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lunedì 23 maggio 2016

LE BAHAMAS



Le Bahamas sono uno stato insulare dell'America centrale costituito da un arcipelago di 700 isole e isolette, situate nell'Oceano Atlantico, a est della Florida, a nord di Cuba e del resto dei Caraibi, e a ovest della dipendenza britannica delle Isole Turks e Caicos.

Scoperte durante il primo viaggio di Cristoforo Colombo divenendo parte della corona spagnola, furono poi conquistate dagli inglesi nel XVII secolo per divenire indipendenti nel 1973. Prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, queste isole si chiamavano Lucayas, derivante da lucayos, nome delle pacifiche popolazioni indigene che l'abitavano. In particolare San Salvador, l'isola su cui sbarco l'esploratore genovese il 12 ottobre 1492, era indicata come Guanahaní. Leggendo le relazioni scritte da Colombo sulla scoperta, uno degli elementi che più attirò la sua attenzione durante il primo viaggio fu la scarsa profondità delle acque. Per questa ragione battezzò le Lucayas come Islas de la Bajamar (isole del mare basso in spagnolo).

I due nomi furono mantenuti per circa un secolo e mezzo: quando però caddero in mano britannica, questi ne adattarono il nome alla loro lingua chiamandole Bahamas Islands, nome con cui sono note ancora oggi. Nel corso del Seicento e del Settecento le Bahamas sono state uno dei covi della pirateria assumendo il ruolo di covo principale dal 1716 al 1718 quando vennero lasciate senza difesa e senza governo dalla Corona. Nel 1717 un mercante stimava che vi fossero ben 800 pirati, autodefinitisi flying gang, con base a New Providence. Nel 1718 re Giorgio I d'Inghilterra inviò però una spedizione navale guidata dal capitano Woodes Rogers che spinse i pirati ad allontanarsi in direzione della Carolina, di altre isole caraibiche minori o addirittura dell'Africa.

Il PLP, Partito Liberale Progressista, fondato e diretto da O. Pindling, gestì il processo di separazione dall'Impero Britannico. Il 10 luglio 1973 le Bahamas divennero indipendenti, associandosi subito al Commonwealth. Il PLP guidò il Paese per quasi venti anni, fino al 1992. Pindling restò presidente per vari anni, ma nel 1988 incominciarono a emergere dubbi sul suo operato: in quell'anno gli USA incolparono le Bahamas di riciclare denaro proveniente dal narcotraffico; il Governo tentò di difendersi dalle accuse, ma senza molto successo. Il premier cercò di far ricadere la colpa sul sistema bancario e chiese sostegno agli USA, ma nel frattempo aveva perso gran parte della sua credibilità. Come conseguenza di queste vicende Pindling si dimise nel 1990.

Come previsto, nel 1992 il PLP perse le elezioni presidenziali contro il Movimento di Libertà Nazionale, FNMP, guidato da Hubert Ingraham. Il nuovo partito al governo riuscì ad ampliare il turismo, e ci riuscì combattendo la criminalità, che costituiva un disincentivo all'arrivo di visitatori e quindi un danno al turismo stesso, struttura portante per la ricchezza del Paese. Il narcotraffico, piaga di vecchia data, fu in parte arginato e furono fatti diversi sforzi per limitare le azioni criminose attuate dai numerosissimi immigrati, giunti specialmente dalla vicina Haiti. Grazie a questo impegno, il Movimento di Libertà Nazionale fu confermato nel 1997. Il secondo mandato fu assai meno soddisfacente del primo, e il consenso del partito presso il popolo scese molto.

A scontentare la popolazione dell'arcipelago furono gli scarsissimi sussidi concessi alle piccole isole, più bisognose di aiuti, e l'inutilità degli interventi volti a ridurre il tasso di povertà. Nel gennaio del 2002, anno delle elezioni, si tenne un referendum su alcune riforme costituzionali, interpretato da molti come un test per il governo: la maggioranza perse. Alle elezioni tenutesi pochi mesi dopo il PLP travolse con un risultato schiacciante gli avversari, tornando al governo. Divenne governatore generale Ivy Dumont e premier Perry Christie, sempre per il PLP. Il 2 maggio 2007 i bahamensi sono tornati alle urne ed è uscito vincitore Hubert Ingraham, ancora alla guida del Movimento di Libertà Nazionale. È diventato governatore generale Arthur D. Hanna.

Scomparsi da secoli gli originari abitanti, gli Arawak, la popolazione dell'arcipelago è formata in prevalenza da neri e mulatti (85% del totale), mentre il resto è di origine europea. Al censimento del 2000 essa aveva raggiunto i 303.000 circa abitanti, saliti a 315.000 secondo l'ultima stima effettuata. Il ritmo di incremento annuo, che negli anni precedenti si era mantenuto elevato, ultimamente è divenuto inferiore al 1%. D'altra parte il flusso immigratorio, un tempo consistente, è numericamente irrilevante, mentre, a partire dal 1994, il governo ha provveduto al rimpatrio forzato degli immigrati haitiani e cubani illegali, creando peraltro con questo provvedimento non poche tensioni nei rapporti con i paesi di origine.

Negli anni più recenti la diffusione dell'AIDS ha cancellato i progressi compiuti in fatto di riduzione della mortalità infantile. La distribuzione territoriale degli abitanti è assai diseguale e la popolazione urbana rappresenta addirittura l'88,8% di quella complessiva; soltanto le isole principali sono popolate e più della metà della popolazione totale risiede nell'isola di New Providence; altre zone importanti sono Freeport, Grand Bahama e Kemps Bay e Nlcholl's Town su Andros.

La difesa e giustizia dello Stato hanno sede alla Royal Bahamian Defence Force, importante per il controllo costiero paramilitare. Il sistema giudiziario si articola in corti di prima istanza, nella corte d'appello e nella corte suprema (composta da nove giudici), è in vigore la pena di morte. L'istruzione, ha delle strutture scolastiche molto sviluppate; è obbligatoria dai 5 ai 16 anni e gratuita nelle scuole statali; l'alfabetizzazione è pressoché totale (il tasso di analfabetismo è del 4,4%). La scuola elementare comincia a 5 anni e dura sei anni, divisi in due cicli triennali. Anche l'istruzione superiore ha goduto di un notevole sviluppo, in particolare negli anni novanta; l'università ha sedi a Nassau, dove sono presenti corsi di laurea in scienze alberghiere, e del turismo (corso attivato nel 1998).

La popolazione delle Bahamas risulta essere molto variegata. Ma la maggior parte si trova nei pressi delle coste.

La religione è in prevalenza (90% circa) cristiana nelle varie confessioni protestanti.

La lingua ufficiale è l'inglese. È parlato anche il creolo.

La forma istituzionale delle Bahamas è la monarchia costituzionale e facendo parte del Commonwealth il Capo di Stato è il monarca d'Inghilterra. La carica di primo ministro dura per cinque anni; colui che attualmente ricopre tale carica è Perry Christie, succeduto a Hubert Ingraham. Altra figura fondamentale è quella del Governatore Generale, attualmente impersonato da Marguerite Pindling. Il Parlamento presenta la Camera dell'Assemblea, con 40 membri eletti ogni cinque anni, e il Senato, con 16 membri in totale.

Il sistema sanitario bahamiano offre sia discrete strutture ospedaliere pubbliche che cliniche private. Il problema principale è rappresentato dalla difficoltà di collegamento delle isole più lontane dell'arcipelago dalle principali città e dalla capitale.

La Royal Bahamas Defence Force (in inglese Reale Forza di Difesa delle Bahamas) è l'attuale marina militare delle Bahamas, nonché unica forza armata di questa nazione, che non dispone né di un esercito né di una aeronautica militare.

Il sistema politico bahamense è multipartitico nella teoria ma bipartitico di fatto: le due formazioni principali sono il Partito Liberale Progressista (PLP) e il Movimento di Libertà Nazionale (FNMP), di ispirazione conservatrice. Un altro partito è il Movimento Democratico delle Bahamas, BDM, ma non di rado si presentano alle elezioni anche alcuni candidati indipendenti, considerati degli outsider.



Il PLP fu fondato da O. Pindling prima della separazione dall'Impero Britannico, e condusse l'arcipelago all'indipendenza. È rimasto alla guida del governo dal 1973 al 1992, quando vinse l'FNMP. Questo partito è stato messo in piedi da Hubert Ingraham, che dal 1992 è stato primo ministro per dieci anni. Nel 2002 il PLP è tornato alla guida con una vittoria schiacciante sugli avversari, dopo che Ingraham aveva perso il referendum sulle riforme costituzionali nel gennaio dello stesso anno. Le ultime elezioni sono state quelle del 2007 e quelle del 2012. Nel 2007 Ingraham ha vinto di misura, con un moderato scarto rispetto al rivale Christie; il 4 dello stesso mese Ingraham ha giurato come Primo Ministro.

L'apparato economico è avanzato, lo dimostra il PIL, che è il più alto della regione, con notevole distacco dagli altri Paesi. Questa situazione di discreto benessere viene da un tangibile miglioramento economico avuto a partire dagli ultimi anni, ma è anche frutto di un'esigua popolazione e di una bassa densità. L'Indice di sviluppo umano è di 0,825, il terzo più alto dell'America Centrale, dietro la Costa Rica e Cuba. Le risorse principali sono il turismo e l'agricoltura: quest'ultima è favorita da un buon clima temperato e dall'attrattiva dei paesaggi costieri delle isole. Essa è specializzata nella produzione di prodotti tropicali per l'esportazione. Tuttavia negli ultimi tempi stanno acquistando maggiore peso nuovi settori come quello finanziario: oltre che per la loro natura, le isole Bahamas oggi sono note anche come paradiso fiscale sede di numerose società offshore.

Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, l'ha inserita tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tale territorio. Anche la pesca, quella dei crostacei, è praticata con fini di esportazione. Il settore turistico è in continuo aumento e attualmente occupa i 3/4 della popolazione attiva, fornendo quasi tutta la ricchezza lorda: questi sforzi garantiscono ogni anno almeno due milioni di visitatori stranieri, confermando il turismo come la fondamentale fonte economica per il territorio.

L'industria, prodotto dei progressi recenti, è nata solo negli ultimi anni ed è in via di sviluppo: per ora si occupa della raffinazione del petrolio e dei prodotti farmaceutici, insieme a poche altre produzioni. La centrale termoelettrica situata nella Grande Bahama fornisce quasi tutto il territorio. Notevolmente sviluppato è anche il commercio, quello portuale si concentra a Nassau. Il commercio interno è buono, quello esterno è intrattenuto specialmente con gli Stati Uniti, verso i quali vanno quasi tutte le esportazioni e dai quali viene la quasi totalità delle importazioni. Ma questa situazione favorevole è andata creandosi solo alcuni anni fa. Sebbene la prosperità economica sia sempre stata una caratteristica dell'Arcipelago, per molto tempo esso ha dovuto convivere con delle significative problematiche, alcune delle quali permangono ancora oggi.

Gli Stati Uniti accusarono pubblicamente le Bahamas di riciclare denaro proveniente dal narcotraffico. Questo gettò nell'instabilità politica ed economica tutto il Paese, scongiurata con i passi avanti fatti in seguito. Altro problema è rappresentato dalla criminalità, legata non solo al traffico illegale di stupefacenti ma anche alla massiccia immigrazione clandestina, proveniente soprattutto da Haiti. In più alcune isole minori vivono in situazione economica nettamente inferiore a quella dei centri più grandi, e ancora oggi il problema non è stato ancora risolto. È proprio nelle isole più piccole che si concentra il tasso di povertà, che non sembra essere diminuito.

L'arcipelago è formato dalle parti affioranti di un insieme di piattaforme carbonatiche. Sono altofondi marini con profondità fino a qualche decine di metri separati tra loro da fosse molto profonde, di ambiente oceanico. La piattaforma più estesa è il Great Bahama Bank, che supporta l'isola di Andros, la più grande dell'arcipelago. I sedimenti sono costituiti da carbonato di calcio in forma di fanghi micritici, prodotti dalla proliferazione di alghe calcaree, mentre nelle aree con acque più agitate si producono sabbie oolitiche, (prodotte dalla precipitazione abiotica di carbonato) e sabbie bioclastiche (prodotte dall'usura meccanica di conchiglie e altre parti dure di invertebrati).
Le isole emerse si trovano principalmente nella parte nord-orientale dei banchi, dove la presenza di nutrienti portati dalle correnti oceaniche permette lo sviluppo di scogliere organogene a coralli. Al margine occidentale delle piattaforme si sviluppano in genere barre di sabbia calcarea (sabbie oolitiche e sabbie bioclastiche), che danno luogo a secche e spiagge sommerse. Nelle parti più interne dei banchi si sviluppano piane di marea fangose, con stromatoliti algali e mangrovie.

Le isole Bahamas presentano corsi d'acqua di dimensioni estremamente ridotte.

Un arcipelago di 700 isole, solo 30 delle quali abitate, e di migliaia di scogli corallini deserti a pochi chilometri da Miami e Cuba, nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Un sogno per molti, una meta raggiungibile da pochi. Centinaia di spiagge di sabbia rosa come il corallo, lambite da un mare trasparente e caldo. E soprattutto, fondali unici al mondo, considerati tra i migliori dagli appassionati di diving, ma fantastici anche per chi si limita allo snorkeling a pelo d’acqua. Le isole Bahamas vantano un fenomeno geologico unico al mondo: i Blue Hole, grotte sottomarine con caverne, crateri, cunicoli lunghi centinaia di metri e stanze con stalattiti. L’isola dei Blue Hole per eccellenza è Andros, ma si trovano anche a Bimini Island, Cat Island, Eleuthera, Exuma, Grand Bahama e Long Island.

L’isola principale delle Bahamas è New Providence, dove si trova la capitale Nassau, che ospita un aeroporto internazionale. E’ qui che solitamente si atterra provenendo dall’Europa o dagli Stati Uniti. La capitale ha bellissimi edifici coloniali dai colori pastello. Imperdibile è lo straw market, il mercato di paglia, dove si possono trovare oggetti di ogni sorta fatti con questo materiale. A Nassau ci sono alcune spiagge frequentate anche dai turisti e non solo dai locali, come Cable Beach, ma la meta imperdibile è Paradise Island, collegata alla città tramite un ponte, l’Harbour Bridge (a pagamento, perché è privato), luogo di vacanza dei Vip. Qui si trovano grandi hotel e resort di lusso, casinò, ristornati, locali, ma soprattutto la più bella spiaggia dell’arcipelago: Paradise Beach.

Come un vero paradiso terrestre, le Bahamas ospitano alcune specie animali uniche al mondo. La più famosa è l’iguana delle Bahamas, una specie rara che esiste solo qui e che vive soprattutto sull’isolotto di Allan Cay, vicino all’isola di Exuma; i fenicotteri rosa si possono vedere agli Ardastra Gardens di Nassau; i pellicani sono concentrati nelle Out Islands, le isole più esterne; ad Andros si trova la terza più grande barriera corallina del mondo; il bagno con i delfini lo si può fare al Dolphin Encounters di Nassau e al Dolphin Experience, delfinario dell’Unexso di Lucaya (Grand Bahama).

Tra le spiagge più fantastiche, oltre a Paradise, imperdibile è Treasure Cay (Out Islands), tra le dieci spiagge più belle al mondo, ma anche Harbour Island, ad Eleuthera, con la caratteristica sabbia rosa. Prima di partire sono due i luoghi suggestivi da andare a visitare: l’isola di San Salvador, dove il 14 ottobre del 1492 mise piede Cristoforo Colombo, e Morgan’s Bluff, uno dei nascondigli del temibile pirata Morgan.

Non esistono voli diretti dall’Italia. Si arriva a Miami e ci si imbarca con un volo low cost con destinazione Nassau. L’alternativa è fare scalo a Londra e arrivare dopo 11 ore di volo. Tra le isole, poi, ci si muove via mare o aereo.

Le Bahamas sono tutte isole pianeggianti, l'elevazione massima si raggiunge su Cat Island, con il Monte Alvernia (63 m.); North Andros (3.439 Km²) è l'isola più estesa del Paese ed è la maggiore delle tre isole che formano Andros (5.957 Km²), a sua volta un arcipelago; seguono per superficie Great Inagua (1.544 Km²), South Andros (1.448 Km²), Great Abaco (1.146 Km²) e Grand Bahama (1.096 Km²); superano poi di poco i cinquecento chilometri quadrati Long Island (538 Km²) e Acklins (508 Km²), mentre l'isola su cui sorge la capitale, New Providence, è ampia solo 207 Km².

Lo sviluppo costiero complessivo dell'arcipelago è notevole, 3.500 chilometri, grazie alla conformazione di molte delle isole che lo compongono; la distanza fra le isole più esterne è di circa 900 chilometri, mentre la distanza minore dalla Florida (Stati Uniti) è di poco meno di 100 chilometri.

Il clima è tropicale e presenta due distinte stagioni, una umida e calda fra Maggio e Novembre, in cui possono abbattersi sulle Bahamas violenti uragani, ed una più asciutta e fresca fra Dicembre ed Aprile, le precipitazioni complessive non sono comunque così abbondanti e calano man mano che ci si spinge verso le isole più orientali; le temperature medie nella capitale oscillano fra 21°C e 28°C, con differenze giornaliere non particolarmente elevate fra massime e minime (8-9°C in media).





giovedì 7 aprile 2016

LE FILIPPINE



Le Filippine sono uno Stato insulare del Sud-est asiatico situato nell'Oceano Pacifico. Unico Stato del Sud-est asiatico a non avere confini terrestri con altri Stati, a Nord è separato da Taiwan dallo stretto di Luzon, a Ovest è bagnato dal Mar Cinese Meridionale in direzione del Vietnam, a Sud-ovest dal Mare di Sulu verso il Borneo, a Sud dal Mare di Celebes che lo separa dalle altre isole dell'Indonesia e a Est dal Mar delle Filippine. La posizione nei pressi della Cintura di fuoco pacifica e il clima tropicale fanno delle Filippine un'area frequentemente colpito da terremoti e tifoni anche molto violenti come il tifone Yolanda che nel 2013 provocò la morte di circa 8 000 persone, ma è anche ricco di risorse naturali e ha una delle zone più ricche di biodiversità del mondo.

Il nome Filippine fu imposto all'arcipelago dall'esploratore spagnolo Ruy López de Villalobos in onore dell'allora Principe Filippo, successivamente Re Filippo II di Spagna dal 1556 al 1598: l'esploratore, durante la spedizione che lo portò in quelle terre fra il 1542 e il 1546, chiamò Las Islas filipinas le sole isole di Leyte e di Samar nome che poi venne esteso nella sua forma Filipinas all'intero arcipelago.

