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domenica 30 ottobre 2016
LA MALESIA
Nella penisola malese, punto di passaggio obbligato dei commerci terrestri tra il Golfo del Bengala, quello del Siam e il Mar Cinese meridionale, nel II secolo d.C., si costituirono i primi regni indigeni. Solo nel XV secolo, con la fondazione del porto di Malacca e con la penetrazione portoghese, iniziò lo sviluppo economico della Malesia che a partire dal 1511 cadde sotto il dominio prima dei Portoghesi (i quali desideravano avere una base commerciale in Oriente) e poi, nel 1641, degli Olandesi passando nel 1795 sotto quello britannico. Con il trattato di Londra la Malesia venne assegnata alla Gran Bretagna, mentre Malacca passò agli olandesi che poi la cedettero ai britannici in cambio di alcuni possedimenti sulla costa occidentale di Sumatra. Nel 1867 Malacca e Singapore entrarono a far parte della colonia britannica degli stabilimenti degli stretti. Nel 1909 la Gran Bretagna ottenne dalla Thailandia gli stati di Kedah, Kelantan, Perlis e Terengganu che poi riunì nei Confederate Malay States (Confederazione degli stati malesi).
Durante la seconda guerra mondiale la Malesia venne in gran parte conquistata dai Giapponesi (1942). Nel dopoguerra la propaganda antibritannica e l'acceso spirito nazionalista e indipendentista portarono alla costituzione dell'Unione Malese (1946). Nel 1957 venne proclamata l'indipendenza della Federazione Malese che, ampliatasi ancora con l'unione di Singapore, Sarawak, Sabah e Sultanato del Brunei si costituì in federazione della Grande Malesia, da cui però il Sultanato del Brunei si staccò volontariamente durante il decennio successivo. Singapore fu costretta a lasciare la federazione.
La Malesia è un miscuglio di etnie e di culture. La popolazione è formata principalmente da malesi (50,1%), cinesi (22,6%), Orang Asli (11,8%), indiani Tamil (popolo) (6,7%) ed altre etnie minoritarie (8,8%). I malesi, islamizzati qualche secolo fa, sono oggi i soli ad avere pieni diritti politici e civili. I cinesi, che rappresentano circa un quarto della popolazione totale, sono concentrati nei maggiori centri urbani e spiccano nelle attività commerciali.
I Semang, che abitano al nord, sono cacciatori e raccoglitori e si distinguono per i capelli crespi. I Sakai, con caratteristiche fisiche simili agli altri (statura pigmoide) si distinguono per i capelli ondulati e sono i più numerosi. Infine a sud-ovest della Malacca abitano gli Jakudn dai capelli lisci. Nel Sarawak, il gruppo più numeroso è quello dei Dayak, un tempo considerati tagliatori di teste. Di più recente immigrazione sono i gruppi pakistani, Bengalesi (del Bangladesh) e Nepalesi, che svolgono mansioni prevalentemente artigiane e manuali.
Questo vero e proprio "melting pot" comporta un gran numero di feste e manifestazioni religiose (Hari Raya musulmano, Deepavali e Taipusam induista, Capodanno Cinese, Natale cristiano), nonché una miriade di specialità culinarie e artigianali, ma anche tensioni etniche mai sopite e spesso strumentalizzate dalla politica.
Le religioni professate in Malesia sono: l'islam (63,7%), il buddismo (17,7%), il cristianesimo (9,4%), l'induismo (6%), il Confucianesimo, il Taoismo e la religione tradizionale cinese. La religione di Stato è l'Islam.
La lingua ufficiale è la lingua malese, che è una lingua austronesiana. Tra le altre lingue parlate ci sono il cinese, il cantonese, l'hokkien, il tamil e la lingua iban del Borneo settentrionale. La lingua inglese è diffusa ed usata soprattutto nei centri urbani.
In Malesia l'istruzione non è obbligatoria ed è gratuita dai 6 ai 19 anni di età. Il primo ciclo di studi dura sei anni e l'insegnamento viene impartito nelle quattro lingue principali del paese (malese, cinese, tamil, iban), con l'inglese come seconda lingua obbligatoria. I corsi di istruzione primaria sono frequentati da circa il 90% dei ragazzi, mentre nella scuola secondaria il tasso di abbandono scolastico è elevato. Nel 2000 il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta era dell'88,7%. Oltre all'Università nazionale di Bangi, fondata nel 1970, esistono altri atenei: l'Università tecnologica di Malesia a Kuala Lumpur (1925); l'Università dell'agricoltura a Serdang (1971); l'Università delle scienze a George Town (1969); l'Università di Malaya (1962); l'Università internazionale islamica a Petaling Jaya (1983) e l'Università settentrionale della Malesia ad Alor Setar (1984).
La Malesia ha un sistema diffuso di assistenza sanitaria. Esso implementa un sistema sanitario universale, che coesiste con il sistema sanitario privato. La speranza di vita alla nascita nel 2005 era di 74,04 anni.
La sanità in Malesia è divisa in pubblica e privata. La Società malese attribuisce importanza per l'espansione e lo sviluppo dei servizi sanitari, mettendo l'8% del budget statale per lo sviluppo nella sanità pubblica con un incremento di oltre il 47 % rispetto al dato precedente.
Con una popolazione in aumento e l'invecchiamento, il governo intende migliorare la sanità in molte aree, ed è partita la ristrutturazione degli ospedali esistenti, la costruzione e l'allestimento di nuovi ospedali, l'espansione del numero di poliambulatori, e il miglioramento della formazione e l'espansione della telemedicina. Negli ultimi due anni il governo ha aumentato i sforzi per revisionare i sistemi e attrarre maggiori investimenti esteri.
C'è ancora tuttavia, una notevole carenza nella forza lavoro medica, in particolare di personale altamente specializzato; le cure mediche e il trattamento sono disponibili solo nelle grandi città. Recenti sforzi per portare molte strutture per altre città sono stati ostacolati dalla mancanza di competenze necessarie per far funzionare le attrezzature disponibili.
La maggior parte degli ospedali privati si trovano in aree urbane e a differenza di molti ospedali pubblici, sono dotate delle più moderne attrezzature diagnostiche e di imaging.
Il governo comunque ha riposto molta attenzione al settore ed ha anche cercato di promuovere la Malesia come destinazione di assistenza sanitaria regionale e internazionale.
Le Forze Armate malesi sono tre: Royal Malaysian Navy (marina), Malaysian Army (esercito) e Royal Malaysian Air Force (aeronautica). L'età richiesta per il servizio militare volontario è di 18 anni. Per la difesa lo stato spende il 2,03 per cento del PIL del paese, e impiega il 1,9 per cento della forza lavoro della Malesia. Attualmente la Malesia sta attuando un importante programma per espandere e modernizzare tutti e tre i rami delle sue forze armate.
La Malesia, Stato federale chiamata anche Federazione della Grande Malesia, si costituì nel 1963, riunendo gli 11 stati della Federazione della Malesia (indipendente dal 1957), il Sabah, il Sarawak e Singapore (che lasciò la federazione nel 1965). Il paese comprende oggi tredici stati, oltre a tre territori federali, creati con emendamenti alla Costituzione nel 1974 (Kuala Lumpur), nel 1984 (Labuan) e nel 2001 (Putrajaya).
Si tratta di una federazione di monarchie costituzionali il cui capo che assume il titolo di "Re della Malesia" viene eletto, con un mandato di cinque anni, tra i sovrani ereditari di nove dei tredici stati che compongono la Federazione. Gli sarà riconosciuto il titolo di Yang Di Pertuan Agong (Capo Supremo) e avrà il potere esecutivo e il potere legislativo, che vengono esercitati insieme al governo e al Parlamento. È compito del Re scegliere il primo ministro che sarà il leader del maggior partito della Camera dei rappresentanti. Ogni azione destinata a modificare i confini del paese o a estendere alla Federazione la legge islamica, deve essere sottoposta all'approvazione della Conferenza dei Regnanti formata dai nove sovrani ereditari e i quattro capi di Stato elettivi. Il Parlamento è composto da due Camere: la Camera dei rappresentanti (Dewan Rakyat, 219 membri) e il Senato (Dewan Negara, 69 membri). La Camera dei rappresentanti, è il principale organo legislativo; il Senato ha solo il potere di sospendere la legislatura. I senatori, vengono nominati con un mandato di sei anni dal Re della Federazione e dai Parlamenti dei singoli stati. È in vigore la pena di morte. Ogni stato è dotato di organi esecutivi propri (Gabinetto ministeriale e Consiglio dei ministri) e di un organismo legislativo unicamerale, la cui composizione può variare. I membri del Parlamento degli stati vengono tutti eletti a suffragio diretto con un mandato di cinque anni, (tranne quelli del Sabah). A livello locale l'amministrazione è affidata alle singole municipalità e ai consigli comunali. Dal punto di vista istituzionale la Malesia è una monarchia costituzionale elettiva. Il Capo Supremo dello Stato, in malese Yang di-Pertuan Agong, dura in carica cinque anni.
L'attuale sovrano è il sultano Abdul Halim di Kedah, nato nel 1927 e in carica dal 13 dicembre 2011; il Capo del Governo è il Primo Ministro Najib Razak, nato nel 1953 e in carica dal 3 aprile 2009.
La politica estera della Malesia si basa ufficialmente sul principio della neutralità e il mantenere relazioni pacifiche con tutti i paesi , indipendentemente dal loro sistema politico . Il governo attribuisce un'elevata priorità alla sicurezza e alla stabilità del sud-est asiatico e cerca di sviluppare le relazioni con gli altri paesi della regione.
Negli ultimi trent'anni la Malesia ha conosciuto un fortissimo sviluppo economico, trasformandosi da paese in via di sviluppo ad uno dei paesi più ricchi del sud-est asiatico, non più dipendente soltanto dalla produzione ed esportazione di materie prime. Con la Nuova politica economica (NPE), la Malesia è divenuta leader mondiale nella produzione di componenti elettronici e primo paese del Sud-Est asiatico per l'assemblaggio e l'esportazione di autoveicoli.
Il paese è uno dei più sviluppati del pianeta con il PIL al 29º posto tra quelli mondiali, mentre è al 59º posto per PIL pro capite.
Anche i settori dei servizi, del turismo e della finanza hanno tratto notevoli vantaggi. Ma, nonostante la NPE abbia reso possibili grandi sviluppi, rimane sempre la questione della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, e molti contadini della Malesia peninsulare, così come gli indigeni di Sabah e Sarawak, dipendono ancora da un'agricoltura di sussistenza. Per risolvere questo grave problema sono stati presi provvedimenti dalla NPE, i cui obiettivi sono la crescita economica, lo sradicamento della povertà e, soprattutto, la trasformazione della Malesia in una nazione altamente industrializzata entro il 2020. L'economia della Malesia vanta due primati mondiali assoluti e ben consolidati: quello della produzione di caucciù, il cui volume annuo si avvicina alla metà del volume complessivo mondiale, e quello della produzione di stagno, anch'esso quasi la metà del totale mondiale. Nel 2011 c'era una forza lavoro di 11.910.000 occupati, mentre il tasso di disoccupazione era del 3,1; l'economia malese dal 1999 al 2011 ha avuto tassi di crescita alti in media del 5%, ed il prodotto interno lordo ha avuto una crescita vertiginosa.
Tra le attività più produttive oltre al caucciù ricordiamo le colture, del riso, seguono poi la manioca, il mais, le patate e le patate dolci, i frutti tropicali, soprattutto l'ananas, caffè, cacao, arachidi, palme da cocco, palme da olio, pepe e altre spezie. Lo sfruttamento dei boschi riguarda soprattutto l'albero del caucciù, ma anche il legname; la pesca, molto attiva in tutta la Malesia, costituisce sia un ricco apporto proteico per la dieta locale, sia una voce non trascurabile delle esportazioni. Modesto è invece l'allevamento, che si basa principalmente sul bestiame suino.
