata e commercializzata sotto forma di cuoio, la carne viene commercializzata salata o affumicata per il consumo umano, l'olio estratto dal fegato viene utilizzato in farmaceutica e cosmetica, ma il pezzo pregiato sono le pinne, che vengono pagate a peso d'oro sui mercati asiatici in quanto ingrediente principe della zuppa di pinne di pescecane. Perfino negli Stati Uniti sussisteva una flotta di imbarcazioni preposte alla pesca dello squalo volpe, che nel 1982 arrivò a contare 228 imbarcazioni, garantendo un pescato annuo di 1091 tonnellate: attualmente la pesca allo squalo volpe appare in netta diminuzione, soprattutto a causa del drastico calo del numero di esemplari nella zona.

Lo squalo volpe rappresenta inoltre un ambitissimo trofeo per i pescatori sportivi, in quanto ritenuto (assieme allo squalo mako) un fiero avversario molto difficile da sopraffare: la pesca sportiva a questo squalo viene praticata soprattutto in California, Sudafrica e Nuova Zelanda.

Tutti questi fattori hanno fatto sì che lo status delle tre specie del genere Alopias venisse modificato nel 2007 dall'IUCN, passando da "dati insufficienti" a "vulnerabile". Per evitare di intaccare troppo le popolazioni, come accaduto in California, e per permettere a quelle rimanenti di riprendersi numericamente, alcuni governi hanno imposto precise regolamentazioni sia per ciò che concerne la quantità che le dimensioni degli squali volpe catturabili, in alcuni casi dichiarando fuorilegge la pratica della pesca al solo fine di ottenere le pinne. Simili provvedimenti si sono dimostrati benefici, in quanto ad esempio la popolazione californiana di squalo volpe ha mostrato un incremento annuo compreso fra il 4 ed il 7%.






martedì 19 luglio 2016

SKELLIG MICHAEL



Skellig Michael è l'isolotto più grande delle due isole Skellig. Situato a circa 17 km dalle coste del Kerry, Irlanda, è un luogo di notevole importanza sia a livello paesaggistico e naturalistico, ma soprattutto per la presenza sulla sua sommità di uno straordinario quanto poco accessibile monastero di origine cristiana costruito nel 588 e divenuto patrimonio dell'umanità protetto dall'UNESCO nel 1996.

Il luogo non è oggetto di moltissime visite da parte dei turisti, scoraggiati dalla sua remota e sperduta posizione, ma anche da numerose restrizioni da parte del governo irlandese; solo 10 imbarcazioni hanno il permesso di salpare dalle coste del Kerry, con un massimo di 12 persone a bordo e soltanto una volta al giorno. Ne deriva che il posto è preservato in maniera eccellente.

Skellig Michael riveste particolare importanza religiosa e storica. I primi riferimenti storici all'isola, che figura anche nelle leggende irlandesi, risalgono addirittura al 1400 a.C. Una storia nata attorno al 200 d. C. circa racconta di Daire Domhain ("Re del mondo") che si prepara qui prima di un'epica battaglia con il guerriero Fionn mac Cumhaill (Finn McCool) e l'esercito dei Fianna. Ma a distinguere realmente Skellig Michael è la possibilità che offre di scoprire la vita di una comunità di monaci isolati e in balia delle intemperie.

Gli insediamenti monastici, di cui sono testimonianza le capanne in pietra a forma di alveare in cima all'isola, si ritiene risalgano al sesto secolo. Gli storici raccontano che i monaci che costruirono il sito monastico salivano ogni giorno più di 600 scalini per raggiungere l'acqua da cui pescare il cibo per la colazione. I monaci condussero quest'esistenza estrema e ascetica in questo luogo fino al XIII secolo, quando si ritiene che il peggioramento del clima li indusse a trasferirsi sulla terraferma a Ballinskelligs.

Oggi, le capanne sono ancora sferzate dal maltempo e i visitatori devono salire i 600 gradini per raggiungerle, il che significa che non è un luogo consigliato a chi ha una ridotta mobilità. Anche chi soffre di vertigini potrebbe trovare un po' eccessiva la cima, situata a circa 218 metri sull'oceano Atlantico.

Il fascino delle Skellig non si limita soltanto alle glorie del passato. Con il gruppo di isole gemelle, le Blasket, a nord, le Skellig ospitano alcune delle più numerose colonie al mondo di berte minori atlantiche e pulcinelle di mare. La natura di questo fenomeno unico è tale che un documentario radiofonico irlandese ha trascorso una notte su Skellig Michael per registrare l'effetto acustico creato dagli uccelli delle tempeste e dalle berte minori atlantiche che vivono sull'isola.

L'interno del monastero, spartano fino all'eccesso, è un'immagine palese dell'ascetismo e della vita rigorosa praticata dai monaci del primo Cristianesimo irlandese.



Il monastero sopravvisse a una razzia vichinga nell'823, con una successiva espansione culminata con la costruzione della cappella centrale all'inizio del II millennio. Fu abbandonato un secolo dopo circa dall'ultima espansione e riscoperto nel XVI secolo per pellegrinaggi annuali, ma senza residenti fissi. Nel 1826 fu costruito un faro e nel 1986 furono intrapresi dei lavori di restauro per aprire il luogo ai turisti.

Recentemente, tuttavia, l'accesso ai turisti è stato sempre più limitato per cercare di conservare al meglio questo luogo eccezionale e unico al mondo; ciò che desta più preoccupazione è la particolare scalinata, da un lato non molto sicura per le persone, dall'altro in pericolo di degradazione se percorsa da troppi visitatori.

Skellig Michael è tornata a far parlare nelle pagine dei quotidiani irlandesi il 30 luglio 2007, quando il nuotatore a lunga distanza Robert Bohane da Ballinhassig, Contea di Cork, è divenuto la prima persona ad aver mai nuotato da Skellig Michael fino alla terra ferma. L'impresa è iniziata alle 09:07 locali e terminata 6 ore e 29 minuti dopo col raggiungimento del porto di Portmagee dove 200 persone tra locali, familiari, amici e sostenitori lo stavano attendendo. Il percorso è stato di 18,7 km (11,6 miglia) in lunghezza, dato che Portmagee non è il punto più vicino alle isole.

L'aspetto selvaggio e particolare dell'isola e le sue caratteristiche hanno influenzato vari artisti di ogni genere, dai musicisti agli scrittori. George Bernard Shaw visitò Skellig Michael rimanendone estremamente colpito. Il libro per ragazzi di David Almond Skellig deve il suo nome proprio alle isole ed il ragazzo protagonista del libro si chiama proprio Michael. La canzone della cantante Loreena McKennitt Skellig parla delle ultime parole di un monaco proveniente proprio dal monastero di Skellig Michael. Anche il gruppo musicale Clannad ha scritto una canzone intitolata sempre Skellig, che parla direttamente delle isole descrivendole. Il poeta irlandese Derek Mahon ha dedicato allo Skellig Michael la poesia "At the Butler Arms".

Nell'aprile del 2008 sono state realizzate delle monete euro commemorative raffiguranti Skellig Michael per celebrare l'ingresso del sito nei luoghi protetti UNESCO avvenuto 12 anni prima.

Nel 2014 l'isola di Skellig Michael è stata usata come set cinematografico per girare alcune scene di Star Wars: Il risveglio della Forza; è stato inoltre annunciato che verrà usata anche per il secondo film della nuova trilogia della saga, con il titolo momentaneo "Episodio VIII".

Sette luoghi sacri, dedicati a san Michele, si trovano a circa 1000 chilometri di distanza l'uno dall'altro, allineati lungo una retta che, prolungata in linea d'aria, conduce (dopo circa 2000 chilometri) a Gerusalemme. Partendo dal luogo più a Nord: l'isola di Skellig Michael in Irlanda, St Michael's Mount in Cornovaglia, Mont-Saint-Michel in Francia, Sacra di San Michele all'imbocco della Val di Susa in Piemonte (vicino Torino), santuario di San Michele Arcangelo in Puglia (vicino a Foggia), Monastero di Symi in Grecia, Monastero del Monte Carmelo in Israele.

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giovedì 7 aprile 2016

IL COCCO DI MARE



Nei secoli passati erano conosciute dagli Arabi, dagli Indiani e dai popoli dell'Asia orientale ed avevano un grande valore commerciale. Presso gli aristocratici europei del XVI secolo i gusci, decorati con pietre preziose, erano oggetto di collezione. Sino a che l'origine di tali frutti non fu scoperta nel 1768, si pensava che giungessero dagli abissi marini. Nacque la leggenda che si trattasse dei frutti di un albero che cresceva sotto la superficie del mare, che venne conosciuto anche in Occidente come “cocco di mare”.

Il cocco di mare, detto anche coco de mer è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Lodoicea.

Lodoicea Maldivica, è il nome scientifico della palma che produce un frutto (seme) lungo fino a mezzo metro e che può pesare anche 20 Kg, simbolo delle Seychelles, visibile allo stato naturale solo nella Vallèe de Mai, nell'isola di Praslin e nell'isola di Curieuse. Le piante sono enormi: raggiungono i 40 metri di altezza e più di 800 anni di età. E' il seme più grande del mondo. La sua particolarità è di avere una strabiliante somiglianza all'anatomia del bacino di una donna (infatti viene anche chiamato Coco d'Amour), per questo in antichità gli venivano conferiti poteri soprannaturali (e terrestri: era usato come Viagra nel Medioevo), anche perché la provenienza dei pochi esemplari trovati in mare lungo le coste (per esempio nello Sri Lanka, in 'Arabia o alle Maldive) era sconosciuta. Si pensava che giungessero dagli abissi marini ed erano commerciati a cifre esorbitanti, status simbol per alcuni ricchissimi sultani. Solo i francesi svelarono il mistero della loro origine nel 18° secolo.