Successivamente, durante la rivoluzione filippina contro l'Impero spagnolo (1896-1898), il nome venne modificato in República Filipina; nel periodo compreso fra la Guerra ispano-americana del 1898 fino al periodo del Commonwealth, le autorità coloniali statunitensi chiamarono l'arcipelago "le Isole filippine" come avevano fatto in precedenza gli spagnoli, dicitura che venne poi mantenuta anche dopo la liberazione dalla presenza statunitense, con la nascita dello Stato sovrano della Repubblica delle Filippine.

La storia delle Filippine è probabilmente cominciata 30.000 anni fa con l'arrivo dei primi uomini sulle isole dell'arcipelago. Il primo europeo a sbarcare fu, il 16 marzo 1521, il portoghese Ferdinando Magellano che approdò sull'Isola di Homonhon a sud-est dell'isola di Samar.

La colonizzazione spagnola iniziò con l'arrivo della spedizione di Miguel López de Legazpi e con un insediamento permanente sull'isola di Cebu. Altri insediamenti vennero creati verso nord quando venne raggiunta la baia di Manila sull'isola di Luzon. Su Manila fondarono una nuova città dando inizio all'era coloniale spagnola sulle isole che durò per più di tre secoli.

Gli spagnoli portarono l'unificazione politica dell'arcipelago, precedentemente costituito da isole indipendenti, dando vita così a quella che sarebbe divenuta la comunità delle Filippine. Introdussero inoltre nel Paese elementi della civiltà occidentale, come la stampa e il calendario.

Le Filippine furono dominate come un territorio della Nuova Spagna dal 1565 al 1821, e in seguito amministrate direttamente da Madrid. Durante il periodo spagnolo furono fondate numerose città, furono costruite infrastrutture, furono introdotte nuove colture e bestiame e il commercio divenne fiorente. I missionari spagnoli convertirono la maggior parte della popolazione al Cristianesimo e vennero fondate scuole, università e ospedali in tutto il Paese.

La Rivoluzione filippina contro la Spagna ebbe inizio nel mese di aprile del 1896 e culminò due anni più tardi con una proclamazione di indipendenza e la costituzione della Prima Repubblica delle Filippine. Tuttavia con il Trattato di Parigi del 1898, che pose fine alla Guerra ispano-americana, il controllo delle Filippine venne trasferito agli Stati Uniti.
L'accordo non venne però riconosciuto dal Governo filippino, che il 2 giugno 1899 dichiarò guerra contro gli Stati Uniti. La Guerra filippino-americana causò ingenti perdite umane ai filippini. Il leader filippino Emilio Aguinaldo fu catturato nel 1901 e il Governo degli Stati Uniti dichiarò il conflitto ufficialmente concluso nel 1902. I leader filippini, per la maggior parte, ammisero la vittoria degli americani, ma le ostilità continuarono fino al 1913. La dominazione coloniale americana delle Filippine iniziò nel 1905 ponendo forti limitazioni al Governo locale.

Una parziale autonomia (commonwealth status) venne concessa nel 1935, preparatoria di una piena indipendenza prevista dagli Stati Uniti nel 1946. Ma i lavori preparatori per la piena sovranità vennero interrotti dall'occupazione giapponese delle isole durante la Seconda guerra mondiale.

Con una promettente economia nel periodo post-bellico, le Filippine sul finire degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta registrarono l'aumento dell'attivismo studentesco e disordini civili contro la corrotta dittatura del Presidente Ferdinand Marcos, che dichiarò la legge marziale nel 1972.

A causa degli stretti legami con gli Stati Uniti, il Presidente Marcos ne ottenne il sostegno, nonostante che nella sua amministrazione fosse presente una massiccia corruzione, oltre a violazioni dei diritti umani. La pacifica rivoluzione (People Power Revolution) del 1986, tuttavia, portò alla cacciata di Marcos (che abbandonò Manila a bordo di un elicottero militare e arrivò infine alle Hawaii dove venne esiliato fino alla sua morte) e si assistette al ritorno alla democrazia.
Da allora però il Paese è stato segnato da un periodo di instabilità politica che ne ha ostacolato la crescita economica.

Le Filippine contano un grandissimo numero di etnie diverse sul proprio territorio. Sono nella stragrande maggioranza popolazioni di origine austronesiana differenziate quasi esclusivamente dalla lingua. In minima parte c'è anche una distinzione religiosa con la presenza di gruppi etnici di fede musulmana (in primo luogo i Moro), in particolare nell'isola di Mindanao. Da notare anche la presenza di diversi gruppi tribali, tutti numericamente poco significativi, che si caratterizzano per non aver subito l'influenza della cultura cristiana né musulmana. Infine vanno segnalati almeno altri due gruppi di entità notevole, rappresentati dai meticci (mestizos) di origine spagnola (più di 2.000.000) e cinese (più di 1.000.000), due popolazioni massicciamente presenti nell'arcipelago da secoli, per motivi essenzialmente politici ed economici.

Le Filippine sono uno dei tre Paesi dell'Asia a maggioranza cristiana. Il 92,5% della popolazione è di fede cristiana e di questi l'81% sono cattolici mentre i restanti appartengono a un gran numero di chiese minori tra le quali la evangelica (2,8%) e la Iglesia di Cristo (2,3%).

Circa il 5% della popolazione filippina è di religione musulmana. I suoi fedeli appartengono essenzialmente all'etnia Moro (si noti il nome dato loro dagli spagnoli, per analogia con gli arabi che conquistarono la Spagna, detti appunto moros, ossia "mori"), originaria dell'arcipelago di Sulu, dell'isola di Palawan e della zona occidentale di Mindanao. I processi di migrazione interna hanno fatto sì che quest'etnia sia oggi presente su tutto il territorio nazionale così che, ad esempio, vi è un buon numero di praticanti musulmani in ognuna delle maggiori città. L'Islam filippino è di rito sunnita ed ha vissuto attriti continui con le istituzioni e le autorità centrali, da sempre cristiane e cattoliche, con insistenti campagne di politiche separatiste che hanno portato alla formazione, nel 1989, della Regione Autonoma nel Mindanao Musulmano, formata da quelle province nelle quali la popolazione ha espresso con un voto referendario la volontà di riconoscersi in un'unità territoriale distinta geograficamente e per credo religioso.

Il resto della popolazione segue altre fedi, tra le quali l'animismo, praticato dalle popolazioni di origine tribale e presente nelle sue forme rituali anche in molta parte del culto cristiano e musulmano locale, o abbraccia altri credi come l'induismo, il buddhismo o il sikhismo, la presenza dei quali si spiega soprattutto per l'effetto dell'immigrazione di cittadini di altre nazionalità del Sud-est asiatico.

Secondo la Costituzione filippina del 1987, il filippino e l'inglese sono le lingue ufficiali. Il filippino è una versione di fatto del tagalog, parlato nella regione di Manila e nella maggior parte delle Filippine. Il filippino e l'inglese sono utilizzati nel Governo, nell'istruzione, nei media, dalla stampa e dalle imprese. La Costituzione indica lingue regionali come bicolano, ilongo, cebuano, ilocano, hiligainón, pampango, pangasinense, tagalog e samareño come lingue ufficiali ausiliari. Prevede inoltre che lo spagnolo e l'arabo sono promossi su base volontaria e facoltativa. Queste lingue non vengono più utilizzate. Ci sono altre lingue che hanno rilevanza valida in ambito regionale.

Nella Regione Autonoma nel Mindanao Musulmano, la più grande organizzazione separatista, il Fronte di Liberazione Nazionale Moro, governa politicamente la regione. Altri gruppi militanti come il Fronte di Liberazione Islamico Moro, il Nuovo Esercito del Popolo di comunisti, e l'Abu Sayyaf stanno ancora lottando in altre province, ma la loro presenza è in calo negli ultimi anni, a causa delle operazioni di sicurezza attuate dal Governo.

Le Filippine sono state un alleato degli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, e nel 1951, i due paesi hanno firmato un trattato di difesa reciproca. Le Filippine hanno sostenuto l'ideologia americana durante la Guerra Fredda e la partecipazione statunitense alla Guerra di Corea e del Vietnam. Furono anche un membro del SEATO, un'organizzazione ormai dissolta il cui obiettivo era quello di assumere un ruolo simile alla NATO nella regione, e i cui membri erano Australia, Francia, Nuova Zelanda, Pakistan, Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti.

Dopo l'inizio della guerra contro il terrorismo, l'esercito filippino faceva parte della coalizione che ha dato sostegno agli Stati Uniti in Iraq, ed è stato indicato come un importante alleato extra-NATO. Attualmente, il Governo filippino lavora per fermare i gruppi di insorti nel suo territorio con l'aiuto del Governo degli Stati Uniti.

L'economia delle Filippine è la 42ª più grande al mondo, con un prodotto interno lordo calcolato nel 2012 pari a 250.182 milioni di $ (nominale) e a 419.572 milioni di $ (PPA), con un PIL pro-capite nominale di 2.612 dollari e a parità di potere d'acquisto di 4.380 dollari. Le esportazioni primarie includono semiconduttori e prodotti elettronici, mezzi di trasporto, abbigliamento, prodotti in rame, prodotti petroliferi, olio di cocco e frutti. I principali partner commerciali sono Stati Uniti, Giappone, Cina, Singapore, Corea del Sud, Paesi Bassi, Hong Kong, Germania, Taiwan e Thailandia. La valuta delle Filippine è il peso filippino.

Grazie alla posizione sul mare, ogni isola delle Filippine ha un forte sviluppo nel campo della pesca. I lavori legati alla natura (agricoltura, allevamento, pesca) sono molto presenti in tutte le isole, tuttavia il Paese sta attraversando una trasformazione da un'economia basata sull'agricoltura a un'economia basata più sui servizi; il settore dei servizi produce infatti il 57% del PIL, contro il 31% dell'industria e il 12% dell'agricoltura, nonostante una forza lavoro, in quest'ultima, pari al 32% della popolazione.

L'allevamento più diffuso è quello del carabao, che viene utilizzato per il lavoro dei campi e per la carne. I filippini sono abili artigiani e i loro lavori si collegano con le antiche tradizioni tramandate di padre in figlio. Pur trovandosi in una posizione favorevole per i commerci, le Filippine sono molto chiuse in questo settore economico, anche se i loro prodotti sono molto raffinati e realizzati con tecniche particolari conosciute solo dalle persone più esperte.

Le Filippine sono considerate in parte un paradiso fiscale. Infatti sono una delle 14 giurisdizioni che figurano nella cosiddetta "lista grigia" nel rapporto del giugno 2010 dell'OCSE. Anche il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, ha inserito le Filippine tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, cosiddetta Black list o lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico-commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio.

L'arcipelago delle Filippine è formato da oltre 7100 isole, isolette e scogli di cui circa 2770 soltanto hanno un nome e poco meno di 900 sono abitate. Le isole maggiori sono undici: Luzon a N (dove si trova la capitale), Mindanao a S, e poi, in ordine decrescente, Samar, Negros, Palawan, Panay, Mindoro, Leyte, Cebu, Bohol e Masbate. Tutte insieme queste 11 isole formano il 94% del territorio. Il gruppo di isole situato fra Luzon e Mindanao, e precisamente Samar, Negros, Panay, Leyte, Cebu, Bohol, Masbate più alcune minori, viene sovente indicato come gruppo delle Visayan o Visayas.
Le coste sono frastagliate e presentano numerose baie e golfi, ma non sono particolarmente ricche di buoni approdi, tenuto conto del grande sviluppo costiero complessivo (che si aggira sugli 11.000 km), e spesso sono accompagnate da scogliere e banchi di corallo che ostacolano la navigazione. A oriente l'arcipelago è orlato da una delle più profonde fosse oceaniche del mondo, la fossa delle Filippine, che raggiunge una profondità massima di 10.540 m.
Le isole dell'arcipelago si trovano in una zona che fu interessata da forti fenomeni orogenetici e quindi la loro morfologia è molto accidentata. Si calcola che più del 65% del territorio sia montuoso, mentre le aree di pianura sono poco più del 30%. Si tratta in genere di strette fasce costiere o di brevi zone pianeggianti di origine alluvionale. Le pianure più estese si trovano nelle due isole maggiori: a Luzon la grande pianura centrale, che si apre sulla baia di Manila, e la vallata del fiume Cagayan; a Mindanao la valle del fiume Agusan. In linea di massima i rilievi seguono, come andamento, l'asse principale di ciascuna isola. Ovviamente i sistemi montuosi più complessi si trovano nelle isole di Luzon e Mindanao. La parte settentrionale di Luzon è percorsa, da N a S, da due catene di monti: la sferra Madre e la cordigliera Centrale. Separate dapprima dalla valle del Cagayan, le due catene convergono poi a N di Cabanatuan e vanno a innervare la lunga e sinuosa penisola di Camarines dove spicca il vulcano Mayon (2420 m). A O, e separata da questi rilievi per l'interposta pianura centrale, si leva la catena costiera dei monti Zambales. Il rilievo di Mindanao è costituito da brevi catene, massicci e gruppi vulcanici (quello dell'Apo, con i suoi 2954 m, è la vetta più alta delle Filippine) fra i quali si aprono modesti bacini interni e più ampie valli fluviali come quella del Pagusan. I corsi d'acqua delle Filippine sono numerosi, ma brevi e con portate molto variabili. Tra i laghi, il più esteso è la laguna de Bay (Luzon) che misura 922 kmq.



Le Filippine sono ben note per le sue bellissime spiagge bianche e mare verde smeraldo.
Questa è la meta esotica per eccellenza sia per chi vuole fare immersioni e per chi preferisce invece crogiolarsi al caldo in uno dei paradisi tropicali più belli al mondo.

Soprannominato “Ultima Frontiera” delle Fillippine, El Nido è senza dubbio l’ultimo  paradiso terrestre sperduto nel mare Cinese meridionale . Situato sulla punta settentrionale dell’isola di Palawan, El Nido è un insieme di isolotti corallini e bellissime baie nascoste tra le scogliere di arenaria bianca che emergono dal mare color smeraldo.
La Baia di Bacuit di El Nido è una destinazione esclusiva, ricca di paesaggi magici, barriere coralline, caverne preistoriche e lagune incontaminate.

Le spiagge più belle del mondo si trovano sull’isola di Boracay, una delle mete preferite dai turisti che si recano nelle Filippine. “White Beach”, è la spiaggia più famosa di Boracay, si estende per 4 chilometri, fiancheggiata da resorts, ristoranti e bar e lambita da acque turchesi.
Di notte inizia il divertimento e la White Beach si anima con castelli di sabbia a lume di candela e accoglienti ristoranti e bar che rimangono aperti fino all’alba.
In altre zone dell’isola ci sono luoghi più tranquilli, dove si possono trovare spiagge deserte, calette, grotte e scogliere a picco sul mare.

La caratteristica unica dell’isola di Bohol sono le Colline di Cioccolato: oltre 1500 colline perfettamente coniche a perdita d’occhio, formatosi da una barriera corallina emersa durante l’era glaciale.  Sono un gioiello naturale e patrimonio dell’umanità protetto da UNESCO. Sono chiamate di Cioccolato per il colore marrone che assumono durante la stagione secca.
Oltre al paesaggio surreale delle Colline di Cioccolato, l’isola di Bohol è una meta naturalistica dove è possibile vedere il tarsio spettro, una delle scimmie più piccole al mondo.
L’isola offre inoltre caverne, spiagge di sabbia bianca, mare cristallino e cascate nascoste nella foresta pluviale. E’ possibile soggiornare nei resorts che si affacciano sulla bellissima spiaggia di Alona Beach sull’isola di Panglao, a sud di Bohol.  Panglao è una sistemazione adatta agli amanti delle attività marine tra cui l’ avvistamento delfini e balene, immersioni e snorkeling.

A circa 800 chilometri a sud est di Manila, si trova l’isola di Siargao, la capitale del surf nelle Filippine. Grazie alle condizioni ottimali, si formano onde altissime alle quali gli amanti del surf non sapranno resistere. L’isola offre anche bellissime attrazioni naturali anche per i non-surfer come: spiaggie bianche, foreste di mangrove ricche di animali selvatici, barriere coralline ben conservate e lagune color turchese per poter nuotare in tranquillità.

Si dice che Camiguin sia “un’Isola Nata dal Fuoco” per la presenza di sette vulcani, tra cui il Monte Hibok-Hibok ancora attivo.  Camiguin è un vero e proprio Giardino dell’Eden, con cascate e sorgenti termali nascoste nella foresta pluviale e con spiagge bianchissime che fanno da contrasto con le montagne verdeggianti.

Dal momento in cui i subacquei hanno scoperto Tubbatah Reefs alla fine del 1970, è stato riconosciuto tra le barriere più belle del pianeta e dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. A causa della sua posizione isolata, Tubbataha è raggiungibile solo con crociera liveboard da Puerto Princesa. Gli amanti delle immersioni subacquee potranno esplorare l’ancora incontaminato mondo sottomarino e la sua straordinaria biodiversità

La piccola isola Pamalican, lambita dal Mare di Sulu, è circondata da spiagge bianchissime e 7 km di barriera corallina incontaminata.

L’arcipelago delle isole Samal è composto da nove isole. L’isola di Samal è quella più famosa e negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare grazie alla sua costa di 118 km di spiagge bianche.
Oltre alle spiagge idilliache, l’isola di Samal offre dei paesaggi unici con lagune trasparenti, foreste pluviali e formazioni rocciose.

L’isola di Bantayan è stata definita come la versione più tranquilla di Boracay. Situata a largo della punta settentrionale di Cebu, Bantayan è nota per le sue spiagge bianche, le acque cristalline e per la popolazione locale amichevole.

Coron, Busuanga, Sangat e Culion sono solo alcune delle isole che compongono l’arcipelago delle Calamianes, che conta ben più di cento isole. Il mare delle Calamianes può essere definito come un acquario a cielo aperto dove si possono trovare creature strane come i Dugonghi (mucche di mare) che si aggirano in questa zona da marzo a giungo. E poi ancora tartarughe marine, razze, coralli e vari pesci tropicali dai colori psichedelici. Per non parlare del misterioso Lago Kayangan, una laguna verde-blu circondata dalla foresta pluviale e scogliere mozzafiato, che lancia un incantesimo a tutti i visitatori.

