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venerdì 11 dicembre 2015

L'ISOLA DI LESBO



Lesbo è un'isola greca situata nell'Egeo nordorientale, di fronte alle coste della penisola anatolica. Il
centro principale è Mitilene.

Lesbo era una colonia eolica, colonizzata nel II millennio a.C.; fu divisa in vari stati oligarchici (tra i sovrani ricordiamo Melancro, Mirsilo, Pittaco). Lesbo fu famosa nell'antichità soprattutto per la sua intensa attività culturale; nel VII sec. a.C. diede i natali a due tra i maggiori esponenti della lirica greca arcaica: Alceo e Saffo. A quell'epoca i principali centri di creazione e propagazione della cultura erano circoli culturali, chiamati Eterìe (quelli frequentati dagli uomini) oppure Tìasi (quelli frequentati dalle donne), nei quali poeti e scrittori, tutti provenienti da famiglie facoltose, si riunivano per discutere riguardo temi comuni ed esprimere liberamente la loro vena creativa.

All'interno di questi circoli elitari, frequentati solo dai loro membri, si respirava un clima di forte armonia e di spiccato senso dell'indipendenza della figura del poeta e della sua superiorità su coloro che non esercitavano l'arte della letteratura. Tanto erano forti i legami che esistevano tra i membri (soprattutto nei tìasi, nei quali le ragazze venivano preparate a diventare future mogli), che, a quanto pare, era diffusa già nell'antichità la credenza (supportata, forse, da Anacreonte) che, all'interno del tiaso, le ragazze consumassero rapporti iniziatici di natura sessuale con le insegnanti; da ciò, il termine "lesbica".

I principali centri dell'isola furono Mitilene, Metimna (Mithymna), Ereso, Pirra e Arisba.

Durante il Medioevo l'isola appartenne all'Impero bizantino. Nell'803 l'Imperatrice Irene, prima donna ad aver governato da sola l'Impero bizantino, vi fu esiliata e, per sopravvivere e potersi mantenere, dovette adattarsi a filare la lana. Morì nell'isola, ma fu sepolta, quale imperatrice che era, nella Chiesa dei Santi Apostoli a Costantinopoli.

Dopo l'aggressione veneziana durante la Quarta Crociata (1202-1204), l'isola passò a far parte del neocostituito Impero latino, ma fu riconquistata dai Bizantini nel 1247. Nel 1355 essa fu assegnata alla famiglia genovese Gattilusi per ragioni economiche e politiche. L'isola fu conquistata dall'Impero ottomano nel 1462 e cambiò il suo nome in Midilli, fino al 1912, quando fu presa dalle forze greche nel corso della Prima guerra balcanica. Nell'isola nacque il famoso corsaro e ammiraglio ottomano Aruj Barbarossa, Sultano di Algeri.
Le città di Mitilene e Metimna sono diocesi fin dal V secolo.

L'isola si trova nel Mar Egeo, a poca distanza dalla piattaforma anatolica.

Ha una forma all'incirca triangolare, con la punta rivolta a nordest. In questo triangolo spiccano due profondissimi golfi, entrambi con apertura a sud, che costituiscono due eccezionali porti naturali.

L'interno è prevalentemente collinoso e culmina con il monte Olimpo (968 m), da non confondere con il più celebre e ben più alto omonimo nella Grecia continentale e altri omonimi sparsi in tutta l'area (Cipro, Turchia ecc.).

La verde isola di Lesbo è una meta estiva popolare senza essere troppo affollata. Qui è il luogo dove è vissuta la poetessa Saffo nel settimo secolo Avanti Cristo. Ed anche Alcaios, un altro poeta antico, e presunto amante di Saffo. Il filosofo Theofrasto nasceva qui nel quarto secolo AC ed il poeta vincitore del premio Nobel Odysseas Elytis proviene anche lui dall'isola. I Greci chiamano l'isola Lesvos o Mytilene, dal nome della capitale. È grande ed ha un paesaggio meraviglioso, da esplorare. Dato che qui c'è una grande base militare dove i giovani greci svolgono il servizio di leva, la vita notturna è abbastanza selvaggia, senza però essere esagerata o estrema come ad Ios o a Kos. Ci sono villaggi molto tranquilli su Lesbo per quelli che cercano pace e quiete.