I 4000 alberi di Coco de Mer sono ora protetti, il governo permette di raccogliere 3000 noci all'anno, che vengono vendute, pulite e lucidate, a prezzi elevati. La palma è dicoica, cioè i fiori maschili si trovano su piante diverse da quelle femminili...una curiosità: le infiorescenze maschili assomigliano ad un enorme pene.
Queste palme sferzate (e talvolta rovinate) dagli uragani rappresentano l'ultimo pezzo dell'antico continente Gondwana (formato da Africa, Madagascar ed India) che si scisse in varie terre 65 milioni di anni fa lasciando isolate le Seychelles.
Si dice che di notte le piante femminili si uniscano sessualmente con quelle maschili. I Seychellesi credevano che chi avesse assistito all'atto sarebbe stato trasformato in un pappagallo nero (una specie endemica della Seychelles) e avrebbe vissuto per
sempre nella foresta della Valle.

La esclusiva presenza nelle due isole dell’arcipelago delle Seychelles deriva dalla particolare struttura del seme, molto grande, ma anche privo di mallo (ossia della polpa) a maturità. E’ così impossibile la diffusione naturale, tramite le correnti del mare, come avviene per la palma da cocco. Il seme maturo ha infatti un peso specifico superiore a quello dell’acqua e quindi non galleggia.

La raccolta delle noci è controllata dalla Seychelles Island Foundation. Il ricavato finanzia le attività di conservazione della Fondazione nella Vallée de Mai e ad Aldabra.



martedì 22 marzo 2016

L'ISOLA DI ALCATRAZ



Alcatraz è un'isola situata nella baia di San Francisco, (California, negli Stati Uniti), famosa perché sede, un tempo, dell'omonimo carcere di massima sicurezza.

L'isola di Alcatraz (in spagnolo significa "Sula", un uccello marino) porta questo nome perché era popolata da questo genere di animali. È da sempre soprannominata The Rock (ovvero "la roccia"), poiché un'alta percentuale dell'isola è costituita da roccia. Un altro soprannome è The Bastion (ovvero "La Fortezza"), poiché sembrava impossibile ipotizzare una fuga.

Intorno al 1850, la corsa all'oro californiana attirò molte navi sulla Baia di San Francisco rendendo necessaria la costruzione di un faro sull'isola, che fu completato nel 1853. Nel 1909 il faro venne abbattuto, per far posto ad una prigione: in un'altra zona dell'isola fu costruito un nuovo faro. L'isola di Alcatraz, inizialmente adibita a scopi militari, divenne prima un carcere militare (1933) e in seguito una prigione di massima sicurezza (agosto 1934).

La struttura è molto grande (formata da ben quattro bracci indipendenti) e questo  comporta notevoli difficoltà di gestione degli spazi e del personale. Inoltre, per la sua posizione scomoda, anche l’approvvigionamento dei viveri era difficoltoso e dispendioso. Per queste ragioni, il 21 marzo 1963 il  procuratore generale Robert Kennedy ordina la chiusura del carcere.

Alcatraz, oggi, è aperta alle visite turistiche. Molte storie e leggende circondano questo luogo. Si narra che la prigione sia dimora dei fantasmi di alcuni prigionieri, coloro che morirono scontando la loro pena nel penitenziario e sembra che non abbiamo mai lasciato la prigione e che ogni notte l'isola diventi la loro dimora per ricordare l'inferno che passarono nel loro asilo obbligatorio.

Una delle zone in cui sembra si verifichino attività paranormali è un corridoio in cui i detenuti  Coy, Cretzer e Hubbard vennero uccisi durante un tentativo di fuga dalla prigione. Proprio lì, nel 1976 suoni, urla strane e lugubri sono state segnalate da una guardia della sicurezza.

Altre storie riguardavano il custode Johnston, che si trovò di fronte ad un evento bizzarro mentre mostrava ad alcuni dei suoi ospiti la prigione. Secondo la storia, Johnston ed il suo gruppo sentirono qualcuno piagnucolare dall'interno delle pareti della prigione ed un vento freddo assalì il gruppo. Johnston non ha mai potuto spiegare la ragione di questi avvenimenti.

Al Capone, passò gli ultimi anni di vita ad Alcatraz. Temendo che sarebbe stato ucciso durante la sua detenzione Capone ricevette il permesso di passare il tempo destinato alla ricreazione suonando il suo banjo nella doccia.. Negli ultimi anni, una guardia forestale disse di aver udito la musica del banjo venire dalla doccia. Non avendo familiarità con la storia di Alcatraz, la guardia forestale non trovò un motivo per il suono e documentò l'evento come sconosciuto. Altri ospiti ed impiegati segnalarono di aver udito il suono di un banjo che proveniva dalle pareti della prigione.




Altri eventi accaduti nel corso degli anni comprendono le testimonianze di alcune guardie che dichiararono di aver sentito odore di fumo ma non trovarono nessun fuoco,grida e pianti e gemiti inspiegabili e avvistamenti di fantasmi dei prigionieri o del personale militare.
                                                         
La visita alla prigione viene effettuata tramite un’audioguida che ripercorre tutti i passaggi fondamentali della storia del luogo. È un “tour” molto intenso, capace di proiettare il visitatore in un passato in cui si può sentire l’angoscia che accompagnava la vita dei prigionieri. “La Roccia” li teneva inchiodati lì, a due passi dallo splendore assoluto di uno dei luoghi più belli d’America; dove in primavera e in estate, ai prigionieri dell’ala sinistra,  il vento trasportava lo swing suonato nei migliori club della città. Era questo, probabilmente, l’aspetto più straziante: l’illusione di poter toccare con un dito la libertà e mai che si riuscisse anche soltanto ad averla vicina.






mercoledì 16 marzo 2016

LA SCOZIA



La Scozia è una delle nazioni costitutive del Regno Unito. Occupando più di un terzo dell'isola della Gran Bretagna nella parte settentrionale dell'isola, la Scozia confina con l'Inghilterra a sud ed è circondata dall'Oceano Atlantico, in particolare il Mare del Nord a est, e il Canale del Nord e il Mare d'Irlanda a sud-ovest. Oltre alla parte situata sull'isola principale, il suo territorio comprende più di 790 isole minori, incluse le isole settentrionali (Orkney e Shetland) e le Ebridi.

Scotland deriva da Scoti, il nome latino per i celti di Scozia. Il termine tardo-latino Scotia (terra dei Gaels) fu inizialmente utilizzato per riferirsi all'Irlanda. Dall'XI secolo almeno, il termine Scotia fu utilizzato per riferirsi al territorio della Scozia dove si parlava il gaelico a nord del fiume Forth, insieme con Albania o Albany, entrambi termini derivati dal gaelico Alba. L'utilizzo delle parole Scots e Scotland per indicare tutta l'attuale Scozia cominciò solo nel Basso Medioevo.

La storia della Scozia ha inizio circa 10.000 anni fa con l'insediamento di popolazioni provenienti da nord est probabilmente alla ricerca di territori liberi dai ghiacci, quindi seguirono popolazioni prevalentemente dedite alla caccia in arrivo da Inghilterra Irlanda ed Europa continentale. Nei millenni successivi si insediarono in Scozia popoli provenienti dall'Europa continentale dediti prevalentemente alla caccia. A quel periodo risalgono anche i famosi cerchi di megaliti come quelli presenti alle Orcadi e quelli sull’isola di Lewis (Callanish); anche se lo scopo di tali realizzazioni non è certo si pensa servissero da osservatori astronomici . Anche nell’età del bronzo la costruzione dei monumenti megalitici proseguì e furono realizzati anche i primi forti. Nel primo millennio prima di Cristo arrivarono le popolazioni celtiche provenienti da sud che intorno al 400 introdussero il ferro; in quest'epoca si svilupparono molto le fortificazioni già esistenti alle quali se ne aggiunsero di differenti: le torri circolari diffuse soprattutto sulla costa atlantica.

La prima incursione romana in Scozia (anticamente Caledonia) risale al 55 a.C . I romani però non riuscirono mai a sottomettere completamente i Pitti come i romani stessi avevano battezzato le popolazioni locali e non conquistarono mai le Highlands ed il Vallo di Adriano lo testimonia. I Romani si ritirarono dalla Scozia attorno al 155 e vi ritornarono per un breve periodo fino al 163.
Intorno al 500 la Scozia era abitata da Pitti e Celti influenzati dalla cultura romana, queste popolazioni parlavano lingue celtiche da cui originarono il gallese ed il bretone. In questo periodo giunsero in Scozia nuove popolazioni di invasori: gli Scotti, di origine irlandese , dalla cui lingua origina il gaelico moderno , gli Angli provenienti dal continente che parlavano lo Scots , una lingua germanica per certi versi simile dall'inglese moderno ed i Vichinghi che giunsero intorno all’800 sulle isole Orcadi dalla vicina Scandinavia. I secoli successivi furono caratterizzati dai conflitti tra le diverse popolazioni tutte con grandi tradizioni guerriere. Il primo santo scozzese , San Ninian, si adoperò per convertire i Pitti, ma fu poi San Colombano uno scotto di lingua gaelica arrivato in Scozia nel 563 nell'isola di Iona, a riprendere l'opera di conversione. La diffusione del Cristianesimo rese molto più pacifici i rapporti tra pitti e scotti e si diffusero i matrimoni misti. Più tardi seguì l’unione dei 2 regni che diede origine al regno di Alba che, tramite conquiste e matrimoni, si estese fino a comprendere, già intorno al 1.000, buona parte dell’attuale territorio di Scozia.