Le Filippine hanno un clima tropicale caldo e umido. La temperatura media annuale è di circa 26,5 °C. L'anno è suddiviso in tre stagioni: Tag-init o Tag-Araw (la stagione calda o estate da marzo a maggio), Tag-ulan (la stagione delle piogge da giugno a novembre), e Tag-lamig (la stagione fredda, da dicembre a febbraio). Le stagioni dei monsoni sono due: una umida e l'altra secca. Il monsone che spira da sud-ovest (da maggio ad ottobre) è conosciuto con il nome Habagat, mentre quello che spira da nord-est (da novembre ad aprile) è noto come Amihan. Il mese più freddo è gennaio, quello più caldo è maggio. Entrambe le temperature minime e massime raggiungono il picco nei mesi di aprile e maggio. La capitale Manila e la maggior parte delle zone di pianura risultano calde e polverose da marzo a maggio. Anche in questo periodo le temperature medie superano di rado i 37 °C, mentre quella del mare raramente scende sotto i 27 °C. Le precipitazioni medie annue nelle regioni montuose sulla costa orientale possono arrivare fino a 5.000 millimetri, mentre nelle valli più riparate dalla pioggia meno di 1.000 mm. L'intero arcipelago è spesso soggetto a passaggi di uragani e tifoni da luglio a ottobre. Il 7 novembre 2013 le Filippine centrali, precisamente la regione di Leyte, sono state colpite da Haiyan, un fortissimo tifone che ha messo in difficoltà milioni di persone: stime iniziali hanno contato oltre 10.000 vittime. Nelle ore successive, l'allarme si è spostato in Cina e Vietnam.

Il fatto di essere un arcipelago, l'estensione geografica, il clima tropicale, e la variegata orografia, rende le Filippine uno dei Paesi con il più alto livello di biodiversità ed endemismo del pianeta. La flora e la fauna dell'arcipelago sono costituite da una miscela di specie asiatiche e australasiatiche per via del fatto che le Filippine si trovano poco più a nord della linea di Wallace, che separa Asia e Oceania; i due continenti, che hanno avuto storie evolutive diverse, hanno apportato una grande biodiversità in quelle zone.

Le acque territoriali delle Filippine occupano circa 1,67 milioni di chilometri quadrati, e ospitano una vita sottomarina unica e diversa, con mari che ospitano più di 2.000 specie di pesci oltre a coralli, perle, granchi e alghe. Le foreste pluviali offrono habitat ad oltre 530 specie di uccelli, circa 800 specie di orchidee e circa 8.500 specie di piante da fiore.

Le foreste e le lunghe coste hanno permesso l'evoluzione di una vasta gamma di uccelli, piante, animali e creature marine e hanno reso le Filippine uno dei dieci Paesi a più alto tasso di biodiversità per unità di superficie del mondo.

La deforestazione, spesso praticata illegalmente, rimane però un problema grave e strutturale dell'arcipelago: la superficie delle foreste è infatti diminuita dal 70% del 1900 al 18,3% del 1999. Molte specie sarebbero pertanto in via di estinzione e gli scienziati affermano che le Filippine hanno subito un tasso di estinzione catastrofica, del 20%, alla fine del XX secolo e per questo motivo la Unione internazionale per la conservazione della natura asserisce che le Filippine sono tra i Paesi a cui dare la massima priorità per la conservazione delle specie.

Nelle Filippine sono presenti circa 13.500 specie vegetali, 3200 delle quali non sono presenti in nessun altro posto al mondo. Le foreste pluviali delle Filippine hanno una ricca flora, tra cui rari tipi di orchidee e di Rafflesie.

Grazie al clima tropicale, le piante da fiore sono abbondanti e sono utilizzate come ornamenti, per la fabbricazione di profumi e come alimenti. Tra questi c'è l'ylang-ylang (Cananga odorata), usata in profumeria, e la cosiddetta sampaguita o "gelsomino d'Arabia" (Jasminum sambac), dichiarato fiore nazionale delle Filippine con Decreto presidenziale del 1934. Altri vegetali presenti includono 54 specie di bambù, le palme da cocco, che sono alla base dell'economia di molte città, gli alberi di nypa (Nypa fruticans) e di mabolo (Diospyros blancoi), il cui legno è sfruttato per le costruzioni, il Canarium ovatum, il durian e diverse specie di piante carnivore del genere Nepenthes.

Si possono trovare circa 1.100 specie di vertebrati terrestri, tra cui oltre 200 specie di mammiferi e oltre 600 specie di uccelli. Tra le specie endemiche sono presenti il tamarao di Mindoro, il cervo maculato delle Visayas, il tragulo delle Filippine, il cinghiale delle Visayas, il lemure volante delle Filippine, e diverse specie di pipistrelli. Il territorio è privo di grandi predatori, ad eccezione di serpenti, pitoni, cobra e rapaci come l'aquila delle Filippine. Tra gli altri animali nativi ci sono lo zibetto delle palme comune, la civetta delle palme, il dugongo e il tarsio delle Filippine. Endemico dell'arcipelago è il coccodrillo delle Filippine, rettile a rischio di estinzione: è una specie gravemente minacciata, e le residue colonie (poche centinaia di esemplari, allo stato selvatico) sono minacciate in maniera piuttosto seria dalle gravi alterazioni cui sono sottoposti gli habitat da esse occupati.

Essendo un arcipelago di oltre 7000 isole, grande rilevanza ha anche la fauna marina, che è tra le più ricche del mondo; nelle acque territoriali si trovano oltre 3000 specie diverse di pesci, 800 specie di coralli (su circa 6000 specie specie note in tutto il mondo) e addirittura circa 20000 specie di molluschi (su circa 110000 specie note in tutto il mondo), oltre a mammiferi marini come delfini e balene e varie specie di tartarughe.

L'architettura filippina è caratterizzata da una forte influenza spagnola integrata a molteplici elementi della cultura dei filippini nativi. Infatti, secondo il folclore locale, le tipiche case filippine devono soddisfare alcune caratteristiche architettoniche per garantire buona fortuna e prosperità per le famiglie che vi abitano. Per esempio, la casa ideale per ricevere i raggi del sole del mattino in due delle sue facciate. Le scale devono essere orientate verso est, non devono essere situate al centro dell'edificio e hanno un numero di scalini che è un multiplo di tre. Inoltre non devono essere posizionate due porte esattamente di fronte, non devono essere costruiti scantinati, e il letto deve stare lontano dalla porta e la sala da pranzo deve essere la stanza più grande della casa.

L'influenza dell'architettura spagnola è evidente anche nel modo in cui sono state progettate molte città, attorno a una piazza centrale, anche se molti degli edifici storici sono stati demoliti durante la Seconda guerra mondiale. Alcuni esempi architettonici ancora in piedi includono principalmente chiese, edifici governativi e università. In effetti, nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco sono presenti quattro chiese barocche: la chiesa di Sant'Agostino di Manila, la Chiesa di Sant'Agostino a Paoay, la Chiesa di Nostra Signora dell'Assunta a Santa Maria e la Chiesa di San Tomas de Villanueva, a Miagao. Anche la città di Vigan è nota per le molte case ed edifici in stile spagnolo ancora conservati.

Dopo il dominio americano e la Seconda guerra mondiale, l'architettura filippina ha iniziato a adattarsi all'architettura occidentale che, combinata con le tradizioni locali, culminò con la creazione dello "stile filippino", presente in edifici come la sede della "Camera dei rappresentanti" e in genere negli edifici governativi. Gli Architetti Uniti delle Filippine (UAP) sono un'organizzazione creata nel 1974 al fine di gestire gli architetti certificati del Paese e promuovere opere a livello nazionale e internazionale.

Prima dell'arrivo degli europei, ogni gruppo etnico aveva sviluppato e affinato le proprie manifestazioni artistiche; l'arte fu influenzata dai malesi, dai cinesi e dagli islamici. Tuttavia, è stato durante la colonizzazione, e una volta che i filippini furono convertiti al cristianesimo, che iniziarono a esprimersi in pale d'altare, rilievi e sculture legate ai santi della Chiesa Cattolica, piuttosto che a rappresentazioni dei loro idoli. Successivamente, nel XIX secolo, le sculture si indirizzarono verso altre espressioni religiose, mostrando persone di tutti i gruppi etnici intente nei loro compiti di vita quotidiana. Successivamente nella pittura, durante il dominio statunitense, si aprì la strada del modernismo che arricchì il patrimonio artistico della nazione.

La letteratura filippina comprende opere solitamente scritte in filippino, spagnolo e inglese. Alcune delle opere filippine più conosciute sono state scritte nel XIX secolo. Francisco Balagtas, poeta e drammaturgo che scrisse Florante at Laura, è riconosciuto come un importante scrittore in lingua filippina. José Rizal, che scrisse le novelle Noli Me Tangere e El Filibusterismo, è anche considerato un eroe nazionale. Le sue raffigurazioni delle ingiustizie degli spagnoli, e la sua morte per fucilazione, ispirò altri rivoluzionari filippini a cercare l'indipendenza dal dominio spagnolo. Nel XX secolo, altri scrittori filippini ufficialmente riconosciuti come artisti nazionali sono: NVM Gonzalez, Nick Joaquin, F. Sionil Jose, e Alejandro Roces.

La musica filippina può essere classificata in tre gruppi principali: la musica folk, la musica popolare spagnola e la musica contemporanea. La musica folclorica comprende tutte le musiche tradizionali dei gruppi indigeni. I principali strumenti musicali utilizzati sono, tra gli altri, il gong, lo xilofono, il flauto, il tamburo, l'arpa, la cetra di bambù. La musica influenzata dagli spagnoli è per lo più di stampo religioso, anche se alcune combinazioni con influenze indigene hanno portato alla creazione di vari canti tradizionali, e la musica contemporanea è invece fortemente legata alla cultura statunitense, come ad esempio il pinoy pop filippino, che è un genere che comprende vari stili occidentali come rock, jazz, hip-hop, disco e pop.

Nelle Filippine gli sport più popolari sono il basket e il pugilato; vengono praticate e studiate anche arti marziali, in particolare l'Escrima antica arte marziale che prevede anche l'uso delle armi.

La cucina filippina si è evoluta nel corso dei secoli, dalle origini maleo-polinesiane per diventare poi una cucina mista con influenze ispaniche, asiatiche, americani e altre, adattate agli ingredienti locali per creare piatti chiaramente filippini. Esistono piatti semplici, come un pasto a base di pesce salato fritto e riso, o più elaborati, come ad esempio la paella, preparati in occasioni delle festività. Le ricette popolari includono carne di maiale, soprattutto da latte, adobo, sinigang, kare kare, tapa, zampa croccante, pancit, involtini primavera e halo-halo. Alcuni ingredienti locali comuni utilizzati in cucina sono le calamondine, le noci di cocco, la saba banana, i manghi e varie varietà di pesci, tra cui il pesce latte.

I filippini tendono a favorire sapori forti, tuttavia i loro piatti non sono così piccanti come quelli tradizionali dei paesi vicini.

A differenza di molti asiatici dei paesi vicini, i filippini non mangiano con le bacchette, ma usano le posate occidentali. Tuttavia, forse perché il riso è l'alimento base e un gran numero di stufati e piatti molto popolari sono fatti con esso, gli utensili presenti a tavola nelle Filippine sono cucchiaio e forchetta, e non coltello e forchetta.

Il modo tradizionale di mangiare con le mani, noto come kamayan, è più frequente nelle zone poco urbanizzate.



sabato 26 marzo 2016

LE ISOLE SHETLAND



Le isole Shetland sono un arcipelago sub-artico della Scozia che sorge a nord-est dell'isola della Gran Bretagna e costituisce parte del Regno Unito.

Nel 43 d.c. e nel 77 d.c. gli autori romani Pomponio Mela e Plinio il vecchio narrano di sette isole che chiamano, rispettivamente Haemodae e Acmodae, di cui si pensa siano le Shetland. Un altro possibile riferimento scritto alle isole è di Tacito nel 98 d.C., dopo la descrizione e la scoperta delle isole Orcadi, che la flotta romana ha identificato come la mitica Thule. Nell'antica letteratura irlandese si fa riferimento alle Shetland come Inse Catt (isole dei gatti), i quali potrebbe essere stato il nome prenorrenico delle isole. La tribù Cat occupò anche parte della Scozia settentrionale e il loro nome può essere trovato in Caithness e nel nome gaelico per Sutherland: Cataibh, che significa: "tra i gatti". L'antico nome del nome attuale Shetland è Hetlandensis, attestato nel 1190, diventa Hetland nel 1431 dopo varie trasformazioni intermedie. È possibile che il suono "gatto" (cat) in pittico formi parte del nome norrenico. Divenne, poi Hjaltland nel XVI secolo.

La maggior parte delle isole ha un nome norrenico, sebbene l'origine di essi sia oscura e potrebbe essere pre-norrenica, probabilmente pittica o anche elementi o nomi pre-celtici.

L'uomo abita le isole sin dal Mesolitico, e i primi riferimenti scritti alle Shetland risalgono all'antica Roma. L'Alto Medioevo fu dominato da influenze scandinave, e specialmente dalla Norvegia, e le isole non divennero parte della Scozia fino al XV secolo. Quanto la Scozia divenne parte del Regno di Gran Bretagna nel 1707, i commerci con l'Europa settentrionale diminuirono, ma la pesca ha continuato a rivestire un ruolo fondamentale nell'economia fino ad oggi. La scoperta del petrolio nel Mare del Nord negli anni '70 ha dato nuova linfa all'economia, all'occupazione e al settore pubblico delle Shetland.

Lo stile di vita locale riflette le tradizioni norrene e scozzesi, incluso il festival del fuoco Up Helly Aa e una forte tradizione musicale, specialmente lo stile tradizionale fiddle. Le isole hanno generato una grande varietà di scrittori di prosa e poesia, molti dei quali utilizzano il dialetto locale. Vi sono diverse aree dove la fauna e la flora sono protette, tra cui molti siti di riproduzione degli uccelli. Il cavallo delle Shetland e lo Shetland Sheepdog sono due famosissime razze originarie del luogo.

Il motto delle isole, che appare nello stemma araldico del Consiglio, è Með lögum skal land byggja. Questa frase islandese è tratta dalla Legge Basica danese del 1241, Jyske Lov, ed è anche menzionato nella Njáls saga; significa "la terra dovrà fondarsi sulla legge". Un tempo il nome era scritto Zetland, e nell'antichità le isole erano chiamate Hjaltland.

Il nome antico in lingua gaelica scozzese delle isole Shetland (Innse Cat, "Isole del popolo dei Gatti") fa pensare che gli abitanti originali facessero parte dello stesso gruppo tribale che abitava il Caithness (il "Promontorio del Popolo dei Gatti",) e il Sutherland (Cataibh, la "terra del popolo dei Gatti"). Intorno al VII secolo vi giunsero dei missionari che iniziarono a convertire la popolazione al Cristianesimo.

Verso il IX secolo le isole furono invase dai Vichinghi e divennero una colonia norvegese per circa 500 anni, ma la proprietà delle Shetland, insieme alle Orcadi, passò alla corona di Scozia il 20 febbraio 1472 in conseguenza del mancato pagamento della dote per il matrimonio di Margherita di Danimarca con il re di Scozia Giacomo III Stuart. I successivi tentativi da parte dei Norvegesi di saldare il debito e di riacquistare le isole vennero ignorati, inclusa l'ultima offerta norvegese dei primi anni del XX secolo. È comunque da rilevare che un'ampia fascia della popolazione ancora oggi è molto più legata alle origini scandinave che non alla Scozia.

Durante la Seconda guerra mondiale alcune navi provenienti dalle isole Shetland fornirono un servizio di soccorso clandestino alla Norvegia occupata dalle truppe della Germania; questa serie di operazioni venne chiamata l'"autobus delle Shetland" ("the Shetland Bus"). Inizialmente si trattò di un gran numero di piccole barche da pesca, ma in seguito si aggiunsero tre sottomarini di fabbricazione statunitense: il Vigra, l'Hitra e l'Hessa. Il sottomarino Hitra è tuttora galleggiante ed è adibito come nave museo. Dall'estate del 1942 il servizio di soccorso venne ufficialmente denominato come Unità navale norvegese indipendente (NOR.N.U.)

I viaggi di attraversamento del Mare del Nord vennero fatti principalmente in inverno per facilitare il raggiungimento della costa norvegese coperti dall'oscurità della notte artica. Ciò significa che gli equipaggi e i passeggeri dovettero sopportare pesantissime condizioni climatiche e di mare, senza luci, con il rischio costante di essere scoperti da aerei o navi tedesche in ricognizione. Vi era inoltre la possibilità di essere catturati mentre compivano la loro missione sulla costa norvegese. Tuttavia, fu subito deciso che il mascheramento sarebbe stato la migliore difesa: le barche vennero camuffate da pescherecci e gli equipaggi da pescatori. L'operazione fu costantemente sotto la minaccia delle forze d'occupazione tedesche, e diverse missioni fallirono: la tragedia di Telavåg è il caso più tristemente conosciuto.

Parecchie barche da pesca andarono perdute nelle prime operazioni, ma dopo l'arrivo dei tre sottomarini, veloci e adeguatamente armati, non ci furono più perdite durante i viaggi.

Leif Larsen (popolarmente conosciuto come "Shetland Larsen") fu forse il più famoso tra i partecipanti alle operazioni. In tutto egli compì 52 viaggi tra le isole Shetland e la Norvegia, diventando l'ufficiale navale alleato maggiormente decorato della Seconda guerra mondiale.

Solo 16 delle circa 100 isole sono abitate; l'isola principale del gruppo è conosciuta come Mainland e, tra le maggiori, Yell, Unst e Fetlar sorgono a nord, mentre Bressay e Whalsay si trovano ad est. East e West Burra, Muckle Roe, Papa Stour, Trondra e Vaila sono isole minori situate ad ovest di Mainland. Le altre isole abitate sono Foula, a 28 km ad ovest di Walls, Fair Isle a 38 km a sud-ovest di Sumburgh Head e le Outer Skerries ad est.

Le isole disabitate comprendono Mousa, conosciuta per il Broch di Mousa, l'esempio meglio conservato in Scozia delle torri rotonde dell'età del ferro, St Ninian's Isle connessa a Mainland tramite il più grande tombolo del Regno Unito e Out Stack, il punto più a nord delle isole britanniche. La posizione delle Shetland implica diversi primati: Muness è il castello più settentrionale del Regno Unito, e Skaw risulta essere l'insediamento abitato più a nord. La geologia delle Shetland è complessa, con numerose faglie e pieghe. Queste isole sono l'avamposto settentrionale dell'orogenesi caledoniana e vi sono affioramenti di rocce metamorfiche Lewisiane, Daldariane e di Moine, con storie simili alle loro equivalenti della terraferma scozzese. Vi sono anche depositi di Old Red Sandstone e instrusioni granitiche; le caratteristiche più distintive sono rappresentate dall'ofiolite basica, peridotite e gabbro su Unst e Fetlar, che costituiscono i resti dell'Oceano Giapeto. Gran parte dell'economia delle Shetland dipende dai sedimenti ricchi di petrolio nei mari circostanti. Nell'era post-glaciale, circa nel 8150 avanti Cristo, le isole furono colpite da tsunami alti fino a 20 metri causati dalla frana di Storegga, un'immensa valanga sottomarina al largo delle coste norvegesi.



