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venerdì 1 luglio 2016

GLI OCCHIALI

Nel nuoto l'uso degli occhialini non è obbligatorio ma è da ritenersi comunque indispensabile per proteggere gli occhi dal cloro o dal sale. Oggi esistono diversi modelli di occhialini da nuoto ma in tutti i casi le lenti devono essere resistenti, antiabrasione e possibilmente antigraffio; di solito sono composte in policarbonato ad alta resistenza e possono essere neutre o graduate. 

Gli occhialini svedesi stanno diventando sempre più popolari e sono disegnati principalmente per nuotatori agonisti. Poggiano esattamente sulla cavità oculare e quindi hanno meno presa rispetto agli occhialini ad uso ricreativo. Gli occhialini con la guarnizione sono più comuni. Le guarnizioni possono essere di due tipi: silicone o schiuma. La maggior parte dei nuotatori predilige il silicone ma altri scelgono la schiuma. La scelta si basa sulle preferenze personali, non ce n’è una giusta o sbagliata Una guarnizione ovale è più adatta a persone con un viso piccolo rispetto a una di forma rotonda in quanto è molto più simile alla forma naturale della cavità oculare.

Le maschere da nuoto sono esattamente a metà tra occhialini tradizionali e maschere da sub. Variano molto in termini di dimensioni e alcune sono più aerodinamiche di altre. Sono molto popolari tra i bambini in quanto sono facili da indossare e non hanno bisogno di molti aggiustamenti e regolazioni e allo stesso tempo esiste una grande varietà di colori e tipi di lenti. I vantaggi di indossare una maschera sono numerosi:  si indossa attorno agli occhi e risulta così molto confortevole. Sono dotate di una guarnizione in silicone che le fissa al viso e non sono necessarie numerose regolazioni. Forniscono un campo visivo molto ampio in quanto la lente è più lontana dall’occhio rispetto agli occhialini tradizionali.

Le lenti ambrate offrono una visione eccellente sia in ambienti con luce bassa che alta. Nelle piscine coperte amplificano la luce rendendo più chiara la visione in acqua, all’aperto invece la riducono, permettendo al nuotatore di non socchiudere gli occhi. E’ il colore ideale per tutti gli ambienti.  Le lenti trasparenti forniscono una luce naturale senza filtrare il colore. Questo le rende ideali per gli ambienti con scarsa illuminazione, cielo coperto o acque torbide all’aperto dove è necessaria la massima visibilità. Lenti blu o viola sono state progettate per dare all’occhio un moderato livello di luce fornendo allo stesso tempo protezione dagli abbagliamenti. E’ un colore pratico in quanto si adatta a più condizioni. Le lenti specchiate sono utilizzate in presenza di molta luce in quanto la riflettono lontano dagli occhi. Gli agonisti spesso usano gli occhialini con le lenti a specchio per non permettere agli avversari di vedere i loro occhi rendendoli parte integrante della strategia di gara. Sono ideali per le competizioni o gli allenamenti all’aperto. Le lenti scure proteggono dalla luce solare diretta e da alti livelli di luminosità come veri e propri occhiali da sole.
Il policarbonato è forte e resiste ai graffi. E’ disponibile in un’ampia gamma di colori e può essere dotato di proprietà anti-appannamento e protezione dai raggi UV. L'optical Grade è un materiale plastico di alta qualità che viene utilizzato per gli occhiali da vista. E’ leggero, resistente ai graffi e subisce meno deformazioni rispetto a lenti più economiche. Il rivestimento anti-fog è un sottile strato di trattamento anti-appannamento che viene applicato alla lente. Si corrode nel tempo ed è possibile riapplicarlo grazie a gocce o spray acquistabili separatamente.

Fino a uno o due decenni fa si faceva seriamente fatica a trovare occhialini con lenti graduate a meno che non si era disposti a spendere una piccola fortuna. Ora c’è una buona gamma di occhialini con lenti graduate ad un prezzo ragionevole. 