Lesbo è  un'isola vulcanica e nel corso della sua storia ha subito diversi terremoti, e gli storici sostengono, per questa ragione, che molte città  dell'isola oggi siano sepolte in mare.
Nonostante la florida vegetazione, non ci sono fiumi di grande rilievo, e nemmeno laghi, anche se si possono trovare alcune cascate nella parte settentrionale dell'isola, in particolare a Evergetoulas, Tenagion, Sedountas e Vourkas nella zona di Plomari e di Almiropotamos a Vrissa.
L'isola ha molte montagne, delle quali la più alta è il massiccio di Lepetimno nel nord, con la cima più  alta, Profitis Ilias (968 m.). Le altre montagne sono: Olimbos (967 m.), Psilokoudouno (914 m.), Roditis a Megalohori (845 m.), Kouratsonas (785 m.) tra Vatoussa e Parakila, e Profitis Ilias (799 m.).
La fauna di Lesbo è molto variegata.Le miniere di sale a Kaloni sono residenza permanente di 50 coppie di aironi, oltre ad ospitare saltuariamente altri esemplari di specie avicole, talvolta anche molto rare.
Nelle grotte di Skala, a Eressos, trovano rifugio le foche, ed al monastero di Limonas un paio di foche del Mediterraneo hanno trovato rifugio, mentre nel monastero di Limonas, c'è un'area protetta proprio per gli uccelli selvatici.
Sull'isola abbondano gli uliveti che hanno reso famosa Lesbo per la sua produzione di olio.
I vigneti anche sono molto diffusi, ed in particolare quelli di Plomari sono noti per la produzione di vino di eccellente qualità , oltre che di ouzo, l'aperitivo più diffuso in Grecia.



La coltivazione è favorita dal clima mite dell'isola, umido e mediterraneo con inverni miti. La temperatura media in estate è di 30 C, mentre in inverno si scende a 10° C.
Gli abitanti di Lesbo sono gentili e disponibili, amano gli stranieri e trattano i loro ospiti con affetto e simpatia.
L'isola di Lesbo è unica dal punto di vista architettonico.La facciata delle case sono decorate con belle ringhiere decorate, ed i palazzi più antichi presentano colonne ioniche o doriche, frontoni, facciate monumentali ed archi, spesso impreziositi da antiche statue.

Gli abitanti di Lesbo tengono molto alle loro tradizioni. In molti villaggi, l'albero di Natale è sostituito da un ulivo, e tradizione vuole che la notte di Capodanno i giovani, senza parlare, si rechino a prendere acqua alle sorgenti per poi spargerla nelle case come segno di augurio per i futuro. In altri villaggi, il giorno di Capodanno, gli uomini rompere un melograno all'ingresso di casa, mentre si tiene in mano un ferro: il melograno simboleggia ricchezza e prosperità , mentre il ferro simboleggia la salute.
A Plomari, la gente appende ramoscelli d'oliva alle porte, perchè porti prosperità  alle coltivazioni di oliva dell'anno a venire.
A Pasqua, l'arcivescovo beve il vino da una coppa d'argento che in seguito lancia sulla folla: chi prende la coppa vince un premio e uova di Pasqua.
Gli abitanti di Lesbo amano la musica. Durante le feste i gruppi folk suonano musiche allegre, mentre i ragazzi ballano danze tradizionali.
Giacche, pellicce, abiti da donna ricamati, seta, tessuti colorati fanno parte del costume tradizionale di Lesbo.
Tra i lavori artigianali più diffusi la ceramica, il legno intagliato, e lavorazione del rame.
Ad Agiassos si possono trovare veri capolavori in argilla o in legno d'ulivo.
Da ammirare anche i lavori artigianali in pietre dure e argento, le "velentzes", ovvero tessuti ricamati, i tappeti e il lavoro di cesteria.
Fin dall'antichità , Lesbo è stata molto importante anche nel campo della letteratura.
E' stata per esempio la patria di Pittaco, di Arion, un famoso poeta e musicista, dei poeti Saffo e Alceo, cosi come del creatore di drammi Terpandro.
Altre personaggi famosi che provengono da Lesbos: Eftaliotis Argiris, Mirivilis Stratis, Ilias Venezis, il poeta premio Nobel Odysseas Elitis ed il pittore Teofilo.

