Visualizzazione post con etichetta sismi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sismi. Mostra tutti i post

sabato 2 luglio 2016

LE ISOLE GIAPPONESI



Hokkaido è la più settentrionale delle quattro isole principali dell'arcipelago giapponese e la meno sviluppata. Il termine "Hokkaido" letteralmente significa "via per il mare settentrionale", ma originariamente veniva chiamata Ezo (o Yezo) ed era abitata principalmente dagli indigeni Ainu.

L'isola è caratterizzata da una natura selvaggia (ospita più di 60 vulcani che rappresentano oltre il 10% dei vulcani di tutto il mondo) e da inverni rigidi in rapporto alla latitudine; Hokkaido attira amanti della natura e degli sport invernali nei mesi più freddi, ciclisti, campeggiatori ed escursionisti da giugno a settembre. L'isola di Hokkaido è la maggiore produttrice agricola di tutto il Giappone.

Tutta l'isola è un'unica prefettura il cui capoluogo è Sapporo.

Escludendo i suoi laghi, l'isola di Hokkaido ha un'estensione di 78.719 km², fatto che la rende la 21ª isola più grande del mondo.

L'isola di Hokkaido costituisce la parte più settentrionale dell'arcipelago giapponese, nei pressi della Russia. Le sue coste si affacciano sull'Oceano Pacifico ad est ed a sud, sul mare di Okhotsk a nord e sul mar del Giappone ad ovest. A nord lo stretto di La Pérouse la separa dall'isola russa di Sachalin.

È un'isola di origine vulcanica: le montagne sono concentrate nella parte centrale dell'isola, addolcendosi in pianure che si stendono fino alle coste. Hokkaido è inoltre assai sismica. Per esempio l'epicentro di un terremoto di magnitudo 8 avvenuto il 23 settembre 2003, si trovava molto vicino all'isola.

La prefettura di Hokkaido comprende anche altre isole minori, quali Rishiri, Okushiri, e Rebun. L'isola è coperta per il 71% da foreste e per il 16% da terreni agricoli.

Hokkaido è conosciuta per le sue estati relativamente fresche e secche (che attirano numerosi turisti) e per i suoi inverni rigidi in rapporto alla latitudine sotto al 45º parallelo. La temperatura media di agosto (tra le minime e le massime) è di circa 22 °C, mentre quella di gennaio varia dai -4 °C ai -12 °C, in ragione dell'altitudine sul livello del mare e dell'esposizione. In pieno inverno (dicembre-gennaio) le tempeste di neve, portate dai gelidi venti siberiani che scendono centinaia di chilometri trovando ben pochi ostacoli, sono frequenti.

Nei mesi freddi, il mare di Okhotsk gela severamente ed in gran parte, rendendo la navigazione impossibile su tutta la costa settentrionale. I pescatori devono interrompere quindi le loro attività fino al disgelo che tendenzialmente ad inizio aprile è quasi completato.

Hokkaido era originariamente la terra del popolo Ainu. Permangono infatti le tracce della lingua ainu nel toponimo dell'isola, così come per quelli di numerose città tra cui lo stesso capoluogo Sapporo, e di parecchie specie d'alberi e d'animali (per esempio, ezomatsu, ovvero il pino di Hokkaido). L'origine degli Ainu è tuttora dibattuta; la teoria più diffusa li fa venire dal continente asiatico, probabilmente legati ai popoli mongoli. Effettivamente, nel sud di Hokkaido, degli studi archeologici hanno messo in evidenza la presenza di tribù risalenti al Periodo Jomon, probabilmente originari dell'Asia, da 8000 a 6000 anni fa, i cui discendenti potrebbero essere gli Ainu. Nel nord di Hokkaido s'istallarono le popolazioni di Ochotsk sei o sette secoli avanti Cristo.

Dal VII al XII secolo coabitavano le culture sedentarie ed agricole di Okhotsk e Satsujin, che si mescolarono in alcuni luoghi. Tuttavia, gli originari di Okhotsk scomparirono o furono assorbiti dai Satsujin nel XII secolo, formando infine il popolo Ainu.