Il punto più alto delle Shetland è Ronas Hill, che raggiunge solamente i 450 metri di altezza sul livello del mare. Le glaciazioni del Pleistocene coprono interamente le isole; durante questo periodo, le Stanes of Stofast, un masso erratico di 2000 tonnellate, raggiunse la sua posizione attuale sulla cima di una collina a Lunnasting.

Le Shetland sono un'area nazionale scenica che, diversamente dal solito, è costituita da diverse località distinte: Fair Isle, Foula, South West Mainland (incluse le isole Scalloway), Muckle Roe, Esha Ness, Fethaland e Herma Ness.

Le Shetland hanno un clima oceanico temperato marittimo, e confinano con la zona subpolare, con inverni lunghi ma freschi e estati corte e miti. Il clima, durante tutto l'anno, è moderato a causa dell'influenza delle aree circostanti, con temperature massime medie di 7°C a marzo e 18°C a luglio ed agosto. Temperature oltre i 25°C sono molto rare; la più alta temperatura registrata è stata 28,4°C nel luglio 1991 e la più bassa è stata -8,9°C nel gennaio 1952 e gennaio 1959. Il periodo senza ghiacci può accorciarsi fino a tre mesi. In contrasto, le aree interne della vicina Scandinavia a latitudini simili registrano differenze di temperatura maggiori tra inverno ed estate, con le massime medie di luglio comparabili al record di sempre di Lerwick, intorno ai 23°C, dimostrando ulteriormente l'effetto moderante dell'Oceano Atlantico. In contrasto, gli inverni sono considerevolmente più miti rispetto a quelli delle vicine aree continentali, comparabili addirittura alle temperature invernali di Inghilterra e Galles che si trovano molto più a sud.

Il carattere generale del clima è ventoso e nuvoloso con almeno 2 mm di pioggia al giorno in oltre 250 giorni l'anno. Le precipitazioni medie sono intorno ai 1003 mm l'anno, con novembre e dicembre che risultano i mesi più umidi. La neve si trova solitamente nei mesi tra novembre e febbraio, e la neve raramente rimane sul terreno per più di un giorno. I mesi meno piovosi vanno da aprile ad agosto, anche se nessun mese conta meno di 50 mm di precipitazioni. La nebbia è comune nei mesi estivi a causa dell'effetto rinfrescante del mare sulle correnti miti che provengono da sud.

A causa della latitudine delle isole, nelle notti invernali serene può essere osservata l'aurora boreale, mentre in estate vi è quasi un crepuscolo perenne, che localmente viene chiamato "simmer dim". Le ore di sole annuale ammontano a circa 1.110, il che rende molto comuni i giorni nuvolosi.

Tradizionalmente, le attività economiche principali nelle isole Shetland sono sempre state l'agricoltura e l'allevamento. Le piante coltivate includono l'avena e l'orzo, oltre a diversi ortaggi; tuttavia, il clima oceanico fresco e umido, il suolo sterile, la scarsa insolazione e la forte esposizione al vento creano un ambiente molto rigido per la maggior parte delle piante, permettendo un'agricoltura molto limitata. Il crofting, la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno in base a un limitato diritto di usufrutto, è tuttora praticato e visto come una tradizione fondamentale delle Shetland, oltre che un'importante fonte di reddito.

Maggiore importanza hanno l'allevamento e la pesca. Il primo in particolare ha fornito delle specie assai conosciute ed apprezzate, come la pecora delle Shetland, dalla lana molto soffice e bella, insieme al cane da pastore (lo Shetland shepard) e al pony delle Shetland.

Un'attività industriale molto importante, collegata all'allevamento delle pecore, è la lavorazione della lana.

Più di recente, la scoperta nel XX secolo di giacimenti di petrolio nel Mare del Nord ad est delle isole ha procurato una fonte alternativa di reddito di grande importanza. Il "Bacino delle Shetland Orientali" si sta rivelando come uno dei giacimenti petroliferi più grandi d'Europa. Il petrolio estratto viene scaricato al terminal di Sullom Voe nelle Shetland.

La lingua originariamente parlata nelle isole Shetland, il Pitto, fu sostituita dall'antico Norvegese, da cui si sviluppò il Norn, che a sua volta fu rimpiazzato dal dialetto delle Shetland, una variante locale dello Scots, che attualmente sta scomparendo per lasciare posto all'"Anglo-scozzese", la lingua inglese standard parlata in Scozia. Tuttavia, l'eredità del Norn resta nella grammatica e in un certo numero di parole, rendendo il dialetto delle isole Shetland peculiare e distinto dall'inglese parlato in Scozia.

Quando il Norn venne gradualmente soppiantato dallo Scots, il nome originario di provenienza scandinava delle isole, Hjaltland ("terra alta") divenne jetland (la lettera iniziale era l'antica lettera della lingua Scots, yogh, che suonava quasi identica al suono originale scandinavo, hj ). Quando la lettera yogh finì per scomparire, venne spesso sostituita con la lettera graficamente somigliante z, da cui derivò la grafia del nome Zetland, la forma usata per denominare prima del 1975 l'originale contea delle Shetland. Successivamente, la grafia venne uniformata alla pronuncia ormai comune del nome delle isole, e divenne quella attuale.

Le Shetland Meridionali consistono in 11 isole principali e diverse isole minori, per un totale di 3.687 km² di superficie. Tra l'80 e il 90% del territorio è coperto da ghiacciai. Il punto più elevato è il Monte Foster sull'Isola Smith a 2.105 metri s.l.m.

Secondo la versione ufficiale le isole vennero "scoperte" dall'esploratore britannico William Smith il 19 febbraio 1819 e reclamate in nome di Re Giorgio III del Regno Unito. Lo sbarco sulle isole venne effettuato sulla più grande delle Shetland Meridionali, l'Isola di Re Giorgio sempre da William Smith, il 16 ottobre dello stesso anno.

Le isole vengono tuttavia reclamate anche da Argentina e Cile. Sembra che nel 1818, precedentemente dunque allo sbarco dello Smith, Juan Pedro de Aguirre, avesse chiesto permessi al governo argentino, che dava concessioni di caccia e pesca nel territorio antartico, e operasse con la nave "Espíritu Santo " facendo base sull'"isola Decepción", il cui nome resta tuttora in una piccola isola dell'arcipelago.

La caccia alle foche e alle balene si è svolta sulle isole nel XIX e all'inizio del XX secolo, ma le isole sono state abitate solo dal momento dell'installazione di una stazione scientifica di ricerca nel 1944. Una minima parte di turismo specializzato vi si svolge durante l'estate.

L'Isola Livingston è la seconda più grande isola nelle Isole Shetland Meridionali, Antartide.

La formazione principale della montagna, la Montagna di Tangra nella regione sudorientale, è di lunghezza 30 km e d'altezza 1700 m. La maggior parte dell'Isola Livingston è coperta da un calotta di ghiaccio, che forma la linea costiera in molti settori. Il clima è antartico marittimo.

Livingston è stato scoperto dall'inglese William Smith il 19 febbraio 1819 e durante gli anni successivi è diventato il centro di sfruttamento delle risorse viventi marine. Rimane delle capanne, barche ed altri manufatti dei cacciatori di foche statunitensi ed inglesi dal secolo XIX ancora sono trovati su Livingston, che possiede la concentrazione più grande dei luoghi storici in Antartide (dopo la Georgia del Sud).

L'isola è governata sotto il regime del Trattato Antartico. Le basi scientifiche Juan Carlos I (Spagna) e San Clemente di Ocrida (Bulgaria) esiste alla Baia Sud dal 1988, e la piccola base di Capo Shirreff (Cile e Stati Uniti d'America) funziona dal 1991. Ci sono due aree naturali protette sull'isola, la Penisola Byers e il Capo Shirreff. Il Punto Hannah sul litorale del sud di Livingston e l'Isola Half Moon vicino al litorale orientale, sono fra le destinazioni più popolari di turismo antartico, visitate frequentemente da navi turistiche.





lunedì 21 marzo 2016

LE MALDIVE



I reperti archeologici ritrovati alle Maldive sono stati tutti datati ad epoche successive al 1500 a.C.; si ritiene infatti che in precedenza l'arcipelago fosse disabitato. La popolazione attuale discende da popoli di religione buddhista migrate dall'India meridionale e dallo Sri Lanka intorno ai secoli IV e V.

Quando gli arabi iniziarono a percorrere frequentemente le rotte commerciali verso il sud-est asiatico, le Maldive divennero un importante punto di scalo. I commercianti arabi esercitarono una forte influenza culturale sulla popolazione locale, che a partire dall'XI secolo si convertì gradualmente all'Islam. Nel 1153 le Maldive divennero un sultanato. Una revisione della costituzione del 2008 stabilisce che "un non-musulmano non può diventare cittadino delle Maldive." (Art. 9, Sez. D).

Nel XVI secolo le potenze europee iniziarono a minacciare le Maldive. I primi a conquistare l'arcipelago furono i Portoghesi, che vi crearono un insediamento nel 1558. Questi furono però cacciati nel 1573 dai Devehi guidati da Muhammad Thakurufar Al-Azam. Il sultanato rimase poi indipendente fino al 1887, anno in cui esso fu dichiarato protettorato britannico.

Durante la seconda guerra mondiale le Maldive rappresentarono un possedimento strategico per la marina britannica. Negli anni successivi alla guerra, la vita politica e sociale del sultanato fu sostanzialmente stabile, fatta eccezione per un fallito tentativo di instaurazione del sistema repubblicano nel 1953. Nei primi anni sessanta si formò uno Stato separatista: la Repubblica Unita di Suradiva. La neo repubblica comprendeva le isole più meridionali dell'arcipelago, a sud dell'One and Half Degree Channel, e cioè gli atolli di Suradiva, Addu e Gan più una serie di isolotti minori. La Repubblica fu riassorbita nel 1963 e scomparve.

L'indipendenza dal Regno Unito fu sancita il 26 luglio 1965; nel 1968, il sultanato divenne una Repubblica presidenziale. Dal 1978 al 2008 il presidente è stato Maumoon Abdul Gayoom; egli ha governato il paese in modo totalitario, esercitando un rigoroso controllo dei mezzi di informazione e impedendo di fatto l'esistenza di un movimento di opposizione. Gayoom denunciò due abortiti tentativi di colpo di Stato per spodestarlo, nel 1980 e nel 1983. Il 3 novembre 1988 un gruppo di suoi oppositori politici, spalleggiati da mercenari tamil del People's Liberation Organisation of Tamil Eelam, mise in atto un tentativo di golpe impossessandosi della capitale Malé; Gayoom richiese assistenza militare all'estero, e con l'operazione Cactus un contingente di truppe scelte dell'esercito indiano fu inviato dal primo ministro Rajiv Gandhi a ristabilire l'ordine nell'arcipelago: i mercenari furono rapidamente sconfitti e Gayoom reintegrato nelle sue piene funzioni.

Nel luglio del 2003 Amnesty International ha pubblicato un rapporto sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime del presidente Gayoom; esso cita casi di maltrattamenti nelle carceri maldiviane, imprigionamenti di giornalisti e politici dell'opposizione e sviluppo di numerose carceri negli atolli più distanti. Nel settembre dello stesso anno, in seguito al decesso di tre carcerati, vi sono state alcune manifestazioni. Il presidente Gayoom ha annunciato lo studio di riforme del sistema giudiziario e dei poteri del parlamento.

Nell'agosto 2004 vi è stata una imponente manifestazione a Malé per chiedere il rilascio dei prigionieri politici e una riforma del sistema politico. La manifestazione è stata dispersa dalle forze dell'ordine e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza; in seguito a queste vicende si sono accese altre manifestazioni contro il regime che, secondo l'opposizione esiliata all'estero, hanno portato a ulteriori arresti di massa. Ciononostante parte della popolazione maldiviana riteneva che il progresso raggiunto dall'arcipelago negli ultimi due decenni sia merito del presidente Gayoom. Nel 2008 vi fu una transizione, in parte pilotata dallo stesso Gayoom (che nel 2000 aveva garantito le prime elezioni parzialmente libere), alla democrazia plurale, sebbene la costituzione garantisse i vecchi esponenti del regime e una sostanziale mancanza di libertà di culto. Nel 2008 il partito democratico delle Maldive prese il potere e tentò di modernizzare le isole in senso liberale e liberista, senza però fare i conti con il trentennio di dittatura precedente, né incarcerando o processando Gayoom ed i suoi uomini. In compensò varò diverse riforme sulla libertà d'espressione, il rispetto dei diritti umani, la riforma del sistema carcerario, la libertà di riunione ecc. Presidente divenne un oppositore di lungo corso di Gayoom, l'avvocato e giornalista Mohamed Nasheed (è stato incarcerato per reati d'oppinione a singhiozzo tra il 1990 e il 1998, dopo aver denunciato in alcuni articoli giornalistici gli scandali del regime e le elezioni truffa del 1989), fu eletto parlamentare nel 2000 (prima della liberalizzazione dei partiti politici), ma immediatamente dopo nuovamente incarcerato con vari pretesti fino al 2003, quando, uscito di prigione, entrò nel partito democratico (che non era ancora ammesso dal regime), anche se fu costretto ad un breve esilio in Gran Bretagna. Rientrò nell'arcipelago nel 2005, quando il partito democratico venne riconosciuto dal governo, impegnato in una lenta e titubante transizione verso la democrazia. Nel 2005 il partito democratico, ormai guidato da Mohamed Nasheed ha organizzato alcune grandi manifestazioni contro il regime, cui il governo rispose con l'incarcerazione di molti dirigenti (ufficialmente "per proteggere la loro incolumità"), mentre Mohamed Nasheed fu accusato di terrorismo e posto nuovamente in isolamento.

Scarcerato nel 2007 poté concorrere alle elezioni del 2008, che vinse a capo di un'eterogenea coalizione che raggruppava tutti i partiti d'opposizione "storici", ovvero il Gaumee Party (centro), il Jumhoory Party, l'Adhaalath Party, (Partito Islamico), il Social Democratic Party e il Gaumee Ithihaad (centro, nato da una scissione dell'ala moderata del partito democratico), ottenendo il 54% dei voti. La coalizione si è però sciolta nel corso dei successivi due anni, sia per questioni inerenti alle politiche sociali (sottovalutate dal governo), sia per il carattere laico (mal visto dal Adhaalath Party) del governo. Inoltre nel 2010 tutti i ministri si dimisero e vi furono numerosi arresti di parlamentari accusati di corruzione, oltre a varie contestazioni che furono stigmatizzate come derivanti dalle macchinazioni del passato regime. Da allora Mohamed Nasheed guida un monocolore del partito democratico, che è quello di maggioranza relativa con circa il 30% dei voti (35,3% alle politiche del 2009). Uno dei successi del primo governo democratico delle isole è stata la trasformazione dell'economia maldiviana nella prima economia verde del mondo, ovvero in un'economia indipendente da tutte le fonti d'energia fossili, e basata soprattutto sul vento, il sole e piccole quantità di biodiesel autoprodotto o importato; questo dipende anche dal fatto che le Maldive sono lo Stato a maggior rischio in caso di riscaldamento globale e conseguente aumento del livello del mare. Notevoli sono state anche le politiche di difesa dell'ambiente e della biodiversità della barriera corallina, unite al blocco di diversi progetti di speculazione edilizia, anche se quest'ultimo punto, in un paese che vive di turismo, ha provocato la dura opposizione di diversi esponenti della borghesia dell'arcipelago (e di grandi compagnie internazionali) molto interessati a costruire grandi alberghi senza regole stringenti a difesa delle coste. Nel 2012, in vista anche di alcune possibili riforme costituzionali che avrebbero abolito la preminenza assoluta della religione islamica nella costituzione maldiviana, liberalizzato alcune professioni e consentito l'apertura di centro di massaggio anche al di fuori dei grandi alberghi, si ebbe un duro scontro politico tra il governo e Mohamed Abdulla, capo della suprema corte, che si risolse con l'incarcerazione di quest'ultimo con l'accusa di corruzione. L'opposizione sostenne che l'accusa di corruzione era stata artefatta per rimuovere uno scomodo sostenitore del carattere islamico della costituzione. In conseguenza di questo fatto i sostenitori del passato regime, le forze di polizia, e i movimenti islamici hanno eseguito un colpo di stato (7-9 febbraio 2012), preceduto da piccole manifestazioni e scontri di piazza (1-7 febbraio 2012), che ha provocato il ferimento di diversi deputati, l'arresto la scarcerazione e le dimissioni del presidente Nasheed. Le piccole forze militari dell'arcipelago si sono dichiarate invece favorevoli al governo, mentre alcuni esponenti politici sono andati in esilio volontario in Sri Lanka o hanno chiesto l'aiuto della comunità internazionale. Gli USA hanno tuttavia riconosciuto il governo golpista l'11 febbraio 2012. A capo del governo vi è Mohamed Waheed Hassan Manik, ex vice presidente, ex importante burocrate delle nazioni unite, ex membro del partito democratico che aveva abbandonato nel decennio precedente, anche dopo un duro scontro per la leadership con Nasheed per fondare il Gaumee Itthihaad (partito d'unità nazionale, centro). Malgrado il Gaumee Itthihaad non sia più al governo dal 2010 era rimasto comunque vice presidente in carica fino al colpo di stato, quando giurò subito dopo che le forze di polizia avevano costretto con la minaccia delle armi (anche verso alcuni collaboratori) Nasheed a firmare le proprie dimissioni.

L'arcipelago dista 735 km dallo Sri Lanka ed è orientato in direzione nord-sud, estendendosi per 754 km in lunghezza e 188 in larghezza. È posizionato in buona parte prossimo all'Equatore (Malé è in una zona "di confine" comunque ancora vicina alla linea immaginaria equatoriale) e la parte estrema meridionale ne è a cavallo; fra 7°6'N e 0°41'S e fra 72°31'E e 73° 48'E.