Il 1034 è l'anno della morte del così detto “primo re di Scozia" che fece divenire il titolo reale a tutti gli effetti ereditario. Si succedettero alcuni sovrani fino a Malcon III che introdusse nella regione il feudalesimo, che comunque non sostituì il concetto di clan. La diffusione del cristianesimo proseguì con la realizzazione di diverse Abbazie come quella di Melrose e Kelso.
Nel 1286 morì Alessandro III, che aveva un’unica erede la nipote, Margherita una bimba in tenerissima età. Edoardo I d'Inghilterra, prozio di Margherita, decise un matrimonio tra Margherita e suo figlio, nel 1290 i tutori di Margherita approvarono la soluzione ma durante il viaggio dalla Norvegia alla Scozia la bimba perse la vita.
L’anno successivo fu ancora Edoardo I a scegliere tra i due pretendenti al trono di Scozia . Il prescelto fu John , ma Edoardo rese la Scozia uno stato vassallo ed attuò pesanti imposizioni che indussero John alla ricerca di un'alleanza con la Francia ed infatti in questo periodo ha inizio l'influsso culturale francese che si svilupperà con la Auld Alliance .
Alla fine del XIII secolo la Scozia è completamente assoggettata all'Inghilterra La pietra del destino con cui erano incoronati i re scozzesi viene portata a Londra. Edoardo I nomina un governatore di Scozia. Gli scozzesi si ribellano subito al dominio inglese ma senza successo . Successivamente nei primi del ‘300 Edoardo II deve riconoscere l'indipendenza della Scozia e nel 1306 viene incoronato re Roberto I di Scozia, il primo degli Stuart. Le Orcadi e le Shetland, norvegesi da sei secoli, sono portate in dote nella seconda metà del ‘400 da Margherita, figlia del re di Danimarca e Norvegia a Giacomo III di Scozia.
Maria Stuarda diventa regina a pochi giorni dalla nascita , è figlia di Giacomo V Stuart ed è la più famosa tra i regnanti di Scozia . Nel 1558 Maria, che è cattolica, si reca in Francia per sposare l’erede al trono e al rientro trova un Paese protestante. Prima delle sue nozze un gruppo di nobili protestanti si oppone al matrimonio della regina con un Principe troppo legato al Papa e stringe un patto che ebbe tragiche conseguenze.
Nel 1567 il figlio di Maria Stuarda, James di appena tredici mesi, diventa re di Scozia a seguito dell'abdicazione forzata della madre. La corona d'Inghilterra, che sarebbe toccata legittimamente a Maria va invece ad Elisabetta che, tra l’altro, è protestante. Solo dopo l'esecuzione di Maria e la morte di Elisabetta I, che non ha eredi, la corona d'Inghilterra va a Giacomo che si trasferisce in Inghilterra senza più ritornare in Scozia e diventa così Giacomo IV di Scozia e Giacomo I d'Inghilterra unificando le corone all’inizio del ‘600.
All’inizio del ‘700 la storia di Scozia e quella inglese si fondano e nasce anche la Union Jack , l’attuale bandiera creata dalla unione tra la bandiera Scozzese, la Croce di Sant’Andrea e quella inglese, la Croce di San Giorgio. Vengono introdotte nuove legge che hanno lo scopo essenzialmente di distruggere la struttura classica dei vecchi Clan, viene vietato di parlare Gaelico in pubblico o di suonare la cornamusa ed indossare il kilt.

Dopo un duro periodo di sfruttamento e persecuzione, solo alla fine del ‘800 si è riconosciuto ai contadini il possesso della loro terra ed il diritto a lasciarla in eredità. La crisi economica degli anni 1920-30 portò un rinnovato impulso al nazionalismo scozzese. Nel 1934 fu fondato il Partito Nazionale Scozzese (Scottish National Party ) che cerca con tutti i mezzi legalmente possibili di ottenere la massima autonomia .
L'11 settembre 1997 gli elettori scozzesi approvano il progetto di autonomia ad ampia maggioranza e viene costituito un parlamento autonomo, nel maggio 1999, per la prima volta dopo circa 300 anni , si sono tenute le prime elezioni per il parlamento scozzese vinte dal Labour Party. In Scozia è sempre crescente il numero di persone favorevole all’indipendenza che, secondo alcune fonti, sarebbero più della metà degli abitanti. Il referendum popolare del 2014 ha però smentito questa tesi perchè la maggioranza degli Scozzesi ha scelto di restare nel Regno Unito.

Dal 1994 il governo locale è stato riorganizzato sulla base di 32 aree amministrative. Fino al 1971 la Scozia era divisa in contee, mentre le città maggiori erano rette dalle Corporazioni Cittadine. Le vecchie contee mantengono un ruolo solamente a fini catastali.

La Scozia è una nazione costitutiva del Regno Unito e suo capo di Stato è il monarca britannico, che attualmente è Elisabetta II (sul trono dal 1952).

Dal punto di vista costituzionale, il Regno Unito è uno stato unitario con un governo e un parlamento sovrani. A seguito dei referendum sulla devoluzione approvati in Scozia e Galles nel 1997, è stato concesso un limitato autogoverno a queste due nazioni costitutive. Il Parlamento del Regno Unito a Westminster continua però ad avere il potere di emendare, espandere, ridurre oppure abolire gli ambiti di autonomia devoluti a Scozia e Galles e, quindi, il Parlamento scozzese non si può definire pienamente sovrano. Peraltro, sul piano pratico, è piuttosto improbabile che il Parlamento britannico voglia (e, volendolo, possa politicamente) abolire in maniera unilaterale i parlamenti e i governi di Scozia e Galles senza indire prima un referendum in tal senso tra le popolazioni interessate.

A seguito della devolution, riguardo a certe materie d'interesse locale, il potere di fare leggi e di applicarle è stato delegato al Parlamento scozzese e al Governo scozzese, con sede a Edimburgo. Il Parlamento del Regno Unito mantiene la competenza su certe materie, anche se riguardanti la Scozia, come quelle fiscali, il sistema di sicurezza sociale, la difesa, le relazioni internazionali, le comunicazioni e altre, che sono elencate in via tassativa nello Scotland Act come "materie riservate". Il Parlamento scozzese ha potere legislativo in tutte le altre materie riguardanti la Scozia, oltre ad avere un potere limitato di variare l'imposta sui redditi.

Nel caso ritenga opportuno che una certa decisione sia presa dal Parlamento del Regno Unito, il Parlamento scozzese può restituire a quest'ultimo la facoltà di legiferare su determinate materie devolute.

Il Parlamento scozzese è monocamerale ed è composto da 129 membri, 73 dei quali rappresentano singoli collegi e sono eletti con un sistema maggioritario a turno unico. Gli altri 56 sono eletti con il sistema proporzionale. La Regina, su indicazione del Parlamento, nomina uno dei parlamentari First Minister. Gli altri ministri, nominati con lo stesso procedimento, assieme al First Minister formano il Governo della Scozia (Scottish Executive).

La Scozia è rappresentata da 59 deputati alla Camera di Comuni. Alla Camera dei Lord, i Pari scozzesi hanno potuto sedere fino al 1999.

Nel Governo del Regno Unito esiste un dicastero specifico per gli affari scozzesi, lo Scotland Office. Guidato dal Segretario di Stato per la Scozia, prima della devoluzione aveva responsabilità su tutto il sistema di governo scozzese. Ora rimangono allo Scotland Office un numero limitato di materie, come le relazioni con gli altri ministeri che mantengono competenze settoriali riguardanti la Scozia.

L'economia della Scozia, come quella dell'intero Regno Unito ha forti legami con l'Europa e con tutto il mondo. Le esportazioni hanno, infatti, una grossa importanza.

Il paese ha un sistema di mercato, con diversi interventi della mano pubblica. Dopo la rivoluzione industriale, l'economia scozzese si concentrò sull'industria pesante, dominata da settori produttivi come le costruzioni navali, l'estrazione di carbone e la siderurgia. In quel periodo, l'esistenza dell'Impero britannico fornì alle produzioni scozzesi un grosso mercato, con dimensioni mondiali.

Il declino dell'industria pesante, nella seconda metà del XX secolo, portò a un considerevole spostamento di attività verso i settori dei servizi e della tecnologia. Negli anni settanta, lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel mare del Nord diede luogo a una prima, grossa trasformazione dell'economia scozzese. Gli anni ottanta videro la grande espansione della cosiddetta Silicon Glen, tra Glasgow e Edimburgo, dove si insediarono molte grosse aziende operanti nell'informatica e nei settori tecnologici in genere.

Edimburgo è il principale centro finanziario scozzese e il sesto in Europa. Nella capitale scozzese operano gruppi finanziari come la Royal Bank of Scotland (la seconda banca europea), la HBOS (proprietaria della Bank of Scotland) e la Standard Life.

Glasgow è il principale porto scozzese e il quarto centro industriale del Regno Unito, contando per oltre il 60% dei prodotti industriali esportati dalla Scozia. I cantieri navali, anche se con dimensioni decisamente ridotte rispetto ai massimi toccati all'inizio del XX secolo, formano ancora la base produttiva dell'industria cittadina. Glasgow è anche il principale centro scozzese per il commercio al dettaglio, oltre che uno dei primi venti centri finanziari europei e sede di molte importanti società.

Aberdeen, a volte chiamata la capitale europea del petrolio, è il centro dell'industria petrolifera basata sui giacimenti trovati sotto il fondo del mare del Nord.

Altre importanti attività scozzesi sono l'industria tessile, la chimica, la distillazione di whisky, la produzione di birra, la pesca e il turismo.

Nel 2003, le esportazioni scozzesi (escluso il commercio con il resto del Regno Unito) sono state stimate in quasi 19 miliardi di sterline, di cui circa il 70% costituito da prodotti industriali. Maggiori fonti di reddito sono il whisky, i prodotti dell'industria elettronica, i servizi finanziari. I mercati maggiori sono gli Stati Uniti, la Germania e la Francia. Secondo lo Scottish National Accounts Project (SNAP) il Prodotto interno lordo (PIL) della Scozia nel 2009 era di 127 miliardi di sterline, equivalenti a 146 miliardi di euro.