Lo stabilimento dei primi Giapponesi in Hokkaido avvenne nel 1600 con decine di migliaia di pescatori, mercanti e contadini, ma nel complesso, l'isola resto alquanto spopolata fino al XIX secolo, con una popolazione di 50000 o meno abitanti, intanto però gli immigrati giapponesi avevano superato in numero gli aiuno, che avevano cominciato a diminuire dal XVI secolo. Hokkaido fu a lungo chiamata Yeso, Ezo o Ezochi fino alla Restaurazione Meiji.

Poco dopo la guerra Boshin del 1868, un di fedeli di Tokugawa, comandati da Takeaki Enomoto, dichiarò l'indipendenza dell'isola sotto il nome di Repubblica di Ezo, ma la ribellione fu sedata nel maggio 1869. L'effettiva integrazione di Hokkaido nel Giappone, all'epoca chiamato Impero giapponese, avvenne con la Restaurazione Meiji, a partire dal 1868, a causa delle preoccupazioni circa l'espansione russe in Estremo Oriente. La regione fu divisa in undici province : Tokachi, Hidaka, Ishikari, Kitami, Kushiro, Nemuro, Teshio, Oshima, Shiribeshi, Iburi e Chishima per le isole Curili del sud. Nel 1882, le province di Hokkaido si fusero per formare tre prefetture: Hakodate, Sapporo e Nemuro, le quali si unirono a loro volta nel 1886.

La commissione di colonizzazione fu creata per favorire il popolamento dell'isola, i cui abitanti aumentarono fortemente al sud e nella città di Sapporo, scelta per ospitare il governo centrale nel 1885. Dal 1875, dei soldati-coloni si stabilirono in cambio di terre al centro, all'est ed al nord. Nel 1900, 600 000 coloni giapponese risiedevano in Hokkaido. L'integrazione degli immigrati avvenne in tre tappe: l'instabilità della nuova società nel periodo Meiji; il radicamento e l'affermazione di un'identità locale tra il 1910 e il 1955 circa; infine una fase di delocalizzazione, come d'altronde in tutto il Giappone, e di forte urbanizzazione, a significare che i localismi si stavano facendo da parte.

Durante gli anni 1930, l'isola aveva beneficiato della modernizzazione intensiva, della rivoluzione industriale, della nascita della risicoltura, degli aiuti occidentali e specialmente americani, cosicché la maggior parte del territorio era completamente occupato, eccetto le terre più ostili a nord ed ad est, con le grandi città tra cui Sapporo e Otaru.

Dopo la Seconda Guerra mondiale, circa cinque milioni di coloni tornarono dalla Corea e dalla Manciuria, in modo che a partire dal 1950 la popolazione delle zone più abitate si spingesse sistematicamente nelle aree poco popolate del nord e dell'est.

Hokkaido occupa il primo posto nel settore primario del Giappone, specialmente per la produzione di riso e di pesce. L'insieme del settore è molto sviluppato: allevamento, agricoltura, pesca.

Sebbene l'industria leggera sia egualmente rappresentata (in particolare carta, birra e produzione alimentare), la maggior parte dei posti di lavoro si trova nel settore dei servizi. Il turismo è molto importante per l'economia, particolarmente durante l'estate, la cui frescura attrae turisti (fa molto caldo nel resto del Giappone durante questo periodo dell'anno). In inverno, sono le stazioni sciistiche a prendere il sopravvento, ad esempio si svolsero a Sapporo i Giochi olimpici invernali del 1972.

L'unico collegamento terrestre di Hokkaido col resto del Giappone è il tunnel Seikan. La maggior parte dei viaggiatori arriva sull'isola mediante aeroplano. Il principale aeroporto è quello di Chitose, chiamato Aeroporto di Shin-Chitose, a sud di Sapporo. Tokyo-Chitose è linea più frequentata del Giappone con quarantacinque voli giornalieri, operati da tre società.