Compongono l'arcipelago 1.192 isole coralline poggiate su basamenti di roccia calcarea e corallina, formatasi con evoluzioni periodiche e caratterizzata da molteplici strati di calcare e coralli formatesi con le numerose variazioni di livello delle acque ad iniziare da circa 60 milioni di anni fa, a seguito dell'emersione d'imponenti montagne dal fondo dell'Oceano Indiano.

Gli atolli naturali sono 26, ognuno è formato da diverse centinaia di isole, di cui solo alcune abitate. Nell'intero arcipelago, le isole abitate sono circa 200, mentre poco più di 100 sono adibite a villaggi turistici; le rimanenti sono deserte e talvolta costituite solo da un banco di sabbia in emersione. L'isola più grande è Fua Mulaku, situata nell'atollo di Gnaviyani, nel sud dell'arcipelago.



Le isole sono situate sia all'interno degli atolli sia lungo la barriera oceanica che delimita l'atollo separandolo dalle profonde acque oceaniche e proteggendo le acque interne dalle mareggiate. Le barriere oceaniche sono interrotte da canali detti pass (kandu in dhivehi) che permettono il ricambio delle acque interne dell'atollo, determinando però forti correnti in entrata e in uscita, specialmente durante le maree. In aggiunta a ciò, quasi tutte le isole sono circondate da una propria barriera corallina che racchiude una laguna.

Le isole sono formate da una base di sabbia bianca risultante dall'erosione delle barriere coralline ad opera del mare, ma anche di alcune specie ittiche (come il pesce pappagallo o il pesce balestra titano) che mangiano il corallo per restituirlo sotto forma di sabbia insieme con le feci; l'elevazione massima è di 2 m s.l.m., non vi sono sorgenti d'acqua dolce e solo nelle isole di dimensioni maggiori è possibile scavare pozzi per raccogliere l'acqua filtrata dagli strati di sabbia. Nell'isola di Fua Mulaku si trovano laghi di acqua dolce.

Il clima delle Maldive è di carattere monsonico. Il monsone secco s'instaura da dicembre ad aprile ed è caratterizzato da piogge deboli e poco frequenti; il cielo risalta nel suo azzurro intenso più facilmente. Il monsone umido, da maggio a novembre, porta piogge torrenziali più frequenti che possono durare alcune ore e talvolta giorni interi; il cielo risulta più spesso velato o soggetto a passaggi nuvolosi. Il vento è generalmente a regime di brezza debole (5-10 nodi), ma può divenire moderato (15-20 nodi) anche per giorni o settimane, specialmente nei periodi di cambio del monsone; raramente i picchi superano i 40-50 nodi e il più delle volte ciò avviene prima di una breve pioggia torrenziale. Poiché sono situate nella fascia tropicale equatoriale, le Maldive normalmente non sono soggette agli uragani.

La temperature medie oscillano tra i 26° (min) e i 31 °C (max) tutto l'anno nelle zone intermedie tra il nord ed il sud dell'arcipelago, con ovunque escursioni termiche giornaliere e notturne molto contenute; la minima temperatura mai registrata fu di 17,2 gradi (probabilmente molto vicina alla minima assoluta che si sarebbe mai potuta registrare all'interno dell'intera area dell'arcipelago) l'11 aprile 1978, mentre una famosa alta, 36,8 °C, fu raggiunta il 19 maggio 1991. Ma è accertato sia stata superata in qualche altra occasione, però dove non fossero presenti rilevatori sufficientemente attendibili per divulgare un dato preciso, il tutto per deduzione (vi sono stati sprazzi veramente molto caldi e afosi, e ci sono periodicamente, comunque tutt'altro che di frequente). Il mese più caldo è aprile, anche se i più secchi e soleggiati risultano febbraio e marzo; inoltre la costante presenza della brezza monsonica attenua la sensazione di calore e di afa, rendendo il clima, al di fuori dei periodi molto piovosi, sicuramente apprezzabile nonostante l'umidità relativa media decisamente elevata (però costante nel corso della giornata, quindi attorno al 75%-80% sia di notte che di giorno). La temperatura dell'acqua oscilla fra i 28-29 °C delle acque extralagunari e i 30-32 °C delle lagune; inoltre all'interno degli atolli il termoclino è pressoché nullo.

Le massime precipitazioni si verificano nei mesi fra maggio e dicembre (200–250 mm/mese), mentre in febbraio e marzo sono molto ridotte (50–80 mm/mese); gennaio e aprile sono mesi di transizione, con precipitazioni che variano di anno in anno (intorno ai 160 mm/mese). In corrispondenza del cambio del monsone (metà maggio e fine novembre) si producono spesso violenti acquazzoni o temporali, con venti intensi costanti o a raffica che possono durare diversi giorni.

Il fenomeno climatico periodico chiamato El Niño porta alla morte e allo sbiancamento dei coralli a causa dell’aumento della temperatura degli oceani. Il suo picco nell’arcipelago è stato nel 1998. Da allora, secondo i dati degli studiosi, c’è stata una buona ripresa anche se l’allerta del WMO, l’organizzazione mondiale della meteorologia, resta ancora alto.

La popolazione maldiviana è ritenuta di origine indiana o araba, in seguito mescolatasi con ondate migratorie provenienti dall'Africa del Nord e dallo Sri Lanka.

L'unica minoranza etnica è costituita da un gruppo di commercianti indiani insediatisi a Malé nei primi anni del XIX secolo; essa è composta da alcune centinaia di individui che costituiscono anche l'unica minoranza religiosa, essendo di fede sciita.

Negli ultimi anni si è verificata una notevole immigrazione dallo Sri Lanka, dall'India e dal Bangladesh a scopo d'impiego presso i villaggi turistici.

L'unica religione praticata nelle Maldive è l'Islam sunnita. Nel paese non esiste libertà di culto, nel 2008 un emendamento costituzionale ha negato ai non musulmani di poter ottenere la cittadinanza maldiviana. Nonostante ciò la Chiesa cattolica, almeno a livello formale, considera il territorio maldiviano facente parte dell'arcidiocesi di Colombo, nello Sri Lanka, a partire dal 1886.

L'islamismo praticato alle Maldive ha caratteristiche particolari a causa del fatto di essere venuto a contatto sia con le antiche tradizioni locali che con i costumi e gli stili di vita dei molti turisti occidentali che visitano le isole. Le donne, ad esempio, nella capitale usano camminare anche senza velo, mentre nei villaggi, più isolati, le ragazze dopo la pubertà usano coprirsi su tutto il corpo ad eccezione del volto.

Il sistema sanitario ospita 21 centri ospedalieri, che servono tutti gli atolli. Le cure mediche specializzate si trovano nei due ospedali della capitale. Solo i resort più lussuosi hanno medici presenti direttamente sull’isola. In caso di emergenza subacquea sono presenti 4 camere iperbariche.

In tutto l’arcipelago sono proibiti il nudismo e il topless. L’unica eccezione è rappresentata dai resort con bungalow a palafitta o spiaggia privata che permettono di vivere la propria privacy al riparo da sguardi indiscreti. Durante le visite ai villaggi locali è richiesto alle donne di coprirsi le spalle (vanno benissimo anche le normali t-shirt con le maniche corte) e le gambe almeno fino al ginocchio. Nel caso di visite alle moschee bisogna coprire bene braccia e gambe.

È assolutamente vietato portare con sé madrepore, coralli, conchiglie, oggetti in tartaruga, pesci e sabbia presi sia dal mare che dalle spiagge. La pena sono multe salatissime, sequestro della merce e rischio di perdere il volo di ritorno.

A scopo amministrativo i 26 atolli naturali sono stati divisi in 19 atolli amministrativi, nominati secondo le lettere dell'alfabeto dhivehi, più la capitale Malè. Ogni atollo porta anche un nome popolare; per esempio, l'atollo di Baa ha conservato anche il nome popolare di Maalhosmadulu.

L'amministrazione locale è affidata al Ministero dell'amministrazione degli Atolli che ha due uffici regionali, quello settentrionale e quello meridionale. Vi sono inoltre uffici per ogni atollo e isola abitata. Ciascun atollo è amministrato da un Capo dell'Atollo (Atholhu Veriyaa) nominato dal presidente mentre l'amministrazione di ogni isola è affidata a un Capo dell'isola (Katheeb), nominato dal ministero dell'amministrazione degli atolli e direttamente dipendente dal capo dell'atollo.

La risorsa economica principale è il turismo che costituisce circa il 20% del PIL. Gran parte delle entrate statali sono costituite da imposte e tasse legate al turismo o a dazi sulle importazioni.

Le isole destinate a divenire resort turistici, con o senza animazione vengono date in concessione a società estere, spesso basate negli Emirati Arabi Uniti, che vi costruiscono il resort e lo gestiscono per un certo numero di anni, stringendo accordi commerciali con le agenzie o gli operatori turistici esteri che inviano i propri clienti. Allo scadere della concessione, l'isola e tutto ciò che vi è stato costruito ritorna in possesso del governo maldiviano che solitamente rinnova la concessione o l'affida ad un'altra società.

Lo sfruttamento delle risorse marine è l'attività tradizionale della popolazione maldiviana.

L'attività principale è la pesca ma è rilevante anche lo sfruttamento dei coralli per ricavarne materiale da costruzione.

Per la pesca vengono usate le tipiche imbarcazioni a fondo piatto e costruite col legno di cocco e senza l'uso di chiodi, i cosiddetti dhoni. La pesca viene effettuata col bolentino, con le reti o al traino. Il pescato, costituito prevalentemente da tonni, squali, barracuda e marlin, viene consumato o conservato essiccato per l'esportazione.

Il governo maldiviano ha in corso da decenni un programma di sviluppo della pesca, che ha portato alla costruzione di alcune fabbriche di inscatolamento.

L'agricoltura risente ovviamente della scarsità di terreno coltivabile; su ogni isola abitata vi sono piccole piantagioni di palme da cocco, papaya e alberi del pane. Il cocco rappresenta la risorsa agricola principale: ne vengono lavorate le fibre e se ne ricava la copra. Il valore di un'isola viene stabilito in base al numero di palme da cocco esistenti, che viene controllato rigorosamente e annualmente dal capo dell'isola. Sulle isole più grandi vi sono piantagioni di verdure e frutta, che risentono però della scarsità d'acqua e dell'elevata alcalinità del terreno. Su alcune isole sono in fase di sperimentazione colture idroponiche

Un'importante risorsa tradizionale dell'economia maldiviana era, fino al XVI secolo, il commercio delle conchiglie della specie Monetaria moneta, molto apprezzate nei paesi affacciati sull'Oceano Indiano.

Il pesce e il riso sono gli ingredienti principali della cucina delle Maldive, carne e pollo sono mangiati solo in occasioni particolari. Il turista, scegliendo un viaggio alle Maldive, troverà fra i piatti nazionali pesce fritto, pesce al curry e zuppa di pesce. La bevanda locale è il raa, un vino di palma dolce. Fatta eccezione per il cocco, sulle isole delle Maldive non cresce molta frutta e verdura, quindi la maggior parte è importata.

Sono le isole più basse del mondo: il loro problema, fino ad ora, è stato che rischiano di finire sotto il livello del mare, sommersi dall'innalzamento delle acque, provocato dallo scioglimento dei ghiacci, causato dal cambiamento climatico. Ma adesso un pericolo minaccia le Maldive: di affondare, non solo metaforicamente, sotto una montagna di rifiuti. Le paradisiache isole dell'oceano Indiano, infatti, sprofondano nella spazzatura. Il formidabile aumento del turismo (1 milione di visitatori nel 2014) sommato alla mancanza di inceneritori o altri metodi per disfarsi dei detriti hanno già trasformato uno degli atolli, Thilafushi, in una collina alta 15 metri e che continua a crescere di giorno in giorno. Dentro c'è di tutto: plastica, siringhe usate, elettrodomestici rotti, ogni genere di spazzatura medica, industriale e privata, che va ad aggiungersi a quella gettata direttamente in mare dagli abitanti di Malè, capitale dell'arcipelago, sede dell'aeroporto a cui arrivano tutti i voli internazionali e ormai così piena di gente e di case da scoppiare. Così, oltre alle barriere coralline, una nuova barriera artificiale di spazzatura galleggia attorno alle isole e comincia a sbatterci contro, mentre sul "monte Thilafushi", come qualcuno dei locali l'ha soprannominato, si alzano maleodoranti fumi e sostanze tossiche.

Il problema dei rifiuti rischia di diventare un drammatico ostacolo allo sviluppo delle Maldive, che dipendono dal turismo per più di un terzo della propria ricchezza nazionale. Da un lato, la spazzatura rappresenta una minaccia ecologica all'ambiente delle isole. Dall'altro, rischia di tenere lontani i turisti: è già successo che qualcuno dei resort di lusso sia stato agganciato dalla disgustosa barriera di detriti, compreso tutto quello che esce dalle fogne, che viene scaricato ad appena 200 metri di distanza dalla costa e riportato a riva dalle correnti, per cui le acque possono apparire cristalline a occhio nudo ma potrebbero essere assai meno salubri dal punto di vista batteriologico.




domenica 21 febbraio 2016

CUBA



Cuba era stata abitata da popolazioni amerindie note come Taino, Siboney e Guanajatabey i cui antenati arrivarono dall'America meridionale diversi secoli prima.

Dopo il primo arrivo su un'isola allora chiamata Guanahani, Bahamas il 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo comandò le sue tre navi: La Pinta, La Niña e la Santa Maria, di approdare sulla costa nord-orientale di Cuba il 28 ottobre 1492. (Questo luogo era vicino a quello che oggi è Bariay, Provincia di Holguin). Colombo rivendicò l'isola per il nuovo Regno di Spagna e la chiamò Isla Juana in onore di Juan, Principe delle Asturie.

Nel 1511, il primo insediamento spagnolo fu fondato da Diego Velázquez de Cuéllar a Baracoa. Altre città seguirono, tra cui San Cristóbal de la Habana, fondata nel 1515, che più tardi divenne la capitale. I nativi Taino erano costretti a lavorare sotto il sistema della encomienda, che ha assomigliato ad un sistema feudale nell' Europa medioevale. Entro un secolo le popolazioni indigene furono praticamente spazzate via a causa di molteplici fattori, principalmente malattie europee infettive, a cui non avevano nessuna resistenza naturale, aggravate dalle condizioni difficili della sottomissione coloniale repressiva. Nel 1529, un focolaio di morbillo ha ucciso due terzi di quei pochi nativi che in precedenza erano sopravvissuto il vaiolo.

Il 18 maggio del 1539, il conquistatore Hernando De Soto partì dall'Avana a capo di 600 seguaci in una vasta spedizione attraverso gli Stati Uniti sudorientali, a partire dalla Florida, in cerca di oro, tesoro, fama e potere. L'1 settembre 1548, Dr. Gonzalo Perez de Angulo fu nominato governatore di Cuba. Arrivò a Santiago de Cuba il 4 novembre del 1549 e immediatamente dichiarò la libertà di tutti i nativi. Divenne il primo governatore permanente di Cuba a risiedere a L'Avana invece di Santiago, e costruì la prima chiesa dell'Avana, realizzata in muratura. Quando i francesi presero Havana nel 1555, il figlio del governatore, Francisco de Angulo, se ne andò in Messico.

Cuba si è sviluppata lentamente e, a differenza delle isole di piantagione dei Caraibi, aveva un'agricoltura diversificata. Ma cosa più importante era che la colonia era sviluppata come una società urbanizzata che principalmente sosteneva l'impero coloniale spagnolo. Dalla metà del XVIII secolo, i suoi coloni avevano 50.000 schiavi, rispetto ai 60.000 delle Barbados; 300.000 della Virginia, entrambi colonie britanniche; e i 450.000 della colonia francese di Santo Domingo, che avevano piantagioni di canna da zucchero su vasta scala.

La guerra dei sette anni, scoppiata nel 1754 in tre continenti, parte del conflitto arrivò nei Caraibi spagnoli. L'alleanza della Spagna con i francesi li pose in diretto conflitto con i britannici e nel 1762 una spedizione britannica di cinque navi da guerra e 4.000 truppe partì da Portsmouth per catturare Cuba.
Gli inglesi arrivarono il 6 giugno e in agosto avevano L'Avana sotto assedio. Quando L'Avana si arrese, l'ammiraglio della flotta britannica, George Keppel, entrò in città come nuovo governatore e ha prese il controllo della parte occidentale dell'isola.

I britannici si aprono immediatamente il commercio con le loro colonie in Nord America e dei Caraibi, causando una rapida trasformazione della società cubana. Vennero importati cibo, cavalli e altre merci nelle città, come pure migliaia di schiavi dall'Africa occidentale per lavorare nelle piantagioni di zucchero sviluppati.

Anche se per l'Avana, che era diventata la terza città delle Americhe, l'obbiettivo era quello di entrare in un'era di sviluppo sostenuto con crescenti legami con il Nord America durante questo periodo, nonostante ciò l'occupazione britannica della città ebbe vita breve. La pressione dei commercianti di zucchero di Londra, temendo un calo dei prezzi dello zucchero, forzarono i negoziati con gli spagnoli sui territori coloniali. Meno di un anno dopo che la Gran Bretagna si riprese l'Avana, firmò la pace di Parigi insieme a Francia e Spagna, terminando la guerra dei sette anni. Il trattato dette alla Gran Bretagna la Florida in cambio di Cuba. I francesi avevano consigliato questo alla Spagna, consigliando di rinunciare alla Florida altrimenti poteva tradursi invece di perdere gran parte del continente americano del sud e il Messico a favore dei britannici. Molti in Gran Bretagna rimasero delusi, credendo che la Florida era un povero ritorno in confronto ai guadagni di Cuba e altre colonie durante la guerra.

Il vero motore della crescita del commercio di Cuba nella fine del Settecento e l'inizio del XIX secolo è stata la rivoluzione haitiana. Quando i popoli schiavi di ciò che erano stata la colonia più ricca dei Caraibi si liberarono attraverso una rivolta violenta, gli agricoltori cubani percepirono le mutevoli circostanze della regione con un senso di paura e di opportunità. Avevano paura a causa del prospetto che schiavi potessero rivoltarsi anche a Cuba, troppi e numerosi divieti durante il 1790 sulla vendita di schiavi a Cuba, che in precedenza erano stati schiavi nelle colonie francesi, sottolinearono questa ansia. Gli agricoltori vista l'opportunità, tuttavia, pensarono che si sarebbe potuto sfruttare la situazione trasformando Cuba nella società schiavista e produttrice di zucchero col nome di "perla delle Antille" che era stato di Haiti prima della rivoluzione. Come scrisse lo storico Ada Ferrer, "a un livello base,la liberazione del Santo Domingo ha aiutato a radicare la sua negazione a Cuba. Come la schiavitù e il colonialismo è sprofondato nella colonia francese, l'isola spagnola subì trasformazioni che erano quasi speculari a quelle di Haiti". Le stime suggeriscono che tra il 1790 e il 1820 che 325.000 africani furono importati a Cuba come schiavi, che era quattro volte l'importo che arrivò tra il 1760 e il 1790.