La Malesia è leader nella produzione di stagno, anch'esso quasi la metà del totale mondiale. I principali giacimenti di stagno si trovano nel Perak, nel Johor, nel Pahangh e presso Kuala Lumpur. Altre risorse minerarie sono i minerali di ferro, oro, bauxite, manganese, carbone, fosfati e l'antimonio (nel Sarawak), e tungsteno. Importanti anche i giacimenti di gas naturale e petrolio che hanno consentito al paese l'autosufficienza energetica; per quanto riguarda l'industria sono sviluppati settori come quello agroalimentare, tessile, chimico, edile, elettronico, dell'attività cantieristica e delle produzioni meccaniche.
Nei primi anni del XXI secolo è il settore terziario quello che fa da traino all'economia malese; in primis il turismo, infatti la Malesia è uno dei paesi più visitati del mondo; nel 2011 il paese asiatico figurava al nono posto mondiale per arrivi di turisti internazionali con 24,7 milioni di persone posizionandosi davanti al Messico, e subito dopo la Germania; la Malesia offre paesaggi, isole, spiagge e mare pressoché incontaminati, flora e fauna rarissime e parchi naturali, ma non mancano i servizi con numerosi alberghi, campi da golf, centri commerciali; per quanto riguarda il turismo storico e culturale in Malesia ci sono tre dei più importanti musei che espongono interessanti collezioni etnografiche e archeologiche regionali (il Museo nazionale della Malesia a Kuala Lumpur, il Museo Sabah a Kota Kinabalu e il Museo Sarawak di Kuching). Testimonianze rilevanti della storia sociale e culturale del paese si trovano nella Biblioteca nazionale e nell'Archivio nazionale di Kuala Lumpur.
Importante il sistema bancario con numerose banche commerciali, istituti di credito e assicurazione e di altra natura supervisionate dalla Banca centrale (Bank Negara Malaysia); per quanto riguarda il settore finanziario, la moneta malese è il ringgit malese (in passato chiamato dollaro della Malesia), suddiviso in 100 sen. La Bank Negara Malaysia è la banca di stato, la sola autorizzata a emettere moneta e Kuala Lumpur è una piazza finanziaria con sede di Borsa valori; per quanto riguarda il commercio, alla base delle importazioni in Malesia vi sono: macchinari in genere e mezzi di trasporto, materie prime di base, generi alimentari e bevande, combustibile e prodotti chimici. Mentre un notevole cambiamento hanno avuto le esportazioni negli ultimi anni che hanno visto i macchinari, i mezzi di trasporto e i prodotti industriali (caucciù, stagno, combustibili), togliere il posto alle materie prime;
ai tradizionali partner commerciali, Giappone, Singapore, Stati Uniti, Gran Bretagna e Corea del Sud, negli ultimi anni si è aggiunta anche la Cina.
Anche a causa dell'aspetto geografico del paese, la rete dei trasporti via terra non è uniformemente sviluppata: le comunicazioni stradali e ferroviarie della Malesia Peninsulare hanno una buona estensione, mentre nel Sabah e nel Sarawak la presenza di aspri rilievi nelle regioni interne ne impediscono lo sviluppo e i trasporti avvengono soprattutto attraverso la rete fluviale e quella aerea.
I collegamenti aerei sono garantiti dalla compagnia di bandiera, Malaysia Airlines (MH) e dalla low-cost malese AirAsia. Il network fa perno sull'avveniristico aeroporto di Kuala Lumpur (KLIA - Kuala Lumpur International Airport, situato nell'area di Sepang). Inaugurato alla fine degli anni '90 è uno degli aeroporti più moderni e tecnologicamente avanzati del mondo.
In Malesia gli sport più popolari sono il badminton, l'automobilismo, l'hockey su prato ma sono praticate anche le arti marziali: il Silat Melayu arte marziale creata dal popolo per difendersi dall'invasione di altri popoli e anche il Tomoi che è un'arte marziale molto simile alla Muay Thai thailandese. Abbastanza praticato è anche il calcio con la Nazionale di calcio che partecipò alle Olimpiadi di Monaco di Baviera.
La Malesia Occidentale, che si estende sull'estremità meridionale della penisola di Malacca, è bagnata a ovest dalle acque dello stretto di Malacca e a est dal mar Cinese Meridionale, e confina a nord con la Thailandia e a sud con Singapore; la Malesia Orientale, che occupa il settore settentrionale dell'isola di Borneo, confina a sud con l'Indonesia e a nord col Brunei. Il settore malese della penisola di Malacca presenta un'ossatura centrale costituita da formazioni montuose e tabulari discontinue, allungate nella direzione da nord-ovest a sud-est, che si collegano alla catena indocinese e hanno la loro origine nel corrugamento himalaiano. L'altitudine media varia dai 1000 ai 2000 metri; la vetta più alta si trova a nord, dove il Gunong Tahan raggiunge i 2190 metri. Vaste pianure sedimentarie fiancheggiano il sistema a ovest e a sud, mentre a est i rilievi arrivano spesso alla costa e frammentano una fascia pianeggiante ridotta nel settore settentrionale. I fiumi sono numerosi e molto ricchi di acque sui due versanti della catena: i più importanti sono il Kelantan, il Pahang, il Belum e il Muar. Le coste sono in genere basse e uniformi, talvolta sabbiose e paludose e fronteggiate da una serie di isole, isolotti e banchi corallini. Il territorio della Malesia Orientale si affaccia a ovest sul mar Cinese, a nord-est sul mar di Sulu e a est sul mar di Celebes. Il suo confine con la parte indonesiana dell'isola è segnato dalle alte cime delle catene montuose dei Kapuas Hulu, degli Iran e dei Penambo.
Non mancano i corsi d'acqua: ricordiamo il Rajang e il Kinabatangan. Le coste sono prevalentemente basse e sabbiose lungo il settore occidentale, per diventare più alte e frastagliate in quello nord-orientale.
Il clima malese è di tipo equatoriale, con temperature elevate, debolissima escursione termica annuale (mentre giornaliera 7 gradi di norma nell'intero paese considerando le immense foreste equatoriali schermanti la poderosa intensità solare) e precipitazioni abbondanti. L'influsso monsonico non è molto accentuato, ma comunque provoca un aumento delle piogge sulla costa est da novembre a febbraio, mentre sulla costa ovest solo il mese di agosto è molto piovoso con intensi e prolungati rovesci. La pioggia tende a cadere nel tardo pomeriggio e di sera, spesso in maniera violenta, con la formazione di temporali.
Il Borneo è sempre un po' più umido rispetto al resto del Paese.
La temperatura media annuale in tutto il paese (tra le minime: 24,5 °C, e le massime: 31,5 °C) tendenzialmente non è inferiore ai 28 °C (sino a 100 m s.l.m.) e le precipitazioni, salvo casi eccezionali, non scendono in nessun luogo su tutta la superficie del paese al di sotto dei 2000 mm annui. L'umidità relativa annuale non è di norma inferiore all'80% (fino all'85% per le zone maggiormente piovose e/o palustri) rimanendo relativamente costante nelle ore, 95% max - 65% min. A causa dell'elevata umidità che non favorisce un'ottimale traspirazione dell'organismo, le temperature percepite dalla pelle umana nelle ore centrali del dì non di rado possono giungere, per una durata di qualche ora, a 41-42 o 43 gradi (ma in casi eccezionali quasi sempre nelle metropoli o comunque in ambiente cittadino, si hanno temperature percepite sino a 48-49 o 50 gradi, per poche ore) rendendo il clima totalmente sconsigliabile per intraprendere esplorazioni o gite, in cui spesso è necessario movimento prolungato il quale affaticherebbe l'organismo nel mantenere tale la percezione epidermica di oltre 40 gradi, favorendo invece un effettivo graduale aumento della temperatura interna corporea reale.
La fauna caratteristica della Malesia Occidentale comprende tigri, rinoceronti, elefanti, bufali, orsi, coccodrilli, tartarughe, serpenti, aquile, fagiani, uccelli acquatici e le salangane. Nella Malesia Orientale regnano invece gli oranghi, i gibboni, i tapiri, le tigri reali, le pantere, gli orsi malesi, le viverre i cinghiali, i tucani, e le salangane. Innumerevoli sono le specie di insetti, così come la fauna ittica è ricca di specie e di individui. Non vi sono tigri nella Malesia orientale, nel contempo vi è l'elefante del Borneo.
Il manto vegetale originale, costituito prevalentemente dalla foresta equatoriale ricopre la maggior parte della superficie territoriale: oltre alle formazioni caratteristiche di liane, la pianta floreale Brownlowia velutina, il sandalo, il teak, l'albero della cannella, l'ebano, il bambù, l'albero della canfora e l'albero della gomma. Sono diffusi i palmizi cultura intensiva della palma da olio,su tutto il territorio. Lungo le coste le mangrovie.
Una buona ragione per visitare le isole Perhentian è il mare limpido e cristallino, dove è possibile fare snorkeling a pochi passi dalla spiaggia e vedere una meravigliosa moltitudine di pesci e coralli. E’ possibile noleggiare una barca e raggiungere zone incontaminate dove si può nuotare in mezzo agli squali di barriera e tartarughe marine.
L’isola di Tioman e le acque che la circondano, fanno parte di una riserva naturale protetta, che le ha permesso di mantenere la sua atmosfera selvaggia.
Tioman deve il suo successo a due motivi in particolare: le sue spiaggie incantevoli furono il set cinematografico del film South Pacific nel 1958 e in seguito la rivista Time l’ha classificata come una delle 10 isole più belle del mondo nel 1970.
Durante le passeggiate sarà facile incontrare i varani (lucertole giganti) che si aggirano tra i Kampungs (modo di chiamare i villaggi in Malese) in cerca di cibo.
Situata vicino il confine con la Thailandia, Langkawi si trova nello stato Malese del Kedah. Secondo la leggenda Malese l’isola era ritenuta un posto maledetto nel 1819, quando una giovane donna di nome Mahsuri fu condannata a morte per presunto adulterio. Prima di morire pronunciò le seguenti parole: ‘non ci sarà mai pace e proposerità su questa isola per un periodo di sette generazioni!’ . Infatti due anni dopo, Langkawi cadde sotto il dominio degli invasori Thailandesi e gran parte della popolazione morì di fame e di stenti.
L’isola rimase sterile per diversi anni fino a quando il primo ministro Mahatir decise di trasformarla in una isola resort per turisti nel 1986.L’isola fu anche dichiarata paradiso fiscale e da allora la sua crescita è stata a dir poco spettacolare.
Il modo migliore per vedere tutta l’isola è prendere la funivia di 2.200 metri che parte da un’altezza di 710 metri sul livello del mare.
E’ interessante notare che, il marito e il figlio di Mahsuri si trasferirono a Phuket subito dopo l’invasione Thailandese, ed è stato su quell’isola che il suo discendente di settima generazione è nato nell’anno 1986.
Penang, la Perla d’Oriente ha una illustre storia. Scoperta dal Capitano Francis Light nel 1786 fu rinominata l’isola del Principe di Galles, e fu per molto tempo uno dei gioielli dell’impero Britannico. Insieme a Malacca e Singapore, fu un insediamento lungo lo Stretto che dominava il commercio marittimo tra l’India e il resto dell’Asia.
Tuttavia, la sua imponenza gradualmente diminuì nel corso dei secoli e fu riscoperta e rivalutata come meta turistica. Oggi l’isola è stata nominata UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Una delle maggiori attrazioni di Penang è il cibo di strada – dalla gustosa Penang Laksa al cibo Indiano a base di pesce – troverete di tutto per tutti i palati.
L’isola di Layang Layang fu costruita dalla Marina Militare Malese al fine di affermare la sovranità dulle isole Spratly nel mare Cinese Meridionale tutt’ora contese dalla Cina, Taiwan, Vietnam e Filippine.
Circondata da acque cristalline profonde 2.000 metri, Layang Layang è spesso classificata come uno dei migliori 10 siti di immersione al mondo grazie alla sua abbondante fauna marina.