Si può anche andare a Hokkaido con il traghetto, a partire dai porti di Sendai e Niigata.

La rete ferroviaria all'interno di Hokkaido è molto sviluppata, ma alcune città sono accessibili solo in bus o in automobile.

La regione di Hokkaido è stata spunto per l'ideazione della regione del mondo Pokémon di Sinnoh.

Honshu è l'isola più grande del Giappone. Honshu in giapponese vuol dire appunto Provincia principale. Su Honshu sono ubicate, oltre la capitale Tokyo, alcune fra le città più grandi e importanti del paese: Hiroshima, Kawasaki, Kobe, Kyoto, Nagoya, Nara, Osaka, Sendai, Yokohama.



Nei suoi confini amministrativi, ha una superficie di 231.090 km², inclusi 155 km² di acque interne. Senza le isole minori, la superficie di Honshu è di 227.414 km², il che ne fa la 7ª più estesa isola del globo.

Una catena montuosa altamente vulcanica attraversa l'isola per il lungo. La cima più alta è quella del Monte Fuji (3778 m s.l.m.), seguita da alcune cime delle Alpi giapponesi.

Honshu conta oltre 103 milioni di abitanti (2003), concentrati soprattutto nelle pianure a disposizione, in particolare nella pianura del Kanto, dove il 25% della popolazione totale risiede nella Grande Area di Tokyo, che include Tokyo e Yokohama, Kawasaki, Saitama e Chiba città. È stata la più popolosa isola della Terra fino alla metà degli anni ottanta quando fu superata da Giava (Indonesia), caratterizzata da un più alto tasso di crescita demografica.

Come nella maggior parte della nazione, l'industria si trova lungo la fascia che parte da Tokyo, lungo le città costiere meridionali di Honshu, tra cui Kyoto, Osaka, Nagoya, Kobe e Hiroshima, e parte della cintura Taiheiyo. L'economia lungo la costa nord-occidentale del Mar del Giappone proviene in gran parte dalla pesca e dall'agricoltura; Niigata è nota come un importante produttore di riso. La pianura del Kanto e Nobi producono grandi quantità di riso e verdure, esportate verso tutto il Giappone. Yamanashi è famosa per la frutticoltura, e Aomori è nota per le sue mele.

I centri storici più importanti sono Kyoto e Narae Kamakura. L'isola è nominalmente suddivisa in cinque regioni e contiene 34 prefetture, compresa quella metropolitana di Tokyo. Le regioni sono Chugoku (occidentale), Kansai (del sud, a est di Chugoku), Chubu (autonomo), Kanto (orientale), e Tohoku (nord). Alcune isole minori sono incluse all'interno di queste prefetture; principalmente sono: isole Ogasawara, Sado Island, Izu Oshima e Awaji Island.

Il punto più settentrionale sulla Honshu è la punta della penisola Shimokita in Oma, Aomori. All'estremo sud si trova a Cape Kure Kushimoto, Wakayama. L'isola è delimitata ad est da Todogasaki a Miyako, Iwate e ad ovest da Bishanohana a Shimonoseki, Yamaguchi. Si estende su più di otto gradi di latitudine e 11 gradi di longitudine.

Venerdì 11 marzo 2011 nella zona nord-orientale dell'isola di Honshu in Giappone si verifica una violenta scossa di magnitudo 9,0, il più grande sisma registrato nello Stato nipponico. La scossa viene registrata dai sismografi alle 14:45, ora locale, a una profondità di 24,4 km a più di 500 km dalle coste giapponesi. La violenta scossa, che causa molti danni e l'incendio a una centrale nucleare, provoca uno tsunami, che si abbatte sulle coste giapponesi con onde alte 10 metri. Le autorità, stilando il numero provvisorio delle vittime e dei dispersi, annunciano che le previsioni non sono incoraggianti: si parla di almeno 1000 morti e migliaia di sfollati.