Anche se una più piccola proporzione della popolazione di Cuba era schiava, alcuni schiavi provarono delle rivolte. Nel 1812 ha avuto luogo la rivolta degli schiavi di Aponte, ma venne subito soppressa.

La popolazione cubana nel 1817 era di 630.980 persone, di cui 291.021 erano bianchi, 115.691 persone libere di colore e 224.268 schiavi neri. Questa è stata una proporzione molto maggiore di neri di schiavi che in Virginia, per esempio, o nelle altre isole dei Caraibi. Storici come lo svedese Magnus Mõrner, che ha studiato la schiavitù in America Latina, trovano che alla manomissione degli schiavi aumentava quando l'economia degli schiavi erano in declino, come nel 18 ° secolo.

In parte a causa di cubani schiavi che lavoravano principalmente nelle zone urbanizzate, nel XIX secolo, avevano sviluppato la pratica del coartacion, o "acquistare se stessi per ottenere la libertà", uno "sviluppo unicamente cubano" secondo lo storico Herbert S. Klein. A causa di una carenza di forza lavoro bianco, i neri dominavano le industrie urbane "a tal punto che, quando i bianchi in gran numero, arrivarono a Cuba a metà Ottocento, non erano in grado di spostare i lavoratori negri." Un sistema di agricoltura diversificata, con piccole aziende agricole e meno schiavi, servì a rifornire le città con prodotti e altre merci.

Nel 1820, quando il resto dell'Impero spagnolo in America Latina si ribellò e si formarono degli stati indipendenti, Cuba rimase fedele. La sua economia si basava nel servire l'Impero. Nel 1860, Cuba aveva 213.167 persone libere di colore, 39% della sua popolazione non-bianchi di 550.000. Per contro,la Virginia con circa lo stesso numero di neri, aveva solo 58.042 cioè 11% che erano liberi; il resto erano schiavizzati. Negli anni anteguerra,la Virginia scoraggiato alla manomissione degli schiavi dopo il Nat Turner Ribellione Slave del 1831 rafforzò le restrizioni contro i neri liberi, come fecero altri Stati del sud. Inoltre, c'era una forte domanda di schiavi, gli agricoltori della Virginia ne vendettero molti nel commercio degli schiavi domestico interno, venendo spediti via terra verso il profondo sud, che aveva notevolmente ampliato la sua produzione di cotone.

A poco a poco cominciò a crearsi nella borghesia cubana l'insofferenza verso il governo spagnolo e il desiderio di una maggiore autonomia; si ebbero così alla fine dell'Ottocento le due cosiddette "guerre di indipendenza", che furono insurrezioni popolari armate. Nella seconda morì in combattimento il "padre della patria", José Martí.

Dopo la guerra ispano-americana, Spagna e Stati Uniti firmarono il trattato di Parigi (1898), con il quale Spagna cedette Puerto Rico, Guam e Filippine agli Stati Uniti per la somma di $ 20 milioni. Cuba ottenne l'indipendenza formale dagli Stati Uniti il 20 maggio 1902, come la Repubblica di Cuba. Sotto la nuova costituzione cubana, gli Stati Uniti mantennero il diritto di intervenire negli affari cubani e sorvegliare le sue finanze e le relazioni con l'estero. Con l'emendamento Platt, gli Stati Uniti affittatarono la base navale di Guantanamo Bay da Cuba.

A seguito di elezioni contestate nel 1906, il primo Presidente, Tomás Estrada Palma, affrontò una rivolta armata di veterani di guerra di indipendenza che sconfissero le scarse forze di governo. Gli Stati Uniti intervennero occupando Cuba e nominarono Charles Edward Magoon come governatore per tre anni. Gli storici cubani hanno attribuito al Governatorato di Magoon di aver introdotto la corruzione politica e sociale. Nel 1908, l'autogoverno fu ristabilito quando José Miguel Gómez venne eletto Presidente, ma gli Stati Uniti continuarono a intervenire negli affari cubani. Nel 1912, il Partido Independiente de Color tentò di stabilire una Repubblica nera separata nella provincia di Oriente, ma fu soppressa dal General Monteagudo con notevole spargimento di sangue.

Nel 1924, Gerardo Machado fu eletto Presidente. Durante la sua amministrazione, vi fu un aumento del turismo contrassegnato dalla costruzione di ristoranti e alberghi di proprietà americana per accogliere l'afflusso di turisti. Il boom turistico condusse all'aumento del gioco d'azzardo e della prostituzione. Il crollo di Wall Street del 1929 condusse il prezzo dello zucchero a precipitare, disordini politici e repressione. Una protesta di studenti, conosciuti come la generazione del 1930, voltato alla violenza in opposizione il Machado sempre più impopolare. Uno sciopero generale (in cui il partito comunista si schierò con Machado), rivolte fra gli operai di zucchero e una rivolta armata costretto Machado in esilio nell'agosto 1933. Fu sostituito da Carlos Manuel de Céspedes y Quesada.

Nel settembre 1933 una rivolta di sergenti, capeggiata da sergente Fulgencio Batista, rovesciò Cespedes. Un comitato esecutivo di cinque membri (la Pentarchia del 1933) fu scelto come capo di un governo provvisorio. Ramon Grau San Martin fu poi nominato Presidente provvisorio. Grau si dimise nel 1934, lasciando la strada libera per Batista, che ha dominato la politica cubana per i successivi 25 anni, in primo luogo attraverso una serie di presidenti fantoccio. Il periodo dal 1933 al 1937 fu un periodo di "quasi incessante guerra sociale e politica".
Nel 1940 fu adottata una nuova costituzione, con idee progressiste radicali, compreso il diritto del lavoro e l'assistenza sanitaria. Batista è stato eletto presidente nello stesso anno, tenendo la carica fino al 1944. Finora è il solo cubano non bianco ad ottenere la più alta carica politica della nazione. Il suo governo effettuò importanti riforme sociali. Diversi membri del partito comunista ottennero incarichi sotto la sua amministrazione. Forze armate cubane non furono notevolmente coinvolte in combattimento durante la seconda guerra mondiale, anche se il Presidente Batista suggerì un'alleanza tra US e Latino America per effettuare un assalto contro Franco in Spagna al fine di rovesciare il suo regime autoritario.

Le critiche della Costituzione del 1940 impedirono la rielezione di Batista. Ramon Grau San Martin fu il vincitore delle elezioni successive, nel 1944. Grau corrose ulteriormente la base della legittimità del sistema politico cubano, già barcollante, in particolar modo minando l'assai imperfetto, anche se non completamente inefficace, Congresso e Corte suprema. Carlos Prío Socarrás, un pupillo di Grau, diventò presidente nel 1948. I due termini del partito Auténtico ha visto un afflusso di investimenti che ha alimentato un boom e alzato gli standard di vita per tutti i segmenti della società e ha creato una prospera classe media nelle zone più urbane.

Dopo essersi candidato con esito negativo per la presidenza nel 1952, Batista, mise in scena un colpo di stato. Proclamò illegale il partito comunista cubano nel 1952. Cuba ha avuto i più alti tassi di consumo pro capite dell'America Latina di carne, verdure, cereali, automobili, telefoni e radio, anche se circa un terzo della popolazione era considerato povero e apprezzava relativamente poco di questo consumo.

Nel 1958, Cuba era un paese relativamente ben avanzato per gli standard dell'America Latina e in alcuni casi per gli standard mondiali. D'altra parte, Cuba fu però influenzata da forse il più grande sindacato dei lavoratori in America Latina, compreso il divieto di licenziamento e la meccanizzazione. Sono stati ottenuti in larga misura "al costo dei disoccupati e dei contadini", comportando grosse differenze. Tra il 1933 e il 1958, Cuba pose enormi regolazioni economiche, causando problemi economici. La disoccupazione diventatò un problema, i laureati entrando nella forza lavoro non riusciva a trovare posti di lavoro. La classe media, che era paragonabile a quella degli Stati Uniti, divenne sempre più insoddisfatta di disoccupazione e persecuzione politica. I sindacati di lavoro supportarono Batista fino alla fine. Batista resistette al potere fino a quando fu costretto all'esilio nel dicembre 1958.

Nel 1950, varie organizzazioni, tra cui alcuni sostenendo rivolte armate, hanno lottato per ottenre un cambiamento politico.

Dopo un tentativo di insurrezione fallito e un periodo di reclusione, l'avvocato Fidel Castro riorganizzò dal Messico la lotta contro la dittatura insieme ad alcuni volontari, tra cui il medico argentino Ernesto Guevara de La Serna, detto 'Che', e l'italiano Gino Donè Paro, detto 'el Italiano'. La rivoluzione cominciò con la spedizione di 82 persone che, sbarcate sull'isola, affrontarono l'esercito e ripiegarono sui monti della Sierra Maestra per un periodo iniziale di lotta durante il quale cercarono e ottennero il consenso tra la popolazione. Questo permise la costituzione di un piccolo esercito popolare che affrontò quello nazionale attraversando tutta l'isola, fino alla decisiva battaglia di Santa Clara, il 30 dicembre del 1958. La notte di capodanno del 1959 Fulgencio Batista si dette alla fuga trafugando denaro delle riserve nazionali; il 1º gennaio 1959 le colonne ribelli si diressero alla capitale senza incontrare alcuna resistenza e l'8 gennaio Fidel Castro e i barbudos entrarono trionfanti all'Avana.

Verso la fine del 1958 i ribelli avevano conquistato la Sierra Maestra e lanciato un'insurrezione popolare generale. Il 1° gennaio 1959, Dopo che combattenti di Castro ebbero catturato Santa Clara, Batista fuggì con la sua famiglia in Repubblica Dominicana Successivamente andò in esilio sull'isola portoghese di Madeira e infine si stabilì a Estoril, vicino a Lisbona. Le forze di Fidel entrarono nella capitale il giorno 8 gennaio 1959. Il liberale Manuel Urrutia Lleó divenne presidente provvisorio.

Dal 1959 al 1966 ribelli cubani hanno combattuto una ribellione di sei anni nelle montagne Escambray contro il governo di Castro. Gran lunga superiore di numero le forze del governo alla fine schiacciarono l'insurrezione. La ribellione durò più a lungo e coinvolse più soldati che la rivoluzione cubana. Il dipartimento di stato americano ha stimato che 3.200 persone sono state giustiziate dal 1959 al 1962. Secondo Amnesty International, le condanne a morte dal 1959 – 87 furono 237 ma solo 21 in realtà sono state effettuate. La stragrande maggioranza di quelli eseguiti seguendo la rivoluzione del 1959 erano poliziotti, politici e gli informatori del regime di Batista, accusati di reati come la tortura e l'omicidio, i loro comuni processi ed esecuzioni avevano diffuso sostegno popolare tra la popolazione cubana.

Il governo degli Stati Uniti ha reagito inizialmente favorevolmente alla rivoluzione cubana, vedendola come parte di un movimento per portare la democrazia in America Latina. La legalizzazione di Castro del partito comunista e le centinaia di esecuzioni che seguirono causò un deterioramento nel rapporto tra i due paesi. La promulgazione della legge della riforma agraria, che espropriava i latifondi e riuniva in cooperative le piccole aziende, e la nazionalizzazione dell'industria, che privò le imprese statunitensi della proprietà delle raffinerie di zucchero, peggiorarono ulteriormente i rapporti. Nel febbraio 1960, Castro firmò un accordo commerciale con il vice-Premier sovietico Anastas Mikoyan.

Nel marzo 1960, Eisenhower ha approvato un piano della CIA per armare e formare un gruppo di rifugiati cubani per rovesciare il regime di Castro. Gli USA agirono il 16 aprile 1961, quando il presidente John Fitzgerald Kennedy appoggiò uno sbarco armato degli esuli cubani sulle coste della Baia dei Porci (ricordato, per l'appunto, come sbarco nella baia dei Porci) per cercare di organizzare la controrivoluzione. Il fallimento di questo tentativo fu tra le cause dell'avvicinamento politico di Cuba all'Unione Sovietica.

Il 25 aprile 1961 gli Stati Uniti decretarono inoltre un embargo totale verso Cuba, costringendo l'isola a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica. L'anno successivo, in piena Guerra fredda, l'installazione di impianti missilistici sovietici sul suolo cubano causò la cosiddetta Crisi dei missili di Cuba, che si concluse con un accordo pacifico tra il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy e il russo Nikita Krusciev (allora segretario del Pcus).

Nel gennaio 1962, Cuba è stata sospesa dall'organizzazione degli Stati americani (OAS), e nello stesso anno l'OAS ha iniziato a imporre sanzioni contro Cuba di natura analoga per le sanzioni degli Stati Uniti. La crisi dei missili cubani si è verificato nell'ottobre 1962. Nel 1963, Cuba si stava muovendo verso un vero e proprio sistema comunista modellato sull'URSS.

Negli anni settanta e ottanta le truppe cubane parteciparono a conflitti armati in Africa, a fianco di movimenti di liberazione nazionale (come l'MPLA in Angola e la SWAPO namibiana) e di alcuni governi comunisti, inoltre sostennero la lotta della popolazione nera in Sudafrica contro il regime dell'apartheid e secondo alcuni fu proprio la battaglia di Cuito Cuanavale, combattuta dai soldati cubani contro le truppe sudafricane che avevano invaso l'Angola, a indebolire fortemente il regime sudafricano e a portarlo alla sua fine.

Il tenore di vita nel 1970 era "estremamente spartano" e il malcontento era all'ordine del giorno. Fidel Castro ammise i fallimenti delle politiche economiche in un discorso di 1970. Nel 1975 l'OAS revocò le sanzioni contro Cuba, con l'approvazione di 16 Stati membri, compresi gli Stati Uniti, che tuttavia mantennero le proprie sanzioni.

Le regole di Castro vennero severamente testate all'indomani del crollo sovietico nel 1991 (conosciuto a Cuba come periodo especial). Il paese ha affrontato una grave recessione economica dopo il ritiro delle sovvenzioni sovietiche del valore da $ 4 miliardi a $ 6 miliardi ogni anno, con conseguenti effetti di carenza di cibo e carburante. Il governo non accettò donazioni americane di cibo, medicine e contanti fino al 1993. Il 5 agosto 1994, la sicurezza dello stato disperse i manifestanti in una protesta spontanea a L'Avana.

Inizialmente, alcuni accordi commerciali con la Cina hanno contribuito a mitigare gli effetti della crisi economica; più recentemente, l'istituzione dell'accordo internazionale ALBA (Alternativa Bolivariana para América Latina y el Caribe) promosso da Cuba e Venezuela nel 2004, e la sua estensione a un numero crescente di stati latino-americani hanno avviato per l'isola caraibica una lenta ripresa degli scambi commerciali e, in particolare, delle importazioni di petrolio. Nel 2003, il governo ha arrestato e imprigionato un gran numero di attivisti civili, un periodo conosciuto come il "Black Spring".

Il 31 luglio del 2006 Fidel Castro si dimise dagli incarichi di segretario del Partito Comunista di Cuba, presidente del consiglio di stato, presidente del consiglio dei ministri e capo delle forze armate a causa dei suoi problemi di salute. A succedergli fu il fratello Raul, che il 28 febbraio 2008 venne anche eletto presidente: finora egli ha effettuato alcune riforme economiche che hanno portato alla liberalizzazione del mercato delle "nuove tecnologie" come DVD, telefoni cellulari, computer e altro. Sono state annunciate altre, come la fusione dei due sistemi monetari cubani, moneda nacional e cuc. È stata lanciata una campagna per il superamento di lentezze burocratiche e inefficienze interne.

Il 3 giugno 2009, l'organizzazione degli Stati americani ha adottato una risoluzione per porre fine al divieto 47 anni cubano di appartenenza al gruppo. La risoluzione ha dichiarato, tuttavia, che la piena adesione potrebbe essere ritardata fino a che Cuba si sistemi "in conformità con le pratiche, fini e principi dell'OAS." Fidel Castro ha ribadito la sua posizione che egli non era interessato a far parte dell'organizzazione dopo che la risoluzione dell'OAS era stata annunciata.

Dal 14 gennaio del 2013 i cittadini dello Stato caraibico possono uscire liberamente da Cuba con il solo passaporto senza formalità particolari (come accadeva in passato). Nel 1961 il governo cubano aveva infatti imposto ampie restrizioni sui viaggi per evitare l'emigrazione di massa di persone dopo la rivoluzione del 1959; erano approvati visti di uscita solo in rare occasioni.

A partire dal dicembre 2014, colloqui tra funzionari cubani e i funzionari americani tra cui il presidente Barack Obama hanno provocato lo scambio di rilasciare Alan Gross, cinquanta-due prigionieri politici e un agente senza nome non-cittadino degli Stati Uniti in cambio del rilascio di tre agenti cubani attualmente in carcere negli Stati Uniti. Inoltre, mentre l'embargo tra Stati Uniti e Cuba non cesserà immediatamente di esserci, sarà rilassato per consentire l'importazione, l'esportazione e un certo commercio tra i due stati.

Il 30 giugno 2015 Cuba e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per la riapertura delle ambasciate nelle rispettive capitali, puntualmente avvenuta il 20 luglio 2015. Il 14 agosto 2015, alla presenza del Segretario di Stato americano John Kerry, centinaia di cubani hanno assistito alla cerimonia dell'alzabandiera americana davanti all'ambasciata statunitense sul lungomare del Malecon all'Avana.



Cuba è famosa per le sue splendide spiagge, baciate dall’Oceano Atlantico a nord e dal Mar dei Caraibi a Sud. Il paese offre agli amanti del sole oltre 300 spiagge immacolate distribuite lungo 588 dei suoi 5.700 chilometri di costa. Il clima subtropicale permette di nuotare e immergersi tutto l’anno nel suo mare caldo e trasparente. Di fatto, Cuba vanta l’invidiabile media di 330 giorni di sole all’anno.

Le spiagge di Cuba sono uniche per la varietà di colori della sabbia, che vanno dall’abbagliante bianco di Varadero, all’oro scintillante di Guardalavaca, nella provincia di Holguin, alla caratteristica sabbia nera della isolata Playa Duaba, vicino a Baracoa.