A causa della presenza della Marina Militare, la barriera corallina fu risparmiata dalla pesca con dinamite. Particolarmente degni di nota sono i branchi di squali martello, a volte se ne contano centinaia, ma si possono vedere anche mante, delfini, barracuda e tartarughe.
L’arcipelago di Redang consiste in realtà in nove isole: Lima, Paku Besar, Paku Kecil, Kerengga Besar, Kerengga Kecil, Ekor Tebu, Ling, Pinang e naturalmente Redang.
Insieme formano un parco marino situato a 45 chilometri al largo della penisola Malese orientale nello stato di Terengganu. A differenza delle vicine Perhentian, Redang è molto più adatta ad un turista alla ricerca del comfort e lusso.
Ci sono delle belle barriere coralline ben conservate che sono la principale attrazione degli appassionati di snorkeling e di immersioni subacquee.
L’interno dell’isola è perlopiù impraticabile a parte una strada che collega il piccolo aeroporto con i resorts della costa.
L'isola di Lankayan è una bellissima isola tropicale situata nel Mare di Sulu, Sabah,Borneo ideale per gli amanti delle immersioni e sopratutto per coloro che sono alla ricerca di pace e tranquillità.
Rawa è una piccola isola tropicale situata a 16 chilometri a largo della costa orientale della penisola Malese. Ci sono solo due resorts che si affacciano sulla spiaggia bianca della costa ovest dell’isola, che è raggiungibile in barca dal porto di Mersing.
Grazie a questa esclusività, Rawa attrae turisti alla ricerca di una vacanza in una località appartata e poco conosciuta.
Mentre la costa occidentale è una cartolina perfetta con spiaggia bianca e mare cristallino, il resto del litorale è inaccessibile con scogliere che si tuffano a picco sul mare. Per ammirare tutta l’isola e possibile aggirarla con la canoa oppure avventurarsi sulla collina dell’isola che offre un panorama completo di tutto il parco marino di Johor composto da ben 12 isole.
Isola di Gaya Kota è situata a 15 minuti di barca a largo di Kota Kinabalu nello stato del Sabah, Pulau Gaya è l’isola più grande del parco marino Tunku Abdul Rahman.
Gaya è il trampolino di lancio per una avventurosa vacanza in Borneo e offre paradisiache spiagge bianche, foresta pluviale ricca di fauna selvatica e diversi siti di immersione.
A Kuala Lumpur della presenza dei coloni portoghesi e olandesi è rimasto qualche bell’edificio, come la stazione ferroviaria o i palazzi intorno alla piazza Merdeka. Ciò che, invece, colpisce di KL è la presenza di numerosi grattacieli moderni, a partire dalle Petronas Twin Towers, che spiccano da qualunque punto della città.
Simbolo del progresso economico malese, sono in realtà basate sull’architettura più tradizionale islamica. Alte 452 metri (a 171 m si trova uno skybridge panoramico che unisce le due torri), sono state le più alte del mondo fino a pochi anni fa. Vale la pena anche salire sulla K.L. Tower, la torre girevole da cui si gode un panorama mozzafiato soprattutto di notte. Tutto il Paese è un mix di culture, malese, indiana e cinese. Ecco allora che a Kuala si trovano i quartieri etnici come Chinatown e Little India, assolutamente da vedere e non solo per lo shopping (che peraltro conviene moltissimo).
A sud della capitale, a solo un’ora di strada, si trova Malacca, la ‘città rossa’ per via del colore degli edifici. Questa è la patria dei Baba Nyonya, una popolazione nata dall’unione tra cinesi e malesi, con una sua cultura e una sua cucina. E’ anche la capitale dell’antiquariato: i negozi che si susseguono sulla strada Jalan Hang Jebat sono imperdibili. La si può percorrere a bordo di coloratissimi risciò di cui Malacca è piena. La città si trova ai piedi di una verde collina, St Paul’s Hill, su cui si trova l’antico forte St John e la chiesa St Peter. Dalla cima, volgete lo sguardo verso lo Stretto di Malacca, che da secoli vede traghettare navi cargo provenienti da tutto il mondo. Prima di partire, fate una capatina a Cheng Hoon Teng, il tempio cinese più antico del Paese.
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venerdì 19 agosto 2016
ITACA
Itaca è la seconda più piccola isola delle Ionie abitate. La sua estensione e’ di 29 km di lunghezza e 6,5 km di larghezza e ha una linea costiera di 100 km.
Si compone di 2 penisole che sono quasi uguali come dimensioni e sono unite dall’ istmo di Aetos.
Itaca è universalmente nota per essere stata, secondo la leggenda, la patria dell'eroe leggendario Ulisse e per esservi ambientata parte dell'Odissea, il celeberrimo poema di Omero. Secondo alcuni studiosi Itaca potrebbe essere la patria di Omero stesso. Tuttavia, fin dall'antichità si è notata incoerenza tra la descrizione dell'isola nel poema e l'Itaca visibile. In particolare, tre aspetti della descrizione rappresentano le più grandi incongruenze. In primo luogo, l'antica Itaca è descritta come un'isola piana, invece l'odierna è un'isola montuosa. Poi è descritta come "la più inoltrata nel mare, diretta verso il tramonto", e da ciò si dovrebbe supporre che si trovi all'estremità occidentale del proprio arcipelago, invece nell'arcipelago dell'odierna Itaca è Cefalonia l'isola più occidentale. Infine, non è chiaro a quali isole moderne (presumibilmente nel medesimo arcipelago) dovrebbero corrispondere quelle che Omero chiama Dulichio e Samo.
Lo storiografo greco Strabone, del primo secolo d.C., nella sua Geografia, fu il primo a identificare l'isola di Odisseo con la moderna Itaca. Basandosi sui primi commentatori dell'Odissea, tradusse la parola ??aµa?? non come 'priva di rilievi' bensì come 'vicina alla terraferma'. Identificò l'omerica Samo con la moderna Cefalonia, e ritenne che Dulichio fosse un'isola delle odierne Echinadi. Inoltre, la moderna Itaca si trova più a nord di Cefalonia, di Zacinto e di quella che lui presupponeva essere Dulichio, e pertanto ritenne che l'omerico "la più inoltrata nel mare, diretta verso il tramonto" andasse in realtà tradotto come "diretta verso il nord".
La teoria di Strabone non raccolse però il consenso di tutta la comunità letteraria. In età moderna alcuni studiosi hanno obiettato che l'Itaca di Omero potrebbe invece essere un'isola oggi nota con altro nome. La teoria più conosciuta in proposito è quella di Wilhelm Dörpfeld, secondo cui l'Itaca omerica sarebbe da individuare nella vicina isola di Leucade.
L'isola fu abitata già dal XXI secolo a.C. ed ebbe particolare rilevanza durante il periodo miceneo. Durante la guerra di Troia fu il regno dei leggendari re Laerte ed Ulisse. I Romani occuparono l'isola nel II secolo a.C., ed in seguito essa divenne parte dell'impero bizantino. I Normanni regnarono su Itaca nel XII e XIII secolo, e dopo un breve periodo di dominazione turca cadde nelle mani dei Veneziani. In seguito Itaca fu occupata dalla Francia alla fine del XVIII secolo e nel 1809 fu conquistata dal Regno Unito.
Tra 1800 e 1807 fece parte della Repubblica delle Sette Isole Unite, sotto protettorato russo-ottomano ma a guida veneto-greca. Fu questa la prima esperienza di autogoverno greco, in cui ebbero un ruolo principale i greco-Veneti, tra i quali Giovanni Capodistria.
Nel 1864 è entrata a far parte della Grecia. Un terremoto nel 1953 ha procurato gravi danni in tutta l'isola, ma la ricostruzione è stata abbastanza fedele alla tipologia dell'edilizia tradizionale.
Il capoluogo, Vathy, situato al fondo di una profonda baia, porto naturale fra i migliori, è un approdo eccellente per i velisti.
Itaca si è molto sviluppata turisticamente negli ultimi anni, con creazione di nuove strutture ricettive che comunque finora hanno relativamente salvaguardato l'ambiente naturale.
È meta abituale di escursioni giornaliere dalle circostanti isole dell'arcipelago delle isole Ionie.
Scavi archeologici hanno dimostrato l'esistenza sull'isola di abitati di epoca micenea, ma non hanno permesso ancora di localizzare con precisione l'eventuale reggia di Ulisse, oppure luoghi corrispondenti alla tradizione omerica.
Negli anni '80 l'isola ha incrementato la propria notorietà quando Carlo d'Inghilterra e la moglie Diana hanno trascorso parte della loro luna di miele fra Cefalonia ed Itaca.
Il comune faceva parte della prefettura di Cefalonia, soppressa nel 2011 a seguito della riforma Kallikratis e costituisce l'unico comune dell'unità periferica omonima che comprende, oltre all'isola di Itaca, anche le isole di Arkoudi e Atokos situate nei pressi di Capo Melissa e le isole dell'arcipelago delle Echinadi.
Itaca si trova ad est di Cefalonia ed e’da essa separata da un canale che va da 2 a 4 chilometri di larghezza. La morfologia dell'isola varia tra la parte ripida e brulla sul lato ovest e la costa verde e delicata a est.
Ad Itaca c'è un museo archeologico.
Il monastero della Vergine Maria fu costruito nel XVI o XVII secolo e ha pregevoli esempi di icone religiose, nonché un ambiente piacevole.
Il monastero di Panagia Katharon è situato 10 km a nord di Vathi. Il nome del monastero deriva probabilmente da "Kathara", gli sterpi che si bruciano per pulire la terra. La data di costruzione del monastero non è nota.
L'unico dato nelle fonti storiche è che il monastero è stato ristrutturato nel 1696, mentre per l'effettiva data di costruzione ci sono elementi dubbi. Nel 1958, il monastero fu ricostruito, dopo essere stato completamente abbandonato durante il terremoto nel 1953. Si possono ammirare le icone del tempio (1832), che sono conservate nella cappella di Constantine e Helen, nel campanile del monastero.
La sorgente di Aretusa si trova a circa 10 km a sud di Vathi. Qui Eumeo presumibilmente ha portato i suoi maiali a bere. I punti di vista del paesaggio e del mare sono straordinari.
Sopra la spiaggia di Dexa c'è la grotta di ninfe. Questa è la grotta dove si suppone che sia nascosto il tesoro di Ulisse al suo ritorno da Troia.
Spiaggia piccola non attrezzata, Aetos è situata a 7 km a sud-est della capitale dell'isola. I pochi nuotatori che la frequentano vengono qui per la pace e la tranquillità delle sue acque cristalline.
La bella spiaggia di Afales è situata nel Golfo di Afales, a nord della capitale dell'isola. Le sue acque cristalline attraggono una moltitudine di bagnanti ogni estate.
La deliziosa spiaggia di Frikes si estende prima dell'insediamento che porta lo stesso nome, 13 km a nord-ovest del capoluogo dell'isola.
La bellissima spiaggia di Kioni si estende prima del villaggio di Kioni, 24 km a nord della capitale dell'isola. Negli ultimi anni ha avuto molto successo ed attualmente attrae un gran numero di turisti. Il paesaggio è maestoso, poiche’ sposa l'architettura tradizionale e il mare cristallino.
La bella spiaggia di Sarakiniko è situata ad est di Itaca. È una piccola spiaggia sabbiosa con un sacco di alberi e acque cristalline.
La meravigliosa spiaggia di Stavros si estende, prima dell'omonimo insediamento. È situata sul lato nord dell'isola, a 16 km dalla capitale. Si dice che l'antica città di Itaca ed il Palazzo di Ulisse sorgessero qui. Ipotesi confermata dai ritrovamenti archeologici della zona. A parte il mare blu cristallino, che attrae molti turisti durante l'estate, c’e’ anche da visitare la grotta di Loizos e la collezione archeologica di Pilikata.
La spiaggia di Vathi è situata sulla parte sud-orientale dell'isola in una baia bellissima e tranquilla nei pressi della città di Vathi.