Shikoku è la più piccola e meno popolosa tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese. È situata nella parte meridionale ed è vicina al Kyushu e allo Honshu.

Shikoku letteralmente significa quattro province (shi=quattro, koku=paesi), che nell'antichità erano: Sanuki, Awa, Iyo, e Tosa. Dall'era Meiji (1862) queste sono diventate prefetture. Oggi si chiamano Kagawa, Tokushima, Ehime e Kochi.

Il monte Ishizuchi, con i suoi 1982 metri, è la cima più elevata dell'isola.

Lo Shikoku è collegato allo Honshu da tre ponti. Sul ponte Seto Ohashi("il grande ponte di Seto"), terminato nel 1988, transita la ferrovia.

La maggioranza della popolazione (poco più di quattro milioni di abitanti) risiede nei capoluoghi delle quattro prefetture: Kochi, Matsuyama, Tokushima, Takamatsu.

Kochi è la città capoluogo della prefettura omonima (320.000 abitanti circa) situata alla foce del fiume Monobe, nella baia di Tosa. Notevole il castello che domina dall'alto.

Matsuyama, capoluogo della prefettura più orientale (Ehime), è anch'essa famosa per il castello e per le fonti termali (Dogo Onsen) in cui tradizionalmente per secoli si sono bagnati nobili, persone comuni ed anche, in stanze a loro riservate, l'imperatore e i membri della famiglia imperiale.

Lo Shikoku ha moltissimi templi che erano tradizionalmente meta di pellegrinaggi buddhisti. Il pellegrinaggio consisteva nel giro degli 88 templi. Ancor oggi viene compiuto con tutti i mezzi. La tradizione vuole che il pellegrinaggio sia stato istituito da un antico monaco buddhista, Kukai, originario dello Shikoku. Secondo la leggenda, il monaco apparirebbe ancora oggi ai pellegrini.

Nei pressi di Kotohira è interessante la serie di templi, edificati sul monte Konpira. Una lunga e imponente scalinata, fiancheggiata da migliaia di steli, conduce ad un tempio dedicato ai viaggiatori nel quale è possibile vedere numerosi ex voto di varie epoche.

Lo Shikoku è sempre stato piuttosto isolato e quindi ha conservato più a lungo le caratteristiche originarie del Giappone soprattutto riguardo alla vegetazione ed anche ad alcune tecniche costruttive.

Una delle più affascinanti descrizioni dello Shikoku "perduto" si deve ad Alex Kerr uno scrittore statunitense che per molti anni, a partire dal 1970, ha vissuto in uno sperduto villaggio di montagna vicino Oboke.
Il libro è stato scritto in giapponese e successivamente tradotto in inglese sotto la supervisione dell'autore. L'edizione italiana è uscita col titolo: Il Giappone e la gloria, Feltrinelli 1999.

Kyushu è la terza, in ordine di grandezza, tra le quattro maggiori isole dell'arcipelago giapponese. È situata nella parte sud-occidentale ed è vicina allo Shikoku e allo Honshu. Sulla costa sud-occidentale dell'isola è situata la città di Nagasaki, capitale dell'omonima prefettura. È considerato il luogo di nascita della civiltà giapponese. Nell'antichità era anche conosciuto sotto il nome di Kyukoku, Chinzei e Tsukushi-no-shima. L'antica regione di Saikaido consiste dell'isola di Kyushu e di quelle che lo circondano. Il nome della regione, Kyushu significa "nove provincie".

L'isola è prevalentemente montuosa, e il più alto vulcano attivo giapponese, il Monte Aso (1592 m), si trova su Kyushu. Ci sono molti altri segni dell'attività tettonica, incluse numerose aree ricche di sorgenti calde. La più celebre di queste si trova a Beppu, lungo la costa orientale, e attorno al Monte Aso, nella zona centrale di Kyushu.

La regione di Kyushu è una regione stabilita politicamente che consiste di sette prefetture su Kyushu, e della Prefettura di Okinawa più a sud.