Solo un quarto del territorio è coltivato (principalmente a cereali e verdure), ma l'allevamento ovino ha un ruolo importante nelle meno fertili regioni del nord e sulle isole. La proprietà della terra è relativamente concentrata in poche mani (circa 350 persone sono proprietarie di circa metà del territorio). Nel 2003 quindi, il parlamento scozzese ha approvato un Land Reform Act che consente ai coltivatori diretti e alle comunità locali di comprare la terra, anche contro la volontà del proprietario.

Anche se la Bank of England è la banca centrale di tutto il Regno Unito, tre banche scozzesi (Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank) hanno il potere di emettere banconote. Anche se queste sterline scozzesi non hanno corso legale in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, sono liberamente scambiabili con quelle emesse dalla Banca d'Inghilterra. Nonostante questo, in altre parti del Regno e specialmente in Inghilterra, molti esercenti rifiutavano le banconote scozzesi. Una nuova legge ha posto rimedio a questo inconveniente, ma fuori dal Regno Unito ancora oggi banche e cambiavalute spesso non accettano le banconote scozzesi.

Unica tra le banche del Regno, la Royal Bank of Scotland emette ancora la banconota da una sterlina.

L'Aeroporto di Barra, è l'unico aeroporto del mondo che utilizza una spiaggia come pista per i servizi di linea.

Le lingue parlate in Scozia sono: l'inglese, chiamato SSE (Scottish Standard English); l'inglese di Scozia, una lingua germanica che si è sviluppata in modo diverso rispetto all'inglese d'Inghilterra e chiamato anche Scots o Lallans e il gaelico scozzese. Il norn delle Isole Shetland è da considerarsi ormai estinto.

L'inglese di Scozia è parlato dagli abitanti di origine anglosassone e scandinava nel nord e nell'est delle Highlands, mentre il gaelico è ormai relegato all'estremo ovest delle Highlands and Islands. Solo poco più dell'1% degli scozzesi, infatti, ha ancora il gaelico come prima lingua, e l'unica area amministrativa dove esso è la lingua numericamente prevalente è Na h-Eileanan Siar (Ebridi esterne); ciononostante il gaelico scozzese rimane presente, in forma spesso anglicizzata, in parecchi toponimi, come aber (foce), baile, bal (città), beinn, benn (monte, lett. testa), innis (isola), loch (lago), slogan (slogan).

La maggioranza della popolazione appartiene alla Chiesa di Scozia (presbiteriana) - Church of Scotland, comunemente chiamata "the Kirk" – benché solo una minoranza, circa 600.000 persone, siano ufficialmente registrate come membri. La Kirk ha circa 1400 ministri. La Chiesa di Scozia è una established church, cioè la chiesa di stato in Scozia.

Nel 1893 dalla Chiesa di Scozia si è staccata la Libera Chiesa Presbiteriana di Scozia (Free Presbyterian Church of Scotland) il cui intento è di mantenersi più fedele allo spirito originario della Riforma.

La seconda chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa cattolica di Scozia, che ha due arcidiocesi e sei diocesi. I fedeli della Chiesa cattolica di Scozia sono circa 690.000.

La terza chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa episcopale scozzese, che professa l'anglicanesimo e fa parte della Comunione Anglicana, ma in una posizione di indipendenza rispetto alla Chiesa d'Inghilterra, benché questa rimanga la chiesa madre della confessione anglicana. La Chiesa d'Inghilterra è la established church dell'Inghilterra, ma non dell'intero Regno Unito.

Congregazioni più piccole sono la Chiesa Battista, la Chiesa Metodista (wesleyana), chiese presbiteriane non scozzesi, le comunità ebraica e musulmana, i Bahá'í, i druidi.



La Scozia ha un sistema legale completamente separato da quello dell'Inghilterra e del Galles. Il diritto scozzese si fonda su due fonti principali, le leggi promulgate (enacted law) e la common law. L'enacted law può avere origine in diversi corpi legislativi: diritto romano del Corpus giustinianeo, diritto canonico, atti dell'antico parlamento scozzese prima del 1707, proclami reali, atti del parlamento britannico, atti del parlamento scozzese rieletto nel 1999, trattati dell'Unione europea o legislazione europea, leggi locali (by-laws). La common law deriva la sua autorità dalle sentenze delle corti e riposa sulla tradizione legale scozzese.

Nonostante la Scozia sia all'interno del Regno Unito da oltre 300 anni (e di fatto dal 1603, quando le case reali di Scozia e Inghilterra si unificarono nella persona del re Giacomo VI di Scozia) le divergenze storiche e culturali tra scozzesi e inglesi hanno sempre portato a un implicito sogno d'indipendenza da parte di buona parte della popolazione dell'antica Alba. Il 14 ottobre del 2012, dopo mesi di trattative, il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, ha trovato l'accordo con il Premier britannico David Cameron riguardo all'indipendenza della Scozia: il 18 settembre 2014, infatti, si è svolto un referendum dove si è chiesto a tutti gli scozzesi a partire dall'età di 16 anni se separarsi o meno dal Regno Unito. Secondo il progetto di Salmond, la Scozia, se avesse vinto il si, sarebbe diventata nei fatti una nazione autonoma ma parte del Commonwealth delle nazioni (come Canada e Australia), con governo completamente indipendente ma continuando a riconoscere il monarca britannico come simbolico Capo di Stato, esattamente come avviene da tempo in Canada o in Australia.

La Scozia si estende fra le latitudini di Bergen (Norvegia) a nord e Flensburg, in Germania sul confine danese, a sud. A sud il confine con l'Inghilterra, unico confine terrestre, va da Gretna Green a ovest a Berwick-upon-Tweed a est. A nord e a ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico, a est dal mare del Nord. La lunghezza massima del paese – tra Capo Wrath e Mull of Galloway – misura 360 km, la larghezza massima – tra Ardnamurchan Point, nella penisola di Ardnamurchan, a ovest e Peterhead a est – 225 km. Dal punto di vista fisico si può dividere la Scozia in tre parti:

Le Highlands sono una zona montuosa coperta di brughiere. Al largo della loro costa settentrionale si trovano le isole Orcadi e Shetland. Di fronte alla costa occidentale sono raggruppate le Ebridi. La costa delle Highlands è frastagliata da fiordi (Moray Firth, Firth of Tay, Firth of Forth, Firth of Clyde) che penetrano in profondità nell'interno.
Un avvallamento lungo e profondo, il Glen Mor o Great Glen, che va dal Firth of Lorne al Moray Firth separa le Highlands nordoccidentali dai Monti Grampiani. Per quasi tutta l'estensione del Glen si estendono i lunghi laghi di Ness (Loch Ness) e Lochy (Loch Lochy) che, congiunti tra loro e col mare dal Canale di Caledonia, mettono in comunicazione l'Atlantico col mare del Nord. Il gruppo dei Cairngorms, con la cima Macdhui (Ben Macdhui) (1312 m) è il rilievo più importante dei Grampiani. Il Ben Nevis (1345 m) è il monte più alto della Gran Bretagna.

Le Lowlands sono formate dalle valli dei fiumi Tay, Forth e Clyde. Questa è la regione più abitata e più industrializzata del paese – i tre quarti degli Scozzesi vivono qui. Le Lowlands confinano a nord con gli Ochil Hills, i contrafforti meridionali delle Highlands, e a sud coi Pentland Hills e i Lammermuir Hills, i primi rilievi delle Uplands.
Le Uplands sono una regione montuosa ma meno brulla delle Highlands. Le vette più alte sono il Merrick (843 m), il Rhinns of Kells (816 m) e il Cairnsmore of Carsphain (786 m).
I fiumi principali della Scozia sono il Clyde (157 km), lo Spey (155 km), il Tweed (145 km), il Dee (140 km), il Tay (198 km) e il Forth (80 km). Tutti tranne il Clyde sfociano nel mare del Nord. I laghi principali sono Loch Lomond e Loch Awe a ovest, Loch Tay, Loch Rannoch e Loch Ericht nei Grampiani, Loch Lochy e Loch Ness nel Glen Mor, Loch Maree e Loch Shin vicino alla costa settentrionale. Le coste sono per la maggioranza alte e frastagliate, arrivando anche a 430 m di altezza a Santa Kilda, fino a un centinaio di anni fa regno indipendente.

Il clima delle isole britanniche subisce fortemente l'influsso dell'oceano, in particolare nelle zone occidentali. La Scozia, più settentrionale, è comunque maggiormente esposta alle masse d'aria fredda di origine polare le quali, entrando in contrasto con la calda corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione particolarmente accentuate in autunno e all'inizio dell'inverno. A causa di tali depressioni atlantiche la media delle precipitazioni è piuttosto elevata e le estati sono decisamente fresche e ventose, soprattutto nelle regioni montuose esposte a ovest. Ma è la stessa corrente del Golfo a rendere l'inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine: la capitale Edimburgo, pur essendo situata sulla costa orientale (Firth of Forth, 56º parallelo circa), ha una temperatura media annuale oscillante intorno ai 10 °C (3-4 °C d'inverno, 14-16 °C d'estate), diversamente da Mosca, che, pur trovandosi pressoché alla stessa latitudine (55° 45' N) ha una temperatura media massima a gennaio di -6 °C.

Il cardo è il simbolo della Scozia. Assieme a felci e erica è presente un po' dovunque nella brughiera scozzese. Le Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie, rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la flora è di tipo alpino. La maggior parte del territorio era fin dai tempi antichi ricoperto da foreste caducifoglie (soprattutto querce) che ora si sono ridotte a causa del disboscamento.