La flora di Itaca comprende le tipiche specie presenti in tutte le isole Ionie. Sulla montagna si trovano querce, cipressi e meravigliosi fiori come le margherite selvatiche, papaveri, anemoni e ciclamini. Nelle pianure in basso si trovano ulivo e vite.
Il clima di Itaca è mite e mediterraneo, con piogge frequenti in inverno e lunghe estati secche.
La temperatura media, durante tutto l'anno si attesta tra i 13 ed i 18 gradi, sebbene ci siano punte di maggior freddo d'inverno e di caldo d'estate.La temperatura tuttavia non sale mai sopra 40 è C.
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mercoledì 17 agosto 2016
MALTA
Il primo approdo degli esseri umani sull'isola risale, probabilmente, al momento immediatamente successivo all'estinzione degli ippopotami nani e degli elefanti nani. Tracce di insediamenti del neolitico antico (6000-4000 a.C.), sono state rinvenute sia in aree aperte che all'interno di grotte, come Ghar Dalam; questi primi stanziamenti erano costituiti da coloni provenienti dalla Sicilia, per le analogie del materiale ceramico ivi ritrovato (ceramica impressa Ghar Dalam) con quello coevo di Stentinello, villaggio presso Siracusa. I coloni conservarono i rapporti con la Sicilia, continuando a fabbricare ceramica impressa dello stile di Stentinello e iniziando, solo al termine di questa fase (4500 a.C.), un modesto sviluppo tipologico locale.
Anche la ceramica di Skorba (4500-4100 a.C.), villaggio presso Mgarr, somiglia molto a quella ritrovata in Sicilia e comprova quanto siano stati continui i rapporti tra Malta e la sorella maggiore. Questa fase è caratterizzata dalle prime evidenze di attività rituali, di cui, il piccolo tempio di Skorba, può considerarsi il precursore delle costruzioni megalitiche successive.
A partire dal 3500 a.C. si assiste a un fiorire di templi megalitici, primo fra tutti a Gigantia, sull'isoletta di Gozo; altre imponenti strutture sono presenti a Hagar Qim, Mnajdra, Ta Hagrat, Tarxien. A questo periodo temporale (3600-2500 a.C.) si lega un'interessante caratteristica archeologica, rinvenuta in diverse località dell'isola e consistente in scanalature uniformi ed equidistanti tra di loro soprannominate cart ruts o cart racks: la più notevole è quella conosciuta col nome Clapham Junction. Probabilmente, i solchi potrebbero essere stati causati dal continuo passaggio delle ruote dei carrelli adibiti al trasporto della pietra, che, a lungo andare, finirono per intaccare il tenero calcare di cui è costituita l'isola.
Il "popolo dei templi" scomparve intorno al 2500 a.C., si pensa a causa di una grave epidemia.
Le isole maltesi rimasero così spopolate per qualche centinaio di anni, fino a quando l'arrivo di un nuovo flusso migratorio introdusse nell'isola una nuova cultura: quella dei "costruttori dei dolmen". Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole camere con la copertura costituita da una grande lastra posta sopra delle pietre verticali, riconducibili ad una popolazione del bronzo antico (2150 a.C.) diversa da quella che aveva edificato i precedenti templi megalitici. Ancora una volta si sarà trattato di gente proveniente dalla Sicilia, per la somiglianza dei dolmen maltesi con analoghe strutture da poco ritrovate anche nell'isola più grande del Mediterraneo.
I Fenici colonizzarono Malta solo intorno al 1000 a.C., usandola come avamposto per la loro espansione e i loro commerci nel Mar Mediterraneo. In seguito, nel 736 a.C. venne occupata dai Greci che la chiamarono Melita.
Nel 400 a.C. finì sotto il controllo di Cartagine, e poi sotto il dominio Romano (218 a.C.), durante il quale venne assurta a Municipium. Nell'anno 60 d.C. l'isola fu visitata da San Paolo, che si dice abbia attraccato nella zona che oggi porta il nome di St. Paul Bay (nome originario italiano "Golfo di San Paolo")
Dopo un periodo di dominio bizantino, durato dal IV al IX secolo (durante il quale subì il saccheggio da parte dei Vandali), l'isola venne conquistata dagli Arabi nell'870.
Gli Arabi eliminarono quasi tutti gli abitanti originari e ripopolarono le isole, introdussero la coltivazione del cedro e del cotone, costruirono un sistema di irrigazione e, in particolare, la lingua araba, che la maggior parte della popolazione adottò come lingua madre. La sua influenza nel maltese moderno è facilmente riscontrabile, così come anche la presenza di parole di origine latina e dell'alfabeto latino. La dominazione araba durò per circa due secoli, dall'870 al 1091.
Il periodo di dominazione araba finì nel 1091 quando l'isola venne conquistata dai Normanni provenienti dal Regno di Sicilia. In seguito gli Hohenstaufen (Svevi), gli Angioini e gli Aragonesi (1287) si succedettero nel dominio dell'isola.
Furono Signori di Malta i Conti di Modica, Manfredi III Chiaramonte alla fine del Trecento, e Bernardo Cabrera nei primi decenni del Quattrocento. La nobiltà maltese venne istituita in quest'ultimo periodo; circa 32 titoli nobiliari permangono tuttora, il più vecchio dei quali è il Baronato di Djar il Bniet and Bucana.
Nel 1530 infatti Malta venne concessa in affitto perenne dal Regno di Sicilia ai Cavalieri Ospitalieri; il prezzo simbolico dell'affitto consisteva nella fornitura annuale di un falco da caccia ammaestrato (il Viceré di Sicilia mantenne tuttavia il titolo onorifico di conte di Malta). Questi cavalieri, un ordine monastico militare conosciuto come "Cavalieri di Malta", resistettero all'assedio di Malta nel 1565 da parte dei Turchi ma, dopo questo assedio, i Cavalieri decisero di fortificare l'isola e per la progettazione si affidarono all'architetto militare Evangelista Menga, mentre le fortificazioni della città della Valletta furono opera di Francesco Laparelli. Ulteriori fortificazioni furono avviate a partire dal 1723, quando il Gran Maestro Antonio Manoel de Vilhena ne affidò la progettazione a Giuseppe Merenda.
Il dominio dei cavalieri finì quando Malta venne conquistata da Napoleone, che si stava dirigendo in Egitto per iniziare la sua campagna nel 1798. Napoleone, autorizzato in precedenza dal Direttorio ad occupare Malta, chiese un porto sicuro per rifornire le sue navi e, dopo il rifiuto da parte del governo locale a che più di quattro navi francesi contemporaneamente attraccassero allo scopo nel Porto Grande, sbarcò il proprio esercito. Il Grande Maestro dei Cavalieri Ospitalieri Ferdinand von Hompesch zu Bolheim capitolò dopo un solo giorno di combattimenti intorno a La Valletta (i Cavalieri furono poco decisi nel condurre la difesa, non potendo per statuto prendere le armi contro altri cristiani e anche perché circa 200 di loro, su 300, erano francesi) e Napoleone si stabilì per pochi giorni sull'isola, saccheggiando i beni dell'Ordine e instaurando un'amministrazione a lui fedele. Infine partì alla volta dell'Egitto, lasciando una guarnigione sul posto, al comando del generale Vaubois. Gli occupanti francesi erano impopolari, soprattutto per la loro avversione alla religione ed i maltesi si ribellarono, costringendo i francesi a ritirarsi nelle loro fortificazioni; la Gran Bretagna e il Regno di Sicilia mandarono munizioni e aiuti ai ribelli, assieme alla Royal Navy, che istituì l'embargo dell'isola, facendo sì che nel 1800 i francesi si arrendessero. L'isola divenne così un possedimento inglese, nonostante le rimostranze dei Borbone che erano re di Sicilia e re di Napoli, che rivendicarono la sovranità sull'isola.
Nel 1814 Malta divenne parte dell'Impero Britannico e venne utilizzata come base di scambio e come quartier generale per la flotta, soprattutto per via della sua posizione geografica a metà strada tra Gibilterra e l'Istmo di Suez sulla rotta per le Indie Orientali.
A Malta si sviluppò agli inizi del Novecento un forte irredentismo maltese in favore dell'unione dell'isola al Regno d'Italia, che si intensificò nel 1919, quando le truppe britanniche spararono su un corteo di cittadini che manifestavano contro nuove tasse. L'avvenimento, noto come Sette Giugno (in italiano), è commemorato ogni anno come festa nazionale. Il sentimento filoitaliano fu ostacolato dagli inglesi specialmente durante il periodo del Fascismo in Italia, ma anche e soprattutto nel secondo dopoguerra. Nel 1930, per via della vicinanza culturale e geografica all'Italia, la Flotta Mediterranea Inglese venne spostata ad Alessandria d'Egitto. Malta giocò un ruolo importante durante la seconda guerra mondiale per via della sua vicinanza all'Asse; grazie al coraggio dei suoi abitanti, Malta venne insignita della Croce di re Giorgio VI, sovrano del Regno Unito, ora visibile sulla Bandiera maltese.
Dal 1934, poco prima che sanzioni economiche venissero promosse dalla Gran Bretagna nei confronti dell'Italia (fine 1935), l'italiano non fu più la lingua ufficiale dello Stato, fatto quest'ultimo che comportò un processo di deitalianizzazione da parte degli inglesi nell'intero arcipelago maltese e che culminò, durante la seconda guerra mondiale, con l'esecuzione dell'irredentista Carmelo Borg Pisani da parte dei militari britannici.
Dopo la guerra, seguita da un breve periodo di instabilità politica, Malta ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna il 21 settembre 1964, divenendo membro del Commonwealth. Nella costituzione mantenne il monarca britannico come proprio capo dello Stato, con il titolo di Regina di Malta (Regina ta' Malta), con un Governatore che deteneva i poteri esecutivi.
Il 13 dicembre 1974 divenne una repubblica, con il Presidente a capo dello Stato. Il 31 marzo 1979 ebbe termine anche l'accordo di difesa militare (rinnovato l'ultima volta nel 1972) tra la repubblica e il Regno Unito. Dopo l'affare maltese, la difesa di Malta, in caso di attacco, è garantita dalle Forze Armate Maltesi e dalla Repubblica Italiana grazie a un trattato bilaterale tra i due paesi.
L'8 marzo 2003 un referendum approvò, con il 53,65% dei consensi, l'adesione all'Unione europea. È il più piccolo Stato dell'Unione europea in termini di dimensioni. Nel gennaio 2008 ha adottato l'euro come moneta nazionale.
Malta è una repubblica parlamentare fondata sulla democrazia rappresentativa, il cui sistema parlamentare e di amministrazione pubblica è modellato sulla base del sistema Westminster.
La Camera dei deputati, assemblea legislativa monocamerale composta da 65 membri, conosciuta come Kamra tad-Deputati, viene eletta a suffragio universale tramite voto singolo trasferibile ogni 5 anni. Può essere sciolta prima della scadenza della legislatura solo dal Presidente, su consiglio del Primo Ministro. Se il partito che ha la maggioranza dei voti non ottiene anche la maggioranza assoluta dei seggi, riceve seggi aggiuntivi attribuiti ai migliori perdenti. Il partito che conquista la maggioranza forma il governo.
Secondo la Costituzione maltese il Presidente nomina il Primo Ministro, che è in genere il leader del partito, che forma il gabinetto.
Il Presidente della Repubblica viene eletto ogni 5 anni dalla Camera dei Deputati.
La magistratura è indipendente, secondo il modello anglosassone.
La popolazione nel 2012 ha raggiunto i 416.515 abitanti; tuttavia l'esiguità del territorio è tale che la densità demografica è di ben 1.318 abitanti per km², una delle più alte d'Europa. I maltesi formano la maggioranza della popolazione, con il 95%, ma sono presenti alcune minoranze, di cui la maggiore è quella inglese.