Impressionanti scogliere e formazioni di roccia calcarea fanno da cornice alle spiagge più a nord, come Playa Siboney, vicino a Santiago; mentre lungo le spiagge del sud, come Cayo Levisa a Pinar del Rio, si estendono lussureggianti boschi di mangrovie.

Con i suoi 20 chilometri di sabbia bianca e incontaminata, lambita da un mare calmo e cristallino, la spiaggia di Varadero è la più famosa di Cuba. Spostandoci più ad est, troviamo Playa Pilar, adagiata sull’isolotto di Cayo Guillermo, nel magnifico Arcipelago di Jardines del Rey, le cui alte dune incantarono il celebre scrittore Ernest Hemingway. Appena a sud di Trinidad, si incontra Playa Ancón, con ogni probabilità la più bella di tutta la costa meridionale. Le sue abbaglianti spiagge di sabbia bianca si perdono nelle acque scintillanti e trasparenti del Mar dei Caraibi, perfette per lo snorkeling.
Cuba dispone di 265 musei, 120 gallerie d’arte, 70 teatri e 46 scuole d’arte, oltre a centri culturali e club musicali presenti praticamente in ogni città.

L’abbondanza di attrazioni naturali di Cuba, protette dalle sue rigorose norme di conservazione, ne fanno una delle migliori destinazioni per il turismo ecologico nei Caraibi. Nell’isola si trovano 263 aree protette, che ricoprono circa il 22% del territorio. Ci sono sei biosfere UNESCO che si estendono dalla macchia costiera lungo la Península de Guanahacabibes a Pinar del Río fino alle foreste pluviali intatte delle Cuchillas del Toa, a Guantánamo. L’abbondanza di territori accuratamente sorvegliati protegge più di 350 specie di uccelli e altre specie in via di estinzione, come il coccodrillo cubano, la jutía e il picchio dal becco avorio.

La provincia di Pinar del Río è particolarmente dotata di attrazioni naturali: vanta due biosfere UNESCO e un Sito Patrimonio dell’Umanità, l’ampia Valle di Vinales. Las Terrazas a Pinar del Río è una base perfetta per tour ecologici: è stata la prima località con resort sostenibili. Altre destinazioni ecosostenibili degne di nota sono la zona incontaminata nei dintorni di Baracao sulla costa orientale di Cuba, e la Peninsula de Zapata verso sud, dove si trova la palude più grande dei Caraibi.

Cuba vanta un’ampia scelta di attività per ecoturisti, come passeggiate lungo gli oltre 100 percorsi naturali, gite in bicicletta, equitazione, speleologia, osservazione della natura, foto turismo e immersioni speleologiche. Molti alberghi di Cuba, come l’Hotel La Moka di Pinar del Rio, sono sostenibili e sono stati progettati per fondersi armoniosamente con il pittoresco panorama circostante

Le spiagge di Cuba sono paesaggi da sogno per l’acqua limpida, per la sabbia fine e bianca e per la vegetazione che arriva fin sulla riva del mare. Tra i lidi più spettacolari c’è María la Gorda, situato nell’estremità occidentale dell’isola, lungo 10 chilometri, ricco di coralli, con una vegetazione fittissima. Da non perdere la grotta chiamata El Salón de María, dove si ha la sensazione di nuotare dentro un grande acquario. Le altre spiagge più spettacolari sono Cavo Levisa, in provincia di Pinar del Rio, e Jibacoa, EI Salado e Tropico a est de L’Havana. Per gli amanti delle immersioni non c’è niente di meglio delle spiagge Colorada, La Jaula e Los Flamencos.

L’Havana è la capitale di Cuba e la più grande città dei Caraibi. Sono molteplici i suoi stili architettonici, dalle case del XVII secolo alle costruzioni moderne. Molto particolare e distintiva, anche se in rovina e fatiscente, è la sua architettura coloniale, suggestivamente affacciata su un mare azzurissimo che si perde nel blu pervinca del cielo. Una tappa imperdibile, a pochi passi dalla cattedrale, è la Bodeguita del Medio, di cui Ernest Hemingway era un assiduo frequentatore.

Trinidad è una delle città meglio conservate di tutti i Caraibi e sono proprio i resti del periodo coloniale a essere la principale attrazione dei visitatori. Infatti girare per la città è come rivivere un viaggio nel passato, al tempo degli schiavi. Da vedere il più importante tra i molti musei della città, il Museo Histórico Municipal, e merita una visita anche Taller Alfarero, un grande laboratorio di ceramica dove sono ancora impiegate le tradizionali tecniche di lavorazione. L’area circostante a Trinidad è rivolta alla coltivazione della canna da zucchero e del tabacco, con cui si producono i famosi sigari cubani, ottimi souvenir.

I cubani sono un campionario della razza umana: sull’isola vivono perfettamente integrate persone di tutti i colori. Per strada è facile incontrare un cubano albino che passeggia con un cubano nero, una habanera dai tratti occidentali e una meravigliosa ragazza creola. E’ anche molto caratteristico vedere uscire da scuola i bambini orgogliosi della loro divisa che, uguale in tutta l’isola, cambia colore a seconda della classe frequentata. Per strada si possono trovare piccole orchestre che suonano gli struggenti motivi della musicalità cubana. Oltre al turismo ufficiale a Cuba c’è anche il "turismo fai da te": le casas particulares, caratteristiche de L’Havana, permettono ai visitatori di pernottare presso le famiglie del posto a prezzi convenienti.

Cuba non è solamente un'isola, ma un arcipelago che comprende quasi 4200 isole e isolette dette cayos che circondano l'isola principale. È situata nella parte settentrionale del vasto arcipelago dei Caraibi ed è la sua isola più grande. A nord si trovano gli Stati Uniti, separati da Cuba dallo Stretto di Florida largo solo 180 km e l'Oceano Atlantico Settentrionale.

A ovest si trova il canale dello Yucatán che la divide dal continente centro-americano, a sud il Mar dei Caraibi e a est il canale Sopravento che la separa da Haiti. La Repubblica occupa l'intera isola, e le varie isolette circostanti, come l'Isola della Gioventù (Isla de la Juventud), con l'eccezione della Baia di Guantanamo, una base navale che è stata data in "prestito" agli Stati Uniti nel 1903.

Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, con una cordigliera che si allunga parallela alla costa. Qui il paesaggio è caratterizzato dai Mogotes de Jumagua, scoscese formazioni calcaree a pan di zucchero, ricoperte di vegetazione. Tutta la costa meridionale è sormontata dalla catena montuosa.

Il notevole sviluppo costiero offre un'ampia varietà di paesaggi marini, dalla costiera rocciosa a quella alta e con dirupi, ma soprattutto una smisurata distesa di spiagge. La barriera corallina si estende all'esterno dell'arcipelago di Camagüey. Nello sviluppo della costa si trovano profonde e ampie insenature che costituiscono bacini portuali naturali di eccezionale valore e bellezza, sedi dei porti commerciali storici di Cuba come L'Avana, Santiago di Cuba e Cienfuegos.

I fiumi sono caratterizzati da un corso breve, data la forma stretta dell'isola. Sono però ricchi d'acqua, anche se il loro regime è determinato dalle piogge: alcuni hanno tratti sotterranei a causa della formazione carsica del terreno. Il più lungo è il Rio Cauto (370 km) che, a differenza degli altri, scorre in senso longitudinale.

La forma allungata dell'isola sull'asse est-ovest e quindi la sua ininfluente differenza di latitudine fra le sue estremità nord e sud, rendono l'isola uniforme dal punto di vista climatico, caratterizzato dal soffio costante degli Alisei che provengono dall'Oceano Atlantico. Il clima tropicale viene diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale, da novembre ad aprile e umido da maggio a ottobre. Le temperature medie su scala annuale sono comprese tra 20 e 30 °C e le precipitazioni abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo.

La temperatura dall'acqua del mare, anche per la presenza della vicina corrente del Golfo, oscilla tra i 26 °C d'inverno e i 28 – 30 °C del periodo estivo. Durante la stagione umida, in particolare fra settembre e ottobre, si possono verificare gli uragani, sistemi depressionari molto profondi, di estensione variabile tra i 150 e i 600 km di diametro, che riescono a sviluppare venti di straordinaria intensità (fino a 300 km/h) e piogge torrenziali inondanti, che causano gravi problemi alla popolazione cubana.

La flora cubana è estremamente varia e suggestiva e conta oltre 8000 specie. La foresta pluviale è concentrata in alcuni tratti delle zone montuose. Le pianure e le alture di modesta elevazione, furono deforestate fin dai primi secoli della conquista spagnola per utilizzarne il prezioso legname, soprattutto mogano e tek, principalmente per la costruzione di navi. Oggi al loro posto, si estendono decine di migliaia di chilometri quadrati di colture. La canna da zucchero rappresenta sicuramente la coltura dominante e l'industria a essa collegata ha goduto negli ultimi anni di una grande modernizzazione, grazie a nuovi macchinari e fertilizzanti, aumentando così notevolmente i raccolti, stimati intorno a sette milioni di tonnellate l'anno. Un'altra produzione molto importante è quella del tabacco; non tanto per il ricavo ottenuto quanto per il prestigio ormai riconosciuto in tutto il mondo. In percentuale maggiore vengono coltivati anche agrumi, mais, caffè e agave, quest'ultima utilizzata per la fabbricazione di cordami.

Il dolce paesaggio cubano è fortemente caratterizzato dalla presenza della palma reale, che svetta in piccoli e grandi gruppi o anche solitaria, in ogni angolo del paese; se ne contano oltre 70 milioni di esemplari. La palma reale è inserita nell'emblema nazionale di Cuba che ne rappresenta la repubblica. Con le sue foglie, particolarmente resistenti, si fabbricano da secoli i tetti delle case di campagna, cesti e cordami. Il fiore nazionale è la mariposa, (farfalla in spagnolo) che deve il nome alla sua forma e ai colori che la rendono molto simile all'insetto.

La fauna è varia e abbondante ed è priva di rettili velenosi e anche di altri animali velenosi, escludendo tra gli insetti alcuni ditteri, gli imenotteri e alcuni animali marini, tra i quali si annoverano diverse specie di gasteropodi velenosi, pesci scorpione e pesci pietra. L'iguana, mostruosa ma innocua, è presente in molte zone dell'isola. Nelle aree paludose sono presenti il coccodrillo (il coccodrillo cubano è a volte più piccolo delle altre specie ma è dotato di straordinaria potenza e della capacità di saltare per difendersi e/o attaccare la sua preda) e il caimano, che possono raggiungere i 4 metri di lunghezza. Essendo specie a rischio di estinzione, il governo cubano ha costituito delle aree di protezione per questi grandi rettili.

Le coste pullulano di uccelli marini, tra cui spiccano svariate specie di sterne, cormorani e pellicani per i più fortunati è possibile ammirare anche degli splendidi colibrì. In genere è abbondante la presenza di uccelli. Famoso è l'uccello nazionale, tocororo, una specie endemica dell'isola, sorta di pappagallo che, con il suo elegante piumaggio bianco, rosso e azzurro, riproduce i colori della bandiera nazionale. Le acque cubane, in particolare vicino alla barriera corallina, offrono uno straordinario spettacolo di pesci multicolori di varie dimensioni come i pesci pappagallo, i pesci pagliaccio e i pesci angelo. Questo spettacolo è meta di decine di migliaia di turisti subacquei da tutto il mondo.
Cuba adotta il fuso orario UTC -5 (EST – Eastern Standard Time) e quindi richiede un aggiustamento di -5 ore rispetto al meridiano primo e -6 ore rispetto all'Italia. Osserva inoltre l'ora legale che prevede l'avanzamento di 1 ora in estate.

La popolazione complessiva è aumentata costantemente, passando dai 7 milioni del 1961 a oltre 11 milioni, tuttavia l'aumento si è fermato negli ultimi decenni, e nel 2006 è cominciata una diminuzione, con un tasso di fecondità di 1,43 figli per donna. Questo calo nella fertilità è tra i più grandi dell'emisfero occidentale. Le leggi cubane permettono l'aborto legale e il tasso di abortività è del 58,6 ogni 1.000 gravidanze nel 1996, rispetto a una media di 35 su 1000 nei Caraibi, 27 in America Latina in generale, e 48 in Europa. L'uso dei contraccettivi è stimato essere del 79%.

La mortalità infantile è una delle più basse al mondo (7 per mille). La speranza di vita è di 74 anni per gli uomini e 79 per le donne. Il tasso di urbanizzazione è del 75% e il 20% dei cubani vive nella capitale, L'Avana.

La costituzione cubana sancisce l'uguaglianza fra tutti i gruppi etnici del Paese e condanna ogni forma di discriminazione e di intolleranza.

La popolazione cubana si compone in maggioranza da bianchi discendenti dai coloni spagnoli (70%), mentre i mulatti e i neri sono delle consistenti minoranze (17,3% e 12,4%). Si nota facilmente che le persone di colore sono meno numerose qui che nelle altre Grandi Antille; questo fenomeno ha cause storiche, dato che fino alla fine del XIX secolo Cuba non è stata coltivata da parte dei colonialisti spagnoli, che utilizzavano l'isola come base militare e navale. Mancando l'agricoltura di piantagione non c'era chiaramente alcun bisogno di deportare in questo luogo manodopera nera in schiavitù.

È presente anche una piccola comunità cinese, oltre ciò si è verificata una consistente immigrazione giovanile dal Sahara Occidentale e da molti altri Paesi del mondo; la immigrazione giovanile giustifica la vistosa e massiccia presenza straniera nel sistema scolastico cubano, la percentuale di studenti stranieri rispetto al totale della popolazione studentesca è tra le più elevate al mondo.

La Repubblica di Cuba è uno Stato laico: infatti l'ateismo di Stato è stato abolito nel 1992 e la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione.

Lo spagnolo è la lingua ufficiale, ed è parlato, senza inflessioni dialettali di sorta, da larghissima parte della popolazione, che lo assume dunque come elemento unificante della realtà nazionale. Il creolo è parlato dalla comunità haitiana.

Nel 1957, poco prima che Castro salisse al potere, il tasso di alfabetizzazione era quasi dell'80%, il quarto nella regione, secondo le Nazioni Unite, superiore a quello della Spagna. Castro creò un sistema interamente statale e vietò le istituzioni private. Il 99,8% della popolazione adulta è attualmente alfabetizzata. La scuola cubana è obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età ed è completamente gratuita, inclusa l'università. Lo Stato fornisce gratuitamente agli studenti il materiale scolastico, il servizio mensa e anche l'alloggio per frequentare l'università. Durante gli anni sessanta il governo cubano si impegnò in una massiccia operazione di alfabetizzazione popolare: furono aperte nuove scuole e nuovi centri di studio soprattutto nelle aree rurali, furono introdotte biblioteche nelle zone rurali e le scuole private e parrocchiali vennero nazionalizzate.

Nel paese hanno sedi molte università, la più importante è l'Università de L'Avana fondata nel 1728; nella capitale hanno sede anche le più importanti istituzioni culturali cubane, come la biblioteca nazionale dove sono presenti oltre 2 milioni di volumi; il Museo nazionale e il Museo coloniale, tutte queste strutture sono gestite dallo Stato. L'istruzione si divide in tre cicli: la scuola primaria (dai 4/5 anni ai 10 anni); la scuola secondaria (dagli 11 ai 14 anni) e la scuola pre-universitaria, dai 14 ai 18 anni. Nella scuola primaria vengono insegnate le prime materie, con un solo insegnante. Nella scuola secondaria i ragazzi studiano mezza giornata, alcuni al mattino e altri nel pomeriggio, e una volta all'anno vengono trasferiti in campagna a svolgere lavori nei campi per circa un mese. Ci sono due tipi di scuole pre-universitarie, una è quella dove i ragazzi vengono preparati esclusivamente per l'ingresso all'università e nell'altra invece vengono preparati per l'università, ma viene insegnata anche una professione. Ogni anno vengono consegnate gratis le divise scolastiche e il materiale per lo studio.

L'educazione ha un forte accento politico e ideologico, e gli studenti che arrivano all'istruzione superiore sono tenuti ad avere un forte impegno per gli obiettivi di Cuba. Lo Stato sovvenziona l'istruzione a un numero limitato di cittadini stranieri presso la Escuela Latinoamericana de Medicina (ELAM). L'accesso a Internet è fortemente limitato e controllato, e nonostante negli ultimi anni sia consentito l'accesso a tutti i cittadini, mentre in precedenza era consentito solo a istituzioni e imprese, il servizio è a caro prezzo e rimane prerogativa dei centri pubblici, senza la possibilità di connessione da casa, inoltre, il governo continua ad applicare filtri su diversi siti.

L'Istituto Superiore di Tecnologie e Scienze Applicate è un istituto educativo cubano che prepara gli studenti nei settori delle scienze nucleari e ambientali. E 'l'unica istituzione a Cuba che offre le opportunità di studi su questi argomenti e uno dei pochi nell'America Latina. La sua sede è a L'Avana, all'interno del territorio della "Quinta de los Molinos".

Il sistema sanitario nazionale è completamente gratuito con dispensa di medicinali a carico dello Stato. Fu adottato durante la rivoluzione da Ernesto Guevara, allora ministro dell'industria. Lo Stato garantisce il diritto a ricevere attenzione medica nei seguenti modi: assistenza medica e ospedaliera gratuita, attraverso la rete di installazione di medici rurali, dei policlinici, ospedali, centri di profilassi e di trattamento specializzato; con lo sviluppo di piani di divulgazione sanitaria e di educazione alla salute, esami medici periodici, vaccinazioni generali e altre misure di prevenzione delle malattie. in questi programmi e attività collabora tutta la popolazione attraverso organizzazioni sociali. Lo Stato cubano concede alla donna lavoratrice un permesso di maternità retribuito (prima e dopo il parto) e scelte lavorative temporanee, compatibili con le sue funzioni materne.

Ogni cubano ha accesso a medici, infermieri, specialisti. Attualmente esistono 22 facoltà di medicina, distribuite in tutte le province del paese. Alcune di queste ricevono solo studenti stranieri, come la Escuela Latinoamericana de Medicina en La Habana (ELAM), e molte altre che attualmente seguono un nuovo modello di educazione basati sulle relazioni con Venezuela nell'ambito del programma di sviluppo sociale e lotta alla povertà in America Latina e Caraibi, denominato ALBA (Alianza Bolivariana para las Américas), dando la possibilità di formarsi a studenti con poche risorse economiche provenienti da Venezuela, Bolivia, Ecuador e Honduras.

In questo modo Cuba fornisce aiuto medico a molti paesi dell'America Latina. Cuba inoltre ha uno dei più bassi tassi di mortalità infantile del mondo e un'aspettativa di vita di circa 78 anni, un primato nell'America Latina.