La fauna in Scozia registra la presenza di animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, la pecora selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda. Molto comune il cervo rosso. Le scogliere sono un paradiso per varie specie di uccelli. Nelle zone acquitrinose vive la gallina di palude (grouse).

I castelli di Scozia sono oltre 3000 sparsi dalle Lowlands alle Highlands, dalle grandi città alle isole del Nord (Orcadi e Shetland). Diversi per dimensione e caratteristiche i castelli di Scozia hanno ed hanno avuto scopi differenti :  abitazioni reali o di nobili,   grandi avamposti militari o anche fattorie fortificate. Della maggior parte di questi castelli rimangono oggi solo delle rovine. Di altri se ne conosce l'esistenza solo attraverso documenti storici, molti fortunatamente sono ancora in perfetto stato e visitabili , alcuni  castelli di Scozia sono alberghi altri sono residenze private.

Il castello di Edimburgo domina la città e le zone circostanti. Composto da vari edifici costruiti in epoche differenti è ricco di storia, qui nacquero il primo Re della Gran Bretagna unificata, Giacomo I, e Maria Stuarda.
All’interno del Castello, nella Stanza della Corona,  sono conservate le Regalia Reali  di Scozia (corona, scettro e spada), dono di Papa Giulio II e di Papa Alessandro VI).

Il castello di Balmoral si trova in Scozia nell’ Aberdeenshire. Fu acquistato dal re Robert II nel XIV secolo  che lo destinò a  residenza di caccia; qui vi fu incoronato Re Giorgio IV nella prima metà dell’800. Dal  1848 quando la regina Vittoria e  suo marito  principe  Alberto, decisero di trascorrervi il periodo estivo è residenza reale estiva, infatti ancora oggi la Regina Elisabetta e la famiglia reale trascorrono qui gran parte dell’estate. Fu la Regina Vittoria che nella seconda metà dell’800 fece eseguire una serie di lavori di ampliamento. La proprietà del Castello di Balmoral è enorme ed occupa attualmente  circa 260 chilometri quadrati.

Il Castello di Glamis è un castello fiabesco ed incantevole ed anche “misterioso” , uno dei castelli assolutamente da vedere se andate in Scozia, ricco di leggende di fantasmi, streghe, fate.  Il castello in origine risale probabilmente all’anno mille. Ma quello che si vede ai nostri giorni è della fine del XVII secolo.  La regina madre  Elisabetta,  madre dell'attuale regina, nacque in Scozia e trascorse qui  la sua infanzia a Glamis Castle.  Tra le tante storie e leggende che rendono Glamis tanto popolare,  citiamo quella che narra come il conte Patrick di Strathmore, qualche secolo fa, avesse rinchiuso in una misteriosa stanza segreta un suo figlio malato e deforme.  Agli inizi del Novecento un discendente del conte  decise di trovare la stanza segreta ed organizzò una festa durante la quale  gli ospiti girarono tutto il castello , appendendo a ciascuna finestra un lenzuolo bianco. Quando ebbero finito si ritrovarono  tutti in giardino e, con stupore constatarono   che  7  finestre  erano prive del lenzuolo.
A quel punto provarono ad  individuare le stanze corrispondenti ma ogni tentativo fu senza successo ed ancora oggi quelle stanze sono misteriose.

Il castello di Urquhart è situato in magnifica posizione panoramica sulle rive orientali lungo le rive del il più famoso lago di Scozia il Loch Ness tra  tra Fort William e Inverness  nelle vicinanze del villaggio di Drumnadrochit,  nelle Highlands.
Il castello di Urquhart è antichissimo anche se non si sa con precisione quando venne fatto edificare, di certo era già esistente alla fine del XII secolo .  Il castello di Urquhart venne fatto  esplodere nel 1692 per  evitare di cederlo ai giacobiti
Il castello il Urquhart  è ora  proprietà del National Trust for Scotland.

Il castello di Drum si trova nei Grampian, (Drumoak, Banchory, Aberdeenshire), è probabilmente uno degli edifici medievali meglio conservati, anche se una gran parte del complesso visibile è stata aggiunto in epoca successiva, inclusa la bella cappella del ‘500.  Il castello di Drum  che ha anche bellissimi giardini  è stato di proprietà della famiglia Irvine da metà del XIV secolo fino agli anni ’70 .
Da non perdere  il Giardino delle Rose Storiche, dove fioriscono specie di rose provenienti da tutto il mondo.

Il castello di Dunnotar, risale al IX secolo e si trova in posizione suggestiva, abbarbicato su una scogliera a picco sul mare vicino a Stoneheaven il regista Franco Zeffirelli ha girato qui  alcune scene dell'Amleto di Shakespeare con Mel Gibson.

Lo splendido castello di Dunrobin si trova nella regione delle Highland nel nord della Scozia e risale al XV secolo. Questo imponente castello è il più grande edificio del nord con poco meno di 200 stanze ed uno dei castelli più antichi ancora abitati  e nel corso della sua lunga storia è stato utilizzato come ospedale  nel corso della prima guerra mondiale  e, negli anni ’60 / ’70 come collegio per ragazzi. Il museo di Dunrobin Castle  include mobili, dipinti, oggetti d'antiquariato ed altre testimonianze storiche. Una curiosa  leggenda racconta che il crudele conte di Sutherland rapì una fanciulla e la rinchiuse nel castello; la ragazza cerco di fuggire calandosi dalla finestra con una corda  il conte, però fece tagliare la corda e la fanciulla morì. La leggenda sostiene che da allora il fantasma di un uomo si aggira nel luogo in cui la ragazza precipitò.

L'isolotto di Eilean Donan nel suggestivo Loch Alsh è collegato alla terraferma da un ponte in pietra (secondo il livello delle maree) la costruzione originale risale alla prima metà del XIII secolo ad opera dei MacKenzie   passo nel XVI secolo ai MacRae. Nel ‘700 andò distrutto per mano dei Giacobiti.  Solo all’inizio del secolo scorso iniziarono i lavori durati circa un ventennio. Le mura sono spesse più di 4 metri.
L'ingresso conduce al cortile interno dove una scala in pietra porta all'interno della torre principale, nella Billeting Room, dotata di bel soffitto a volta e finemente arredata. Al piano superiore troviamo la Sala dei Banchetti con soffitto ligneo, un bel camino decorato con stemmi araldici e una collezione d'armi.  Qui possiamo ammirare alcune curiosità tra le quali: un frammento del Tartan appartenuto a Bonnie Prince Charlie,   una ciocca di capelli di James III, la spada di John MacRae e altre.

Originariamente la fortezza di Inveraray risale alla prima parte del ‘400 quando la famiglia dei Duchi di Argyll (Clan Campbell ) si trasferì ad Inveraray, la costruzione attuale risale però alla seconda metà del ‘700 . Vi si possono visionare le  collezione di armature, arazzi francesi, mobili scozzesi ed europei, e svariate  opere d'arte.

L’imponente castello di Stirling si trova al centro della cittadina di Stirling ed era un tempo la dimora reale scozzese. In questo castello la Regina Maria di Scozia fu incoronata nel 1543. Il grande salone data alla fine del ‘400 ed è arricchito da sculture rinascimentali; la cappella reale fu costruita alla fine del ‘500 in occasione del battesimo del Principe Enrico.

Il castello di Fraser occupa una superficie di più di un kmq di boschi e terreni nella splendida regione dell’Aberdeenshire nelle Highlands. Il castello risale al ‘400 circa e l’attuale costruzione fu iniziata nella seconda metà del ‘500 e terminate circa 80 anni dopo come abitazione della famiglia Fraser di Muchalls e restò di proprietà della famiglia fino all’inizio del secolo scorso quando l’ultima proprietaria, non avendo eredi, vendette il castello al Visconte Cowdray che restaurò il castello e ne fece una residenza di caccia. Nel 1976 venne donato al National Trust di Scozia che lo rende disponibile per le visite del pubblico nel periodo estivo da Pasqua  ad ottobre. Castle Fraser è stato utilizzato in anni recenti  per alcune scene del film “The Queen” con Helen Mirren.

Il castello di Cawdor si trova a Nairn e risale alla fine del ‘300,  venne eretto come fortezza di difesa per la famiglia Cawdor ed ancora oggi è  la residenza privata della famiglia Cawdor. Questo castello è stato citato ricordato  da Shakespeare nel Macbeth  come luogo ameno e gradevole.

Il castello di Brodie è una classica torre di difesa tra le verdi colline nella regione dei Grampian a pochi chilometri da Inverness (Forres Moray) ; nella prima parte del XVII secolo andò parzialmente distrutto a causa di un incendio, nel corso del secolo successivo venne ristrutturato ed ampliato con  l’aggiunta di una biblioteca e di atri saloni.

Il castello di Craigievar e' delizioso con le sue torri e torrette, vecchio di quattro secoli e circondato da un magnifico parco con piante secolari ad Aldford (Aberdeenshire) nella regione dei Grampiani. Apparteneva alla famiglia Forbes, ricchi commercianti che lo fece edificare e lo abitò fino al 1963 quando venne donato al National Trust for Scotland. E’ stato costruito all’inizio del ‘600 e delle quattro torri  cilindriche originarie  del suo muro di cinta solo uno è ancora presente.

Il Castello di Fyvie  si trova a Fyvie nel Aberdeenshire ed e' una splendida dimora baronale a cinque torri, con interni tradizionali e magnifici terreni e giardini circostanti.
Il castello è stato edificato in un primo tempo nel ‘200 , quindi nei secoli successivi in particolare, il castello attuale risale prevalentemente al XV e XVI secolo. Appartenuto a varie famiglie nel corso dei secoli venne venduto con tutto il suo contenuto al National Trust di Scozia negli anni ’80 dall’ultimo proprietario, discendente di un industriale americano che lo aveva acquistato alla fine dell’800. Raccoglie collezioni di armature, armi e ritratti ed è visitabile in estate.