I maltesi sono per la maggioranza cattolici e l'influenza della religione è forte nella vita pubblica: infatti eutanasia e aborto sono illegali nella giurisdizione maltese. Per quanto riguarda il divorzio, invece, da ottobre 2011 è entrata in vigore la legge che recepisce quanto sancito dal referendum consultivo del 29 maggio 2011, nel quale il 53% dei maltesi si è espresso favorevolmente all'introduzione del divorzio. Il Cattolicesimo è la religione di Stato, ma viene comunque lasciata libertà di culto; si stima che la popolazione sia cattolica al 98%, facendone una delle nazioni a più alta percentuale di Cattolici del mondo.
Vi sono più di 360 chiese a Malta, Gozo e Comino. La chiesa parrocchiale è il centro architettonico e geografico di ogni città e villaggio maltese. Spettacolari sono le tipiche feste in onore del santo patrono, caratterizzate da bande musicali, processioni religiose, fuochi pirotecnici e altro ancora.
Malta è una sede apostolica; gli Atti degli Apostoli raccontano di come san Paolo, durante il viaggio che da Creta lo portava a Roma, naufragò all'isola di "Melite", probabilmente nei pressi di San Pawl il-Bahar, nel 60 d.C. Dal 17 al 18 aprile 2010, si è recato in Visita Apostolica a Malta Papa Benedetto XVI, il quale ha celebrato la Santa Messa nel Piazzale dei Granai – Floriana, in occasione del 1950º anniversario del naufragio di San Paolo.
Tra le altre religioni di Malta si registra particolarmente una presenza significativa della comunità Ahmadiyya con la sede principale a Ta' Xbiex seguita dalla comunità ebraica con la sede principale a Birkirkara e dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, anch'essa con la sede principale a Birkirkara.
Il maltese è una lingua semitica, derivante dalla lingua siculo-araba. L'alfabeto maltese conta 30 lettere ed è basato su quello latino con l'aggiunta delle lettere c, g, h, gh, ie e z. Anche se la maggior parte dei vocaboli è di origine semitica, più del 40% delle parole Maltesi hanno origine latina; risultato, questo, delle forti influenze italiane. Durante l'occupazione inglese, soprattutto dal 1880 (Keenan Report), si tentò di epurare il maltese dell'abbondante lessico italiano e siculo, in favore di quello arabo, per rompere i forti legami tra i maltesi e quella che all'epoca consideravano la loro Madrepatria. Il maltese, secondo l'articolo 5 della Costituzione, è la lingua ufficiale della Repubblica di Malta e dal 2004 una delle lingue ufficiali dell'Unione europea.
La legge può disporre che maltese, inglese e altra lingua siano ufficiali e possano essere utilizzati da e nei confronti dell'amministrazione. Nei processi la lingua è il maltese, ma è possibile prevedere in alcuni casi l'uso dell'inglese. Tocca poi alla Camera dei Deputati determinare quale sia la lingua da utilizzare nei lavori parlamentari. La legge sulle lingue approvata nel 2005 ribadisce, infine, che il maltese è un fondamentale elemento di identità nazionale. Nel 1934 i britannici decisero di abolire l'italiano come lingua ufficiale. Tuttavia, l'italiano è attualmente diffuso in campo commerciale, turistico e scolastico, e compreso dalla grande maggioranza degli abitanti: infatti più del 66% della popolazione lo parla correntemente, e un altro 17% lo conosce in modo basilare (totale 83%). Invece nel 1934, dato l'alto analfabetismo dell'epoca, l'italiano era diffuso solo fra i ricchi ed era parlato solo dal 14% della popolazione. Inoltre l'italiano è insegnato in tutte le scuole di Malta, e una delle cinque feste nazionali dell'isola è chiamata Sette Giugno.
Grazie alla televisione, i maltesi ricevono praticamente tutti i canali tv italiani e soprattutto tra i giovani si sta riscoprendo l'uso della lingua italiana; oggi è utilizzata come prima lingua da circa il 2% dei maltesi. È poi presente sull'isola una tendenza all'italianizzazione data la stretta vicinanza dell'isola all'Italia, come dimostrano i numerosi rapporti commerciali tra i due paesi. La maggior parte delle destinazioni dell'Aeroporto di Malta sono poi verso l'Italia. Infine, la Repubblica Italiana garantisce, in caso di conflitto armato la protezione militare della Repubblica Maltese, in base all'Accordo sul Riconoscimento e la Garanzia della Neutralità di Malta stipulato nel 1980 dopo l'affare maltese.
Il turismo è una delle maggiori fonti di guadagno per Malta.
Le maggiori risorse di Malta sono il calcare, una posizione geografica favorevole e una forza lavoro molto produttiva. Malta produce circa il 20% del proprio fabbisogno, ha risorse idriche d'acqua potabile limitate e nessuna fonte di energia domestica. L'economia dipende degli scambi con l'estero, dal settore manifatturiero (in particolare tessile ed elettronico) e dal turismo. Quest'ultimo è aumentato in maniera vertiginosa negli anni e ha portato alla costruzione di numerose strutture turistiche sull'isola.
La cultura di Malta rispecchia le influenze di culture differenti, tra cui l'Italia e il Regno Unito, che governò Malta fino al 1964. Dal 2012 è attiva a Malta la Mediterranean Academy of Culture, Tourism and Trade, una ONG impegnata nel valorizzare il dialogo tra i popoli del mediterraneo.
Nonostante le piccole dimensioni, Malta ha una ricchissima scena letteraria. La prima opera risale al medioevo, ed è una poesia in maltese medioevale scritta da Pietru Caxaro, Xideu ja gireni. Molti intellettuali hanno commentato la poesia tra i quali i Professor Arnold Cassola, il Professor Joseph M. Brincat e il romanziere Frans Sammut.
Nell'Ottocento vi fu un vero e proprio "rinascimento" letterario con figure come Gian Anton Vassallo (1817-1868) e altri.
Il poeta nazionale di Malta, Carmelo Psaila ("Dun Karm") (1871-1961), scrisse in maltese, inglese, italiano e esperanto. Un bellissimo studio sulla sua poesia è stato scritto dal poeta e romanziere Oliver Friggieri e un altro ancora dal poeta e regista teatrale Mario Azzopardi.
Il dopoguerra vide la comparsa del Movimento Risveglio Letterario, con personaggi come Oliver Friggieri (poi divenuto Professore di Maltese all'Università di Malta), Frans Sammut (1945-2011), il "romanziere nazionale", Alfred Sant (poi divenuto Primo Ministro di Malta, 1996-1998), Lino Spiteri (poi divenuto Ministro delle Finanze in due governi, 1981-1987, 1996-1997), e altri ancora.
Oggi la letteratura maltese è dominata da opere in maltese e alcune in inglese. E ci sono anche opere in italiano, come le poesie del Giudice J.J. Cremona e l'ebook Il Sindaco di Racalmusci, di Albert Caruana.
Il baseball è particolarmente sviluppato, al massimo campionato partecipano 4 squadre e nel campionato di seconda divisione partecipano 3 squadre. Dal 2009 sono tutte incorporate nel campionato italiano di baseball. Oltre al baseball si possono praticare molti sport marittimi come il diving, il wind surf e la vela. Cambiando genere, ci sono percorsi per praticare bicycling o trekking e rock climbing accessibili a tutti i livelli. Questi sport sono praticabili sia da professionisti che da principianti per tutto l'anno.
A Malta il calcio è seguito con passione, sia quello locale, sia quelli internazionali (soprattutto inglese e italiano). Il campionato nazionale va da ottobre a maggio ed è composto da 10 squadre. La nazionale tiene i propri incontri in casa nello stadio nazionale ad Attard.
Il campionato maltese di basket è composto da 6 squadre che si sfidano in una prima fase di Regular Season composta da 10 giornate, ogni squadra affronta due volte le avversarie. Le prime 4 classificate alla fine della RS accedono ai Play-off che si svolgono al meglio delle tre partite (le semifinali) e al meglio delle cinque (La finale).
Dalla riforma del 30 giugno 1993, Malta è stata suddivisa in 68 "Consigli locali" (in maltese: Kunsilli Lokali), raggruppati in tre regioni.
Demograficamente l'isola si presenta divisa tra un unico grande agglomerato urbano nella zona costiera orientale e una zona più disabitata nella parte interna e occidentale. In realtà, nonostante la limitata popolazione, l'ordinamento amministrativo risulta suddiviso in 91 città.
La Valletta, fondata nel 1566, è la capitale di Malta sebbene abbia solo 6.315 abitanti. Ha il titolo di "Città Umilissima". Questa città può essere chiamata semplicemente Valletta o anche "Il-Belt" (La Città). La nuova capitale barocca di Malta, considerata patrimonio UNESCO, è il centro nevralgico delle attività commerciali e amministrative dell'isola. La città-fortezza nasce sulla roccia della penisola del Monte Sceberras, a picco sul mare, con due profondi porti naturali, Marsamxett e Grand Harbour. Il nome lo deve al Gran Maestro dell'Ordine di San Giovanni, Jean Parisot de la Valette.
Medina, conosciuta anche come "Città Silenziosa" fu l'antica capitale. Si tratta di un fortino dalle mura arabe e dall'architettura medievale che abbraccia palazzi in stile barocco. Oggi vi abitano solo 258 persone, per lo più nobili ed ecclesiastici. Ha il titolo di "Città Notabile"; infatti può essere chiamata anche semplicemente "Notabile" o "L-Imdina".
Cottonera (Kottonera) è in realtà l'unione di Tre città (Tliet Ibliet): Vittoriosa anche detta "Birgu" (2 691 abitanti); Cospicua anche detta Bormla (5 642 abitanti); Senglea anche detta "Invicta" o "Isla" (3 500 abitanti). Tutte e tre si possono visitare via mare su piccoli barchette (Luzzi e Dghajsa).
Birkirkara con 21 258 abitanti è la città più popolosa di Malta.
Da Rabat, situata accanto a Medina, è possibile entrare nelle catacombe di San Paolo.
Malta è un arcipelago situato nel cuore del mar Mediterraneo. Il territorio di Malta emerge dalla piattaforma continentale sottomarina sicula, facente parte della placca africana. La porzione sommitale è costituita da rocce sedimentarie.
Nella parte occidentale e meridionale dell'isola di Malta le coste sono alte e accidentate (le scogliere di Dingli s'innalzano a più di 240 m sul livello del mare). Nella parte orientale e settentrionale la costa è accessibile: si aprono ampie spiagge sabbiose o rocciose e numerose sono le insenature, solchi vallivi simili a rías. A est le baie più ampie e profonde sono quelle di Mellieha, Saint Paul's, Saint Julian's, Marsamxett e Grand Harbour (tra queste ultime due, separate dal promontorio di Gebel Xiberras, sorge il porto della Valletta), a sud vi è la baia di Marsaxlokk.
Il suolo è roccioso, anche se coltivato, grazie al sistema dei terrazzamenti con muretti a secco (hitan tas-sejjieh). Il rilievo, costituito da altopiani calcarei, è poco elevato (Ta' Dmejrek, 258 m), ed è caratterizzato da formazioni di origine carsica, come campi carreggiati, caverne e grotte. Tra queste ultime, le più note nell'isola di Malta sono la Grotta Azzurra, il Ghar Dalam in cui furono rinvenuti resti di specie risalenti a 170 000 anni fa e ormai estinte, come elefanti e ippopotami nani e nell'isola di Gozo la grotta di Calipso.
Non vi sono laghi e fiumi permanenti, anche se nei pressi dei villaggi rurali di San Martin, Mtahleb e Bahrija (Malta) e in Wied Lunzjata (Gozo) scorrono dei corsi d'acqua tutto l'anno. L'acqua isolana comunque non riesce a soddisfare il fabbisogno della popolazione, per questo vi sono sei impianti di desalinizzazione marina, di cui due sempre funzionanti e quattro di riserva strategica.
Il clima maltese è di tipo mediterraneo-subtropicale, con inverni molto miti e piovosi ed estati calde e secche, mitigate dalla brezza marina in prossimità della costa. A Malta sono rare grandi oscillazioni di temperatura. La temperatura media annua è di 19 °C, tra le più alte in Europa. Tra tutte le capitali europee, La Valletta ha gli inverni più miti, con massime che si attestano a 15–16 °C e minime che quasi mai scendono sotto i 10 °C. La temperatura minima mai registrata fu di 1,2 °C nel 1895, e la temperatura più elevata fu di 43,8 °C registrata nel 1999.