La principale città dell'isola è Fukuoka. Con una popolazione approssimativa di 1,4 milioni di abitanti è uno dei principali poli commerciali, con un grande aeroporto internazionale e una delle cinque borse valori in Giappone. Kitakyushu (prefettura di Fukuoka) è un altro importante centro (poco meno di un milione di abitanti), soprattutto nel campo dell'industria pesante. Kumamoto e Kagoshima sono la terza e quarta città più grandi con più di 500.000 abitanti. Nagasaki possiede uno dei più antichi porti internazionali, che è stato la sola porta di accesso al Giappone per gli stranieri durante il Periodo Edo, dalla metà del XVI secolo fino alla metà del diciottesimo.

I principali prodotti agricoli sono riso, tè, tabacco, patate dolci e soia; c'è anche un'abbondante produzione di seta. L'isola è nota per la produzione di differenti tipi di ceramiche tra le quali Arita, Imari, Satsuma e Karatsu. L'industria pesante è concentrata nel nord, attorno alle città di Kitakyushu, Nagasaki e Oita e include industrie chimiche e meccaniche.

Nella serie Pokémon, la regione di Kyushu è l'ispirazione della fittizia regione di Hoenn, luogo dove si svolgono gli eventi nei videogiochi della Terza generazione.



giovedì 24 dicembre 2015

L'ISOLA DI SUMATRA



Sumatra è la sesta isola più estesa del pianeta, con una superficie di circa 470.000 km² ed è la terza isola più grande dell'arcipelago Indonesiano dopo Nuova Guinea e Borneo.

Uno dei primi nomi con cui Sumatra venne indicata nell'antichità fu Suvarna Dvipa (in saanscrito Isola dell'Oro), che probabilmente meritò per via dell'attività estrattiva di minerale aurifero iniziata sin dalla più remota antichità.

Grazie alla sua collocazione strategica sulla rotta commerciale navale tra la Cina e l'India, sull'isola fiorirono numerose città commerciali, specialmente sulla costa orientale, perlopiù influenzate dalla cultura e dalle religioni Indiane. Una delle più notevoli fra queste città fu senza dubbio Srivijaya (probabilmente identificabile con l'odierna Palembang), che dette vita ad una monarchia buddhista che tra il VII ed il IX secolo d.C. governò un impero talassocratico che arrivò ad estendersi nella penisola Malese e nel Borneo Occidentale, ed a cui probabilmente dobbiamo l'estendersi in quest'area della cultura e dell'etnia Malese.

L'influenza di Srivijaya diminuì fino a sparire del tutto nel corso dell'XI secolo, quando l'isola venne successivamente conquistata dai regni giavanesi di Singhasari e Majapahit. Fu in questo periodo che l'Islam giunse a Sumatra, probabilmente portato dai mercanti Arabi ed Indiani.

Durante il tardo XIII secolo, il monarca del regno di Samudra (corrispondente approssimativamente all'odierna provincia di Aceh) si era già convertito all'Islam. Ibn Battuta, che visitò il regno durante i suoi famosi viaggi, trascrisse la pronuncia come Sumatra, da cui derivò il nome odierno dell'isola. Samudra venne presto rimpiazzata come potenza egemone dal potente Sultanato di Aceh, che sopravvisse fino al XX secolo. Con l'arrivo degli olandesi, molti piccoli principati in cui era divisa Sumatra caddero uno dopo l'altro nelle loro mani, finché, nel XIX secolo, non si arrivò al confronto finale con il Sultanato di Aceh nel corso della lunghissima e durissima Guerra di Aceh (1870-1905). Il patriota italiano Nino Bixio morì nell'isola di Sumatra il 16 dicembre 1873 mentre stava navigando per commercio fra le Isole della Sonda.