La Scozia ha una grande quantità di giardini curati con grande passione ed amore sia di grande che di piccola dimensione quindi in qualsiasi regione di Scozia troverete dei giardini da visitare senza contare che la Scozia e talmente colma di vegetazione che ne sarete incantati.

Probabilmente il più famoso è il bellissimo  Giardino Botanico di Edimburgo è stato fondato nel 1670 nel parco del Castello di Holyrood, venne poi spostato a Leith e, quindi nel secondo decennio dell’800 a Iverleith, Row. E’ considerato uno degli orti botanici più belli al mondo ed il più importante giardino di Edimburgo uno dei più visitati di tutta la Scozia con magnifico panorama sulla capitale di Scozia.  Contiene numerose serre, dove sono riprodotti svariati tipi di clima. Tra queste troviamo nella serra una palma vecchia di 200 anni. In una delle serre del giardino è riprodotto il clima tropicale della selva amazzonica, mentre nel Chinese Hillside è ospitata una interessante collezione di piante provenienti dalla Cina. Ci sono poi il Giardino roccioso, il bosco e la torbiera tutti estremamente affascinanti.
Il giardino Crarae è un giardino suggestivo e spettacolare che copre una vasta area boscosa ed una serie di cascate. Ha una grande varietà di alberi e cespugli belli in ogni momento dell’anno e diversi sentieri.

Il castello di Drum si trova nelle Grampian, (Drumoak, Banchory, Aberdeenshire)  ha anche bellissimi giardini  molto curati in particolare da non perdere  il Giardino delle Rose Storiche, dove fioriscono specie di rose provenienti da tutto il mondo.

Inoltre tutta la costa ovest della Scozia ha la fortuna di essere soggetta ad un clima oceanico mite, grazie all’effetto  della Corrente del Golfo.  Qui hanno  operato svariati esperti giardinieri, che hanno lasciato  testimonianze  del loro lavoro. Gli amanti dei giardini troveranno in questa regione, molti luoghi che valgono una visita, peraltro anche le Highlands offrono interessanti opportunità .
L'autunno scozzese è famoso per i suoi superbi colori brillanti dal giallo chiaro al rosso intenso e per i tramonti spettacolari dai colori irreali e suggestivi. I monti ricoperti di eriche cambiano lentamente colore passando dal violetto al ruggine, il fogliame delle numerose foreste passa gradualmente dal verde al giallo,   al rosso fuoco in un tripudio di colori che precede la caduta delle foglie.  Le zone ideali sono quelle della valle del Glen Affric , una delle più belle di Scozia , le Trossachs  con le sue valli, i laghi , i fiordi  e la foresta Tarbert e Dunnottar.

Edimburgo è la prima città scelta dall'UNESCO come “Città della Letteratura” . Il Museo degli scrittori (Writers’ Museum) si trova a Lady Stair’s House un bel palazzo signorile di inizio ‘600 in una strada laterale sul Royal Mile ed è dedicato ai 3 più celebri scrittori scozzesi. Robert Burns, Sir Walter Scott e Robert Louis Stevenson sono celebrati e ricordati con ricordi personali ritratti e manoscritti che illustrano la loro vita ed i loro lavori. Il museo ospita anche venti dedicati ad altri grandi scrittori scozzesi All’esterno dell’edificio nel cortile di Makers’ Court immortala a suo modo la letteratura scozzese: su alcune lastre di pietra sono incise citazioni proferite dai più celebri autori scozzesi degli ultimi 600 anni. ....Il Sunset Boulevard letterario di Edimburgo!

Le cinque gallerie disseminate per la città ospitano le opere di alcuni dei più grandi artisti del mondo, dal Rinascimento ai giorni nostri mostrando opere di tutti i periodi. La National Gallery of Scotland ospita importanti collezioni artistiche permanenti europee, nonché mostre di portata internazionale (Monet, Tiziano , Gauguin etc) in collaborazione con la vicina Royal Scottish Academy. Per scoprire la storia scozzese attraverso i ritratti, c’è Scottish National Portrait Gallery: da Robert Burns a Sean Connery, ci sono assolutamente tutti i protagonisti di rilievo della storia di Scozia fino a giorni nostri.
Per gli appassionati di arte moderna c’è la Scottish National Gallery of Modern Art, dove anche l’erba delle aiuole è un’opera d’arte, e la Dean Gallery, che si trova proprio di fronte alla National Gallery of Scotland sono esposte prestigiose opere d'arte europee; per una rassegna della storia scozzese visitate la pinacoteca Scottish National Portrait Gallery.

Nel Museo Nazionale Scozzese si scopre come si è formato il paesaggio scozzese, chi sono stati i suoi primi abitanti, come la Scozia è diventata una nazione e come le innovazioni e le esplorazioni hanno trasformato non solo la Scozia ma tutto il resto del mondo. Grazie a reperti di inestimabile valore ma anche ad oggetti di uso quotidiano, il Museum of Scotland, che occupa un palazzo costruito appositamente per ospitarlo alla fine degli anni ‘90, spiega in modo divertente come gli scozzesi siano diventati ciò che sono oggi. Il Royal Museum of Scotland, un museo perfetto per i curiosi di ogni età , si trova giusto accanto al Museum of Scotland ed ospita in un bellissimo palazzo vittoriano collezioni internazionali di arti decorative, scienza , archeologia e biologia.

Il Giardino Botanico di Edimburgo è stato fondato nel 1670 nel parco del Castello di Holyrood, venne poi spostato a Leith e, quindi nel secondo decennio dell’800 a Iverleith, Row . E’ considerato uno degli orti botanici più belli al mondo ed il più importante giardino di Edimburgo uno dei più visitati di tutta la Scozia. Contiene numerose serre, dove sono riprodotti svariati tipi di clima. Tra queste troviamo la serra di palme più alta del Regno Unito. In una delle serre del giardino è riprodotto il clima tropicale della selva amazzonica, mentre nel Chinese Hillside è ospitata una interessante collezione di piante provenienti dalla Cina. Ci sono poi il Rock Garden, lo Scottish Heath Garden e il Woodland Garden tutti estremamente affascinanti

Riposa in Scozia lo storico Britannia, lo yacht reale che dopo quasi 1.000 viaggi ufficiali vive una seconda giovinezza nel porto di Leith a Edimburgo. Il Britannia è stato al servizio della famiglia reale per più di 40 anni infatti, varato nel 1952 ed inaugurato dalla Regina Elisbetta II nel 1953, con i suoi 125 metri di lunghezza e più di 300 persone di equipaggio, ha effettuato ben 968 viaggi, offrendo ospitalità a re e regine, capi di stato e presidenti, eminenti personalità, ben 4 coppie reali hanno fatto sul Britannia il loro viaggio di nozze tra il 1960 e la fine degli anni ’80. Oggi è possibile visitare tutti i ponti del Britannia . All’interno del centro commerciale Ocean Terminal, nel porto di Leith, il Centro informazioni del Britannia da le informazioni prima che i visitatori salgano a bordo. Dallo splendore della sala da pranzo ufficiale all'atmosfera angusta della lavanderia, la visita consente di immaginare come sia stata la vita dei reali durante i loro viaggi per mare.

La Scozia è anche whisky anzi scotch whisky. Questa piacevole visita, interessante e per nulla noiosa, mostra la realizzazione della bevanda nazionale della Scozia, per conoscere tutte le fasi della sua produzione .
Tutti conosciamo questo liquore, probabilmente il più bevuto al mondo ma la storia del whisky scozzese e dei principi che portano alla sua produzione non sono conosciuti da tutti. Il museo del whisky scozzese, nel pieno centro di Edimburgo presenta 300 anni di storia della produzione del whisky scozzese con audiovisivi e un viaggio in barile attraverso i momenti salienti del passato di questa bevanda leggendaria ed in compagnia del simpatico fantasma del mastro distillatore si conoscono tutti i segreti della distillazione , al termine della visita è prevista una degustazione.

Edimburgo è la capitale della Scozia ed una delle città più belle del mondo con una splendida posizione , grande ricchezza architettonica e culturale, splendide tradizioni, un castello imponente : è difficile resistere al fascino di Edimburgo  città culturalmente ricca e vivace.
Durante il medioevo le abitazioni sorgevano essenzialmente arroccate intorno al castello, lungo il Royal Mile, che conserva ancora intatto il suo aspetto dei secoli XVI e XVII e che unisce il castello alla residenza Scozzese Ufficiale della Regina in Scozia, il castello di Holyroodhous .
Le case semplici e modeste della città vecchia, contrastano con le file più eleganti di case georgiane della New Town.
L’area della città che si è sviluppata a partire dalla seconda metà del 700. Il centro di Edimburgo si visita facilmente a piedi, una soluzione classica ed efficace è iniziare dal bel Castello all'estremità occidentale del Royal Mile e da lì iniziare la scoperta della capitale di Scozia.
Lungo il Royal Mile, a metà strada circa tra il Castello e la residenza reale, troviamo la casa natale di John Knox, padre della Chiesa Presbiteriana.
Appresso al castello di Edimburgo s'innalza la Calton Hill, dalla quale si ha una magnifica vista sulla città; non perdetevi gli interessanti monumenti del periodo dell'Illuminismo. Prima di scendere nella New Town, unita all’Old Town dal North Bridge costruito alla fine del ‘700, incontrerete il cimitero , attiguo la chiesa Greyfriars Kirk, ispirò Disney per l'ambientazione di un film molto commuovente, Greyfriars Bobby, che narra la storia, di un terrier che veglia per 14 anni sulla tomba del padrone. La New Town si estende a nord, l’elegante semplicità priva di fronzoli tipica del periodo georgiano è evidente nelle belle piazze e nelle eleganti, classiche case a schiera.
Molti sono le attrazioni i monumenti ed i musei ad Edimburgo da visitare e che troverete nell’apposita sezione.
Edimburgo ha una vita culturale intensa e varia con diversi interessanti Festival, mostre e manifestazioni, praticamente si può dire che festival e festeggiamenti sono la specialità di Edimburgo. Per questo motivo, in parecchi periodi dell’anno, ed in particolare da giugno ad agosto e per le feste di Capodanno è indispensabile prenotare gli alberghi ed i servizi con largo anticipo per poter godere il proprio viaggio in Scozia. Tra i tanti Festival e manifestazioni ad Edimburgo va ricordato il Military Tattoo probabilmente il più conosciuto che attrae davvero un numero incredibile di persone nella capitale di Scozia nel mese di agosto. Ci sono comunque Festival e manifestazioni in   Scozia, non solo ad Edimburgo e Glasgow.