Per tenerli in buone condizioni: sciacquare gli occhialini in acqua fredda per eliminare cloro, sale o sabbia, lasciarli asciugare in un ambiente caldo ed igienico, non lasciarli alla luce diretta del sole, che potrebbe seccare il silicone e causare la dissolvenza del colore, non strofinare la parte interna delle lenti in quanto potreste graffiarli e rimuovere il rivestimento anti-fog. E’ consigliato tenerli in un sacchetto o una bustina per fornire un’ulteriore protezione. 

La scelta del modello deve essere fatta in base alle proprie esigenze, partendo dalla scelta di base: nuoto al chiuso o all'aperto. Per il nuoto all'aperto (sia in piscina che in acque libere) è importante proteggere gli occhi anche dai raggi solari UV. In questo caso è di importanza fondamentale utilizzare occhialini specchiati, che possano riflettere i raggi del sole. Durante una competizione all'aperto, soprattutto a dorso, è impensabile non utilizzare degli occhialini specchiati o comunque con una lente molto scura. 

In caso di allenamenti o competizioni in acque libere è bene scegliere degli occhialini con un corpo realizzato in silicone morbido (per attutire eventuali urti), lenti più grandi rispetto ad occhialini da nuoto standard (che permettano una visione quanto più ampia possibile), resistenti all’appannamento e con protezione dai raggi ultra violetti. L'occhialino deve comunque essere quanto più possibile  morbido, ergonomico, resistente e compatto. 

Gli occhialini da competizione vanno scelti con cura perchè devono restare saldi sul viso durante il tuffo di partenza e per tutta la durata della gara. Non devono ballare durante il gesto atletico, devono essere compatti e la loro scelta sarà effettuata sulla base delle caratteristiche somatiche del proprio viso. E' importante scegliere occhialini performanti studiati per il contesto di gara. Proprio perchè indossati per diverse ore al giorno gli occhialini da allenamento non devono comprimere in alcun punto il viso; l'elastico deve essere facilmente regolabile e l'occhialino deve aderire bene al viso senza che esso sia regolato eccessivamente stretto.

Gli occhialini per bambini al di sotto del decimo anno di vita devono poter essere indossati e regolati con estrema facilità. Spesso la sistemazione degli occhialini da nuoto dei bambini mette a dura prova la pazienza dei loro istruttori/allenatori. Quando un genitore sceglie un paio di occhiali per il figlio deve prima di tutto considerare la sicurezza del prodotto e la facilità di utilizzo. E' assolutamente sconsigliato l'uso di occhialini per adulti e sono da preferire sempre occhialini monoblocco con elastico singolo.

Gli occhialini da donna sono normalmente più piccoli dei modelli unisex e con forme e colori più adatti al gentil sesso. Da un punto di vista pratico la scelta di occhialino anche se da donna deve rispettare le direttive riportate precedentemente.




venerdì 11 settembre 2015

LA RAZZA



Il più antico esemplare fossile di razza risale al Giurassico (oltre 150 milioni di anni fa). Gran parte delle specie è nota solo attraverso reperti di denti, dentelli dermici e spine, ma sono stati ritrovati anche corpi interi e ben conservati di pesci chitarra che mostrano come questi pesci abbiano subito pochi mutamenti nel tempo. Per molti gruppi le testimonianze fossili sono incomplete, primi fra tutti le razze d’acqua dolce di origine assai recente (4-5 milioni di anni fa). Confrontando la distribuzione delle razze odierne con la storia geologica della Terra si deduce che alcuni gruppi di razze esistevano da tempi più remoti di quelli indicati dai fossili rinvenuti. Le razze fossili del Cretacico inferiore sono relativamente rare, molto più comuni quelle del Terziario (65-25 milioni di anni fa), in particolare dell’Eocene. Si tratta soprattutto di denti, ma nelli scisti della formazione Green River (Wyoming, USA sono stati trovati molti corpi interi di Heliobatis, rimasti intrappolati nei laghi costieri in seguito all’abbassamento del livello di mari e oceani.