Le precipitazioni medie annue non raggiungono i 600 mm, rendendo l'approvvigionamento idrico un problema per le isole. Le precipitazioni nevose sono nulle, ad eccezione di qualche fenomeno senza accumulo nel 1895, nel 1905 e nel 1962.
La temperatura media annua del mare è di 20 °C, che oscilla dai 16 °C di gennaio ai 26 °C del mese di agosto.
Malta gode di 3.000 ore di sole l'anno, rendendo l'arcipelago uno tra i luoghi più assolati d'Europa.
Le più grandi spiagge sabbiose maltesi si trovano nella parte nord dell'isola. Le più famose per la loro meravigliosa consistenza e gli spazi vasti sono Ghadira Bay, Ghajn Tuffieha e Golden Bay. Più appartate e piccole invece Paradise Bay e Armier, con vista su Gozo.
Ghadira Bay è situata nella grande baia di Mellieha ed è una delle spiagge più note, molto gettonata tra le famiglie ma anche un lido apprezzato da chi pratica sport d’acqua. La sabbia è fine e dorata, i fondali sono poco profondi (massimo 50 centimetri per un centinaio di metri dalla battigia). È possibile esplorare le acque noleggiando bananoni (simpatiche imbarcazioni gonfiabili) e pedalò.
Golden Bay si trova anch'essa sulla costa nord-occidentale di Malta, a pochi chilometri dal Majjistral Nature and History Park, il primo parco naturale nazionale dell’arcipelago. È caratterizzata da sabbia dorata ed è sempre ventilata; perfetta per gli amanti degli sport a vela, ma meno adatta per i nuotatori.
Una spiagga un po' più tranquilla e più appartata è Ghajn Tuffieha, non lontana da Golden Bay, ma meno frequentata perché per accedervi richiede la discesa di ben 180 scalini. Situata ai piedi delle colline e di un promontorio dalla forma insolita, Ghajn Tuffieha ha sabbia fine a acqua cristallina.
Sulla parte nord occidentale dell’isola, proprio davanti al South Comino Channel, lo stretto che separa Malta da Gozo e Comino, c’è la stupenda Paradise Bay, una falce di sabbia finissima circondata da alte scogliere. Nonostante le sue 'piccole dimensioni, la spiaggia è affascinante e offre una magnifica vista. Qui si può ammirare il tramonto dalla spiaggia.
Armier Bay è anche la meta preferita dagli abitanti dell’Isola per pic-nic in spiaggia ma è molto frequentata dagli amanti di surf e windsurf. Armier Bay si trova sulla costa nord di Malta, affacciata sulle vicine isole di Comino e di Gozo.
Ramla Bay – Gozo è una delle più belle spiagge più belle di tutto l’arcipelago e una delle più ampie dell’isola di Gozo. Immersa nella natura incontaminata della campagna, la spiaggia è rossastra. Nelle vicinanze c’è la famosa Grotta di Calypso, citata nell’Odissea di Omero. Secondo la leggenda nella grotta si può sentire l’eco della voce di Odisseo.
Gnejna Bay è un'altra suggestiva baia con spiaggia sabbiosa e acque poco profonde, che si trova nella parte occidentale di Malta, a breve distanza dalla città di Mgarr. Tranquilla, adatta alle famiglie, vi si possono affittare canoe per ammirarne tutte le bellezze.
Vicino al villaggio di Marsaxlokk, nell’omonima baia, si trova la più spettacolare scogliera dell’isola, accessibile da una ripida scalinata scavata nella roccia. Qui si può ammirare Peter’s Pool, un’incantevole piscina naturale d’acqua cristallina. Un tempo era una salina. Non c’è sabbia e non ci sono servizi, ma solo natura allo stato puro.
Dwejra Bay – Gozo non è una vera e propria spiaggia, ma è sicuramente uno degli scenari più suggestivi dell'intero arcipelago. Creata milioni di anni fa in seguito al crollo di due grotte di calcare, è una meravigliosa struttura naturale creata da fenomeni geologici che hanno creato degli scorci mozzafiato come la Finestra Azzurra, l’Inland Sea e il Fungus Rock. Sulle scogliere a strapiombo e sulla crosta rocciosa è possibile ammirare resti fossilizzati di creature marine risalenti al periodo miocenico.
Lontana dai tour dei turisti, Imgiebah regala acque e panorami di impareggiabile bellezza. Si trova sulla costa orientale, nel Selmun, ed anche se è molto appartata e difficile da raggiungere.
Malta non è solo una grande destinazione marina, ma anche un'isola che vale la pena di visitare per le rovine dei templi antichi, per i monumenti e per tutte le testimonianze dell'importanza che questa piccola nazione (di una superficie di appena 316 chilometri quadri) ha assunto nella Storia di tutta Europa, politica ed economica.
La visita all'arcipelago di Malta non può non incominciare dalla sua capitale, La Valletta, una città che ha molto da offrire al suo visitatore. Collocata nell'area sud-orientale dell'isola, è stata considerata patrimonio mondiale dell'Umanità dall'Unesco per via dei numerosi musei, dei monumenti importanti e dalla sua posizione su una baia naturale che la rende uno dei porti naturali più belli di tutta Europa. L'origine della città si colloca intorno al XVI e XVII secolo a opera dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, che avevano eretto la città per farne "un luogo per gentiluomini costruito da gentiluomini". Nomea che ancora oggi si addice alla capitale maltese, che conserva quell'alone di aristocratica borghesia che ha caratterizzato le sue fondamenta. All'interno della città è possibile perdersi in secoli di storia, ammirare l'archeologia di ieri, ripercorrere e rivivere le vie del mistero. Al passato però si sposa anche un continuo futuro in divenire: a La Valletta, infatti, non mancano ristoranti, caffè e negozi alla moda, un mix che le concedono di essere collocata tra le città più complete e belle d'Europa.
La Co-Cattedrale di San Giovanni è la chiesa più imponente di tutta Malta, progettata dall'architetto Gerolamo Cassar, e costruita tra il 1573 3 il 1578 come convento per i Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, che prima di quella data suolevano andare alla chiesa di San Lorenzo a Vittoriosa per svolgere le proprie funzioni di culto. Per questo motivo rappresenta una sorta di simbolo per la città di Malta, importantissimo a livello sia storico che artistico. La chiesa, presa come modello per le altre chiese sorte nell'arcipelago, è caratterizzata da un forte contrasto tra esterno e interno: se la facciata intatti appare semplice arredata solo da due torri campanarie gemelle, l'interno è sfarzoso e ricco di tesori, ispirato al baracco maltese. All'interno si possono ammirare gli affreschi di Mattia Preti, pittore calabrese morto a La Valletta, noto anche come il Cavaliere Calabrese: celebri, al proposito, le sue opere che hanno rappresentato i momenti di vita di San Giovanni Battista. E' opera sua, inoltre, anche la scultura di marmo posta sull'altare della Co-Cattedrale: a essere rappresentato, questa volta, è il battesimo di Cristo.
Adiacente alla Co-Cattedrale c'è poi il museo omonimo, che vanta opere importantissime al suo interno. Tra tutte posizione di rilievo è rappresentata dalla "Decollazione di San Giovanni Battista", realizzata nel 1608 da Caravaggio e ancora il "San Gerolamo", altra opera dell'artista lombardo. All'interno del museo da ammirare c'è inoltre una bellissima collezione di tappeti fiamminghi.
Il museo nazionale di Archeologia è una delle aree di maggior interesse turistico della capitale maltese, grazie alle numerose collezioni che riportano in vita le civiltà antiche e gli usi, i costumi e le abitudini legate al periodo dei cavalieri dell'Ordine. Vasi, sculture e opere in pietra, e ancora reliquie dei templi sono esposte per permettere ai visitatori di scoprire e indagare qualcosa in più sulle diverse epoche che hanno influenzato la vita di malta, da quella romana a quella bizantina, senza dimenticare il barocco e l'età moderna. Si tratta di una collezione senza precedenti che consente al museo di essere annoverato tra i musei di archeologia più importanti di tutto il continente. Tra i diversi oggetti rappresentati grande valore simbolico è racchiuso nelle statuette femminili rinvenute a Hagar Qim: in gergo vengono identificate come le "donne grasse", e si tratta di statue che elogiano la dea della fertilità. Tra tutte le due più conosciute sono: la "Venus de Malta" (alta 10 cm e con fattezze realistiche) e la "Sleeping Lady" (ovvero "Dea Dormiente"), opera datata nel 3000 a.C e rinvenuta presso l'Ipogeo, che raffigura la dea in una posizione di beato sonno.
Il Palazzo del Gran Maestro è un edificio cinquecentesco, un tempo dimora dei Gran Maestri dell'ordine dei Cavalieri dell'Ordine, di cui all'interno si possono ammirare i dipinti. Oggi il palazzo è la sede del Parlamento e della residenza ufficiale del presidente. Da visitare, all'interno ci sono diversi cortili (quello del principe Alfredo con le statue dei due leoni di guardia e quello di Nettuno con la statua bronzea del dio del mare), l'armeria (che mette in mostra corpetti e antiche armature) e gli appartamenti, chiusi in occasione delle visite ufficiali di Stato. All'interno dell'edificio si trovano, inoltre, la Camera del Consiglio, la Sala da pranzo di Stato, la Sala del consiglio supremo, la Sala degli ambasciatori e la Sala delle Pagine, chiamata anche "Sala di stato gialla", un tempo usata dai 16 valletti dei Gran Maestri, oggi utilizzata per le conferenze.
Museo Nazionale di belle Arti aperto ogni giorno dalle 10 alle 17, è il perfetto connubio di arte antica e moderna: al suo interno è possibile ammirare una serie di opere variegate che vanno dal rinascimento alla modernità. Oltre alla testimonianza dei Cavalieri dell'Ordine si possono trovare una serie importante di quadri di artisti prevalentemente maltesi e italiani, del calibro di Guido Reni, Tintoretto, Tiepolo, Carpaccio, Perugino e Preti. Da ammirare anche la bellezza dell'antico palazzo (XVIII secolo) che ospita il museo.
Forte di St. Elmo è collocato sulla punta più estrema de La Valletta, che prende il nome dal santo protettore dei marinari. Costruito dai Cavalieri dell'Ordine, nel 1552, per proteggere gli accessi dal mare, il forte fu soggetto a una grande distruzione nel 1565, a opera dell'esercito turco. Nel corso degli anni è stato più volte ricostruito e ampliato.
National War Museum aperto nel 1975, racconta i periodi di sofferenza che hanno dovuto subire in occasione della seconda guerra mondiale. Sorge sullo storico forte di St Elmo ed espone filmati e fotografie del periodo di guerra, oltre che reliquie, resti del periodo bellico. Il percorso all'interno del museo culmina con l'esposizione della croce di San Giorgio, consegnata nel 1942 alla popolazione di Malta. Per gli amanti della storia di guerra si raccomanda anche una visita alle Lascaris War Rooms, ovvero le sale di Guerra Lascaris, camere scavate nella roccia nelle profondità di Lascaris Bastion.
Il teatro Manoel, il teatro nazionale di Malta, vanta una fantastica sala barocca che è possibile visitare con diverse guide in diverse lingue (italiano, inglese, tedesco e francese)
Il Toy Museum, che sorge di fronte alla Casa Rocca Piccola (palazzo cinquecentesco sede della famiglia del marchese De Piro), è un ottimo intrattenimento che piacerà a grandi e piccini. Al suo interno ci sono collezioni di modellini aeronautici e navali, animali da fattoria, trenini e bambole.
Vittoriosa, Seglea e Cospicua sono le "tre città" (un tempo chiamate Birgu, L-Isla e Boermla) poco turistiche e lontane dal tram tram di La Valletta situate a pochi chilometri di distanza dalla capitale maltese. A Vittoriosa ci sono pittoresche vie ed è nota perché è la città che accolse per la prima volta i Cavalieri quando approdarono sull'isola nel 1530.