Sotto il Royal Mile si estende una rete sotterranea di stradine abbandonate e dimenticate che però, fino al XVIII secolo , erano abitate nonostante fossero prive di aria, acqua e delle più basilari norme igieniche. Percorrendo il Royal Mile non ci si rende conto di camminare sulle rovine di diversi vicoli del passato, la leggenda dice che le anime delle vittime dell’ultima epidemia di peste che colpì molto duramente Edimburgo alla metà del XVII secolo , non abbiano mai abbandonato la capitale di Scozia. Si può effettuare una visita sotterranea di Mary King’s Close compagnia di uno dei personaggi del passato di Edimburgo: in programma racconti storici e storie di fantasmi che nonostante abbiano più di 300 anni fanno ancora venire i brividi. Per chi desidera restare in superficie può comunque fare un ghost tour ne vengono proposti sia durante le ore del giorno che al calar delle tenebre.




venerdì 4 marzo 2016

LE CASCATE DEL NIAGARA



Secondo gli storici, a dare forma alle Cascate del Niagara fu la confluenza di 2 fenomeni: il ritirarsi dei ghiacciai durante l’ultima era glaciale (al termine della glaciazione del Wisconsin) e l’afflusso d’acqua dalla neonata regione dei Grandi Laghi, che scolpì un lungo percorso attraverso la scarpata del Niagara in direzione dell’Oceano Atlantico. Forse stiamo un po’ semplificando, ma in sostanza ciò che ne risultò sono delle cascate non eccezionalmente alte, ma stupefacenti dal punto di vista dell’ampiezza e vastità, tale da registrare il più alto flusso d’acqua nel mondo.

La cascata prende il nome dal fiume Niagara che collega il lago di Erie (a sud) con il lago canadese di Ontario (a nord).

Le cascate del Niagara sono le più grandi al mondo come portata d'acqua.

L'altezza del salto delle acque è di circa 58 metri, mentre la parte più ampia è di 800 metri nel versante canadese.

Il nome Niagara ha origine dal termine in lingua irochese (pellerossa d'America), Onguiaahra, che significa acque tuonanti. Gli antichi abitanti della regione erano gli Ongiara, una tribù irochese chiamata Neutrale da un gruppo di coloni francesi che beneficiarono della loro mediazione per risolvere alcune dispute con altre tribù locali.

Una leggenda della zona narra di Lelawala, una bella ragazza obbligata dal padre a fidanzarsi con un ragazzo che ella disprezzava. Piuttosto che sposarsi, Lelawala scelse di sacrificare sé stessa al suo vero amore He-No, il Dio Tuono, che dimorava in una caverna dietro la Cascata a Ferro di cavallo. Ella pagaiò sulla sua canoa nelle veloci correnti del fiume Niagara e precipitò dal bordo della cascata. He-No la raccolse mentre precipitava ed i loro spiriti, secondo la leggenda, vivono uniti per l'eternità, nel santuario del Dio Tuono sotto le cascate. La ragazza diventò la dama della nebbia per via del vapore acqueo della cascata.

Esistono delle versioni differenti circa la data in cui gli europei scoprirono le cascate. La zona venne visitata da Samuel Champlain all'inizio del 1604. Alcuni suoi amici gli avevano raccontato delle spettacolari cascate ed egli le descrisse sulla sua rivista, senza però mai visitarle. Qualche credito ha la versione secondo la quale il naturalista finnico-svedese Pehr Kalm, a seguito di una visita alle cascate, realizzò un disegno delle stesse agli inizi del XVIII secolo.

Molti storici sono comunque d'accordo sul fatto che padre Louis Hennepin osservò e descrisse le cascate nel 1677 dopo un viaggio nella regione con l'esploratore René Robert Cavelier, signore di la Salle, portando la notizia all'attenzione di tutto il mondo. Lo stesso Hennepin fu il primo a descrivere le cascate di S. Antonio in Minnesota, e da lui prese nome una contea nello stesso Stato. Nel corso del XIX secolo, con l'affermarsi del turismo, l'area divenne un'attrazione e fu visitata anche da Gerolamo, fratello di Napoleone Bonaparte, e dalla moglie all'inizio del XIX secolo. Nel 1848 iniziò la costruzione di un ponte sul fiume Niagara per unire la sponda americana del fiume a quella canadese. Dopo la fine della guerra civile americana una ferrovia di New York pubblicizzò le cascate del Niagara come luogo ideale per il viaggio di nozze. Con l'incremento del traffico stradale, nel 1886, venne sostituito il vecchio ponte in pietra e legno con uno in ferro ancora in uso, completato nel 1897; conosciuto come il ponte Whirlpool consente il passaggio di veicoli, treni e pedoni, dal Canada agli Stati Uniti, e si trova a valle delle cascate.

Nel 1941 venne poi costruito il ponte dell'arcobaleno, nelle immediate vicinanze della cascata, adibito al passaggio di veicoli e pedoni; da esso si ha una spettacolare visione delle cascate nella loro interezza.

Dopo la prima guerra mondiale, si ebbe un notevole sviluppo del turismo a seguito dell'incremento del traffico automobilistico che rendeva più facile raggiungere le cascate. La storia delle cascate del Niagara, nel XX secolo, è imperniata sullo sfruttamento del fiume per la produzione di energia elettrica e la necessità di rendere compatibile il mantenimento delle bellezze naturali con lo sviluppo industriale dell'area, sia dalla parte canadese che da quella americana.



L'enorme massa d'acqua delle cascate fu a lungo riconosciuta come potenziale fonte di energia. I primi sforzi tendenti allo sfruttamento della potenza del fiume risalgono al 1759, quando venne creato un piccolo canale per alimentare un mulino ad acqua.

Nel 1853 venne autorizzata la costruzione di una centrale idroelettrica per la produzione di energia. Nel 1881 essa produceva tanta corrente elettrica da poter soddisfare il fabbisogno dell'illuminazione notturna delle cascate e quella di villaggio adiacente alle cascate stesse.

Quando Nikola Tesla scoprì la corrente alternata trifase divenne possibile il trasferimento della corrente elettrica a grande distanza. Nel 1883 fu dato incarico a George Westinghouse di progettare un sistema per la generazione di corrente alternata.

Nel 1896 furono costruite delle gigantesche condotte sotterranee che adducevano a delle enormi turbine una quantità d'acqua sufficiente a produrre una potenza di 75 MW. L'energia prodotta era poi destinata all'illuminazione della città di Buffalo, nel nord dello Stato di New York, distante circa 32 km.

Compagnie private sul lato canadese iniziarono, a loro volta, a produrre energia elettrica. Il Governo della Provincia dell'Ontario pose il sistema di trasporto dell'energia sotto il controllo statale nel 1906, allo scopo di rifornire varie località della contea. Al giorno d'oggi, una quantità che varia fra il 50% ed il 75% delle acque del Niagara viene deviata per la produzione di energia elettrica, sia in territorio americano che canadese, e viene poi reimmessa nel fiume a valle delle cascate.

Le navi possono evitare le cascate passando per il canale Welland, ristrutturato e inserito nella rete navigabile del fiume San Lorenzo nel 1960. Mentre la via d'acqua spostava traffico verso Buffalo ed i suoi dismessi mulini di grano, altre industrie presero a svilupparsi fino agli anni settanta, data la notevole quantità di energia prodotta dalle centrali idroelettriche; da allora però l'economia della regione è andata declinando.

Per due secoli, dopo la scoperta delle cascate da parte degli europei, i terreni sulle due sponde del fiume Niagara rimasero di proprietà privata, fatto che obbligava i turisti a pagare una somma di denaro ai proprietari dei terreni, per vedere questo grande spettacolo della natura attraverso dei fori nella palizzata di legno costruita per impedirne la libera visione.

Si formò pertanto un movimento promosso da intellettuali e naturalisti, che chiese di rendere libera la fruizione delle cascate: una serie di articoli sui quotidiani di Boston e New York contribuì alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'argomento. Nel 1885, lo Stato di New York comprò le terre sulla sponda americana e diede vita al Parco statale delle cascate del Niagara; nello stesso anno lo Stato canadese dell'Ontario costituiva il Parco Regina Vittoria delle cascate del Niagara.

Fino all'era moderna l'erosione delle acque consumava le cascate tra i 60 cm e i 3 m all'anno. Questo fenomeno è stato rallentato mediante la deviazione di notevoli masse d'acqua per la produzione di energia elettrica. Nel 1929 venne stipulato un accordo fra Stati Uniti e Canada, per la promozione di un piano tendente alla preservazione delle cascate; un successivo trattato del 1950 portò alla regolamentazione della massa d'acqua da inviare alle cascate riducendone di molto il volume e quindi la conseguente erosione.