I primi fossili di Rajidi sono stati trovati nel Mediterraneo (risalgono a 70 milioni di anni fa) ma questo gruppo di razze colonizzò soprattutto Atlantico e Pacifico, sfruttando l’antico passaggio del Mare della Tetide. Ma è anche possibile che gli antenati dei Rajidi vivessero nel mare che circondava il supercontinente di Gondwana. Questo gruppo, che annovera Raja nasuta, è ancora rappresentato nei mari di Sud America e Oceania. Queste regioni erano un tempo unite (anche con l’Antartide, a formare Gondwana), ma si separarono. Dal momento che i Rajidi non migrano attraverso l'oceano, dovevano essere presenti lì prima della divisione di Gondwana (80 milioni di anni fa). I primi fossili antartici risalgono a 50 milioni di anni fa.

Disponiamo di conoscenze piuttosto complete sull'ecologia e sulla biologia delle razze. Sappiamo, ad esempio, che quasi tutte vivono e si nutrono sul fondo o presso questo, ma in quanto agli aspetti più reconditi della loro vita, le informazioni ottenute dagli scienziati sono scarse. Tramite le caratteristiche anatomiche, si può tracciare un profilo generale delle loro abitudini.

Per la grande varietà che si riscontra nella forma del loro corpo, le razze sono soggetti ideali per gli studi ecomorfologici.



La famiglia dei Raidi è quella delle razze. Si tratta di raiformi ovipari il cui corpo è più o meno quadrato. Hanno coda lunga e sottile, provvista da due pinne dorsali, e la loro pelle rugosa è ornata di macchie colorate. Vivono in tutti i mari, ma in particolari in quelli temperati e nell'emisfero boreale. Alla razza appartengono diverse specie: la razza chiodata, quella bavosa o cappuccina e la razza monaca o dal muso lungo. La razza chiodata misura circa 90 centimetri a metri 1,25 di lunghezza, compresa la coda . Si chiama così perchè presenta delle protuberanze dure, senza una forma geometrica ben definita, presenti sulla pelle. Ha il corpo di colore grigio-bruno macchiato di nero. Vive nell'Atlantico orientale, nel Mediterraneo e nel Baltico. Caccia all'agguato affondandosi nella sabbia, da dove sorveglia i dintorni servendosi dei suoi occhi dorsali e poi quando avvista le prede, piomba all'improvviso su di esse. Si nutre di pesci e di crostacei, che cattura coprendoli col proprio corpo. Le uova sono molto grandi e vengono deposte a gruppi nel fondo. Esse sono costituite da un guscio corneo rettangolare, che può misurare fino a 9 centimetri di lunghezza ed è provvisto, agli angoli, di appendici cave dalle quali penetra l'acqua necessaria alla respirazione dell'embrione; sono presenti anche dei filamenti di attacco che permettono l'adesione dell'uovo alle rocce ed alla vegetazione sottomarina. La razza bavosa o razza cappuccina ha delle dimensioni tali da risultare redditizia per il commercio. In realtà si mangiano solo le pinne pettorali che hanno un'apertura di 2 metri circa. Misura circa 20 centimetri di lunghezza. Ha un muso appuntito e allungato. La coda è costituita da una fila di aculei. La faccia dorsale è bruna, macchiettata di chiaro, mentre la faccia ventrale è bianca e presenta alcuni punti neri corrispondenti a organi sensoriali. Vive nel Mar del Nord e nell'Atlantico, ma anche sulle coste francesi. Si nutre di pesci piatti, di crostacei e di vermi. Questa razza depone uova rettangolari, i cui angoli sono prolungati da delle spirali. La razza monaca o dal muso lungo vive nel Meditterraneo e nell'Atlantico orientale sino a Capo Nord. Misura fino a 1,50 metri di lunghezza. Non si distende completamente sulla sabbia, ma si appoggia sulle pinne pettorali, in modo da lasciare uno spazio libero tra il corpo e il fondo. La parte inferiore del corpo è piena di terminazioni nervose che fungono da organi tattili.