Sliema è una località sul mare unita alla capitale e per questo attrae molti turisti. In particolare è Paceville, un distretto della cosmopolita St Julian's a convogliare ondate di stranieri che si recano qui per via della movida notturna. Musiche dal vivo, discoteche per ogni genere di musica possibile (dalla salsa al rock duro), ristoranti, hotel, pub, cinema e bowling, oltre a un grande centro commerciale.
La capitale dell'artigianato locale, Mdina fortificata in tempi antichi dominano le piccole viette di attività commerciali che diffondono l'artigianato locale. Nel medioevo era chiamata "città Notabile", sede dell'aristocrazia, oggi per la sua quiete e per la tranquillità che si respira nei vicoli viene chiamata la città "silenziosa". Al suo interno imperdibile è una visita alla Cattedrale di San Paolo, un gioiello di architettura inizialmente di stampo normanno, ma dopo la distruzione del terremoto del 1693, fu ricostruita sulla scia di un sobrio barocco da Lorenzo Gafa.
Una vera perla per gli amanti dell'arte: l'Ipogeo di Hal Saflieni è una necropoli sotterranea del 3600 a.C - 3000 a.C. che sorge nelle vicinanze di Cospicua, a sud della capitale maltese di La Valletta, dove furono rinvenuti più di settemila corpi. Ogni giorno è possibile visitare questa necropoli sotterranea: per chi fosse interessato sarebbe opportuno effettuare una prenotazione, onde evitare il numero esaurito. Per evitare di danneggiare l'ambiente, infatti, i posti per la visita sono limitati.
Nel lato occidentale dell'isola, proprio di fronte al piccolo isolotto di Filfla sorgono i tempi di di Hagar Qim e di Mnajdra, suggestivi esempi di templi megalitici preistorici che si affacciano sul mare. Si tratta dei siti antichi meglio conservati di tutta l'isola e la loro visione è raccomandata al tramonto, quando i raggi del sole colorati si riflettono sulle pietre. I templi, come tutte le costruzioni megalitiche, hanno un orientamento non casuale, ma legato a profezie e allineamenti astronomici.
Gozo è l'isolotto più grande della Repubblica, dopo Malta. La principale città è Victoria, ma le bellezze che si possono ammirare vanno ben oltre alle ricchezze insite nella città. Si va dai templi megalitici di Ggantija ai siti archeologici Menhir di Qala, Ta'Marziena e Tal-Qighan. A questi si aggiunge il tempio di Santa Verna, il museo archeologico di Gozo, i bastioni di Il-Kastell e gli infiniti scenari idilliaci delle bellissime spiagge, come la favolosa costa panoramica di Dwejra e Ta'Cenc.
Baie cristalline, luoghi ideali per gli appassionati di vela e panorami da favola sono gli ingredienti principali che si possono ammirare a Comino, l'isola minore (fatta eccezione di Cominotto e Filfla) dell'arcipelago.
La zuppa di pesce Aljotta non manca sulle tavole dei maggiori ristornanti dell'isola. Tuttavia la gastronomia locale è quanto mai varia, in quanto influenzata dalle tante dominazioni che nel corso degli anni si sono stabilite sull'isola: arabi, italiani, spagnoli, francesi e inglesi hanno lasciato il loro tocco anche sulla cucina, modificandone in parte le tradizioni. I dolci, ad esempio, fatti di ricotte e mandorle richiamano molto quelli siciliani. Tra i piatti più diffusi si annovera poi il coniglio (preparato in umido nel piatto nazionale Fenek). L'influenza francese si vede nella Kapunata, la versione made by Malta della Ratatouille.
Sono tante le feste che si celebrano a Malta, dal Capodanno (1 gennaio) al Naufragio di San Paolo (10 febbraio), senza dimenticare San Jose (19 marzo), la Festa della libertà (31 marzo), il venerdì santo (data soggetta a modifiche, dipende da quando cade Pasqua), la Festa del lavoro (1 maggio), il Sette Giugno, San Pietro e Paolo (29 giugno), L'Assunzione (15 agosto), Nostra Signora delle Vittorie (festeggiata l'8 settembre), la festa dell'indipendenza (21 settembre), l'Immacolata Concezione (8 dicembre) e la festa della Repubblica (13 dicembre).
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lunedì 25 luglio 2016
LANZAROTE
Lanzarote è l'isola più nord-orientale dell'arcipelago spagnolo delle Isole Canarie. Deve il suo nome a Lanzerotto Malocello, il navigatore varazzino che per primo la scoprì nel 1312 e che la occupò per diverso tempo. La superficie è di 806 km2 (quarta isola dell'arcipelago), la popolazione è di circa 140.000 abitanti, è la terza più popolosa delle Canarie dopo Tenerife e Gran Canaria. La capitale dell'isola è Arrecife. Amministrativamente l'isola è compresa nella provincia di Las Palmas.
Nonostante la sua esistenza, come quella delle altre isole, sia conosciuta fin dell'epoca romana Lanzarote rimane tagliata fuori del mondo civilizzato e quando nel 1312 il navigatore varazzino, Lanzarotto Malocello, la riscopre la trova abitata da una popolazione che vive ancora all'età della pietra che viene chiamata Guanci. Il Malocello visse a Lanzarote per ben vent'anni senza mai conquistarla e fu scacciato da una rivolta dei nativi. La conquista riuscì nel 1402 invece al normanno Jean de Béthencourt che vi si stabilì prima di colonizzare anche Fuerteventura.
All'estremità meridionale del comune di Yaiza, nella zona conosciuta come "El Rubicón", il primo insediamento europeo nelle isole Canarie nel 1402, in cui la conquista dell'Arcipelago iniziato è stato installato. In questo luogo la Cattedrale di San Marziale di Limoges. Questa cattedrale è stata distrutta dai pirati inglesi nel XVI secolo ed è attualmente in Femés, l'eremo di San Marziale di Limoges dedicata a questo santo. Questa diocesi è stata spostata nel 1483 a Las Palmas de Gran Canaria (Diocesi delle Isole Canarie).
Nel 1500 l'isola vive un secolo di terrore a causa delle continue scorrerie dei pirati maghrebini che la saccheggiano ripetutamente costringendo i suoi abitanti ad abbandonare le coste e rifugiarsi nell'entroterra.
Il 1º settembre del 1730, dopo un lungo periodo segnato da terremoti più o meno forti e altri inequivocabili segnali, inizia una lunga serie di intense eruzioni vulcaniche. In sei anni circa un terzo dell'isola viene sconvolta e stravolta nella sua geografia da lava, cenere, lapilli e crateri aperti improvvisamente su paesi. Al termine della fase eruttiva la fisionomia dell'isola di Lanzarote sarà completamente diversa da quella fino ad allora conosciuta.
La principale attrattiva turistica dell'isola è il Parco Nazionale Timanfaya, situato nella parte occidentale e caratterizzato dal paesaggio vulcanico. Altre attrattive turistiche sono le grotte di Jameos del Agua, la Cueva de los Verdes e il Charco de los Clicos.
Lanzarote è stata nominata riserva della biosfera dall'UNESCO, grazie anche all'impegno dell'architetto locale César Manrique. Nella frazione di Taro de Tahiche, a 5 km da Arrecife si trova la sede della fondazione a lui intitolata, ospitata nella sua residenza e che raccoglie sculture, dipinti e progetti architettonici di grande integrazione con la natura vulcanica dell'isola.
Vicino a Lanzarote si trova il subarcipelago Chinijo formato dalle isole minori di Graciosa, Alegranza, Montaña Clara, Roque del Oeste, e Roque del Este.
Lanzarote è situata lungo il percorso dell'Aliseo di Nord Est e gode del suo effetto di raffreddamento, riuscendo così a mantenere le temperature giornaliere a livelli moderati. Senza questi benefici il clima dell'isola assomiglierebbe a quello del vicino Sahara. Ogni anno diverse tempeste di sabbia trasportate dallo Scirocco attraversano la stretta fascia di mare che separa le isole dal Sahara facendo salire le temperature anche a 40° e riducendo la visibilità anche a meno di 100 metri. Questo particolare fenomeno è chiamato Calima.
Il clima di Lanzarote si mantiene relativamente costante e gradevole nel corso dell'anno con una temperatura media annuale che nel 2006 è stata di 21,4 °C. Durante i mesi estivi, da giugno a settembre, la temperatura massima media può arrivare anche a 32 °C, anche se abbastanza raramente, mentre nelle ore notturne si mantiene attorno ai 20 °C. D'inverno le massime si aggirano tra i 15 e i 25 °C, per poi scendere fino a 14 °C nelle ore notturne, scendendo raramente sotto questo limite.
Le precipitazioni per l'anno 2006 sono ammontate a 117 mm, anche se molto mal distribuiti dato che la maggior parte della pioggia è caduta nei mesi di ottobre (16 mm), gennaio (28 mm) e febbraio (49 mm). Per via della sua particolare orografia, la maggior parte della pioggia cade nella metà nord-occidentale dell'isola, incluso il massiccio del Famara, lasciando la restante metà tendenzialmente asciutta.
Puerto del Carmen situata a sud di Arrecife e a pochi km dall'aeroporto è il primo centro turistico sviluppatosi nell'isola ed è un ottimo punto di partenza per chi voglia esplorare il sud dell'isola, in particolare il Parco Nazionale Timanfaya e la valle de La Geria, oltre alla possibilità di scendere a Playa Blanca.
Costa Teguise situata a nord della capitale è sorta alla fine degli anni '70 come metà prettamente sportiva, in particolare per il windsurf ed è logisticamente meglio posizionata per la visita delle grotte di Jameos del Agua e Cueva de los Verdes e per un'escursione all'isola di La Graciosa con battelli che partono dal porticciolo di Orzola.
Playa Blanca è il centro più recente, ancora in espansione, ed è quello che gode di un clima migliore, specialmente nel periodo invernale. Ha un piccolo porto da dove partono i traghetti per Corralejo ed è nelle immediate vicinanze delle selvagge spiagge del Papagayo.
Una parte dell'isola è caratterizzata dalla coltivazione di vigne molto particolari. Le Geria sono dei piccoli muretti circolari preparati dall'uomo per proteggere le piante dal vento, dove viene scavata una buca e sul fondo delle quali cresce la vite che produce vino malvasia. Sopra questi campi l'agricoltore stende una fine cappa di cenere vulcanica che assorbendo la rugiada notturna, procura il grado di umidità necessario alle piante.
Si possono degustare molti prodotti tropicali in queste isole, dalla frutta esotica, come papaya, avocado, mango e platano (banane tropicali) fino alla grande varietà di succhi di frutta tropicali e tanti altri prodotti tipici, come il miele di palma, la marmellata di cactus, la crema di banane tropicali, ed anche le "papas arrugadas" (patate tipiche delle Canarie, bollite in acqua salata e servite con salsa all'aglio e yogurt o piccante).
Ampiamente coltivata anche l'aloe vera che in passato era considerata sacra dagli indigeni Guanci. La pianta è sfruttata per molti scopi: il succo è usato come bevanda energetica, ricostituente, inoltre i derivati sono usati per la loro azione lenitiva e nella cosmesi.
La festa principale dell'isola si svolge nel comune di Tinajo, ogni 15 settembre in onore della Madonna Addolorata (Virgen de los Dolores), patrona dell'isola di Lanzarote. Al suo pellegrinaggio partecipano persone provenienti da tutta l'isola, per lo più vestite in costumi tradizionali. Affollano anche di Mancha Blanca in Tinajo, dove il santuario, i pellegrini provenienti da altre isole dell'arcipelago delle Canarie.
L'altro grande festival è il carnevale, che si tiene di solito nel mese di febbraio. Il clou è il carnevale di Arrecife, la capitale.
