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giovedì 3 marzo 2016

FARE LA PIPI' IN MARE.....



Molti lo fanno, pochi lo ammettono. Durante il bagno nel mare capita proprio che scappi... la pipì. Il galateo di certo non lo consiglia ma quanto al rispetto per l'ambiente non ci sarebbero controindicazioni. A dirlo è la American Chemical Society che suggerisce che la discutibile pratica possa apportare addirittura dei vantaggi all'ecosistema marino.
La prima ragione per cui non si creano danni è la composizione simile. L'urina è composta per circa il 95% da acqua e contiene sodio e ioni cloruro. L'acqua del mare, di contro, è composta dal 96,5% d'acqua e contiene sodio e cloruri anche se in concentrazione più alta. Entrambe contengono potassio. Dunque, dopotutto, l'urina non altera drammaticamente l'acqua del mare.
Un altro fattore in gioco è l'urea, il principale prodotto di scarto dell'urina. La quantità, però, è molto scarsa, specie in relazione ai mari. Inoltre, l'urea contiene molto nitrogeno che si combina con l'acqua per produrre l'ammonio. L'ammonio, a sua volta, nutre le piante marine, quindi è benefico. Inoltre, tutti gli animali che vivono nell'oceano fanno la pipì al suo interno. Una balena, per esempio, ne può fare 970 litri al giorno. Gli esperti, però ammoniscono: "Non fare la pipì in piccoli specchi d'acqua e, soprattutto, non in piscina".



Gli esseri umani, comunque, eliminano anche tracce di altri elementi, come i prodotti derivati dalla decomposizione dei farmaci. Ci sono studi che testimoniano la "femminilizzazione" di pesci a causa di ormoni per il controllo delle nascite. Inoltre, si sono verificati casi di cambiamenti comportamentali in pesci esposti ad ansiolitici. Per queste ragioni, è meglio evitare di fare pipì in piccoli tratti di mare dove l'acqua non circola.

E anche nello scenario estremamente raro che tutta la popolazione mondiale "andasse in bagno" nello stesso momento lungo la battigia di un oceano, la quantità di urea emessa sarebbe comunque minima rispetto alla quantità d'acqua presente.

Senza contare che l'azoto è un concime importante che contribuisce alla sopravvivenza di alcune specie di piante all'interno della biosfera acquatica.



mercoledì 19 agosto 2015

DEPRESSIONE DI FINE ESTATE



Fine agosto è considerato il periodo della fine dell’estate, in attesa dell’autunno.

Per la medicina cinese invece siamo già entrati dalla prima settimana di agosto, nella stagione autunnale. Ricordiamo che il suo elemento è il metallo  e  il suo organo imperatore è il polmone non solo per patologie respiratorie come l’asma tipicamente stagionale legato per esempio alla pollinazione dell’ambrosia ma anche per la sua emozione corrispondente: la tristezza

Alcuni individui ricordiamolo sono particolarmente inclini alla melanconia per costituzione e talora per la recente perdita di qualcosa o qualcuno a loro caro oppure al quale erano molto attaccati, in entrambi i casi questi individui sono maggiormente a rischio in questa stagione definita autunno.
La depressione come patologia è in agguato e rischia di peggiorare anche in coloro che assumono con regolarità farmaci antidepressivi. Infatti questi farmaci spesso non bastano a dare una svolta e tanto meno a sostenere a sufficienza i pazienti: aiutano ma non bastano.

Il nostro comportamento inconsapevole ma spesso distruttivo è incapace di vedere cosa si cela dietro una frase mal detta, una esclusiva attenzione al denaro, un atteggiamento cinico nei confronti del prossimo, una continua protezione del nostro tempo e spazio. Ci allontaniamo pericolosamente da noi stessi.



In periodi come questo in cui l’estate non ha portato il solito calore e la solita luce dobbiamo stare ancora più attenti. Attenti ai nostri comportamenti meccanici, attenti a non divulgare tramite i social network le paure e le menzogne di coloro che ci vorrebbero impauriti e tutti in terapia antidepressiva. Attenti alla nostra aggressività non solo verbale e cerchiamo di essere noi stessi fonte di calore e luce per coloro che si avvicinano a noi.

Infine stiamo attenti anche all’alcool e alle droghe leggere pericolose perchè ci annebbiano la mente e peggiorano in modo talora drammatico il nostro disagio, compromettendo la nostra lucidità e capacità di reagire in modo corretto non solo in quell’istante ma in modo più profondo.



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