In aggiunta alle azioni sopra citate, altri provvedimenti sono stati presi per ridurre l'erosione. Sono stati realizzati degli sbarramenti alla base della cascata allo scopo di ridurre le correnti subacquee di ritorno e sono stati eseguiti dei consolidamenti del bordo roccioso.

Il più mastodontico di questi lavori venne realizzato nel 1969. Nel giugno di quell'anno le acque del Niagara furono completamente deviate dalla Cascata Americana, mediante una diga provvisoria; per alcuni mesi la cascata rimase in secca allo scopo di consentire il consolidamento delle rocce del bordo.

Allo stesso tempo la Cascata a ferro di cavallo ricevette l'intera portata del fiume; in questo modo fu possibile capire il perché dell'anomala erosione delle cascate americane. A seguito di ciò l'isola Luna, la roccia che separa la cascata americana da quella del velo nuziale, rimase preclusa al pubblico per diversi anni perché ritenuta instabile e passibile di collasso in qualsiasi momento.

Nell'ottobre del 1829 Sam Patch, che si autodefiniva il saltatore yankee, saltò da un trampolino costruito a ridosso della Cascata del Ferro di Cavallo. Iniziò da allora una lunga tradizione di persone che tentarono di gettarsi dalle cascate sopravvivendo.

Il 24 luglio 1883, il britannico Matthew Webb si tuffò nel fiume Niagara da una piccola imbarcazione, sita vicino al Niagara Falls Suspension Bridge, iniziando a nuotare. Fonti dell'epoca indicano che con ogni probabilità Webb sopravvisse con successo alla prima fase della nuotata, ma morì nella sezione del fiume situata vicino all'ingresso del mulinello. Webb venne sepolto nelOakwood Cemetery di Niagara Falls.

Si tratta precisamente di un complesso di tre cascate distinte anche se originate dal medesimo fiume, il Niagara. Iniziano dal versante canadese con le horseshoe falls (ferro di cavallo, per la forma semicircolare), dette talvolta anche canadian fall, separate dalle american falls, sul lato statunitense, dalla Goat Island (Isola delle Capre), e finiscono sempre nel suolo statunitense con le più piccole Bridal Veil Falls (cascate a velo nuziale). Le cascate si trovano a cavallo tra il Canada e gli Stati Uniti D'America e, precisamente, ubicate tra i laghi Erie e Ontario, due dei più importanti tra il sistema idrografico statunitense.

Le cascate del Niagara sono famose per la loro bellezza, oltre che per la produzione di energia elettrica. Grande notorietà fu data a questo luogo dal film "Niagara" girato nel 1953 dal regista Henry Hathaway e con Marilyn Monroe come protagonista: molti degli edifici e luoghi che fecero da scenografia al film sono stati conservati così com'erano per la gioia dei turisti e degli appassionati. Da sempre è meta tradizionale di viaggio di nozze per molti nord americani e da diversi anni anche per gente da oltreoceano. Sito turistico fra i più famosi al mondo da oltre un secolo, divide questa meraviglia della natura fra le città gemelle ed omonime di Niagara Falls nell'Ontario e Niagara Falls nello Stato di New York.

Le radici storiche delle cascate del Niagara risiedono nella glaciazione del Wisconsin terminata circa 10.000 anni fa. I Grandi Laghi dell'America del nord ed il fiume Niagara sono l'effetto dello scioglimento di questa enorme massa di ghiaccio. Il ghiacciaio si è mosso in quest'area come un gigantesco bulldozer spostando rocce e terra e trasformando dei fiumi in laghi, creando sbarramenti con i suoi detriti, che a loro volta creavano nuovi canali che poi diventavano dei fiumi.

Dopo che il ghiaccio si fu sciolto, dal Lago Superiore si formò l'attuale fiume Niagara. Nel tempo il fiume si creò un nuovo alveo passando per il Lago Erie ed il Lago Ontario. Durante questo stravolgimento dell'orografia della zona vennero in superficie delle vecchie rocce marine molto più antiche rispetto alla recente glaciazione. Le tre maggiori tra queste formazioni sono visibili nell'alveo scavato dal fiume Niagara. Quando il fiume incontrò queste rocce più dure, la sua forza di erosione divenne più lenta. Dall'alto si possono notare le rapide che precedono la cascata ed il bordo della cascata stessa. Esso è composto da rocce dense e durissime di tipo dolomitico. Al livello inferiore delle cascate si trovava invece una roccia molto tenera e friabile che si erodeva molto più velocemente; questa differenza ha creato, nei millenni, il salto delle cascate.

Le cascate originariamente erano situate nei pressi di Lewiston (New York) e Queenston (Ontario), ma l'erosione delle acque le ha fatte arretrare fino al sito attuale. Questo ha fatto sì che le cascate si separassero in cascate americane (American Falls) e velo nuziale (Bridal Veil Falls) dalla parte statunitense e ferro di cavallo (Horseshoe Falls) dal lato canadese. Nonostante l'erosione sia rallentata nell'ultimo secolo, a seguito di lavori di ingegneria idraulica, le cascate regrediranno abbastanza da raggiungere il lago Erie il cui bacino è più alto del letto del fiume Niagara: gli ingegneri idraulici sono al lavoro per ridurre la velocità di erosione il più possibile allo scopo di ritardare al massimo questo evento.

Durante i mesi estivi, quando si ha il massimo utilizzo del fiume per la produzione di energia elettrica, soltanto circa 2.800 m³ al secondo precipitano dalle cascate, di cui il 90% attraverso la cascata a ferro di cavallo. Di notte il volume delle cascate diminuisce ulteriormente a causa di un maggior utilizzo delle acque a fini idroelettrici.

Annie Taylor Edson fu la prima persona e la prima donna a sfidare le cascate del Niagara gettandosi dalle cascate canadesi all'interno di un barile insieme al suo gatto. Era il 24 ottobre del 1901, e divenne l'eroina indiscussa delle cascate del Niagara.

Annie Taylor con il suo barile, dopo l'impresa divenne l'eroina delle Cascate del Niagara e inizio' un lungo tour.
In quello che fu definito miracolo sul Niagara, Roger Woodward, un ragazzino di sei anni, sopravvisse miracolosamente al salto dalle cascate a Ferro di cavallo il 9 luglio del 1960 protetto soltanto da un salvagente, dopo esser caduto in acqua per un'avaria al motore dell'imbarcazione turistica su cui si trovava a bordo, mentre due turisti trassero in salvo sua sorella Deanne di 17 anni a soli 6 m dal bordo della cascata.

Kirk Jones di Canton, Michigan, fu il primo, nel 2003, a tentare l'impresa senza l'ausilio di alcun mezzo di galleggiamento. Mentre non è ancora noto se Jones volesse suicidarsi, egli se la cavò, cadendo da un'altezza di 16 piani, con poche abrasioni e qualche costola fratturata.

Altro rocambolesco tentativo di saltare dalle cascate senza alcuna protezione è stato compiuto il 12 marzo 2009 da un cittadino americano di trent'anni. L'uomo, all'inizio, ha addirittura rifiutato di essere soccorso, continuando a nuotare, ed allora i soccorritori si sono abbassati con un elicottero sopra di lui e, grazie alla corrente generata dalle pale del rotore, lo hanno pian piano condotto a riva, dove è stato ripescato e portato in ospedale. Se l'è cavata con una ferita alla testa ed un principio di assideramento per essere rimasto circa tre quarti d'ora in acqua.

Nessuno, comunque, è mai sopravvissuto nel tentativo di saltare dalle cascate americane. I soli sopravvissuti hanno tentato il lancio dalle cascate a Ferro di cavallo.

Il maggior numero di visitatori si riscontra durante l'estate, quando le cascate del Niagara si trasformano in uno spettacolo da godere sia di giorno che di notte. Un'incredibile batteria di lampade, poste sul suolo canadese, illumina tutte le cascate, su entrambi i versanti, dall'imbrunire a mezzanotte.

L'omonima cascata può essere ammirata dal lungofiume all'interno del Parco. Altro punto di osservazione privilegiato è la torre di osservazione anch'essa costruita sulle rive del fiume. Vicino alla Grotta dei Venti, un sentiero conduce, dopo la discesa di 300 scalini, alla base della cascata del velo nuziale.

Nel lato canadese, lungo il Parco della Regina Vittoria, ornato da giardini fioriti, una piattaforma di osservazione offre la visione di entrambe le cascate. Il punto di osservazione della Skylon Tower offre una panoramica dall'alto sulle intere cascate e dalla parte opposta quella della città di Toronto; assieme alla Minolta Tower, è una delle due torri, in territorio canadese, che consente la miglior visione dell'intera cascata.

Il battello Maid of the Mist, che prende il nome da una figura mitologica degli indiani Ongiara, trasporta passeggeri, nel bacino alla base delle cascate, sin dal lontano 1846. Lo Spanish Aerocar, progettato dall'ingegnere spagnolo Leonardo Torres y Quevedo e costruito nel 1916, è un tram aereo che porta i passeggeri sul bacino nel lato canadese. Il viaggio sotto le cascate, accessibile a mezzo di un ascensore dal livello stradale, è una piattaforma ed una serie di tunnel vicini alla base della Cascata a Ferro di cavallo sul lato canadese.

Con il recente maggiore afflusso di turisti provenienti dall'estero, l'affluenza è stata superiore ai 14 milioni di visitatori nel 2003.

Fra la provincia dell’Ontario e lo stato di New York, sull’estremità meridionale della gola del fiume Niagara, sorgono 3 imponenti cascate, chiamate Horseshoe Falls (lato canadese), American Falls e Bridal Veil Falls (lato americano). La loro posizione si trova a circa 17 miglia (27 km) a nord-ovest della città di Buffalo e 75 miglia (121 chilometri) a sud-est di Toronto, fra le città gemelle di Niagara Falls, in Ontario, e Niagara Falls, nello Stato di New York.