La razza appartiene alla classe dei pesci cartilaginei, così come gli squali, le pastinache, le mante e i pesci sega. Le cosiddette razze elettriche, invece, formano un ordine a parte, quello dei Torpediniformi.

La razza, più nello specifico, appartiene alla famiglia dei Raiformi, la quale comprende circa 600 specie di razze diverse, tra cui le più conosciute sono la razza chiodata, la razza quattrocchi, la razza bavosa o cappuccina e la razza monaca. I caratteri generali delle principali famiglie sono facili da distinguere ma le singole specie sono spesso estremamente simili e difficili da riconoscere. Maschi e femmine, giovani e adulti, anche della stessa specie, differiscono nella forma e nel colore e l'identificazione diventa ancora più difficoltosa se pensiamo che ogni zona ha una sua tipica fauna di razze, perché questi pesci hanno un areale limitato.



I raiformi, le razze, hanno il corpo schiacciato e risultano quasi piatti, la loro forma è squadrata, la pelle rugosa e la coda lunga e sottile. Le pinne pettorali sono molto ampie e, unite al tronco, creano delle strutture peculiari chiamate "dischi" a forma di cuneo, ovale, cerchio o triangolo. Il colore della razza è tendenzialmente bruno-grigiastro sul dorso e bianco sul ventre, entrambi i lati sono costellati di macchie colorate, bianche, nere, blu, rosse etc.. Gli occhi e le narici sono posti sul lato rivolto verso l'alto, mentre la bocca è posta sul lato rivolto verso il basso nel quale si possono notare anche delle fenditure o fessure bronchiali che la razza usa per la respirazione. La parte inferiore del corpo, inoltre, è piena di terminazioni nervose che fungono da organi tattili. Le dimensioni della razza pure sono molto variabili, fermo restando che le razze sono tra i pesci più grandi e raggiungono il metro e mezzo di lunghezza per due metri di larghezza (considerando le ali).

Le razze sono diffuse in tutti i mari, ma in particolare in quelli temperati e nell'emisfero boreale, alcune di esse trascorrono buona parte della vita nella acque salmastre di delta o estuari. Vi è poi un numero limitato di specie che si sono ambientate nelle acque dolci di fiumi situati a migliaia di chilometri dalle coste. Tendenzialmente sono pesci prevalentemente sedentari che vivono parzialmente infossati nella sabbia lasciando sporgere solo occhi e narici, per questo prediligono fondali sabbiosi e fangosi fino a 700 metri di profondità.

Gli esemplari di razza che vivono nel mar Mediterraneo e nei nostri mari sono: la razza chiodata, la razza quattrocchi e la razza monaca.

La razza ha due diverse strategie riproduttive: come oviparo depone le uova, che sono uova molto grandi e di forma rettangolare (fino a 9 cm di lunghezza), o come mammifero sviluppando l'embrione nell'utero materno senza, però, la presenza di una placenta che unisca il piccolo alla madre.

La razza viene pescata con reti a strascico, con reti da posta e con palangari di profondità. A tutt'oggi le razze sono uno dei pesci maggiormente catturati in tutto il mondo, tanto che secondo l'IUCN e il WWF questa specie è prossima alla minaccia di sopravvivenza. In molti Stati, quindi, si è deciso di controllarne severamente le catture.

Nelle varie epoche le razze son state sfruttate dall'uomo per fini diversi: per esempio i samurai giapponesi rivestivano l'elsa delle spade con la pelle ruvida delle razze, dalla coda si ricavavano mazze e collane, dagli aculei le punte di lancia, dalla pelle il cuoio e la carne veniva e viene cucinata come prelibatezza in tutto il mondo. Della razza si consumano le grandi pinne pettorali o ali separandole dal resto del corpo. È consigliabile un periodo di frollatura in congelatore per fare in modo che le carni si ammorbidiscano. Il loro sapore è molto gustoso, simile a quello della sogliola, ma la consistenza è più soda e compatta. Le preparazioni alle quali la razza si presta meglio sono al forno, al cartoccio, o in padella con pomodorini e capperi. Tra le razze nostrane la più pregiata è la razza chiodata.