Il capoluogo dell’isola è Mitilini, costruita ad anfiteatro proprio dove sorgeva l’omonima città antica, con il suo castello bizantino costruito nel XIV secolo che domina la baia dalla collina coperta di pini. All’estremità nordorientale della città si trova l’antico teatro di epoca ellenistica, con una capienza di 10 mila spettatori ed una meravigliosa acustica. Importante il Museo Archeologico, ricco di reperti, ed il Museo Bizantino, con opere di epoca bizantina e post-bizantina. Interessanti da visitare sono la città vecchia, Toursi, il mercato, la Casa di Menandro, una villa romana, Geni Tsami, la moschea, ed anche alcune chiese, come la Cattedrale, dedicata a Sant’Attanasio, in greco Agios Athanasios, la chiesa di Agios Therapon e la chiesa di Agii Theodori, con una splendida iconostasi e notevoli icone.

A nord dell’isola è situato Molivos, Mithimna, uno dei centri più noti per le vacanze e la tradizione artistica dell’isola, con il castello medievale che domina l’abitato e la sua architettura autentica.

Sulla costa meridionale dell’isola c’è Vaterà, importante centro turistico, con una lunghissima spiaggia, e Plomari, la seconda città, per dimensioni, dell’isola di Lesbo, con un’architettura interessante, splendide spiagge e notevole sviluppo turistico. Inoltre, Plomari è nota per il liquore “ouzo”, di eccezionale qualità. A Lesbo, esistono anche delle sorgenti di acque termali nel golfo di Geras, a Thermì, Liovori, Eftalou, Polihnitos ed altrove.

Lesbo ha un aeroporto internazionale a 8 chilometri da Mitilini collegato giornalmente da e per Atene e Salonicco e nel periodo estivo con diverse isole dell’Egeo. E’ possibile, inoltre, raggiungere Lesbo con traghetti giornalieri dal porto del Pireo, da Salonicco e Kalava. Numerosi i collegamenti via mare anche con Chio, Limnos, Samos, Rodi e Icaria.

La foresta pietrificata di Sigri: nel corso della grande attività vulcanica che ha interessato l’isola di Lesbo durante l’Oligocene e le età Miocene, , tra i 15 e i 20 milioni di anni fa, le ceneri vulcaniche hanno coperto gli alberi della zona e favorito così la fossilizzazione del bosco subtropicale nella zona nordoccidentale di Lesbo.
Il Castello medievale di Mitilene costruito a partire dal V secolo sul sito dell’acropoli.
Il Monastero di Limonos, il più grande e il più importante monastero di Lesbo, si trova a 4 chilometri a nordovest del villaggio di Kalloni. Dedicato a San Michele Arcangelo, è stato fondato in epoca bizantina.
L’acquedotto romano di Moria sorge a 600 metri ad ovest del villaggio a 6 chilometri da Mitilini. Si tratta di uno dei primi grandi successi tecnici di architettura del tardo romana, in quanto risale a circa alla fine del II secolo o agli inizi del III. Lungo 22 chilometri, la sua capacità di carico è calcolata in 127 mila metri cubi di acqua al giorno.



domenica 25 ottobre 2015

Le CASCATE



Generalmente le cascate si formano lungo i corsi dei fiumi perché, in un tratto del loro corso, la parte del terreno su cui scorrono è meno resistente all'erosione rispetto alla parte più a monte; con l'andare del tempo si forma un dislivello tra le due parti e viene così generata una cascata che può crescere in altezza lentamente con il passare degli anni.

Alcune cascate si formano nell'ambiente montano dove l'erosione è più rapida e il corso della corrente può essere soggetto a cambiamenti repentini. In questi casi per la formazione della cascata non sono necessari svariati anni di erosione. In altri casi la formazione di una cascata può essere "istantanea" a causa di processi geologici molto violenti come terremoti o eruzioni vulcaniche, come nel caso dell'Islanda che possiede più di diecimila cascate. In altri casi le cascate si formano in ambiente montano quando l'acqua delle precipitazioni piovose o dello scioglimento delle nevi anziché penetrare nel terreno come accade in suoli carsici scorre direttamente in superficie accumulandosi e confluendo in valli che poi bruscamente si interrompono con un dislivello altimetrico dando vita al salto o semplicemente scorrendo in forte quantità nei valloni.

Le cascate possono anche essere artificiali, fatte per abbellire giardini o il paesaggio o dovute a chiuse e a dighe costruite per creare un lago artificiale durante il corso del fiume. Possono essere presenti anche in corsi d'acqua sotterranei all'interno di grotte.

In ogni caso le cascate sono dei fenomeni "temporanei" destinate a lungo andare ad essere distrutte dalla forza di erosione delle acque. Con il passare degli anni gli estremi delle rocce che formano la cascata sono destinati a rompersi ed a spostarsi sempre più a monte verso le sorgenti. Alle volte sotto allo strato di terreno più duro vi è un terreno più soffice che può essere a sua volta eroso formando una caverna sotto la cascata stessa.