La Repubblica di Cuba è, come sancito dalla Costituzione cubana del 24 febbraio 1976 uno "Stato socialista di lavoratori", indipendente e sovrano, laico, organizzato come repubblica unitaria e democratica (Art. 1), in cui il potere è esercitato dal popolo mediante le Assemblee del Potere Popolare (art. 3). La revisione Costituzionale del 1992, avvenuta dopo il dibattito nelle assemblee tenute in tutto il Paese, ha prodotto una nuova Carta ispirata alle idee di José Martí e agli ideali politici di Karl Marx, Friedrich Engels e Lenin.

Le principali modifiche hanno riguardato: garanzie per gli investimenti stranieri; riconoscimento, rispetto e garanzia per le libertà religiose; una maggiore flessibilità per il commercio estero; elezione da parte dei cittadini, con voto diretto e segreto, sia dei delegati alle 14 Assemblee Provinciali sia dei deputati al Parlamento. Cuba è stato il primo Stato nel mondo a recepire nella propria Costituzione i principi ecologici della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro.

Al Partito Comunista di Cuba (PCC) "martiano e marxista-leninista" è assegnato il ruolo di "avanguardia organizzata della nazione cubana" (art. 5). Non propone candidati e tanto meno partecipa alle elezioni non essendoci competizione con altri partiti.

Le elezioni per l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare si svolgono in due fasi: in un primo momento i candidati vengono scelti in una sorta di elezioni primarie e l'accettazione della candidatura è subordinata al vaglio del comitato elettorale. Successivamente i candidati sono sottoposti al vaglio del corpo elettorale provinciale e devono conquistare la metà più uno dei consensi per essere eletti. Hanno diritto di voto i cittadini cubani incensurati e maggiorenni (l'età prevista per il raggiungimento della maggiore età a Cuba è 16 anni).

Gli elettori di una circoscrizione hanno la facoltà di revocare in qualsiasi momento il mandato al Deputato o al Delegato. Il voto è segreto e lo spoglio è pubblico. Malgrado ciò molte associazioni denunciano che il conteggio dei voti non venga verificato da osservatori indipendenti o esterni.

Nessun partito politico è autorizzato a nominare candidati o fare campagna elettorale. La Costituzione riconosce il diritto di parola di ognuno ma l'articolo 62 limita l'esercizio delle libertà personali affermando che queste non possono essere esercitate in contrasto con lo Stato socialista e con la volontà popolare di edificare il comunismo. Gli oppositori del sistema politico vigente sostengono che queste condizioni implichino la non libertà dei processi elettorali.

Il segretario del PCC è contemporaneamente Capo di Stato (Presidente del Consiglio di Stato) e Capo di Governo (Presidente del Consiglio dei ministri).I membri del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri sono eletti dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, mentre quelli del Consiglio dei ministri sono anche nominati, in assenza dell'Assemblea del Poder Popular, dal Consiglio di Stato, su proposta del suo Presidente. Il Presidente, eletto a sua volta dall'Assemblea, resta in carica 5 anni ma non c'è limite al numero di mandati consecutivi che può ricoprire.

Fidel Castro ha ricoperto ininterrottamente la carica di Presidente, venendo sempre eletto all'unanimità dall'Assemblea, fin dall'adozione della Costituzione del 1976, quando sostituì Osvaldo Dorticós Torrado. Il 18 febbraio 2008, dopo 49 anni di presidenza, Fidel Castro ha dichiarato che non avrebbe accettato una nuova elezione alla Presidenza del Consiglio di Stato e del consiglio dei Ministri. L'incarico è adesso ricoperto da Raul Castro Ruz, fratello minore di Fidel nonché Generale Rivoluzionario dal 1958.

Il "Tribunale Popolare Supremo", nominato dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare è il massimo organo giudiziario dello Stato e ultima risorsa d'appello per i procedimenti esauriti nelle Corti Provinciali. È uno dei paesi nei quali vige ancora la pena di morte, pur essendo sospesa la sua applicazione, dopo l'ultima esecuzione nel 2003. Dal 2008 è in corso una moratoria delle esecuzioni (malgrado l'astensione cubana al voto ONU del 2007). L'ultima sentenza da eseguire, pronunciata nel 1996, è stata commutata nel 2010 in trent'anni di reclusione. Dopo non sono più state pronunciate sentenze di condanna a morte. Nel 2013 è stata ribadita la sospensione a tempo indeterminato della pena capitale, ma non la sua abolizione.

L'Assemblea Nazionale del Potere Popolare è il supremo organo dello Stato. Ha 614 membri eletti per un mandato quinquennale. Si riunisce due volte l'anno in sessione ordinaria e in sessione straordinaria qualora lo richiedano la terza parte dei suoi membri o venga convocata dal Consiglio di Stato. Quando non è riunita il potere legislativo è appannaggio dei 31 membri del Consiglio di Stato.

Esistono anche Assemblee Provinciali (elette ogni 5 anni) e Municipali (elette ogni due anni e mezzo) del Poder Popular (equivalenti ai Consigli regionali e comunali italiani).

Dopo il crollo del Muro di Berlino, l'alleanza con l'URSS si è sciolta. La maggiore alleata internazionale è diventata la Cina, con cui i rapporti multilaterali sono eccellenti; ottimi sono altresì i rapporti con Venezuela, Corea del Nord, Vietnam e Laos.

Oltre alle notorie tensioni con gli Stati Uniti, rimangono abbastanza tese le relazioni con la maggior parte degli Stati europei soprattutto dopo che l'UE decretò delle sanzioni diplomatiche contro L'Havana: in particolare Fidel Castro guidò il 12 giugno 2003 una manifestazione contro la Spagna e l'Italia, guidate all'epoca da Josè Maria Aznar e Silvio Berlusconi, che il líder maximo definì "fascisti e briganti" nonché i maggiori responsabili delle sanzioni.

Centinaia sono gli attentati terroristici avvenuti contro il piccolo paese caraibico. La maggior parte di questi attentati sono stati organizzati dagli oppositori di Castro residenti a Miami e, in molti casi, sotto ordine della CIA e del governo statunitense.

Il 6 ottobre 1976, un aereo civile della Cubana de Aviación viene fatto esplodere: il bilancio fu di 73 morti tra i quali l'intera squadra giovanile di scherma cubana.

Il 4 settembre 1997, in un attentato presso l'hotel Copacabana della Capitale cubana perse la vita l'Italiano Fabio Di Celmo.
Le responsabilità della CIA e degli anticastristi di Miami riguardo questi due attentati sono state rese note da alcuni documenti segreti dell'intelligence statunitense, declassificati nel 2005.

Cuba in seguito alla rivoluzione ha adottato un'economia pianificata di stampo socialista e quasi la totalità dei mezzi di produzione appartengono allo Stato cubano. Secondo i dati della CIA del 2012 Cuba ha un PIL nominale di 72,3miliardi $ (68ª nazione al mondo, davanti anche a numerose nazioni europee). I castristi affermano inoltre che questa cifra è stata stimata al ribasso, essendo rilevata da un'organizzazione notoriamente anticomunista: a supporto della loro tesi citano i dati per indice di sviluppo umano, dove Cuba è al 50º posto.

Prima dell'avvento al potere di Castro, l'economia dell'isola, fondata sulla monocoltura della canna da zucchero, era controllata dal capitale statunitense ed era sottosviluppata. Il governo rivoluzionario ha statalizzato l'agricoltura, nazionalizzato industrie, banche e servizi, facendo crescere l'economia e le condizioni di vita della popolazione. Inoltre dagli anni 60 il governo cubano ha stretto un rapporto commerciale con l'Unione Sovietica.

Il sistema è entrato in crisi negli anni ottanta in seguito alla caduta dei prezzi dello zucchero sui mercati internazionali. Senza rinnegare il suo carattere socialista, nei primi anni novanta il governo ha avviato una parziale transizione di mercato (legalizzazione delle libere professioni, dei mercati agricoli in cui i contadini vendono al libero mercato i loro prodotti, apertura verso investimenti stranieri) e dal 1993 ha legalizzato il dollaro statunitense col quale per almeno un decennio turisti e cubani hanno acquistato nei negozi statali in moneta forte, sostituito, poi, nel 2004 dal cuc o peso convertibile, che vale 25 pesos cubani. Una caratteristica saliente dell'economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti.

L'economia cubana venne colpita duramente nei primi anni novanta a seguito del collasso dell'Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza. L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni sessanta, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nell'ottobre 2007 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16ª volta una mozione (184 voti favorevoli, 4 astensioni e 4 voti contrari da parte di Isole Marshall, Israele, Palau e Stati Uniti) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo.

Problemi più recenti comprendono l'alto prezzo del petrolio, la recessione nei mercati chiave per l'esportazione come zucchero e nichel, i danni provocati dagli uragani, il turismo depresso e le instabili condizioni economiche mondiali. Tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, sia i livelli del turismo sia i prezzi del nichel sono aumentati, così come il commercio cubano con gli USA, a dispetto dell'embargo finanziario e commerciale. Forti legami commerciali sono stati intrapresi dal governo con il Venezuela del presidente Hugo Chávez, in un'ottica pan-iberoamericana. Un altro importante fattore nella ripresa dell'economia cubana sono le rimesse degli emigranti.

Il passaggio da Fidel Castro al nuovo presidente Raul Castro ha portato alcune misure di parziale liberalizzazione.

Il 17 dicembre 2014 il presidente statunitense Barack Obama ha affermato che desidera eliminare l'embargo su Cuba entro la fine del suo mandato, ossia entro il 2016.

Durante gli anni sessanta il governo cubano dovette tutelare i boschi per via del precedente disboscamento. Il governo attuò in tutta l'isola dei programmi di rimboschimento che riportarono le foreste a ricoprire il 27,8% del territorio; il legname prodotto è prevalentemente quello dei pini.

L'industria della pesca è prevalentemente gestita da piccoli operatori o da cooperative; il governo ha incentivato lo sviluppo della pesca ottenendo un aumento del pescato annuo. L'isola ha importanti risorse minerarie, tra cui vanno ricordati soprattutto i giacimenti di nichel (di cui il paese è uno dei principali produttori mondiali), poi vi sono giacimenti di cromo, rame, ferro e anche depositi di manganese, vi sono anche piccoli giacimenti di petrolio, amianto, zolfo, pirite e sale. Questi costituivano uno dei settori più importanti delle esportazioni cubane ma a causa dell'embargo esse hanno avuto un leggero calo.

All'inizio degli anni sessanta lo Stato nazionalizzò tutte le industrie straniere (soprattutto statunitensi) presenti nell'isola, il governo varò dei programmi di automazione dell'industria dello zucchero; vennero riorganizzate anche le industrie lattiero-casearie e l'allevamento. Nel paese sono presenti anche industrie tessili, industrie alimentari, l'industria del tabacco e della raffinazione del petrolio; minima è invece la produzione di cemento, birra, acciaio e fertilizzanti. L'energia elettrica del paese è per lo più generata da impianti alimentati a petrolio, a carbone o con scarti della canna da zucchero. Nelle vicinanze di Cienfuegos era in costruzione una centrale nucleare di collaborazione sovietica, ma il progetto è stato interrotto nel 1995 a causa di problemi finanziari.

Nel 2005 le esportazioni cubane hanno prodotto 2,4 miliardi di dollari. I principali paesi verso cui si sono indirizzate tali esportazioni sono Paesi Bassi (18,5%), Canada (18,5%), Cina (16%), Bermuda (14,1)% e Spagna (5,1%). I beni esportati sono principalmente zucchero, nichel, tabacco, pesce, e prodotti farmaceutici. Cuba è uno dei maggiori produttori al mondo di zucchero e controlla circa il 6,4% del mercato mondiale del nichel. Recentemente vasti giacimenti petroliferi sono stati trovati a nord dell'isola.

Nel 2005 Cuba ha importato beni per 6,9 miliardi di dollari e i suoi principali partner commerciali in tal senso sono stati Venezuela (27%), Cina (15,8%), Spagna (9,7%), Germania (6,5%), Canada (5,6%), Italia (4,4)%, USA (4,4%). Rilevanti sono state le importazioni di generi alimentari, carburanti, abiti e prodotti tecnologici.

Il turismo a Cuba si sta sviluppando a passi da gigante, diventando una delle voci più importanti dell'economia dell'isola, stretta dalla morsa del blocco commerciale imposto dagli USA. Proprio per questa importanza economica, nel 2003 si sono verificati decine di attentati terroristici ai danni delle infrastrutture turistiche e dirottamenti di mezzi pubblici di trasporto per indebolire il governo, perpetrati da cellule anticastriste. Al termine di questi attacchi, tre terroristi furono processati e giustiziati.

Inoltre va ricordato il caso di Fabio Di Celmo, giovane imprenditore italiano affezionato viaggiatore di Cuba. Poco dopo il mezzogiorno del 4 settembre 1997 lo uccise una bomba, una piccola carica di 50 grammi di plastico C-4 esplosa sotto un divano nel bar dell'hotel Copacabana di Miramar, la riviera ovest della capitale cubana. Meno di un anno dopo, nel luglio del '98, nel luogo esatto in cui Fabio morì, venne posto un bassorilievo in bronzo con la sua immagine e una iscrizione in memoria e monito di quell'atto di barbarie. L'attentatore, Cruz León, è stato condannato alla pena capitale ed è tuttora recluso in un carcere dell'Avana.


Per telefonare da Cuba al proprio paese è molto opportuno usare una scheda (tarjeta) prepagata: questo permette di conoscere subito la propria spesa.

Cuba è il secondo Paese al mondo per tasso di alfabetizzazione secondo il Report 2007/2008 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.

Tra gli scrittori cubani più famosi vanno annoverati il patriota ed eroe nazionale José Martí, Gertrudis Gómez de Avellaneda, Julián del Casal e, in tempi più recenti, José Lezama Lima, Alberto Bayo, Alejo Carpentier, Reinaldo Arenas, Leonardo Padura Fuentes, Pedro Juan Gutiérrez, Guillermo Cabrera Infante,Virgilio Pinera, Carlos Alberto Montaner.

Lo scrittore italiano Italo Calvino era cubano di nascita: nacque infatti a Santiago de Las Vegas da genitori italiani, ma all'età di tre anni emigrò in Italia con la famiglia. Lo scrittore Josè Carlos Somoza, naturalizzato spagnolo, ha origini cubane quando era molto piccolo la sua famiglia venne esiliata in Spagna per motivi politici dal governo di Osvaldo Dorticós Torrado.

Da ricordare inoltre il grande rapporto dello scrittore statunitense Ernest Hemingway con l'isola; la sua casa all'Avana è stata recentemente adibita a museo.

La poesia cubana, esprime soprattutto argomenti sull'ambiente e sull'armonia della fauna e della flora. Molti artisti infatti usano concetti molto legati alla vita quotidiana di ogni essere. Inoltre c'è un piccolo gruppo che esprime concetti astratti molto forti.

La musica cubana è soprattutto una mescolanza di tradizione spagnola e africana. In maniera molto minore, inoltre, è possibile notare una certa influenza asiatica che cominciò alla fine del XIX secolo, con l'arrivo dei primi immigrati dalla Cina.

La chitarra spagnola, il trés e le percussioni africane conferiscono il loro carattere inconfondibile alla rumba, il genere musicale cubano per antonomasia. Anche i ritmi caraibici della Salsa devono molto alla musica cubana.

Nel 1959 nasce l'ICAIC, l'Istituto del cinema di Stato, per " organizzare, stabilire e sviluppare l'industria cinematografica, e produrre e distribuire i film cubani". L'istituto, diretto da Alfredo Guevara, collaborò con cineasti europei e sovietici tra cui l'italiano Cesare Zavattini. Fino al 1990 l'ICAIC aveva prodotto 161 film, 1082 documentari, 262 cartoons, 1490 notiziari. Fece emergere registi come Orlando Rojas, Arturo Sotto Díaz, Juan Carlos Tabío, Fernando Pérez, Humberto Solás Cecilia e Daniel Díaz Torres.

Cuba ha sempre avuto una grande tradizione nella pallavolo, sia maschile sia femminile, con grandi giocatori tecnici ma soprattutto fisici. Purtroppo questa tradizione non sempre si è tradotta in vittorie, a causa dei vincoli governativi che impediscono ai pallavolisti cubani di essere ingaggiati dalle squadre di club europee ed asiatiche. A causa di ciò, da molti anni si assiste ciclicamente a fughe da parte dei migliori pallavolisti cubani in cerca di fortuna verso le migliori squadre di club extra cubane in grado di garantire alti ingaggi, la cui conseguenza è la perdita della possibilità di essere convocati per la nazionale cubana.

Lo sport nazionale di Cuba è il baseball. Non è raro infatti vedere gruppi di persone di ogni età, che giocano a questo sport nei parchi, nelle piazze o per le strade. Cuba è la nazione dominatrice dell'albo d'oro dei mondiali con 25 ori, 2 argenti e 2 bronzi su 37 edizioni.

La boxe è un altro degli sport di punta di Cuba che, negli anni, l'hanno resa una delle nazioni più prolifiche nello sfornare campioni in tutte le categorie di peso di questo sport. I cubani vantano una buona tradizione anche nella lotta.

Nell'atletica leggera la nazione ha un'ottima tradizione nei salti e nelle corse: celebre è stato Alberto Juantorena, vincitore di due medaglie d'oro nei 400 e 800 m alle Olimpiadi di Montreal 1976, come anche Javier Sotomayor, non più in attività agonistica dal 2000, ma tuttora detentore del record del mondo di salto in alto, vincitore nella sua specialità alle Olimpiadi di Barcellona 1992, mentre adesso l'idolo di casa è Dayron Robles, trionfatore dei 110 m a ostacoli a Pechino 2008.

Inoltre, Cuba vanta una grande tradizione anche nel nuoto, esprimendo ottimi talenti anche in questo sport, tant'è vero che Cuba è, dopo gli USA, il paese più vittorioso del medagliere nella storia dei Giochi Panamericani.

Nel 1957 e nel 1958 ha ospitato anche il Gran Premio di Formula 1, con una gara non valida per il campionato del mondo e dai contorni fortemente politicizzati.

Tipica bevanda cubana è il rum, e hanno avuto origine nell'isola anche alcuni cocktail, sempre a base di rum, come il Mojito, il Cuba libre e il Daiquiri. I cubani sono grandi consumatori di carne suina, pesce, fagioli e riso (moros y cristianos). Si usano molto anche vari tipi di frutta e vegetali.