Il 26 dicembre 2004, la costa occidentale di Sumatra, tra cui in particolare la provincia di Aceh, è stata colpita e devastata prima da un immane terremoto che ha raggiunto una magnitudo pari a 9,0 e quindi da un imponente tsunami, che ha raggiunto in alcuni punti della costa i 25 metri, rendendo quest'area la più colpita dal Maremoto dell'Oceano Indiano; pochi mesi dopo, il 28 marzo 2005, fu colpita di nuovo da un violento terremoto di 8,7 Richter che interessò l'intera area nord-occidentale dell'Indonesia. In modo particolare colpita l'isola di Nias, dove ci furono ingenti danni e centinaia di morti.

Il 30 settembre 2009, l'isola è nuovamente devastata da un terremoto di magnitudo 7,6, colpendo principalmente la città di Padang.

Il 25 ottobre 2010 si registra ancora un terremoto, di magnitudo 7,7 della scala Richter, con epicentro a largo della costa occidentale di Sumatra, precisamente nell'arcipelago delle Isole Mentawai, alle 21:42 ora locale. Il terremoto ha provocato uno tsunami che ha colpito molte isole con onde che hanno raggiunto un'altezza di 3 metri e sono penetrate fino a 600 metri nell'entroterra, provocando oltre 400 vittime nonché danni a oltre 4.000 abitazioni e a 20.000 abitanti.

La densità di popolazione di Sumatra è elevata, dato che è abitata da circa 96 persone per km², per una popolazione totale di circa 45 milioni di abitanti in un territorio grande poco più di una volta e mezza l'Italia. I maggiori centri urbani sono Medan e Palembang.

La popolazione appartiene perlopiù all'etnia malese, anche se è piuttosto frammentata, tanto che si arrivano a parlare ben cinquantadue lingue. Sono presenti minoranze etniche cinesi soprattutto nei centri urbani.

La maggior parte degli abitanti di Sumatra professano la religione musulmana, ma non mancano minoranze cristiane (sia cattoliche che protestanti), induiste, buddhiste o adepti delle credenze tradizionali cinesi.

L'imponente isola, la sesta più estesa dell'intero pianeta, appartiene al territorio indonesiano, così come le Isole della Sonda. La bellissima Sumatra è circondata dalle acque dell'Oceano Indiano che accarezzano anche celebri luoghi ritenuti veri e propri paradisi terrestri come le Seychelles, le Maldive, le Mauritius e il Madagascar, senza dimenticare le altre isole dell'arcipelago Indonesiano fra le quali la Nuova Guinea ed il Borneo.
Sumatra sorge tra la penisola malese, a nord ovest, e l'isola di Giava, a sud est, perfettamente posizionata lungo la linea dell'equatore che taglia pressoché a metà l'isola.
Il clima risulta pertanto essere quello tipico equatoriale, caratterizzato da temperature elevate in ogni stagione dell'anno ed abbondanti precipitazioni, in particolare di tipo monsonico che sono assai frequenti tra novembre e fine aprile.
Il clima contribuisce anche al fiorire di una flora lussureggiante, caratterizzata da vaste foreste fluviali, ampie savane e boschi di conifere: una significativa varietà motivata dalla stessa conformazione di Sumatra, molto diversificata all'interno dei suoi 420.000 km quadrati di superficie.
Il territorio è contraddistinto dalla catena dei Monti Barisan che si distendono per 1700 km lungo l'isola, raggiungendo vette di 3800 metri con il Monte Kerinci. La peculiarità della catena del Barisan è rappresentata dai numerosi vulcani che la costellano, i quali costituiscono una delle attrattive principali dell'isola insieme ai laghi, sempre di origine vulcanica, fra cui il celebre Toba. Se ad occidente predominano le montagne, ad oriente si trovano numerose pianure, rese fertili dai molti fiumi, e fitte giungle che preservano rare specie di flora e di fauna in ecosistemi unici la mondo. Bisogna, tuttavia, ricordare che la situazione ambientale di Sumatra presenta preoccupanti zone d'ombra causate dal disboscamento selvaggio da cui discendono significativi rischi per l'ecosistema millenario, nonchè la stessa sopravvivenza dell'animale più rappresentativo dell'isola, ovvero l'orango tango, che è in via d'estinzione.