Dall’aspetto quasi lunare, è formata da nere rocce laviche che contrastano con la bianca schiuma delle onde dell’Atlantico, da tranquille spiagge di sabbia bianca, da un mare trasparente e da scogliere con incredibili viste sugli isolotti. Sull’isola si trova una delle 10 spiagge più belle del mondo, la Playa Papagayo, all’interno di una riserva naturale raggiungibile a piedi o in auto (pagando l’ingresso dal parco). Vulcanica e di sabbia nera è la spiaggia di Charco de los Clicos. Desertica come il Sahara è la La Cera, una spiaggia circondata da dune si sabbia dorata. Lanzarote è uno dei posti più caratteristici dell’arcipelago, formato dalle altre isole: Tenerife, Fuerteventura, Gran Canaria, La Palma, La Gomera e El Hierro. Le altre isole sono raggiungibili via traghetto.
Nel nord-est dell’isola di Lanzarote si trova la piccola isola di La Graciosa. Nei suoi appena 30 chilometri quadrati custodisce una costa piena di calette e spiagge selvagge tra le quali si distingue la spiaggia di La Francesa. Con una fine sabbia bianca che contrasta con il blu turchese del mare, ha la forma di un ferro di cavallo rivolto verso sud, per cui il mare è quasi sempre calmo. E trovandosi nel sud di La Graciosa, si possono ammirare alcune impressionanti vedute dello stretto e della gigantesca muraglia di pietra naturale della scogliera di Famara che domina la costa nord-orientale di Lanzarote.
La Francesa è una spiaggia incontaminata a due chilometri di distanza da Caleta de Sebo, il capoluogo dell’isola di La Graciosa. Dopo meno di un’ora di cammino lungo un sentiero che costeggia il litorale, si accede a questa spiaggia selvaggia. Divisa in due da una zona rocciosa con l’alta marea la baia si riempie di acqua e forma una vera e propria laguna di placide acque. La spiaggia di La Francesa conta, inoltre, su una zona di attracco per le imbarcazioni, il che consente di trascorrere la giornata in barca ancorati presso un’isola appartata dal mondo.
A Playa Blanca, nel sud di Lanzarote, si trova un’accogliente spiaggia di sabbia bianca conosciuta come Playa Flamingo. È l’ideale per i più piccoli di casa, dato che la tranquillità delle sue acque e la finissima sabbia garantiscono ore di divertimento per i bambini e di riposo e tranquillità per i più grandi. Playa Flamingo è dotata di docce e servizio di lettini e ombrelloni affinché stendersi al sole sia ancora più rilassante e comodo.
La sabbia a Lanzarote può assumere vari colori, fantasiosi e indimenticabili. Alcune spiagge, come ad esempio Playa Blanca, hanno delle tonalità che neppure un grande artista sarebbe riuscito a creare. Si tratta di una località assai rilassante e tranquilla all’estremo lembo sud dell’isola. Le sue acque sono in prevalenza abbastanza tranquille, anche se si tratta comunque di uno stretto lembo d’acqua che separa l’isola di Lanzarote da quella di Fuerteventura.
Playa Blanca è uno dei tanti paradisi naturali nascosti o poco celebri che ci offre l’isola di Lanzarote. Nelle giornate più chiare, si può vedere nitidamente la vicina isola di Fuerteventura, che con la sua massa costituisce un panorama davvero emozionante. Dalla località balneare, potrete comodamente arrivare alla vicina isola in non più di mezz’oretta, dato che si tratta di una specie di “ponte navale” estremamente comodo.
domenica 17 luglio 2016
LA RIVIERA ROMAGNOLA
La Riviera romagnola intesa come area turistica attrezzata ha la sua origine a Rimini. Il primo “Stabilimento privilegiato dei Bagni Marittimi”, fu inaugurato il 30 luglio 1843, sotto il governo pontificio. Tappe successive dell'ampliamento dell'offerta turistica di Rimini furono la costruzione del Kursaal (1873) e dello Stabilimento Idroterapico (1876). I bagni di mare, intesi inizialmente come attività di carattere terapeutico, assunsero una nuova funzione e divennero parte del soggiorno aristocratico e mondano dell'alta borghesia.
Nel 1911 fu realizzata la zona balneare del comune di Cervia. A Nord della cittadina fu edificata sul litorale una nuova area composta di villini, parchi e giardini: nasceva Milano Marittima. Sul versante meridionale, in cambio dell'edificabilità, gli oneri di urbanizzazione portarono alla costruzione della linea tramviaria Rimini-Riccione lungo la strada litoranea.
Gli anni trenta videro la nascita del turismo di massa, con la costruzione di numerosi alberghi, pensioni e villini sia a Rimini-Riccione (divenuto comune autonomo nel 1922) che a Milano Marittima. Furono aperte le prime colonie balneari per i figli delle famiglie meno abbienti. Nel 1935 fu iniziata la costruzione del lungomare di Rimini, il primo lungomare della Riviera romagnola.
Il secondo dopoguerra fu caratterizzato da una rapida ricostruzione e da un'enorme crescita del settore turistico. Rimini divenne una delle più importanti località turistiche d'Italia e d'Europa. Anche Milano Marittima si affermò come uno dei più rinomati centri balneari d'Italia.
Fino agli anni trenta lo sfruttamento dell'area rimase limitato: le aree attrezzate (con stabilimenti balneari, ecc.) erano distanziate tra loro da km di spiagge libere. A partire dagli anni Cinquanta, tutto lo spazio disponibile venne progressivamente riempito.
A sud di Rimini, nel 1959 sorge Rivaverde. Marina Romea sorge a partire dal 1957 riempiendo lo spazio tra Casal Borsetti e Porto Corsini; a sud di Punta Marina si assiste alla rapida edificazione di Lido di Savio (1958), Lido di Classe (1962), Lido di Dante (toponimo scelto appositamente per il turismo) e infine Lido Adriano (1965);
Milano Marittima si espande fino a toccare, a nord, Lido di Savio (il primo dei lidi ravennati).
Gli anni sessanta sono il periodo in cui si consolida l'offerta turistica romagnola. Capitale del turismo balneare è Rimini, celebrata anche nei film dell'epoca.
Negli anni ottanta inizia una fase involutiva: l'offerta non si rinnova, ripropone prodotti-vacanza ormai superati. Anche la mancata attenzione all'ambiente si fa sentire. Si verificano contemporaneamente due fenomeni negativi: l'aumento della cementificazione e l'aumento dell'inquinamento atmosferico. Ne risente la qualità dell'acqua: le cattive condizioni del mare non sono il miglior biglietto da visita dei lidi romagnoli.
A poco a poco, la Riviera romagnola perde attrattiva nei mercati europei, riducendosi a luogo privilegiato per il turismo nazionale. Alla fine del XX secolo a Rimini, per esempio, la quota delle presenze straniere è del 25% (contro il 70% della Costa Brava). Nello stesso periodo avviene l'ascesa di Ravenna, città d'arte che custodisce tesori millenari. La città bizantina, con i suoi eventi culturali, attira nuovi turisti, compensando la perdita riminese.
La vita nella costa romagnola è stata resa famosa da film come Amarcord di Federico Fellini (nato a Rimini), "Rimini Rimini" di Sergio Corbucci e "Abbronzatissimi" di Bruno Gaburro; dalla poesia di Giovanni Pascoli (nato a San Mauro), Olindo Guerrini, Aldo Spallicci, Carlo Borsani e Tonino Guerra; dalle canzoni intramontabili di Secondo Casadei (una su tutte: Romagna mia).
La costa romagnola va dalla foce del fiume Reno (Regione Emilia-Romagna) al promontorio di Gabicce Monte, (comune di Gabicce Mare), provincia di Pesaro-Urbino (Regione Marche). Il litorale attraversa la provincia di Ravenna, la provincia di Forlì-Cesena e la provincia di Rimini, per terminare a Gabicce Mare, cioè all'inizio della provincia di Pesaro-Urbino della quale include l'estremità nord-occidentale. È caratterizzata da spiagge ampie e sabbiose, con la presenza a nord di frequenti zone naturalistiche (valli e pinete), mentre a sud si è assistito, negli ultimi 30-40 anni, ad una progressiva cementificazione dovuta al turismo. Dal dopoguerra in avanti lo sviluppo del turismo in questa area è stato infatti inarrestabile.
I centri più famosi e importanti della costa Romagnola da nord sono: Ravenna (Casal Borsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe, Lido di Savio), Cervia (Milano Marittima, Pinarella, Tagliata), Cesenatico, (Zadina, Valverde, Villamarina), Gatteo a Mare, Savignano a Mare, San Mauro Mare, Bellaria-Igea Marina, Rimini (da Torre Pedrera a nord, fino a Miramare a sud), Riccione, Misano Adriatico (Misano Brasile e Portoverde), Cattolica e Gabicce Mare, ultima località prima del Promontorio di Gabicce Monte.
Edificato in sostituzione del primo Stabilimento Bagni (demolito nel 1870), fu il luogo che lanciò Rimini come località di divertimento. Progettato da Gaetano Urbani in stile neoclassico, ispirato al teatro della città, il Comune investì un milione di lire per acquistare l'area di 40.000 m² e finanziare la costruzione.
Il Kursaal fu inaugurato il 1º luglio 1873. L'edificio, su due piani, sorgeva in mezzo a un magnifico parco. Un pontile lo collegava con un'ampia piattaforma sul mare, al cui centro sorgeva un chiosco a forma di pagoda cinese.
Il nome, che in tedesco significa Sala di cure, era ripreso dalla tradizione termale mitteleuropea. Anche la destinazione originaria doveva essere quella di luogo di cura. Invece il patron dello stabilimento, Paolo Mantegazza, ebbe l'idea di farne un luogo di feste, balli e giochi. Così il Kursaal divenne il punto di riferimento della vita mondana della città e tale rimase per circa settant'anni.
Pur essendo sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu raso al suolo nel 1948.
Edificato negli anni 1906-1908, il Grand Hotel Rimini è il più prestigioso albergo di Rimini. Contribuì a rafforzare l'immagine della città come località balneare alla moda.
Edificato negli anni 1929–1935, il Grand Hotel Riccione è uno dei più prestigiosi alberghi di Riccione. Contribuì anch'esso a rafforzare l'immagine della città come località balneare alla moda.
Impossibile esaurire la molteplicità delle suggestioni e la ricchezza del patrimonio artistico della riviera romagnola. Già il paesaggio di per sé, con le sue dolci colline punteggiate da antichi borghi, merita un'attenzione particolare; se si considera che la riviera ospita tante località diverse, ciascuna con la sua storia e le sue peculiarità, è facile rendersi conto della varietà delle esperienze possibili sulla costa e nell'immediato entroterra. A Rimini non si può non soffermarsi sotto l'arco di Augusto o non passeggiare sul ponte di Tiberio, l'uno a segnare la fine della Via Flaminia e l'altro l'inizio della Via Emilia, entrambi memoria del passato romano della città. Sempre a Rimini, si può ammirare la sobria eleganza del Tempio Malatestiano, antica chiesa francescana del XV secolo, scelta dalla potente famiglia come luogo di sepoltura e decorata da importanti artisti e architetti, da Leon Battista Alberti a Piero della Francesca. Vestigia della dominazione dei Malatesta è anche la Rocca malatestiana di Cattolica, la cui costruzione inizia nel 1490. Infine, chi si reca per una vacanza sulla riviera romagnola, non può prescindere da una visita alla più antica repubblica del mondo, la Repubblica di San Marino, con il suo sorprendente sistema fortilizio composto da tre rocche collegate da mura, risalenti al XII secolo.
La riviera offre un gran numero di eventi, sagre e feste tradizionali: non solo mare, dunque, per chi decide di trascorrere qualche giorno sull'Adriatico. Tra gli appuntamenti ricorrenti, senza dubbio merita di essere citato il Festival internazionale degli Aquiloni, che dal 1981 richiama a Cervia un gran numero di appassionati e di curiosi. A San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, si celebra invece ogni anno a giugno la Notte delle streghe, che mescola la tradizione cristiana e quella pagana in cinque giornate di spettacoli di strada e mercatini.
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