Le cascate sono state da sempre un grosso ostacolo per il trasporto fluviale. In molti casi il problema è stato risolto costruendo canali artificiali che aggirano l'ostacolo. In altri casi sono state costruite delle vasche che vengono chiuse tramite sbarramenti e riempite d'acqua ogni volta che un'imbarcazione vi entra, in questo modo è possibile innalzare il natante fino al livello del fiume sopra la cascata; lo stesso principio applicato al contrario permette alle navi di discendere il fiume oltre la cascata.



L'acqua è un elemento molto apprezzato in fotografia: che sia essa il soggetto principale o semplicemente una componente secondaria, la sua presenza può regalare allo scatto quel "qualcosa in più" in grado di valorizzarlo, rendendolo originale e particolarmente interessante.

Laghetti, ruscelli, cascate, ma anche fontane e onde del mare sono solo alcuni esempi di questa categoria che da sempre attraggono l'attenzione dei fotografi.

Normalmente si tende ad immortalare l'acqua come l'occhio umano la percepisce, cioè ferma ad un dato istante, o al più lievemente mossa (effetto peraltro ottenuto involontariamente); riprese di questo tipo possono però risultare eccessivamente classiche e prive di creatività.

Ma data la sua natura di fluido, l'acqua si presta perfettamente anche per scene "dinamiche": essere in grado di riprenderla durante il suo movimento è indubbiamente affascinante.

Non sono certo una novità fotografie di torrenti in cui sembra scorrere della seta o cascate che assomigliano a drappeggi bianchi: dietro a queste particolari immagini, gradevolmente surreali e oniriche, si cela una tecnica ben precisa, la "lunga esposizione".

L’arcobaleno o iride è un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro quasi continuo di luce nel cielo quando la luce del Sole attraversa le gocce d'acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana.

Visivamente è un arco multicolore, rosso sull'esterno e viola sulla parte interna, senza transizioni nette tra un colore e l'altro. Comunemente, tuttavia, lo spettro continuo viene descritto attraverso una sequenza di bande colorate; la suddivisione tradizionale è: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto. Esso è la conseguenza della dispersione e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce stesse. In casi più rari è possibile assistere a più arcobaleni, tipicamente due, di cui uno appare bianco e più attenuato.



L'aspetto di un arcobaleno è provocato dalla dispersione ottica della luce solare che attraversa le gocce di pioggia. La luce viene prima rifratta quando entra nella superficie della goccia, riflessa sul retro della goccia e ancora rifratta uscendo dalla goccia. L'effetto complessivo è che la luce in arrivo viene riflessa in una larga gamma di angoli, con la luce più intensa riflessa con un angolo di 40°–42°. L'angolo è indipendente dalla dimensione della goccia, ma dipende dal suo indice di rifrazione. L'acqua del mare ha un indice più alto di quella della pioggia, quindi il raggio di un arcobaleno negli spruzzi di acqua di mare è più piccolo di quello di un arcobaleno di pioggia. Questo è visibile a occhio nudo dal disallineamento di questi due archi.

Un arcobaleno non è qualcosa di concreto che abbia esistenza effettiva in una particolare posizione del cielo. Si tratta solo di un fenomeno ottico la cui posizione apparente dipende dal punto in cui si trova l'osservatore e dalla posizione del sole. La posizione di un arcobaleno nel cielo è sempre dalla parte opposta rispetto al sole, e l'interno è sempre leggermente più luminoso dell'esterno. Tutte le gocce di pioggia rifrangono la luce solare nello stesso modo, ma solo la luce di alcune di esse raggiunge l'occhio dell'osservatore. Questa luce è quella che costituisce l'arcobaleno per quel determinato osservatore.

L'arco è centrato sull'ombra della testa dell'osservatore, apparendo ad un angolo di 40°–42° rispetto alla linea tra la testa dell'osservatore e la sua ombra. Come risultato, se il sole è più alto di 42°, allora l'arcobaleno si trova sotto l'orizzonte e non può essere visto siccome di solito non ci sono abbastanza goccioline di pioggia tra l'orizzonte (che è l'altezza degli occhi) e la terra per contribuirvi. Eccezioni avvengono quando l'osservatore si trova sopra la terra, per esempio su di un aeroplano, su di una montagna o su di una cascata. Un arcobaleno può essere generato utilizzando uno spruzzino da giardino, ma perché vi siano abbastanza gocce, esse devono essere molto fini.