Il Toba è il lago più vasto del sud est asiatico che si distende nella parte nord orientale dell'isola di Sumatra. Le origini vulcaniche del lago donano un'aurea unica al paesaggio naturale che accoglie i turisti, posti a confronto con la forza della natura nel momento in cui si trovano di fronte alle antiche colate laviche e alle pareti dalle quali nascono le cascate.

Celebre anche Berastagi (Brastagi), centro che si trova ad un'altitudine di 1300 metri, unendo caratteristiche della flora tropicale, come bambu e palme, a piante montane quali gli abeti. La meta si rivela quindi particolarmente indicata per coloro che amano il trekking che possono scegliere tra i molteplici splendidi percorsi proposti. Brastagi, inoltre, è abitata dai Karo Batak, un'antica comunità che conserva tradizioni e riti millennari che destano vivo interesse nei turisti.
Molto diversa è l'atmosfera di Medan, la capitale della parte settentrionale di Sumatra, nonchè terza città dell'Indonesia per grandezza, un immenso centro urbano che espande continuamente i propri confini. Presenta alcune caratteristiche tipiche delle metropoli cresciute troppo velocemente ed in maniera disordinata, mescolando i maestosi edifici di epoca coloniale e le fatiscenti abitazioni delle famiglie più povere. Le profonde contraddizioni non privano, tuttavia, Medan del suo enorme fascino, e la città incantai visitatori con la bellezza della moschea Mesjid Raya e dell'Istana Maimoon.
Dopo un vasto centro abitato, ci si può calare nuovamente nel regno della natura che a Sumatra manifesta tutta la sua potenza. Una meta da non perdere è il Centro di Riabilitazione degli Oranghi che sorge nel villaggio di Bukit, a circa 80 km da Medan. Una fitta giungla consente agli oranghi che hanno trascorso periodi in cattività di riscoprire il loro ambiente naturale per tornare a vivere in esso in modo non traumatico. Il centro è sorto all'interno del Parco Nazionale del Gunung Leuser e può essere visitato insieme alle guide ufficiali che accompagnano gli amanti della natura lungo un percorso da fare a piedi ed in canoa.

Il Monte Merapi, in lingua indonesiana Gunung Merapi, è uno spettacolare vulcano conico della Giava centrale in Indonesia. Il suo nome letteralmente significa montagna di fuoco ed è uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia. Dal 1548 il Monte Merapi ha eruttato circa 68 volte. Le continue eruzioni avvenute dal 1992 al 2002 hanno provocato il decesso di numerose persone in particolare modo del 1994. L’ultima eruzione avvenuta nel 2010, è stata una delle più potenti e intense degli ultimi secoli e causò la morte di ben 353 persone.

Il Monte Merapi viene considerato dall’International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth’s Interior, uno dei vulcani più interessanti da studiare in relazione alle sue numerose e distruttive eruzioni in aree densamente popolate. Il Merapi è in assoluto il vulcano che ha provocato il numero più copioso di nubi ardenti ed è considerato un “Decade Vulcano” ovvero uno dei vulcani meno affidabili al mondo dato il suo carattere ‘fumantino’ ed ‘esplosivo’. All’acme del Monte Merapi si trova un duomo craterico instabile ed attivo che, quando collassa, da vita a flussi piroclastici e a gas.

Il Jam Gadang, che letteralmente significa “Grande Orologio“, è una monumentale torre dell’orologio ed un importante punto di riferimento della città di Bukittinggi nell’isola di Sumatra in Indonesia. La Jam Gadang rappresenta una delle principali attrazioni della città e presenta numerosi orologi su ogni lato. La torre dell’orologio indonesiana, venne costruita nel 1926, durante l’epoca coloniale olandese in qualità di dono della regina della città.

La Jam Gadang venne progettata e realizzata dagli architetti Yazin e Sutan Gigi Ameh; ab originem al vertice della struttura venne posto un gallo che successivamente fu trasformato in un Jinja giapponese.

Dopo l’indipendenza dell’Indonesia, la torre venne rimodellata e modificata. Ogni orologio della Jam Gadang presenta un diametro di 80 centimetri. La base della torre è di 13 metri per 4 e l’altezza misura 26 metri. Grazie alla sua interessante e particolare struttura, la Jam Gadang è spesso oggetto di souvenir da parte dei turisti.

Il Lago Maninjau è uno scenografico lago situato a pochi km dalla città di Bukittinggi nell’Isola di Sumatra in Indonesia. Questo splendido lago è stato formato da un’eruzione vulcanica avvenuta circa 52.000 anni fa; i depositi dell’eruzione sono stati trovati in una distribuzione radiale intorno a Maninjau che si estende sino a 50 km ad est, 75 km a sud-est e ad ovest sino alla linea della costa. La caldera presenta una lunghezza di 20 km ed una larghezza di 8 km.

Il Lago Maninjau occupa la ragguardevole superficie di 99,5 km quadrati ed è caratterizzato da una lunghezza di 16 km ed una larghezza di circa 7 km. La profondità media di questo lago dell’isola di Sumatra è di circa 105 metri, mentre la profondità massima si aggira intorno ai 165 metri.

Il Lago Maninjau è l’unico lago dell’intera isola di Sumatra ad avere uno sbocco naturale sulla costa occidentale. Dal 1983, quest’acqua è stata utilizzata per generare potere idroelettrico sulla parte ovest di Sumatra. Le persone che vivono nei pressi del Lago Maninaju sono prevalentemente Minangkabau e si nutrono di pesca.

La Baituirrahman Grand Mosque è una monumentale moschea situata nella città di Aceh, nell’isola di Sumatra in Indonesia. Questa grandiosa moschea è un importante simbolo della religione, della cultura, dello spirito, della lotta, della forza e del nazionalismo della popolazione di Aceh.

L’originale Grande Moschea venne costruita nel 1612 durante il regno di Iskandar Muda, il sultano della città di Aceh. Alcuni studiosi sostengono che la moschea venne addirittura edificata prima del 1292 ad opera del sultano Alaidin Mahmudsyah.

In passato la grande moschea divenne un centro di resistenza armata e venne rasa al suolo nel gennaio del 1874 dal Governatore Generale delle Indie Van Swieten. Nel 1877, lo stesso governatore olandese propose di ricostruire la moschea per la gente del posto e, nel 1879, i lavori di costruzione della nuova moschea cominciarono.

Tengku Qadhi Malikul Adil fu il primo a porre la prima pietra della nuova moschea. Completata nel 1881, la Baituirrahman Grand Mosque data la sua nascita ad opera degli olandesi, non fu subito bene accetta dai cittadini locali ma attualmente rappresenta il luogo più importante della città di Aceh. La Baituirrahman Grand Mosque si presenta caratterizzata da un minareto e diverse cupole e lo stile con il quale venne edificata è quello squisitamente revival Mughal.

Internamente la grande moschea è dotata di pareti armoniosamente decorate e sollevate da colonne, scale in marmo proveniente dalla Cina, porte in legno ben decorate e suggestivi lampadari in bronzo. Oggi la Baituirrahman Grand Mosque incarna l’orgoglio del popolo di Aceh, nell’Isola di Sumatra.

Molto consistenti sono le esportazioni di gas e petrolio, la cui produzione è qui pari ai ¾ di quella totale indonesiana. Vengono anche esportati in grandi quantità gomma e olio di palma. Sono da ricordare le grandi piantagioni di tabacco, palme da cocco, tè e soprattutto caucciù che compete con quello malese. Sumatra è inoltre famosa per il pepe nero.

Vi è anche una forte produzione di legname con conseguente disboscamento della foresta, con il rischio di estinzione di molti vertebrati locali, tra cui la famosa Tigre di Sumatra (Panthera tigris sumatrae).



LEGGI ANCHE : http://marzurro.blogspot.it/2015/12/loceano-indiano.html